L’arte di stare in silenzio


Amber Hatch, L’arte di stare in silenzio. Il metodo infallibile per non parlare mai a sproposito, Newton Compton Editori, trad. Carla De Pascale

Crescita Personale, Crescita & Sviluppo

L’intento dell’autrice è quello di riscoprire il potere del silenzio e i numerosi significati che assume, mostrare i tre metodi efficaci per portarlo nella vita di tutti i giorni come àncora a cui aggrapparsi nei momenti di bisogno e utilizza, per...




Amber Hatch, L’arte di stare in silenzio. Il metodo infallibile per non parlare mai a sproposito, Newton Compton Editori, trad. Carla De Pascale

Amber Hatch, L’arte di stare in silenzio. Il metodo infallibile per non parlare mai a sproposito, Newton Compton Editori, trad. Carla De Pascale è disponibile su Amazon Amber Hatch, L’arte di stare in silenzio. Il metodo infallibile per non parlare mai a sproposito, Newton Compton Editori, trad. Carla De Pascale è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché è un libro che nella sua semplicità incoraggia interessanti riflessioni per una maggiore consapevolezza di sé stessi e della relazione con la realtà che ci circonda. Perché mostra il silenzio nelle sue sfaccettature, alcune inaspettate,...


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Amber Hatch, L’arte di stare in silenzio. Il metodo infallibile per non parlare mai a sproposito, Newton Compton Editori, trad. Carla De Pascale

Riassunti di libri di crescita personale


Amber Hatch, L’arte di stare in silenzio. Il metodo infallibile per non parlare mai a sproposito, Newton Compton Editori, trad. Carla De Pascale Chi è l’autore? Amber Hatch è una scrittrice, insegnante ed esperta di meditazione buddhista. Offre il suo supporto al centro Samantha, in Galles, che organizza ritiri per famiglie, e gestisce gruppi di sostegno per genitori a Oxford. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autrice è quello di riscoprire il potere del silenzio e i numerosi significati che assume, mostrare i tre metodi efficaci per portarlo nella vita di tutti i giorni come àncora a cui aggrapparsi nei momenti di bisogno e utilizza, per arrivare all’obiettivo, diversi esercizi di visualizzazione e meditazione molto utili. Questo libro insegna: La definizione di silenzio è “una totale assenza di suono”, ma in realtà il suono ci circonda in ogni momento, siamo costantemente circondati da diversi tipi di rumore. I numerosi rumori che sperimentiamo e da cui siamo incessantemente bombardati incidono inevitabilmente sulla nostra attenzione, nell’epoca in cui viviamo informazione e comunicazione comportano un eccesso di stimoli visivi e acustici tanto che se non li percepiamo sperimentiamo la noia. Siamo perennemente impegnati mentalmente a ricevere informazioni, notifiche, messaggi e a catalogarli in base alla priorità senza riuscire a stare dietro a tutto e il rischio è lo stress, meccanismo di difesa di fronte a un pericolo o a una minaccia che prevede alcuni cambiamenti fisici come tensione muscolare, battito accelerato, aumento della pressione arteriosa e blocco della digestione; è evidente come la minaccia nella società attuale sia più di tipo psicologico che fisico determinando uno stress cronico che porta poi a malattie spesso anche gravi indebolendo il nostro sistema immunitario. Il silenzio è un ottimo alleato nel rilassamento di corpo e mente verso un ritrovato benessere, è una strategia di vita e sono tre i modi utili per sfruttarne il potere e permettere che duri. Rendere più silenzioso il nostro mondo, cambiando alcune abitudini di vita e prediligendo luoghi meno rumorosi o attività che ci permettano di essere tranquilli, è il primo dei tre modi analizzati dall’autrice. Viviamo con la costante sensazione di avere troppe cose da fare, troppi stimoli e comunicazioni: ridurre il numero di incombenze è necessario ed è possibile riflettendo su alcuni atteggiamenti che ci condizionano: 1. È importante dare priorità alle cose importanti concedendosi del tempo per riflettere sulle attività della settimana e individuando cosa sia importante e cosa no. Le cose importanti dovrebbero essere quelle a cui si dedica del tempo senza fretta e che ci donano piacere. Anche se la sensazione è che alcune attività non possano essere abbandonate è fondamentale capire se le motivazioni che ci spingono a farle siano lontane dal piacere. Se si è impegnati in un numero minore di attività allora ci sarà più tempo libero da dedicare al silenzio e imparare ad apprezzare e sperimentare le azioni rimaste nella giornata. Questo approccio più calmo alla vita regala anche una maggiore consapevolezza. 2. Gli obiettivi che ci prefiggiamo e che ci portano a prendere impegni è necessario siano realistici per evitare di sentirsi perennemente insoddisfatti o fare le cose in maniera superficiale a causa della fretta con cui li affrontiamo. 3. Dobbiamo indirizzarci verso un’offerta minore, la varietà è importante ma ci sono cose che possono rimanere delle costanti rifiutando gli eccessi del consumismo. Siamo immersi in una miriade di possibilità di scelta ma questo non sempre, è positivo anzi provoca spesso confusione e dispendio di energie per capire cosa scegliere. 4. Fare ordine è un ottimo modo per risparmiare del tempo. Ad esempio avendo un armadio ordinato e senza un numero eccessivo di capi per scegliere come vestirsi diventa molto più semplice e veloce. Un mucchio di oggetti non utilizzato o in eccedenza diventa “rumore di fondo” che appesantisce il livello della nostra attenzione. 5. Un’altra minaccia è costituita dal cellulare, ormai lo usiamo per qualsiasi cosa con le sue numerose funzioni e questo ha contribuito a trasformarla in un’abitudine compulsiva. Sembra quasi ci sia una sorta di disagio nello stare soli senza fare nulla, dobbiamo sempre essere impegnati nel fare qualcosa per non sperimentare la noia. 6. Trascorrere del tempo nella natura è un buon modo per iniziare a coltivare il silenzio, il rumore della natura non genera inquietudine ma richiama l’armonia dell’universo e non chiama all’azione. L’autrice propone un utile esercizio di visualizzazione con cui evocare un ambiente naturale ricco di dettagli con una meta da raggiungere senza fretta che porti ad un rilassamento muscolare e del respiro. 7. È fondamentale coltivare passatempi appassionanti, che ci immergano totalmente cosi da togliere attenzione al rumore che ci circonda. L’autrice esplora situazioni in cui sia possibile recuperare il silenzio e una dimensione intima con sé stessi. Vari sport richiedono molta concentrazione per il raggiungimento di un obiettivo e questo permette di arginare le distrazioni interne ed esterne. Il diving permette anche un isolamento fisico, l’uomo si ritrova nel silenzio e circondato da un ambiente spesso ignoto allontanandosi da tutte le ansie quotidiane circondati da rumori che difficilmente possono essere captati dall’orecchio umano. Lo spazio e la Luna sono l’emblema di un luogo silenzioso e sconfinato che pochissimi di noi esploreranno ma l’autrice propone una visualizzazione intitolata “Guardare la Luna” per avvicinarci a questa realtà. Molte persone scelgono di vivere in luoghi isolati e meno civilizzati, di sfruttare centri di ritiro per periodi brevi fino ad arrivare a vere e proprie forme di eremitaggio, sperimentano in questi modi meditazioni, spesso rispettando il silenzio e tagliando i ponti con l’esterno. Alcuni modi per riscoprire la solitudine sono 1. La camera Anecoica, completamente insonorizzata permette di sentire tutti i rumori provenienti dal proprio corpo aumentando esponenzialmente la consapevolezza di sé stessi e in alcuni casi provocando anche disorientamento o allucinazioni acustiche dovute al fatto che la mente cerca di compensare in ogni modo l’assenza di rumore. 2. Il Cinema del prigioniero che consiste nel buio assoluto, che causa allucinazioni luminose ed è sempre più utilizzato a scopo terapeutico per fatica, stress ed eczema per esempio. 3. Fluttuare nel vuoto in vasche di deprivazione sensoriale 4. Rumore bianco, ossia rumore contenente frequenze multiple che occupano l’intero raggio udibile dall’uomo emesse alla stessa intensità e che vengono avvertite come un ronzio constante; generalmente viene utilizzato per contrastare rumori fastidiosi, in uffici o per chi soffre di acufene etc. Coltivare relazioni pacifiche. È il secondo modo proposto dall’autrice, la quale afferma che per stare bene con se stessi è necessario riuscire a coltivare relazioni serene. Spesso il silenzio è uno strumento per manifestare distacco, rabbia o delusione, ma il silenzio che dona calma e pace nasce da un sentimento di connessione con gli altri e si ottiene coltivando rapporti basati su una corretta comunicazione. Il silenzio è importante in una conversazione perché offre la possibilità di riflettere prima di parlare, rendersi conto di cosa si prova, non farsi dominare dai sentimenti e utilizzare parole gentili. Il silenzio poi favorisce anche l’ascolto, un ascolto attivo, in cui ci sia reale interesse nello scambio con l’altra persona. L’ascolto attivo si ottiene prestando massima attenzione a ciò che l’interlocutore dice, al significato delle parole ma anche al tono e al linguaggio del corpo. È fondamentale che ci sia una reale accettazione e curiosità riguardo al mondo dell’altro. Allo stesso modo è davvero gratificante essere ascoltati. In entrambe le direzioni il tentativo è quello di creare una profonda connessione con l’altra persona. L’autrice a questo punto propone una visualizzazione che prevede di stare vicino a qualcuno che per un qualsiasi motivo sia impossibilitato a parlare e pensare a questa persona, alle sue esperienze, al suo sentire, schiudendosi e accettando totalmente qualcuno che è altro da noi. Coltivare il silenzio interiore. Ultima e fondamentale è la terza modalità che parte dalla riflessione che nella società attuale il silenzio non sia usuale e non sempre sia possibile controllare il contesto in cui siamo o le persone con cui ci si relaziona, quindi è molto importante coltivare il proprio “angolo di silenzio interiore” in modo che sia sempre disponibile nel momento del bisogno. Tre sono gli approcci proposti dall’autrice, e tutti e tre richiedono di comprendere e sviluppare la consapevolezza, facoltà che tutti sperimentiamo spesso non rendendoci conto della sua importanza: 1. Imparare ad apprezzare i momenti di silenzio. Sono già presenti nella nostra vita ed è possibile rendersene conto fermandosi e iniziando a notarli intorno a noi, bloccando il pilota automatico ed essendo presenti nel momento aiutandosi ad esempio con la meditazione, che è una vera e propria forma di allenamento; un esercizio si ottiene concentrando l’attenzione sulla respirazione, mezzo utilissimo per ancorarsi al momento presente evitando le distrazioni, i “rumori”, e allenando la consapevolezza. 2. Coltivare un senso di calma ed equilibrio interiore indipendentemente dalle circostanze: a questo proposito l’autrice distingue fra la percezioni di rumori buoni o cattivi in base al fastidio che arrecano alla persona dovuto anche all’immaginario che corrisponde a quel rumore. È possibile quindi iniziare a osservare quel rumore senza giudizio, sentirlo semplicemente senza dargli una definizione, come una semplice vibrazione, senza farci distrarre dalle sensazioni negative e tornando così al silenzio. Ovviamente richiede una buona dose di allenamento e l’autrice propone un esercizio per esplorare i rumori che ci circondano senza etichettarli. 3. Cercare di placare il chiacchiericcio che abbiamo in testa: qualora si riescano ad escludere i rumori che ci circondano, la nostra testa continua incessantemente il suo monologo, discute di ciò che ci accade e pensa a passato e futuro, e spesso lo fa in modo critico e poco gentile. È importante imparare a gestirla per non esserne dominati completamente. Anche in questo caso, se si sceglie questa tecnica di meditazione, è un ottimo aiuto perché permette di notare il pensiero per poi tornare a concentrarsi sul respiro, e lasciarlo andare senza giudizio. Con l’allenamento la mente inizierà a rallentare e i pensieri diventeranno sempre più rarefatti. Citazioni: «Sebbene un silenzio ostile possa apparire imbarazzante e poco produttivo, dobbiamo tenere a mente che a volte è meglio stare zitti piuttosto che dire qualcosa che potrebbe arrecare danno. Esiste una regola che ci è stata imposta fin da quando eravamo bambini: se non abbiamo qualcosa di gentile da dire, allora è meglio non parlare.» «Restare in silenzio non significa, comunque, limitarsi ad aspettare che l’altro finisca per iniziare a dire la nostra: parliamo di un silenzio in cui ci svuotiamo, nel quale mettiamo momentaneamente da parte il nostro punto di vista per cercare di vedere il mondo con gli occhi di chi sta parlando.» «Il silenzio promuove la riflessione e l’elaborazione del lutto, inoltre se osservato da un gruppo di persone dà vita a un’energia collettiva che abbraccia l’intero stadio.» «Il lavoro sulla mente non è un’attività da relegare a un particolare momento della giornata. Non si tratta di un altro impegno a cui far fronte o da rimandare a quando si avrà più tempo. » «Questa strategia del “notare” è un momento di consapevolezza, il tipo di attitudine che abbiamo quando siamo attenti a quello che stiamo vivendo nel momento presente.» Perché leggere questo libro: Perché è un libro che nella sua semplicità incoraggia interessanti riflessioni per una maggiore consapevolezza di sé stessi e della relazione con la realtà che ci circonda. Perché mostra il silenzio nelle sue sfaccettature, alcune inaspettate, sottolineandone un valore che spesso sottovalutiamo. Questa scheda è stata realizzata da B. MuzzolonCategoria: Crescita & Sviluppo