Are you actually going to write a book or just talk about it?


Brandon Scott, Are you actually going to write a book or just talk about it?, Independently published

Crescita Personale, Scrittura & Scrittura Creativa

In questo manuale – il cui titolo in italiano sarebbe “Stai effettivamente per scrivere un libro o ne parli soltanto?”- l'autore si propone di aiutare gli aspiranti scrittori a completare la bozza del loro primo libro, tramite nozioni, consigli ed...




Brandon Scott, Are you actually going to write a book or just talk about it?,  Independently published

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Perchè leggere questo libro

Perché non bastano talento e ambizione per riuscire a scrivere un romanzo. Perché l'autore affronta tutte le problematiche più comuni agli aspiranti scrittori. Perché contiene anche numerosi esercizi pratici di difficoltà crescente. Perché può fornirci...


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Brandon Scott, Are you actually going to write a book or just talk about it?,  Independently published

Riassunti di libri di crescita personale


Brandon Scott, Are you actually going to write a book or just talk about it?, Independently published Chi è l’autore? Brandon Scott è uno scrittore, blogger e critico televisivo americano. Scrive prevalentemente storie di genere soprannaturale e dark fantasy; è membro dell'Horror Writers Association e ha pubblicato i suoi racconti in diverse antologie. Ha anche creato la serie “Are you actually...” , composta al momento da tre manuali e pensata per aiutare gli aspiranti scrittori in difficoltà. Qual è l’intento dell’autore? In questo manuale – il cui titolo in italiano sarebbe “Stai effettivamente per scrivere un libro o ne parli soltanto?”- l'autore si propone di aiutare gli aspiranti scrittori a completare la bozza del loro primo libro, tramite nozioni, consigli ed esercizi pratici mirati al superamento graduale dei numerosi ostacoli che si incontrano durante la stesura di un romanzo. Questo libro insegna: Cos'è questo libro. Scott precisa che non ha scritto questo libro per portare al successo chi legge, né può garantire al lettore che il suo romanzo (qualora pubblicato) venderà. Inoltre, il suo metodo non è l'unico in circolazione, non è detto che funzioni per tutti, o che chiunque prenda in mano questo manuale lo legga da cima a fondo e metta davvero in pratica i suggerimenti in esso contenuti. L'unica certezza è che l'autore scrive di professione e intende condividere i suoi metodi con chi aspira allo stesso genere di carriera. Perché ci sono troppe bozze incomplete e abbandonate nel mondo, ed è ora che i libri celati al loro interno vedano finalmente la luce. Consigli per iniziare. L'autore comincia subito con pochi, chiari consigli: a) smettiamola di definirci “aspiranti scrittori”: se scriviamo, e siamo seri a riguardo, siamo degli scrittori, punto e basta; b) ritagliamoci del tempo per scrivere; questo significa certamente doverlo togliere ad altre attività piacevoli, ma non c'è alternativa; c) troviamo un posto tranquillo: mentre un po' di musica può stimolare la nostra creatività, al contrario non possiamo scrivere nel caos totale; d) iniziamo un blog, perché tenerlo aggiornato quotidianamente ci insegna a non affidarci all'ispirazione e a rinunciare al perfezionismo; e) impostiamo un obiettivo di parole giornaliero/settimanale e rispettiamolo, imponendoci di scrivere senza editare; f) al di là dei momenti difficili che incontreremo, divertiamoci mentre scriviamo, perché la creazione è magia, arte, pura gioia. Le cattive abitudini. Scott consiglia di leggere e scrivere molto, evitando scuse quali non ho tempo, non sono ispirato, ho il blocco dello scrittore, non sono capace. Anche se si è davvero bloccati a un certo punto della stesura, basta lasciarla un attimo da parte e dedicarsi a scrivere altro. E se non si è capaci, si migliorerà soltanto con la pratica. Smettiamola di piangerci addosso e abbandoniamo le peggiori abitudini che uno scrittore può adottare, quali: a) aspettare le idee dal nulla, poiché l'ispirazione arriva soprattutto scrivendo; b) abbandonare le storie a metà strada, invece che portarle a termine a prescindere da tutto; c) parlare della storia che vogliamo scrivere anziché scriverla sul serio; d) mostrare a qualcuno la prima bozza, rischiando che le critiche uccidano la nostra autostima; e) comprare accessori di scrittura costosi sperando che facciano la differenza; f) iniziare subito a scrivere un libro, invece che partire da racconti brevi. Le buone abitudini. Allo stesso modo, ci sono alcune buone abitudini che l'autore consiglia di fare proprie, tra cui: a) leggere con costanza, anche soltanto 10-20 pagine al dì, perché è solo leggendo che impariamo a scrivere bene; b) fare un po' di movimento fisico, almeno una mezz'ora al giorno, quel tanto che basta a mettere in moto il cervello; c) scrivere quotidianamente, per un minimo di 250-300 parole; d) portare a termine un mini progetto a settimana; e) sognare a occhi aperti, visualizzando il proprio libro già pubblicato e i lettori che lo apprezzano; f) sviluppare lo spirito di osservazione, guardando con occhi nuovi e attenti i dettagli delle cose; g) scrivere ascoltando della musica, se non distrae o disturba. Esercizi - parte 1. Ecco i primi esercizi che l'autore propone: 1) L'esposizione. Apriamo un blog, scriviamoci qualche post e rendiamolo pubblico. Promuoviamo i nostri articoli affinché vengano letti, e lasciamo che le persone li commentino liberamente. 2) Fiction e non-fiction. Impostiamo dei mini progetti, come novelle brevi o piccoli ricordi, qualcosa che possa essere completato in pochi giorni; fissiamo un target minimo di parole giornaliero, ad esempio 300, e rispettiamolo; rileggiamo ciò che abbiamo scritto almeno a tre mesi di distanza. 3) La lettura. Procuriamoci i libri che più amavamo da bambini e rileggiamoli, per riscoprire il cuore pulsante delle storie che facilmente ci hanno spinto a voler diventare degli scrittori. Leggiamo diversi generi, per spaziare e crescere il più possibile. Su noia, ispirazione e follia. Scott spiega che scrivere, a volte, può anche essere noioso. Un libro richiede settimane, mesi, addirittura anni, ed è ovvio che un percorso così lungo sarà fatto di alti e bassi. È per questo che occorre imparare ad autodisciplinarsi e a rispettare gli obiettivi prefissati. Un altro consiglio è quello di “danzare come se nessuno ci stesse guardando”, ovvero di scrivere con onestà, senza pensare ai giudizi esterni e senza preoccuparci di apparire crudi, folli, o vulnerabili. Per quanto riguarda l'ispirazione, si tratta semplicemente di uno strumento aggiuntivo che talvolta ci fornisce extra getti di creatività: quando ciò accade, sfruttiamoli al massimo e buttiamo le idee su carta prima che ci sfuggano dalla mente. Infine, spegniamo la voce critica che ci suggerisce che valiamo poco: anziché voltarci indietro a rileggere e dubitare, semplicemente continuiamo a scrivere, ancora, e sempre. Consigli sui racconti brevi. Ci sono alcuni punti chiave da tenere a mente in merito ai racconti brevi, continua l'autore: 1) Il racconto deve avere un tema. Anche se la storia è condensata in poche pagine, deve comunque contenere un tema, ovvero un filo conduttore che traini la storia e le dia un senso, che si parli di morte, amore, paranoia, pazzia o altro. 2) Utilizziamo pochi personaggi. Se possibile, limitiamoci a svolgere la storia attorno a uno, due, o comunque pochi personaggi; se ne abbiamo di più, invece, ruotiamoli intorno a un unico evento. 3) Usiamo anche l'implicito. Dato il limite di parole, non sempre abbiamo maniera di raccontare tutto, ma possiamo rendere alcune informazioni implicite, celandole nei dialoghi, negli atteggiamenti dei personaggi e nei dettagli. 4) Le regole del romanzo. A prescindere dalla lunghezza, la nostra storia deve avere un inizio, una parte centrale, una conclusione, un protagonista, un climax e così via, come fosse un vero e proprio romanzo. 5) Partiamo vicino al climax. Iniziamo a scrivere il nostro racconto breve partendo il più vicino possibile al climax (ovvero al momento culmine), proprio perché abbiamo meno pagine a disposizione per arrivarci. 6) Infrangiamo le regole. Non seguiamo le regole sempre e alla lettera: sentiamoci anche liberi di esprimerci come meglio crediamo. Dopotutto, siamo o non siamo degli artisti? Esercizi - parte 2. Dopo aver completato gli esercizi della prima parte, spiega Scott, adesso è ora di provare con storie più lunghe. Ecco il nuovo esercizio: a) progettiamo una storia di 5.000 parole; b) scomponiamo l'idea in scene distinte, o eventi, o azioni; decidiamo i nomi e le occupazioni dei personaggi, e come sono connessi fra loro; d) correggiamo la scaletta della trama, laddove necessario; e) fissiamo il numero di parole giornaliero e, pagina dopo pagina, portiamo a termine la nostra storia. Con questo esercizio, più complesso e lungo dei precedenti, ci avviciniamo di un altro passo alla scrittura di un romanzo. Ripetiamolo anche più volte, fintanto che le 5.000 parole a disposizione cominciano a sembrarci troppo poche per contenere tutte le nostre idee. Errori da inesperienza. Ecco alcuni errori che i principianti spesso commettono: 1) Raccontare anziché mostrare. Gli scrittori inesperti tendono a raccontare; ma occorre imparare - col tempo e la pratica - a mostrare le scene attraverso dialoghi e azione, poiché ciò permette al lettore di percepire il mondo raccontato come vivo, reale. 2) Dialoghi confusi. Prima di scrivere un dialogo, bisogna già sapere come andrà a finire: nonostante le sue possibili divagazioni, infatti, la sua meta finale sarà sempre una sola. 3) Uccidere male i personaggi. È importante che facciamo morire i nostri personaggi avendo rispetto di ciò che sono stati, uccidendoli al momento giusto o mentre compiono un'azione memorabile; diamo anche loro una degna sepoltura. 4) Paura di esporsi. La paura di esporsi e sentirsi vulnerabili è abbastanza comune, soprattutto in chi è introverso. Ma è necessario aprirsi alle persone e alle emozioni per poter arrivare a chi legge e per riuscire a produrre vera arte. Esercizi – parte 3. Dopo gli esercizi della prima e seconda parte, possiamo finalmente approcciarci alla stesura di un romanzo. Ma prima di iniziare a farlo, c'è ancora del lavoro preparatorio da svolgere, nello specifico: a) prendiamo un quaderno; b) diamogli il titolo della storia che vogliamo scrivere (possiamo sempre modificarlo in seguito); c) prendiamoci qualche minuto per pensare, respirare e prepararci mentalmente all'avventura che stiamo per vivere; d) se abbiamo una persona di fiducia, comunichiamole la nostra intenzione di scrivere un libro, e chiediamole di controllare periodicamente che lo stiamo facendo; e) non raccontiamo a nessuno i dettagli della trama, per non sottrarre energia alla storia. Progettare la trama. Scott prosegue raccontando la maniera in cui progetta la trama; può risultare un po' meccanico, spiega, ma è veloce ed efficace. Funziona così: a) troviamo un'idea per una storia; b) decidiamo il numero di parole che conterrà la storia (basandoci su esempi già esistenti); c) decidiamo la lunghezza minima di un capitolo, ricavando poi il numero di capitoli necessari per raggiungere il numero di parole totali; d) decidiamo tutti i personaggi dal cui punto di vista racconteremo la storia; e) tracciamo una linea per ogni capitolo, specifichiamo la prospettiva da cui verrà raccontato, la data e il luogo in cui si svolgerà, e riassumiamo in una frase ciò che vi accadrà all'interno. Una volta completato il progetto, l'ideale sarebbe scrivere un capitolo al giorno, per non perdere la scintilla e il filo della storia. Esercizi – parte 4. Finalmente, esercizio dopo esercizio, siamo arrivati alla stesura del nostro libro. È dunque ora di metterci seriamente al lavoro, tenendo a mente alcuni punti chiave: a) contiamo ogni giorno le parole che scriviamo, rispettando l'obiettivo prefissato; b) non arrendiamoci mai e non prendiamoci giorni di pausa, se non strettamente necessario; c) facciamo costanti salvataggi di ciò che scriviamo su differenti supporti, per non rischiare di perderlo a causa di un guasto del computer; d) non dubitiamo mai di noi stessi, andiamo avanti anche quando ci sentiamo annoiati e imponiamoci di proseguire fino alla fine del libro; e) festeggiamo la conclusione della prima stesura. Di storie e preoccupazioni. A volte, continua l'autore, capita di perdere il controllo dei propri personaggi e capita anche che le storie che stiamo scrivendo sviino su strade impreviste, incuranti della nostra scaletta e dei nostri piani. Ma è proprio questo il bello della scrittura: prende vita e si esprime attraverso di noi, tramite la penna. Cosa dobbiamo fare, in questo caso? Seguire l'istinto, lasciarci trasportare dalla corrente e vedere dove ci porta. Un altro consiglio è smettere di preoccuparci e di rimuginare troppo sulle cose: poche situazioni sono senza