4 ore alla settimana, ricchi e felici lavorando 10 volte meno


Timothy Ferriss, 4 ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando 10 volte meno, Cairo Editore, trad. S. Viviani

Crescita Personale, Crescita & Sviluppo

L’autore si propone di insegnare ai lettori come riconoscere e cogliere possibilità che altri trascurano al fine di liberare tempo e automatizzare gli introiti economici, entrando così in quella categoria dei Neo Ricchi per i quali il vero valore è la...




Timothy Ferriss, 4 ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando 10 volte meno, Cairo Editore, trad. S. Viviani

Timothy Ferriss, 4 ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando 10 volte meno, Cairo Editore, trad. S. Viviani è disponibile su Amazon Timothy Ferriss, 4 ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando 10 volte meno, Cairo Editore, trad. S. Viviani è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché offre spunti interessanti per rivedere alcuni aspetti della propria vita senza doverla necessariamente stravolgere, se non si è pronti ad un cambio radicale fornisce comunque strumenti utili nei vari capitoli che si prestano a facile applicazione....


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Timothy Ferriss, 4 ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando 10 volte meno, Cairo Editore, trad. S. Viviani

Riassunti di libri di crescita personale


Timothy Ferriss, 4 ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando 10 volte meno, Cairo Editore, trad. S. Viviani Chi è l’autore? Timothy Ferriss è un ex campione mondiale di tango e campione nazionale di kickboxing, ex amministratore delegato di un'azienda e docente alla Singularity University all'interno dell'Ames Research Center della NASA, nella Silicon Valley. Ha scritto diversi libri che parlano principalmente di auto aiuto. Qual è l’intento dell’autore? L’autore si propone di insegnare ai lettori come riconoscere e cogliere possibilità che altri trascurano al fine di liberare tempo e automatizzare gli introiti economici, entrando così in quella categoria dei Neo Ricchi per i quali il vero valore è la possibilità di scelta. Questo libro insegna: Il DEAL è l’acronimo che definisce dettagliatamente il processo per entrare nella cerchia dei Neo Ricchi, processo che si fonda sulla constatazione che la Realtà è negoziabile e che le regole possono essere infrante o aggirate senza necessariamente essere amorali: D, che sta per definizione, identifica la fase in cui si sovverte il senso comune definendo nuove regole e obiettivi per la progettazione di un differente stile di vita; E, che sta per Eliminazione, rappresenta la seconda fase in cui si eliminano elementi ininfluenti e poco utili per la generazione di tempo produttivo, primo dei tre ingredienti per progettare uno stile di vita più lussuoso; A, che sta per automazione, riguarda la fase che permette di ottenere flussi di cassa in modo automatico rivedendo il concetto di reddito, secondo ingrediente della progettazione dello stile di vita; L, che sta per Liberazione, è l’ultima fase che prevede di spezzare i legami con una singola località definendo così il terzo ingrediente che è quello della mobilità. Per chi lavora come dipendente il processo prevede un’inversione delle ultime due fasi, la sequenza diventa quindi DELA, è necessario infatti prima creare la libertà di luogo e successivamente rendere automatica la generazione di reddito. D come definizione. In questo capitolo l’autore esplica alcuni concetti essenziali per iniziare a maturare una nuova filosofia di vita. 1. Fondamentale è la differenza fra essere finanziariamente ricchi e vivere da milionari. Il valore pratico del denaro è determinato dalle 5 W, what (cosa), when (quando), where (dove) e with whom (con chi), i fattori alla base della possibilità di scelta che dona il vero potere ad un neo ricco. Le scelte poi non sono solo quelle che ci vengono presentate, ma bisogna riconoscere le opzioni laterali. 2. Le regole base dei NR (Neo Ricchi) sono generalmente divergenti da ciò che il resto del mondo è solito fare. Siamo abituati a pensare alla pensione come il traguardo da raggiungere, in realtà sarebbe preferibile basarsi su mini-pensionamenti nell’arco della vita. Mesi di progetti lavorativi e periodi di riposo alternati, pianificati efficientemente anche per sfruttare gli alti e bassi delle capacità, interessi e resistenze mentali che attraversiamo ciclicamente. La nostra cultura tende a premiare un maggior carico di lavoro, ma svolgerne meno in modo da concentrarsi su attività più rilevanti sul piano personale, non è sinonimo di pigrizia perché è la produttività che fa la differenza. Non si dovrebbe aspettare mai “il momento giusto” per fare qualcosa perché le condizioni non saranno mai perfette. È altresì importante, e più utile, concentrarsi sui nostri punti di forza e non cercare di colmare lacune. Inoltre, bisogna sempre considerare la differenza tra reddito relativo e reddito assoluto, quest’ultimo determinato soltanto dall’unica variabile del denaro, il primo dalle variabili tempo e denaro; il fattore tempo è essenziale, infatti, perché ci dona la libertà di utilizzare il denaro per ciò che desideriamo. 3. È importante definire le paure che ci portano alla non azione, in quel momento sarà possibile sconfiggerle e affrontare un cambiamento. Spesso travestiamo la paura con la negazione ottimistica, convincendoci che le cose andranno meglio. L’autore propone una serie di domande a cui rispondere per muoversi in questa direzione e smuovere la paura dell’ignoto. 4. La maggior parte delle persone punta alla mediocrità e ad obiettivi realistici, motivo per il quale sono anche quelli in cui maggiore è la competizione. Gli obiettivi irragionevoli e irrealistici sono più facili da raggiungere anche perché stimolano l’azione, e sono fonte maggiore di ispirazione e di energie verso qualcosa la cui ricompensa sarà decisamente più gratificante. Altro aspetto fondamentale è capire che cosa ci emoziona, definire quelle attività che andranno a riempire i buchi di tempo lasciati dal minor lavoro evitando così la noia. Viene proposto un esercizio per annullare le repressioni razionali verso ciò che potremmo desiderare indicando cinque cose che vorremmo avere, essere e fare se fosse impossibile fallire o se fossimo più intelligenti degli altri e una Dreamline il cui scopo è definire gli obiettivi finali, i mezzi necessari per raggiungerli e prendere slancio con i primi passi decisivi liberando poi il tempo e producendo il reddito necessario. E come eliminazione. È possibile realizzare di più facendo di meno e in questo capitolo l’autore propone dei principi per incrementare la produttività personale. 1. Viene introdotta la contrapposizione tra efficacia ed efficienza: bisogna prediligere la prima che si traduce nella capacità di fare le cose che si avvicinano ai nostri obiettivi. Una tecnica utile è quella proposta da Vilfredo Pareto, economista e sociologo vissuto tra il 1848 e il 1923, oggi nota come “Legge 80/20”. Essa identifica la distribuzione della ricchezza nella società e applicandola al di fuori dell’economia può essere generalizzata affermando che l’80% degli output è prodotto dal 20% degli input. Su questa base bisogna riconoscere quel 20% che causa l’80% di infelicità nella propria vita e viceversa quel 20% che causa l’80% della felicità eliminando quella percentuale negativa e concentrandosi su quella positiva. Un’altra legge da prendere in considerazione è “La legge di Parkinson” la quale afferma che l’importanza e la complessità (percepite) di un compito aumentano in rapporto al tempo assegnato per la sua esecuzione. Più il tempo a disposizione è poco, più la concentrazione è maggiore e di conseguenza si farà solo il necessario e l’essenziale evitando dispersioni di tempo, realizzando di più in minor tempo. Quindi operando una sintesi fra le due leggi la soluzione migliore è quella di identificare i pochi compiti critici che contribuiscono alla maggior parte delle entrate e programmarli con scadenze molto ravvicinate e definite. 2. Va coltivata l’ignoranza selettiva. È necessario evitare quelle informazioni che consumano tempo, non sono positive e non sono utili per i nostri obiettivi o fuori dalla nostra influenza. L’autore riporta la sua esperienza per esemplificare l’applicazione di questo principio nella vita e suggerimenti vari: informarsi mediante altri di cui ci si fida e aumentare la velocità di lettura tramite tecniche apposite come utilizzare una penna o un dito scorrendo la riga mentre si legge o allenando la visione periferica. Le proposte per passare subito all’azione prevedono una settimana immediata di digiuno mediatico, porsi domande sull’effettiva utilità di qualche informazione con cui veniamo a contatto, praticare “l’arte del non-finire” abbandonando qualcosa che non vale la pena concludere. 