L’ABC delle mie emozioni


M. Di Pietro, L’ABC delle mie emozioni, corso di alfabetizzazione socio-affettiva, Erickson

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia

L’intento del libro è di far comprendere e far scoprire il mondo emotivo dei bambini. L’autore descrive un percorso di giochi e attività che genitori, insegnanti e educatori possono proporre ai bambini per guidarli ad acquisire consapevolezza delle loro...




M. Di Pietro, L’ABC delle mie emozioni, corso di alfabetizzazione socio-affettiva, Erickson

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Perchè leggere questo libro

Perché suggerisce e stimola la coerenza nel modo di affrontare e gestite le emozioni. Perché è realizzato allo scopo di facilitare la comprensione del mondo affettivo e relazionale dei bambini rendendoli protagonisti di un percorso volto ad esplorare il...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "L’ABC delle mie emozioni" di M. Di Pietro è di circa 5/10 min.

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M. Di Pietro, L’ABC delle mie emozioni, corso di alfabetizzazione socio-affettiva, Erickson

Riassunti di libri di crescita personale


M. Di Pietro, L’ABC delle mie emozioni, corso di alfabetizzazione socio-affettiva, Erickson Chi è l’autore? M. Di Pietro è uno psicologo e psicoterapeuta che si occupa di problematiche emotive e comportamentali dell’età evolutiva e di aggiornamento degli insegnanti. Si è specializzato presso l’Istitute for Rational-Emotive Therapy di New York. Qual è l’intento dell’autore? L’intento del libro è di far comprendere e far scoprire il mondo emotivo dei bambini. L’autore descrive un percorso di giochi e attività che genitori, insegnanti e educatori possono proporre ai bambini per guidarli ad acquisire consapevolezza delle loro emozioni e gestirle tramite tecniche di ristrutturazione cognitiva. Conosci meglio il libro: • L’autore sottolinea l’importanza di conoscere e valorizzare l’educazione socio-affettiva del bambino, che viene ad assumere un ruolo attivo nella costruzione ed elaborazione della sua esperienza emotiva. Anche i bambini hanno un loro dialogo interiore fatto di pensieri che influenzano le loro reazioni emotive e i sentimenti. Riconoscere, rispettare e valorizzare il mondo affettivo e sentimentale del bambino e accrescere la sua capacità di gestire la propria vita emotiva è altrettanto importante quanto la capacità di leggere, scrivere e far di conto. Risulta evidente il fatto che determinate emozioni hanno un’influenza rilevante sull’apprendimento, sulla motivazione scolastica, e sulle relazioni interpersonali. Sviluppare l’intelligenza emotiva aiuta i bambini a diventare emotivamente competenti, a conoscere le loro emozioni e i loro sentimenti, a esserne consapevoli nel momento in cui si presentano e saper dare loro un nome. Inoltre stimola la loro capacità di riconoscere i propri comportamenti scorretti o inefficaci, e modificarli. • L’autore spiega come genitori, insegnanti e educatori possono aiutare i bambini a prendere consapevolezza delle proprie emozioni, aiutandoli a riconoscerle su se stessi e sugli altri, dar loro il giusto nome, esprimerle e distinguerle. Attività quali il volto delle emozioni, emozioni opposte, trova l’emozione, il gioco dei sentimenti, e tante altre coinvolgeranno i bambini alla scoperta del mondo del sé, delle emozioni e dei sentimenti, i propri e quelli degli altri. Comunicare ciò che si prova, come una situazione faccia sentire, dovrebbe essere una cosa normale e naturale. • L’autore illustra la terapia razionale-emotiva (RET) ideata dallo psicologo Albert Ellis, per spiegare quale meccanismo è alla base delle nostre reazioni emotive. I termini «razionale» ed «emotiva» vengono accostati per evidenziare come le reazioni emotive conseguenti alle situazioni della vita sono condizionate dal modo in cui le persone le rappresentano nella loro mente. La differenza delle reazioni emotive che le persone hanno nei confronti di uno stesso evento risiede proprio nei diversi contenuti del dialogo interiore. Se “alleno” i bambini a parlarsi in modo positivo e corretto avranno reazioni emotive più equilibrate e consapevoli: questo li aiuterà nella vita di tutti i giorni e faciliterà i loro rapporti interpersonali. • Modello ABC dell’emozione. Meccanismo mentale secondo il quale non è A (l’evento) a causare C (l’emozione), ma piuttosto è l’elemento B (i pensieri) che determina il tipo di reazione emotiva e comportamentale. L’autore illustra come attraverso attività mirate si possa stimolare la capacità dei bambini di pensare in modo razionale e costruttivo, per non essere in balia delle proprie emozioni e non avere reazioni emotive esageratamente negative in rapporto a una data situazione. Imparare a riconoscere da quali pensieri scaturiscono le emozioni e come modificare i pensieri su ciò che ci accade modifica l’intensità emotiva. Se Marta dopo aver preso un brutto voto (evento) pensa che di essere un disastro totale e che tutto le vada male (pensieri), proverà molta rabbia (emozione) e magari si rifiuterà di studiare; se invece Marta, rispetto allo stesso evento, pensa che “può capitare” e che dovrà impegnarsi di più (pensieri), proverà dispiacere e delusione (emozione), ma cercherà di capire come migliorare e farsi aiutare nello studio. • I virus mentali. L’autore esamina i pensieri che ci fanno stare emotivamente a disagio in quanto scatenano emozioni e comportamenti inefficaci. Nel testo vengono spiegati i virus mentali quali: 1. Pretendere ed esigere, 2. Dare interpretazioni sbagliate, 3. Svalutare, 4. Ingigantire, 5. Generalizzare. Esercizi specifici guidano i bambini ad individuare tali virus e a trovare le strategie per trasformarli in pensieri utili, che rendono gestibile e più accettabile l’emozione provata. È normale provare irritazione per uno sgarbo subito, ma non è utile essere accecati dalla rabbia e dalla collera. I genitori possono facilitare l’utilizzo di pensieri positivi nel bambino in modo che diventi naturale il loro utilizzo. Gli adulti possono porsi come modelli positivi fornendo esempi utili ai bambini “anche a me delle volte una voce dice che non potrò farcela!”, allora per non scoraggiarmi ribatto che posso provarci lo stesso e che magari sarà solo una questione di tempo e maggiore impegno. • Il testo illustra una serie di esercizi che i bambini possono fare con la guida di un adulto per esaminare la realtà e le situazioni della vita e per avere «la giusta visione delle cose». Come posso contenere stati d’animo eccessivamente spiacevoli del bambino? Come posso cambiare certi pensieri negativi che lo portano a vedere le cose in modo distorto? Attraverso una serie di attività, i bambini saranno allenati a correggere i pensieri negativi imparando ad usare le giuste parole per descrivere la realtà. Se un amico non mi presta un gioco, non è utile pensare che sia una cosa disastrosa, ingiusta e insopportabile; pensare ciò farà scaturire una emozione di forte e intensa rabbia. Un pensiero utile potrà essere “mi dispiace che il mio amico non mi abbia prestato il suo gioco posso provare a chiederglielo in un altro momento, magari quando finirà di giocarci lui!”. Il concetto della «la giusta visione delle cose» è trattato con tanti e svariati esempi applicabili alla vita quotidiana dei bambini. • Tollerare le frustrazioni. La difficoltà a tollerare le frustrazioni crea danno a noi stessi e a volte anche agli altri. Le frustrazioni, il senso di fastidio e di disagio, fanno parte della vita, non si possono evitare, ma si può imparare a tollerarle. Riuscire ad andare avanti, ad imparare, a superare difficoltà e ottenere ciò che si desidera grazie al fatto di aver tollerato un po’ di frustrazione. Chi ha una bassa tolleranza davanti alle frustrazioni non è sufficientemente allenato ad affrontare esperienze impegnative dove prevalgono pensieri negativi (i virus mentali). Le parole dei virus ingigantiscono il fastidio, la fatica e la noia: è troppo difficile, non lo sopporto, è troppo fastidioso. Risulta fondamentale guidare e allenare i bambini ad adattare e modificare il proprio dialogo interiore alle esperienze della vita, in modo che per loro risulti naturale parlare a se stessi con un linguaggio che allenti il senso di frustrazione (è difficile ma posso provarci, mi disturba ma non durerà molto, è fastidioso ma posso sopportarlo… ). • Ognuno è libero di scegliere come comportarsi: le persone responsabili trattano gli altri come vorrebbero essere trattate. L’autore sottolinea il diritto dei bambini di esprimere, in modo adeguato e corretto, idee e opinioni e allo stesso tempo il diritto di essere, per questo, rispettati. È importante quindi abituare i bambini ad esprimere liberamente ciò che provano, ciò che preferiscono e ciò che desiderano. Comunicare i propri desideri e fare richieste in modo deciso, chiaro e onesto, evitando un linguaggio e modi aggressivi, timorosi e prepotenti. I genitori e gli educatori vorranno guidare i bambini a chiedere e comunicare in modo assertivo. • Complimenti e critiche contribuiscono a formulare l’idea che il bambino ha di se stesso. È importante imparare a sentirsi a proprio agio così “come si è”, con le caratteristiche che si hanno, con pregi e difetti. Il bambino imparerà a rispondere alle critiche manifestando disaccordo in modo assertivo, esponendo le proprie ragioni o ammettendo il proprio sbaglio, infine, cercando di rimediare. La critica può essere vista come modo per imparare che alcuni nostri comportamenti non sono graditi a qualcuno: mettere in atto un comportamento sbagliato non equivale ad essere persone sbagliate. I bambini possono imparare a reagire alle critiche in diversi modi: accettarle, esprimere disaccordo, tacere, acconsentire o prendere tempo. Citazioni: «Parliamo in continuazione a noi stessi e la maggior parte delle nostre reazioni emotive e dei nostri sentimenti sono influenzati da tali pensieri.» «Nel corso degli anni i modi di pensare diventano abituali e si strutturano come elementi stabili del sistema di convinzioni dell’individuo senza che vengano mai messi in discussione.» «In realtà mente e cuore non sono entità contrapposte, ma si influenzano reciprocamente: se la mente è disturbata anche il cuore risulta sofferente, e viceversa se il cuore è sereno la mente funziona meglio.» « Non sono gli eventi di per sé a determinare le nostre tensioni emotive, ma il modo in cui reagiamo mentalmente a tali eventi » « Dicendo a te stesso che non sopporti certe cose ti arrabbi ancora di più e diventi litigioso » Perché leggere questo libro: Perché suggerisce e stimola la coerenza nel modo di affrontare e gestite le emozioni. Perché è realizzato allo scopo di facilitare la comprensione del mondo affettivo e relazionale dei bambini rendendoli protagonisti di un percorso volto ad esplorare il mondo delle loro emozioni. Questa scheda è stata realizzata da Francesca Pitzolu Categoria: comunicazione/psicologia Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia