I bambini ci insegnano


Piero Ferrucci, I bambini ci insegnano, Mondadori

Crescita Personale, Genitorialità

Piero Ferrucci è un padre e uno psicologo alle prese con una nuova realtà: due figli piccoli da crescere. Da quando ci sono Emilio e Jonathan, la sua vita è cambiata: pochi momenti per sé, tutti gli altri scanditi da pannolini da cambiare e favole da...




Piero Ferrucci, I bambini ci insegnano, Mondadori

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Perchè leggere questo libro

Se avete una certa età e i vostri figli sono ormai degli adulti, in questo libro li ritroverete piccoli e alla scoperta del mondo, come non sono più. Leggerete episodi della vita di tutti i giorni; la pappa, i capricci, le storie eterne raccontate di notte...


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Piero Ferrucci, I bambini ci insegnano, Mondadori

Riassunti di libri di crescita personale


Piero Ferrucci, I bambini ci insegnano, Mondadori Chi è l'autore? Piero Ferrucci è psicoterapeuta e filosofo. Ha studiato con  Roberto Assagioli, è fondatore della Psicosintesi, disciplina sviluppatasi dalla psicanalisi all’inizio del Novecento in Italia e che si interessa di trasformazione personale attraverso la padronanza di sé stessi e la realizzazione delle proprie potenzialità. Lavora come formatore presso l’Istituto di Psicosintesi, fondato da Roberto Assagioli, ed insegna presso la Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica (SIPT) di Firenze dove vive. Qual è l’intento dell’autore? Piero Ferrucci è un padre e uno psicologo alle prese con una nuova realtà: due figli piccoli da crescere. Da quando ci sono Emilio e Jonathan, la sua vita è cambiata: pochi momenti per sé, tutti gli altri scanditi da pannolini da cambiare e favole da raccontare. In questo «continuo terremoto» che è diventata la sua nuova esistenza, osserva se stesso e si sente cambiato. I figli, infatti, ci cambiano. In meglio – sostiene l’autore – se saremo in grado di avvicinarci alla loro chiave di lettura del mondo e, attraverso loro, comprendere meglio la vita e noi stessi. Questo è un libro per dire ai genitori che il loro impegno «non è solo una fatica ma anche un’avventura spirituale». Conosci meglio il libro: • L’immagine di un adulto che, carponi, s’infila sotto il divano incurante della polvere alla ricerca disperata della rotellina sfuggita all’automobilina mentre il suo bambino di 5 anni si dispera, è fortemente emblematica della fatica e dell’impegno di essere genitori. In quest’avventura c’è un elemento importante, il primo che l’autore tratta: l’attenzione che riserviamo ai nostri bambini. Può succedere che quando siamo con loro ci attardiamo nei ricordi del passato o ci proiettiamo in impegni futuri, distratti dal nostro monologo interno. Come spesso nella vita, il nostro baricentro è spostato tra passato e futuro, e ci impedisce di vivere a pieno il presente. I bambini se ne accorgono e, allora, sollecitano la nostra presenza e attenzione, magari con un capriccio. È «l’arte di essere qui e ora» a loro così congeniale. Ce la insegnano quando s’incantano di fronte al percorso di una formica o si divertono a inseguire la propria ombra. Ci richiamano ad essere presenti perché «senza presenza non c’è rapporto, non c’è realtà». • I bambini hanno una straordinaria capacità di comprendere dove si cela una bugia. A volte le nostre sono bugie a fin di bene: non puoi avere un altro gelato perché sono finiti (invece il frigo straborda di sorbetti al limone) non possiamo andare al parco perché le previsioni del tempo promettono pioggia, (per poi trovare, di fronte ad una evidente bella giornata, l’immediata ed inverosimile scusa che, forse, i signori del meteo si erano sbagliati). Lo scrittore ci invita a riflettere, la menzogna può diventare la via più semplice per qualsiasi aspetto