3. Altro principio fondamentale è evitare interruzioni, quindi riunioni, discussioni, mail senza importanza, compiti ripetitivi e risolvere problemi agli altri. Si può fare imparando a disconnettersi, a creare risposte automatizzate, a focalizzare maggiormente i temi rilevanti degli incontri e utilizzando il batching, quindi raggruppando per lotti ed evitando azioni ripetitive che porterebbero via maggior tempo. A come Automazione. Questo è il capitolo che si propone di mostrare come i Neo ricchi riescono a costruire un sistema per sostituire se stessi delegando o pagando qualcuno, spesso di società specializzate, che faccia lo stesso lavoro liberando tempo utile per occuparsi di altro maggiormente remunerativo e proficuo. Il fine ultimo deve essere la creazione di una attività che proceda in automatico, definita dall’autore “musa”, e che generi denaro senza consumare tempo. Per fare questo le azioni necessarie riguardano prima di tutto la sua individuazione, quindi cercare un mercato a cui fare riferimento; studiare il prodotto e decidere se diventare rivenditori, licenziatari o crearlo; a questo punto bisognerà testare la musa per valutare le risposte dei clienti al prodotto prima di metterlo in produzione. Fatto tutto questo ci si potrà eliminare dall’equazione. Questo può avvenire affidandosi a degli outsourcer e l’autore elenca i passi necessari per ottenere il capitale necessario per questa operazione e per riuscire ad incrementare efficacemente la propria attività. L come liberazione. L’ultimo passo del Deal prevede di liberarsi dalle catene del luogo di lavoro. Per fare questo è necessario dimostrare il beneficio per l’impresa del lavoro a distanza e i passaggi fondamentali prevedono: un incremento di investimenti su di noi in quanto risorsa, magari con corsi di formazione, in modo che la perdita sia effettiva qualora ce ne andassimo; dimostrare che la produttività fuori casa sia maggiore; elaborare una lista che quantifichi a livello economico i benefici ottenuti mediante il lavoro fuori dall’ufficio; proporre un periodo di prova revocabile, aumentandolo man mano che i risultati siano tangibili e dimostrabili. L’autore a questo punto propone consigli utili e una serie di domande da porsi nel momento in cui la paura di assumere il controllo blocchi questo processo di liberazione. È bene fare i conti con queste paure e mettere in pratica alcuni esercizi che aiutino a capire quanto cambiare lavoro possa essere un processo naturale. Farsi domande come: Se foste licenziati oggi stesso, che cosa fareste per tenere sotto controllo finanziario la situazione? Azioni come: postare il curriculum sui principali siti di ricerca/offerta lavoro anche se non si sta per lasciare il proprio, o immaginare come si potrebbe sopravvivere in condizioni di bancarotta se si possiede un’azienda. La vera libertà è, secondo l’autore, avere il tempo di fare ciò che si vuole al di là del reddito economico. Una volta conquistata ci vuole allenamento per continuare a godere dei benefici del tempo in più dopo il periodo iniziale di novità, anche perché ci portiamo dietro schemi mentali legati a concetti come “il più è meglio” che alimenta una tendenza a riempire invece che orientarsi verso la produttività legata alla soddisfazione dei nostri desideri. Citazioni: «Nella scuola come nella vita, godere della reputazione di essere risoluti vi aiuterà a ricevere un trattamento preferenziale senza dover chiedere o combattere ogni volta.»«Se non riuscite a trovare un significato nella vostra vita, è responsabilità vostra di esseri umani crearlo, sia che si tratti di realizzare dei sogni o di trovare un lavoro che vi dia uno scopo e l’autostima: l’ideale sarebbe una combinazione delle due cose.» «Mettere per iscritto i dubbi ne riduce l’impatto per due motivi. Innanzi tutto, spesso è la natura ambigua dell’insicurezza che fa i danni maggiori. Definirla ed esplorarla per iscritto […] richiede una chiarezza di pensiero, attraverso la quale si scopre che la maggior parte delle preoccupazioni sono infondate. In secondo luogo, la registrazione di queste preoccupazioni in qualche modo sembra rimuoverle dalla testa.»«Per riuscire a cacciare gli spiriti maligni dalla mente, li dobbiamo prima affrontare. Il più insidioso è l’assuefazione alla velocità.»«Avere a disposizione troppo tempo libero significa semplicemente concimare l’insicurezza e alimentare la tendenza a girare a vuoto. [...] L’obiettivo ultimo non è diminuire il lavoro finalizzato al reddito. Ma vivere più intensamente, diventare qualcosa di più.»Perché leggere questo libro: Perché offre spunti interessanti per rivedere alcuni aspetti della propria vita senza doverla necessariamente stravolgere, se non si è pronti ad un cambio radicale fornisce comunque strumenti utili nei vari capitoli che si prestano a facile applicazione. Perché è ricco di esempi ed esperienze, domande ed esercizi oltre che materiale consigliato per affrontare un cambiamento. Questa scheda è stata realizzata da B. Muzzolon Categoria: Crescita & Sviluppo