speranza, perciò meglio risparmiare le energie per il nostro lavoro creativo. Infine, teniamo presente che nessuno di noi in realtà sa bene cosa sta facendo; ci arrangiamo tutti, chi più chi meno, ben lungi dall'essere perfetti o sicuri del nostro futuro. Ma ciò che conta è che siamo vivi, e che non siamo soli in tutto questo. Come creare un mostro. L'autore, specializzato in storie dark e horror, spiega la sua tecnica per creare un mostro, specificando che la perdita di qualcosa/qualcuno è alla base di ogni paura: a) scegliamo una paura ben precisa (es. solitudine, malattia, morte, insetti, oscurità), meglio ancora se ci riguarda perché così saremo in grado di tirarne fuori il massimo; b) facciamo agire questa paura nella maniera che le è più congeniale: ad esempio, i vampiri seducono, gli zombi isolano e intrappolano, l'uomo nero sorprende nel sonno; c) diamo corpo alla paura, rendiamola il più reale possibile, conferiamole un tocco di umanità; insomma, qualcosa che la renda famigliare ma al tempo stesso terrificante, e che faccia vibrare l'animo del lettore. Esercizi – parte 5. L'autore conclude dicendo che se abbiamo seguito i suoi consigli ed eseguito gli esercizi pratici che ci ha proposto, a quest'ora dovremmo ritrovarci fra le mani la bozza del nostro primo libro. Questa bozza è lontana dall'essere un capolavoro, e costituisce solo il primo passo verso la storia finale. Adesso è il momento di revisionare, dunque: a) mettiamo il libro da parte e dimentichiamocene per almeno una settimana; nel frattempo, cominciamo a scrivere altro, per non perdere l'abitudine; b) creiamo una seconda copia del nostro manoscritto, per potervi apportare delle modifiche; c) iniziamo a rileggere il libro dall'inizio alla fine; d) correggiamo ogni errore che troviamo, può aiutarci leggere a voce alta; e) riscriviamo le parti che lo richiedono; f) se nel corso della lettura abbiamo apportato delle modifiche rilevanti, rileggiamo da capo; g) facciamo leggere il libro a delle persone fidate per sentire il loro parere, e decidiamo se apportare ulteriori modifiche; h) continuiamo a revisionare solo fintanto che le nostre correzioni migliorano il libro; i) alla fine, editiamo la grammatica e la punteggiatura, e controlliamo che nomi e luoghi siano scritti correttamente; j) troviamo un editor professionale che sistemi ciò che serve; k) decidiamo se vogliamo un agente o se preferiamo auto-pubblicarci; l) con una buona dose di pazienza e coraggio al nostro fianco, incamminiamoci verso la pubblicazione. Citazioni «Può essere così difficile, a volte. La voglia di mollare tutto è presente anche nel più dedito degli artisti. Ma per favore, non farlo. È difficile solo perché è importante. È difficile solo perché è un test. Noi creiamo qualcosa dal nulla. Questo è un atto del divino. È un dono che viene dall'alto.» «Le persone lasciano che sia la loro musa a controllarle, quando invece sei tu a controllarla. Lei siede dentro la tua testa, rigirandosi i pollici e aspettando che tu le dia qualcosa su cui lavorare.» «Il nostro pianeta pullula di storie e personaggi. Prendine il meglio, ciò che canta alla tua anima, filtralo attraverso la tua prospettiva, e racconta al mondo ciò che hai visto, ma reso tanto nuovo e selvaggio quanto lo desideri.» «Questo può suonare brutale, ma è solo per permettermi di chiarire che ciò che un artista fa è lavorare. È uno dei più rispettabili lavori del pianeta, una ricerca nobile e sopraffina... Ma non è facile. È non è sempre divertente.» «Raccontare è dire che il mondo è dentro una bolla. Mostrare è avere un personaggio che spende del tempo a guardare fuori da una finestra e a meravigliarsi della bolla.» «Perciò, il nostro compito: produrre creazioni e arte che ispirino, meraviglino, e facciano sorridere la gente.[...] Se sei un artista, sii un artista. Il mondo ha bisogno di te.» Perché leggere questo libro: Perché non bastano talento e ambizione per riuscire a scrivere un romanzo. Perché l'autore affronta tutte le problematiche più comuni agli aspiranti scrittori. Perché contiene anche numerosi esercizi pratici di difficoltà crescente. Perché può fornirci la giusta motivazione e determinazione. Perché ci aiuta a capire come impostare il lavoro di scrittura nella maniera corretta. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Scrittura & Scrittura Creativa