Mindful eating, cambia il tuo modo di pensare al cibo


Andy Puddicombe, Mindful eating. Cambia il tuo modo di pensare al cibo, Deagostini, Trad. Giovanna Arenare

Crescita Personale, Salute & Benessere

Lo scopo dell’autore è quello di introdurre il concetto di alimentazione consapevole, mostrare come la mindfulness possa essere un potente alleato per iniziare a risolvere i tanti e frequenti problemi legati al rapporto con il cibo e proporre strumenti...




Andy Puddicombe, Mindful eating. Cambia il tuo modo di pensare al cibo, Deagostini, Trad. Giovanna Arenare

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Perchè leggere questo libro

Perché se abituati ad un rapporto con il cibo conflittuale è uno strumento utilissimo per iniziare ad acquisire consapevolezza dei meccanismi che lo regolano. Perché è ricco di esercizi ed esemplificazioni da mettere in pratica subito e da cui poter...


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Andy Puddicombe, Mindful eating. Cambia il tuo modo di pensare al cibo, Deagostini, Trad. Giovanna Arenare

Riassunti di libri di crescita personale


Andy Puddicombe, Mindful eating. Cambia il tuo modo di pensare al cibo, Deagostini, Trad. Giovanna Arenare Chi è l’autore? Andy Puddicombe è un autore britannico, oratore pubblico e un insegnante di meditazione e consapevolezza. È il co-fondatore di Headspace, insieme a Richard Pierson, una società di salute digitale che fornisce corsi di meditazione guidata e consapevolezza per i suoi utenti. Qual è l’intento dell’autore? Lo scopo dell’autore è quello di introdurre il concetto di alimentazione consapevole, mostrare come la mindfulness possa essere un potente alleato per iniziare a risolvere i tanti e frequenti problemi legati al rapporto con il cibo e proporre strumenti pratici da lui stesso creati e presentati sulla piattaforma Headspace. Questo libro insegna: La mindfulness è generalmente definita come l’essere presenti accogliendo le distrazioni provocate da pensieri ed emozioni con un atteggiamento mentale acritico e non giudicante. Molta è l’attenzione che viene ormai dedicata a questa pratica concentrandosi sui benefici fisici, emotivi e gli effetti sul pensiero e il suo frequente flusso ininterrotto, con l’obiettivo di generare esistenze più felici e serene. Un semplice esercizio quotidiano incrementa la funzionalità di quella parte del cervello responsabile dell’autocontrollo e dei processi decisionali e questa è una delle ragioni principali per cui la mindfulness riesce ad avere effetti positivi anche su dieta, abitudini alimentari e fame emotiva. Il primo pensiero sul cibo. Tutti sappiamo quali siano i cibi salutari e quelli con cui sarebbe meglio non eccedere evitando sovrappeso, obesità e altri disagi fisici. Purtroppo questo non basta a limitare il numero di persone che soffrono di problemi legati all’alimentazione perché le scelte alimentari dipendono da una serie di fattori legati a pensieri e sensazioni, più che a scelte propriamente razionali, che determinano impulsi difficili da inibire. Sarebbe utile riuscire ad ottenere la chiarezza mentale necessaria a non lasciarsi andare a quegli impulsi e a questo proposito si rivela molto utile la mindfulness, l’allenamento al “qui ed ora”, che aiuta a ridurre quella tendenza a perdersi nei propri pensieri, condizione che per esempio ci fa mangiare senza nemmeno renderci conto di quello che stiamo ingerendo. Per arrivare a dei risultati ovviamente serve un costante allenamento e l’autore propone subito due esercizi di mini-meditazione basati sul respiro per iniziare a prendere familiarità con la pratica in generale e con la pratica legata alla gestione dell’alimentazione. Trarre il massimo da questo testo. L’autore offre preziosi suggerimenti perché gli argomenti del libro si rivelino davvero efficaci: 1. Individuare la motivazione 2. Lasciarsi ispirare 3. Andare fino in fondo 4.Buttare via la bilancia 5. Individuare un obiettivo che comporti una soddisfazione duratura 5. Affidarsi a qualcosa di differente da ciò che si è già sperimentato in passato 6. Smetterla di accusare sé stessi e auto-criticarsi 7. Accettare la possibilità del cambiamento 8. Ascoltare la propria intelligenza naturale, quella determinata dall’ascolto del corpo 9. Fare esercizio fisico 10. Evitare i confronti 11. Praticare la meditazione tutti i giorni 12. Vivere consapevolmente 13. Pensare di più agli altri 14. Utilizzare siti che facilitino la pratica come Headspace. L’alimentazione consapevole fa riferimento ad un modo di vivere che si distanzia da diete e soluzioni temporanee, è la modalità adatta a raggiungere risultati che si mantengano nel tempo. Perché mangiamo nel modo in cui mangiamo. È importante capire quali siano i fattori che influenzano negativamente il rapporto con il cibo e la relazione con il proprio corpo, e l’autore ne prende in esame alcuni: 1. La cultura che negli anni influisce sui nostri valori, opinioni, gusti e comportamenti. 2. Il codice genetico che diventa spesso però la scusa per non cambiare, quindi un tipo di accettazione autolesionista, una sorta di rassegnazione. 3. Considerare il cibo come punizione o ricompensa, tendenza che nasconde spesso abitudini legate all’infanzia quando non eravamo noi ad averne totalmente il controllo. 4. Gli anni dell’adolescenza e le difficoltà legate alla creazione dell’opinione di noi stessi. 5. Le emozioni, rilevanti nella gestione del cibo e che l’autore esamina in modo più approfondito in un capitolo successivo 6. Mancanza di esercizio che è incoraggiata dal mondo in cui viviamo dove la tendenza è quella della sedentarietà. 7. La dipendenza consolidata da fattori emotivi ma anche da interessi dell’industria alimentare che esiste allo scopo di vendere cibo. 8. L’alcol che indebolisce la forza di volontà e rende meno consapevoli dei nostri processi mentali. 9. La pressione sociale e i momenti di socializzazione che ci spingono a lasciarci andare 10. La pigrizia che ci spinge ad assumere cibi subito disponibili senza preoccuparci della qualità o di quanto possano essere sani. 11. La mancanza di sonno che influenza l’accumulo di grasso corporeo, come provato da vari esperimenti scientifici che spiegano che, quando non si dorme a sufficienza, metabolizziamo più muscoli e meno massa grassa. 12. Lo stress che incide sull’equilibrio di ormoni e agenti chimici che a loro volta influenzano l’aumento di peso. Il test alimentare di Headspace. Dopo aver individuato i fattori che influenzano il rapporto con il cibo l’autore propone un test che mira a definire le tipologie di mangiatori. Si delineano i vari atteggiamenti nei confronti di corpo e diete in modo da far riflette su come, cosa e perché si mangi e i vantaggi e svantaggi per ciascuna categoria. Lo scopo non è quello di etichettare ma di offrire spunti per diventare maggiormente consapevoli e facilitare il processo di cambiamento. Le categorie individuate sono dodici: Lo sgranocchiatore, L’ingordo seriale, Il dieta-dipendente, L’ambientalista, il palestrato, l’ingordo episodico, il tipo mondano, Lo zombie, Il conta calorie, il buongustaio, l’orso, il mangiatore emotivo. Corpo e cibo. I nostri cinque sensi ci permettono la percezione dell’ambiente che ci circonda e l’interazione con esso. Li utilizziamo in maniera unica e ognuno di noi ha le proprie abitudini e la propria sensibilità rispetto a ciascun senso. Non c’è dubbio che mangiare sia un’esperienza altamente sensoriale e il cervello raccoglie gli input, li valuta, riconosce e infine traduce il tutto in una risposta. Alla base di queste risposte ci sono due fattori, il sistema che regola il bisogno energetico nel corpo e le associazioni emotive con il cibo. Il corpo ci invia diversi segnali per la regolazione e l’equilibrio dei nostri bisogni alimentari, è necessario riuscire a riconoscere il maggior numero di segnali fisiologici possibili per coglierli in maniera corretta andando oltre a emozioni, desideri e derive evoluzionistiche che possano turbare questo equilibrio. La mindfulness si rivela estremamente utile a questo scopo. Le dinamiche della mente. I pensieri che si sviluppano nella nostra mente sono determinanti per la gestione del rapporto con il cibo. Come noi ci rapportiamo ad essi determina la differenza di atteggiamento e comportamento che adottiamo. Inoltre più assecondiamo determinati processi di pensiero, più essi diventano abitudini e portano a comportamenti immediati senza grande consapevolezza. Il nostro dialogo interiore in relazione a qualcosa di cui cibarsi può portare ad un cedimento, ad una resistenza o ad un atteggiamento mindfulness che prevede la semplice osservazione di quel pensiero, o concatenazione di pensieri, senza un rinforzo emotivo di alcun tipo e senza che si traduca in azione. Quest’ultimo è un dialogo interiore molto breve, nota il pensiero e lo fa dissolvere. Non è così semplice ovviamente e la consapevolezza richiede che venga praticata ogni giorno. Le possibili cause che scatenano un pensiero legato al cibo sono: l’ambiente, determinate attività, la compagnia, le sensazioni fisiche, il contatto dei sensi, i picchi emotivi, i cali emotivi, orari della giornata, associazioni ad altri cibi. Le emozioni sono oltre al pensiero un elemento cruciale di cui spesso non abbiamo abbastanza consapevolezza. Ci condizionano moltissimo nella percezione del mondo e degli altri e imparare a riconoscerle e a lasciarle andare diventa fondamentale. Anche le emozioni influiscono nella relazione con il cibo innescando le tre reazioni già citate per il pensiero, cedimento, resistenza e atteggiamento mindfulness, e anche in questo caso l’ultimo è il più funzionale perché permette di andare incontro all’emozione in modo tranquillo e oggettivo, delicato e curioso, vedendola per ciò che è realmente e senza attribuirle significati ulteriori. Grazie alla pratica è possibile anche provocare cambiamenti negli schemi emotivi. Gli stati emotivi che funzionano da detonatori nel rapporto con il cibo generalmente sono l’eccitazione, la depressione, l’ansia, la felicità, la rabbia, la soddisfazione, l’essere esausti, il senso di colpa, il sentirsi supportati, la solitudine. Effetti della mindfulness e dell’addestramento mentale. L’autore riassume i benefici della pratica: 1. Diminuzione dell’urgenza di abbuffarsi grazie ad una riduzione dell’attività dell’area del cervello deputata a comportamenti compulsivi e all’incremento dell’attività di quella adibita all’autocontrollo 2. Riduzione della tendenza della mente a vagare 3. Riduzione dell’intensità delle emozioni 4. Riduzione dei comportamenti ricorrenti riguardanti il cibo 5. Miglioramento della qualità del sonno 6. Riduzione del senso di ansia 7. Riduzione delle tendenze e dei comportamenti che danno dipendenze 8. Riduzione degli attacchi depressivi ricorrenti 9. Aumento della consapevolezza dei propri pensieri e delle proprie emozioni 10. Incremento del senso di felicità, benessere e ottimismo. Gli ultimi capitoli del testo sono dedicati alla spiegazione pratica della Take10, tecnica per meditare in 10 passi e una serie di esercizi legati ad un approccio al cibo più consapevole che parte dalla scelta del cibo, dalla spesa, dalla preparazione del piatto fino all’atto del mangiare. Citazioni: «Quando sei seduto, stai seduto e basta. Quando cammini, cammina e basta. E quando mangi, mangia e basta.» Proverbio Zen «Il cibo è solo l’oggetto di una forma di fascinazione e di distrazione, ma non è la causa. Non ha un potere reale di per sé.» «Sarà facile notare come la possibilità di cambiare inizi molto prima: quando allungate la mano per afferrare il cibo, quando lo preparate, magari quando lo cuocete o lo andate a comprare.» «È difficile immaginare un altro senso tanto legato alla nostra relazione con il cibo, dal momento che, per la maggior parte delle persone, l’olfatto è responsabile di almeno il 75% di quello che loro percepiscono come gusto.» «Come sempre, vale la solita regola: non si tratta di cercare di fermare i pensieri e i sentimenti, ma piuttosto di imparare a fare un passo indietro, lasciandoli liberi di andare e venire.» Perché leggere questo libro: Perché se abituati ad un rapporto con il cibo conflittuale è uno strumento utilissimo per iniziare ad acquisire consapevolezza dei meccanismi che lo regolano. Perché è ricco di esercizi ed esemplificazioni da mettere in pratica subito e da cui poter trarre beneficio. Perché offre elementi interessanti per iniziare a conoscere la mindfulness e le sue varie applicazioni. Questa scheda è stata realizzata da B. Muzzolon Categoria: Salute & Benessere