della nostra vita: «per convenienza e per pigrizia finisco per nascondere me stesso». I bambini ci scoprono e ci educano ad «essere come loro, veri e diretti». • Un’altra riflessione che dovremmo fare tocca quei comportamenti che spesso riteniamo senza significato. Il testo tratta delle contraddizioni tra ciò che diciamo ai nostri figli e ciò che facciamo: dai piccoli ricatti «se non vai subito a letto... nessuna storia», a quello dell’amore condizionato «ti voglio bene, però...» Impareranno da noi, da quello che diciamo e facciamo e da noi mutueranno tanti comportamenti. Non stupiamocene! • Poi ci sono le aspettative. Perché siano in un modo, piuttosto che in un altro, virili piuttosto che femminili, ad esempio, o si comportino così “come conviene”, come si deve e quindi come ci si aspetta. Spesso riguardano il desiderio di vederli primeggiare in uno sport o volerli a tutti i costi “primi della classe”. Le aspettative impediscono ai bambini di essere ciò che sono, li inducono a mettere da parte i loro i desideri ed impulsi al solo scopo di piacere e di avere la nostra approvazione. L’esempio che lo scrittore fa parlando di sé e del figlio è bellissimo e vale la pena riportarlo: «è come se mi accampassi nel suo quartier generale vivendo la mia vita attraverso lui. Come ci si sente con un esercito di occupazione dentro di sé?» Ma poi, nel rispetto del filo conduttore di questo libro si chiede come si sente, lui stesso, in quel quartier generale. Dice: una persona che smarrisce sé stesso nel tentativo di dirigere la vita di un altro. • La nostra percezione del mondo dunque non è la loro. Gli occhi con cui guardano e scoprono la realtà non sono i nostri; quindi, non è come il nostro, il “loro” significato di verità, di spazio, di passato, di identità, di trasparenza, di fiducia, di pazienza, di innocenza, di volontà e di amore. Questi sono solo alcuni dei concetti attraverso cui passa lo scrittore per descrivere, con la tenerezza di un padre e l’attenzione di uno psicologo, momenti ed episodi della vita con i suoi figli e trarre spunti di riflessione su se stesso, come genitore e come essere umano. Citazioni: «Il pensiero dei bambini è divergente, cioè non cammina lungo un sentiero predisposto, si sente invece libero di andare dove vuole.» «....ho capito che la pazienza non è solo una virtù ma una diversa percezione del tempo.» «Accettare significa eliminare ogni sforzo psichico inutile: non sono io il responsabile di tutto.» «La mente creativa non si concentra su ciò che tutti vedono, ma è interessata al particolare che tutti considerano irrilevante». Perché leggere questo libro: Se avete una certa età e i vostri figli sono ormai degli adulti, in questo libro li ritroverete piccoli e alla scoperta del mondo, come non sono più. Leggerete episodi della vita di tutti i giorni; la pappa, i capricci, le storie eterne raccontate di notte per farli addormentare. In questo libro ci sono le loro curiosità, le domande a cui non si sa rispondere, e le verità di cui sono portatori indiscussi. Se invece ancora vivete quella splendida ma faticosa stagione che è l’infanzia dei vostri bambini, allora, grazie all’aiuto dello scrittore vi troverete a riflettere su cose che non avevate considerato e a capire cose che vi erano sfuggite. E se non siete ancora genitori? Allora sarete tentati di scappar via dai tanti cambiamenti che interverranno nella vostra vita. Certo, i vostri futuri bimbi, figli di questo XXI secolo, potrebbero disperarsi più che per una rotellina “per la rete e la connessione ad internet” ma sarebbe lo stesso, identico pianto a cui, voi genitori, dovrete rispondere e, senza perdere la pazienza, come ci insegna Piero Ferrucci, porvi rimedio. Questa scheda è stata realizzata da Elvira C. Categoria: genitorialità Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia