Agilità emotiva: Non restare bloccato


Susan David, Agilità emotiva: Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro, trad. Massimo Simone, Ed. Giunti

Crescita Personale, Crescita & Sviluppo

L’intento dell’autrice è guidare il lettore in una riflessione, fornendo anche strumenti utili, per aiutarlo a diventare più consapevole delle sue emozioni, imparare ad accettarle, fare pace con loro e progredire migliorando la sua agilità emotiva.




Susan David, Agilità emotiva: Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro, trad. Massimo Simone, Ed. Giunti

Susan David, Agilità emotiva: Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro, trad. Massimo Simone, Ed. Giunti è disponibile su Amazon Susan David, Agilità emotiva: Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro, trad. Massimo Simone, Ed. Giunti è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché offre strategie utili e concrete verso una maggiore gestione emotiva rimandando a contesti di applicazione quotidiani che si possono direttamente sperimentare. Perché ricco di esempi ed esperienze che permetto una comprensione profonda dei temi...


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Susan David, Agilità emotiva: Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro, trad. Massimo Simone, Ed. Giunti

Riassunti di libri di crescita personale


Susan David, Agilità emotiva: Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro, trad. Massimo Simone, Ed. Giunti Chi è l’autore? Susan David è Psicologa presso la Harvard Medical School, cofondatrice e condirettrice dell’Institute of Coaching del McLean Hospital, e CEO di Evidence Based Psychology, una società di consulenza aziendale. Ha collaborato con l’alta dirigenza di importanti organizzazioni e il suo lavoro è stato pubblicato in numerose riviste di settore. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autrice è guidare il lettore in una riflessione, fornendo anche strumenti utili, per aiutarlo a diventare più consapevole delle sue emozioni, imparare ad accettarle, fare pace con loro e progredire migliorando la sua agilità emotiva. Questo libro insegna: Dalla rigidità all’agilità. Le nostre emozioni sono le risposte di un sistema neurochimico, frutto dell’evoluzione, che risponde ai segnali provenienti dal mondo esterno causando un adattamento fisico che mette in sincronia stato interiore e comportamento esteriore e determina una nostra risposta a quei segnali. Non sempre queste risposte risultano essere le più adeguate perché frutto di condizionamenti passati spesso dolorosi. L’agilità emotiva si esprime a livello di comportamento e pensieri, e mira ad inibire quelle abitudini fisiche e mentali che esprimendosi ripetutamente e ostinatamente di fronte a situazioni anche diverse ci impediscono di ottenere risultati migliori e di rispondere con flessibilità alle situazioni che ci si presentano. Le persone emotivamente agili, pur comprendendo che la vita non sia facile, sono maggiormente resilienti, dinamiche e flessibili, e in grado di sopportare elevati livelli di stress e di affrontare sentimenti negativi con curiosità, comprensione e accettazione. Quattro sono i passaggi fondamentali per l’acquisizione dell’agilità emotiva: 1. Riconoscere le proprie emozioni come parte di ciò che siamo, indipendentemente dal fatto che siano adeguate alla situazione o frutto di distorsioni dovute al passato. 2. Prendere le distanze da pensieri ed emozioni osservandoli per ciò che sono, in modo da creare quello spazio utile tra stimolo e risposta che ci permetta di non esserne controllati. 3. Seguire le nostre motivazioni nel momento in cui creiamo quello spazio di non reazione utile ad esplorare quale sia la modalità di risposta più allineata con ciò che siamo e ciò che vogliamo ottenere. 4. Andare avanti attraverso piccole modifiche quotidiane che portano a grandi cambiamenti. Essere in trappola. La mente umana elabora le informazioni sensoriali organizzandole in narrazioni significative e coerenti al fine di mantenere la nostra salute mentale. Spesso queste storie le accettiamo come verità senza porci troppe domande, anche quando non sono spiegazioni attuali ma schemi elaborati nel passato o nella primissima infanzia, processo che sfocia in quello che gli psicologi definiscono impegno cognitivo prematuro: diamo risposte costanti e inflessibili a idee, cose e persone e a noi stessi, carichi di emotività e governati dall’abitudine. Sono quelle risposte che spesso sono frutto di pratica e abilità ma tante volte invece non ci permettono di cogliere dettagli, errori, differenze, nuove opportunità, in definitiva non sono agili, e ci intrappolano impedendoci di prestare davvero attenzione al mondo così com’è e di rispondere in linea con i nostri valori profondi. Quattro sono le trappole più comuni: 1. Incolpare il pensiero, ad esempio con frasi come “pensavo che avrei provato imbarazzo, quindi sono rimasto in disparte alla festa”. 2. La mente scimmia, espressione utilizzata per indicare il chiacchiericcio interiore che salta da un argomento all’altro, grande spreco di tempo ed energie che ci allontana dal presente. 3. Idee vecchie e superate che ci tengono legati a schemi mentali non più funzionali al momento attuale. 4. Voler avere ragione a tutti i costi. Le emozioni ci hanno permesso di evolverci, anche quelle negative, motivo per il quale accettarle e riconoscerne la funzione utile ci darebbe un grande vantaggio. Normalmente le persone però non le accolgono e mettono in atto alcune modalità poco funzionali per affrontare le emozioni determinando due categorie di individui: 1. Gli imbottigliatori, generalmente uomini, che le mettono da parte e vanno avanti come se nulla fosse non arrivando alla comprensione di ciò che genera quella emozione e lasciando inesplorate questioni più profonde permettendo loro prima o poi di riaffiorare in modalità non intenzionale e incontrollata. 2. I ruminatori, generalmente donne, che si crogiolano nella loro sofferenza e fanno fatica a porre dei limiti concentrandosi sul passato e preoccupandosi per il futuro. Rispetto agli imbottigliatori hanno almeno la percezione dei loro sentimenti, sono consapevoli delle loro emozioni, ma sono sovrastati da esse. L’intenzione come per la prima categoria è positiva, c’è la volontà di affrontare la propria infelicità ma in realtà ci allontana dal cuore del problema sviluppando in molti casi anche sensi di colpa e spendendo rilevanti energie mentali. Ovviamente le due modalità possono essere utili in alcuni casi ma quando diventano abitudini allora sono controproducenti e intrappolano profondamente. Limiti del pensiero positivo. Un’altra modalità improduttiva di affrontare le emozioni è la ricerca della positività ad ogni costo. È stato dimostrato che le persone con elevati livelli di felicità manifestano talvolta comportamenti più rigidi perché il cervello elabora le informazioni in modo più schematico tralasciando dettagli; le emozioni negative favoriscono una elaborazione cognitiva più lenta e sistematica che ci permette di non affidarci a conclusioni immediate. L’autrice passa in rassegna alcuni lati positivi delle emozioni negative: favoriscono la produzione di argomenti, migliorano la memoria, incoraggiano la perseveranza, ci rendono più cortesi e attenti, favoriscono la generosità, ci rendono meno inclini al pregiudizio della conferma. I sentimenti sono messaggeri dai quali è possibile apprendere qualcosa che ci riguarda e che possono indirizzarci ad una maggiore comprensione di noi stessi, dei nostri bisogni, e per questo riconoscerle è importante, così come imparare a definirle per coglierne i messaggi impliciti e quelle informazioni utili per dirigere la nostra esistenza. Prendere le distanze. James Pennebaker è uno psicologo che per oltre quarant’anni studiò la relazione tra scrittura ed elaborazione delle emozioni. Le persone che scrivevano riguardo a episodi carichi emotivamente riportavano un rilevante aumento del benessere fisico e mentale, con riduzione dell’ansia e depressione, relazioni interpersonali maggiormente soddisfacenti, miglioramento della memoria, maggiore successo professionale. La tecnica permette di generare quella distanza tra pensatore e pensiero necessaria a sviluppare una nuova prospettiva, liberarsi e andare avanti trovando il modo di trasformare ostacoli in opportunità, renderci sensibili al contesto senza essere guidati da impulsi irragionevoli ed entrare in contatto con i nostri valori profondi. L’autrice a questo punto fornisce un’attività pratica che prevede di impostare un timer a 20 minuti per più giorni e in quel tempo iniziare a scrivere di esperienze emotivamente rilevanti di una settimana, un mese o un anno fa buttando poi il foglio. Un altro esercizio proposto è quello di pensare ad un aspetto di noi stessi che non ci piace e ripeterlo per una decina di volte, anche alterando l’ordine delle parole. Quei suoni non evocheranno più qualcosa di significativo ma qualcosa di ininfluente e anche ridicolo: si inizierà a guardare quel concetto creando uno spazio utile per non identificarsi con esso e tutte le emozioni negative che si porta dietro. Anche utilizzare la terza persona per riferirsi a sé stessi in situazioni emotivamente stressanti aiuta a prenderne le distanze e regolare le nostre reazioni. Seguire le nostre motivazioni è l’arte di vivere assecondando i nostri valori, credenze e i comportamenti che donano maggiore soddisfazione. Identificare quali siano questi valori è fondamentale, è il passo decisivo per innescare l’agilità emotiva, e non è semplice a causa del contesto in cui cresciamo, della cultura, della pubblicità, amici, familiari ed educazione che danno continui suggerimenti più o meno espliciti su ciò che dovrebbe essere importante. L’autrice stila una lista che identifica alcune caratteristiche dei valori: sono scelti liberamente; non sono obiettivi e sono in continua evoluzione; ci guidano senza vincolarci; sono dinamici; ci consentono di avvicinarci al modo in cui vogliamo condurre la nostra vita; ci liberano dai confronti sociali promuovendo l’accettazione di sé. Per iniziare a identificarli queste sono alcune domande utili: Cosa mi interessa veramente? Quali sono le relazioni che voglio costruire? Come voglio sia la mia vita? Come mi sento la maggior parte del tempo? In che tipo di situazioni mi sento più vitale? È importante capire che non ci sono valori giusti o sbagliati, ma qualcosa che è più funzionale allo stile con cui vogliamo affrontare la nostra vita. È un processo che richiede una certa dose di coraggio, che ci mette in condizione di affrontare le nostre paure e compiere delle scelte significative. Andare avanti verso una maggiore realizzazione è possibile mediante piccole modifiche facendo quello che si può, con quello che si ha, nel luogo in cui ci si trova, senza dover necessariamente modificare tutto da un momento all’altro. Approcci troppo radicali aprono la strada a frustrazioni mentre quantità di stress minore ci spingono ad una maggiore fiducia e percezione di potercela fare facendoci impegnare ancora di più e con maggiore creatività. Questi piccoli cambiamenti sono possibili mediante il lavoro su tre variabili: la nostra forma mentis, favorendone la dinamicità mettendo in discussione le convinzioni su noi stessi e sul mondo; le nostre motivazioni, basando le decisioni su ciò che si vuole fare e non su ciò che si deve fare; una volta modificata la forma mentis e capito cosa si vuole è necessario che i nuovi comportamenti intenzionali diventino delle abitudini rendendoli profondamente radicati e liberando energie mentali per ulteriori compiti. Altro aspetto fondamentale per andare avanti e aumentare l’agilità emotiva è trovare un equilibrio tra eccesso di competenza ed eccesso di sfida, quello che l’autrice definisce come principio dell’altalena. La zona di sviluppo si raggiunge infatti quando siamo al limite delle nostre capacità, non troppo competenti ma nemmeno ad un livello al di sopra delle nostre abilità nel quale ci sentiremmo sopraffatti. L’obiettivo più importante dell’agilità emotiva è infatti mantenere vivo il senso di sfida e di crescita per tutta la vita. Citazioni: «Quando entrate in relazione con il vostro vero sé e ciò che ritenete sia importante, il divario tra come vi percepite e come vi comportate si riduce. Iniziate a vivere la vostra vita senza troppi rimpianti e senza troppi dubbi.»«Comprendere ciò che vogliamo, in un quadro generale, ci aiuta a trovare il desiderio in circostanze nelle quali, altrimenti, potremmo percepire solo l’obbligo»» «[…] Se qualcosa ci appare confortevole – il che può significare familiare, accessibile e coerente – il nostro cervello ci segnala che stiamo bene così come siamo, e dunque grazie mille! Se invece qualcosa ci pare nuovo, difficile o addirittura leggermente incoerente, irrompe la paura.»«L’agilità emotiva riguarda come andare avanti nella vita. Comporta il muoversi verso obiettivi chiari, impegnativi ma raggiungibili, che perseguite non perché pensate di doverlo fare, o perché vi è stato detto, bensì perché lo volete, perché si tratta di qualcosa di importante per voi.» «Nella vita reale, i nostri successi dipendono da quanto siamo in grado di convivere con i nostri difetti, o con il nostro lato oscuro, o di imparare da loro.»Perché leggere questo libro: Perché offre strategie utili e concrete verso una maggiore gestione emotiva rimandando a contesti di applicazione quotidiani che si possono direttamente sperimentare. Perché ricco di esempi ed esperienze che permetto una comprensione profonda dei temi trattati. Questa scheda è stata realizzata da B. MuzzolonCategoria: Crescita & Sviluppo