Cervello, istruzioni per l’uso


John Medina, Cervello, istruzioni per l’uso, Bollati Boringhieri, trad. G. Olivero

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia

L’obiettivo dell’autore è di presentare dodici aspetti del funzionamento del cervello che Medina chiama “regole” e per ciascuna ne illustra il contenuto scientifico, proponendo in seguito alcune idee per mettere in pratica le regole sul lavoro e a...




John Medina, Cervello, istruzioni per l’uso, Bollati Boringhieri, trad. G. Olivero

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Perchè leggere questo libro

Perché suggerisce dodici modalità di funzionamento e loro applicazioni con idee concrete. Perché è ricchissimo di spiegazioni semplici e pratiche con esempi di scoperte scientifiche. Perché è divertente con le intrusioni dei racconti sul figlio...


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John Medina, Cervello, istruzioni per l’uso, Bollati Boringhieri, trad. G. Olivero

Riassunti di libri di crescita personale


John Medina, Cervello, istruzioni per l’uso, Bollati Boringhieri, trad. G. Olivero Chi è l’autore? John Medina è biologo molecolare specializzato nello studio dei geni implicati nello sviluppo cerebrale. Dirige il Brain Center for Applied Learning Research a Seattle e insegna alla University of Washington School of Medecine. Qual è l’intento dell’autore? L’obiettivo dell’autore è di presentare dodici aspetti del funzionamento del cervello che Medina chiama “regole” e per ciascuna ne illustra il contenuto scientifico, proponendo in seguito alcune idee per mettere in pratica le regole sul lavoro e a scuola. Conosci meglio il libro: • L’esercizio fisico potenzia il cervello. Dai 10 ai 20 km per l’uomo e circa la metà per le donne, afferma il noto antropologo Richard Wrangam. Medina si chiede: «se le nostre competenze cognitive si sono forgiate nella fornace dell’attività fisica, non è plausibile che quest’ultima le influenze ancora?» L'esercizio fisico migliora le condizioni cardiovascolari, riduce il rischio di malattie come attacchi cardiaci e ictus cerebrali, migliora la memoria a lungo termine, il ragionamento, l'attenzione, la capacità di risolvere problemi e aiuta la capacità di ragionamento veloce e di pensiero astratto. Svolgere un'attività fisica di circa 30 minuti al giorno riduce il rischio di demenza della metà e nella probabilità di contrarre il morbo di Alzheimer del 60%, e molti psichiatri hanno iniziato ad affiancare al normale corso della terapia un regime di attività fisica che aiuta la produzione di serotonina, dopamina e norepinefrina. • Evoluzione attraverso l'adattamento. La gran parte della preistoria umana si è sviluppata in climi forestali come quelli sudamericani. Poi il clima cambiò. Gli scienziati stimano che nei passati 40.000 anni ci siano state almeno 17 ere glaciali. Ancora 100.000 anni fa si poteva nascere in un ambiente di tipo quasi artico per poi, qualche decennio dopo, permettersi di assaporare i raggi del sole delle praterie. L'instabilità ha necessariamente contribuito allo sviluppo del nostro cervello. Il nostro cervello è allergico alla rigidità e alla stupidità. Camminare in posizione eretta ha permesso di risparmiare energia da destinare allo sviluppo del cervello e di esplorare sempre più vasti territori. Il cervello, che ora riceveva il 20% dell'energia totale, imparò a prevedere e comprendere il mondo attorno: con la "teoria della mente" e il linguaggio simbolico. Cerchiamo di leggere l'intero mondo che ci circonda in termini di motivazioni, cerchiamo di intuire lo stato mentale di un'altra persona, di anticipare e controllare l'ambiente degli individui di un gruppo. • Eric Kandel è lo scienziato che ha contributo alla comprensione delle basi cellulari e per la quale ricevette il Premio Nobel nel 2000, e in pratica ha dimostrato che quando una persona impara qualcosa, le connessioni nel suo cervello cambiano, e che l'acquisizione di elementi di informazione implica l'alterazione fisica della struttura dei neuroni. Nel momento in cui apprendono, i neuroni si gonfiano, ondeggiano e si scindono. Dalle ricerche effettuate dal neurologo George Ojemann, che osservò le mappe cerebrali di 117 pazienti, la conclusione clamorosa fu quella di affermare l'unicità del cervello. Ogni cervello è unico e le differenze di ciascuno di noi si mantengono stabili nel corso dell'esistenza: le mappe si fissano nei primi anni di vita e per il suo intero corso rimangono stabili. L'autore suggerisce di conseguenza la creazione di classi più piccole a scuola e l'adozione di un'istruzione su misura. • Per apprendere ci vuole un'emozione. Il meccanismo è sempre quello: l'attenzione agevola l'apprendimento. Medina suggerisce concetti spiegati a scuola in intervalli temporali di 10 minuti, non di più. Il resto è ripetizione. Le emozioni destano l'attenzione: gli eventi che eccitano sotto il profilo emozionale tendono a essere ricordati meglio di eventi neutri. Un evento emozionalmente carico (ECS emotionally contetent stimulus) è il genere di stimolo esterno che il cervello ricerca per elaborare più intensamente ciò che ha osservato. Se l'emozione risveglia l'attenzione, le associazioni mentali rafforzano la memoria. Anche le pause sono necessarie all'apprendimento: imbottire gli allievi di nozioni confonde l'apprendimento. La madre dell'autore diceva: molta nutrizione forzata, pochissima digestione. • Ripetere per ricordare e ricordare per ripetere. in genere uno studente dimentica entro 30 giorni il 90% di ciò che ha imparato in una lezione e questo avviene entro le prime ore successive alla lezione. All'apprendimento di massa oggi si contrappone l'apprendimento intervallato che tiene conto delle ripetizioni e dello spazio tra le ripetizioni. Non solo, quando ripeschiamo dalla memoria a lungo termine delle nozioni e le riportiamo alla coscienza, queste regrediscono a una forma labile e quindi modificabile: tornano di nuovo nella memoria di lavoro. La memoria è frammentata nel cervello, è di vari tipi ed è in movimento. Se tende a immagazzinarsi dove ha avuto origine, ripescandola si rimodellerà e ritornerà rinnovata nel suo luogo di origine​. • Dormire bene fa funzionare meglio il cervello. Si dice "dormiamoci sopra", infatti, la perdita di una notte di sonno produce un calo del 30% nelle competenze cognitive generali. Quando una persona è privata di sonno, la sua capacità di utilizzare il cibo si riduce di un terzo, pertanto accentua il bisogno di averne di più perché i livelli corporei dell'ormone dello stress aumentano in modo sregolato. La perdita di sonno rende inefficiente il pensiero, l'attenzione, funzioni esecutive, memoria immediata, memoria di lavoro, umore la capacità di ragionamento logico, destrezza manuale e movimenti grosso motori, come il camminare su un tapis roulant. • Un cervello stressato non impara come dovrebbe. L'autore ci racconta l'esperimento effettuato su un cane che venne rinchiuso e sottoposto a scosse elettriche dolorose di continuo per un determinato periodo di tempo. Anche dopo che le scosse terminarono, il cane aveva perso la capacità di reagire. Man mano che le ore passavano, l'energia della ribellione aveva lasciato il posto alla stasi. Chi effettuò questi esperimenti fu il leggendario psicologo Martin Seligman che in seguito coniò l'espressione "impotenza appresa". Questa impotenza appresa esprime sia la percezione dell'inesorabilità sia il collasso cognitivo che determina. Quando la "punizione" è inevitabile molti animali (e l'uomo compreso) agiscono allo stesso modo. • Jeansok Kim e David Diamond, due brillanti ricercatori, proposero una definizione tripartita dello stress: 1. una risposta eccitatoria , 2. una risposta avversa, 3. la perdita di controllo. A causa dello stress, l'ipotalamo reagisce inviando un segnale alle ghiandole surrenali, collegate a grande distanza sulla sommità dei reni, le quali riversano immediatamente una grande quantità di adrenalina nel flusso sanguigno. Questo genera la famosa risposta “combatti o fuggi”. Ma è all'opera anche un ormone anch'esso rilasciato dalle surrenali: il cortisolo. Questo funge da forza d'urto che spazza via gli aspetti più spiacevoli dello stress. Se lo stress diventa cronico il cervello, le risposte immunitarie e il funzionamento cardiovascolare possono essere compromessi. Il problema nasce quando troppi ormoni dello stress si aggirano troppo a lungo per il cervello: ecco lo stress cronico. La depressione è una perdita di regolamentazione di processi di pensiero quali memoria, linguaggio, ragionamento quantitativo, intelligenza fluida e percezione spaziale. • Un migliore apprendimento scolastico. In due capitoli del libro l'autore suggerisce l'utilizzo massiccio d’immagini visive e di stimoli multisensoriali nell'apprendimento scolastico. Se l'insegnante abbina più stimoli da più fonti per parlare di uno stesso argomento, abbandona i lunghi testi e si focalizza su immagini parlanti, è certo che l'apprendimento avrà un maggiore impatto. I nostri sensi si sono evoluti per agire unitamente. Ciò significa che se ne stimoliamo più di uno alla volta apprendiamo meglio. Gli odori in particolare, hanno il potere di evocare i ricordi, forse perché i segnali odoriferi bypassano il talamo e si dirigono direttamente alle proprie destinazioni cerebrali tra le quali è compreso quel supervisore delle emozioni denominato "amigdala". • Il libro si conclude ricordando a tutti noi che siamo degli esploratori naturali. Sin da bambini dimostriamo un insaziabile bisogno di conoscere e di esplorare. Sin da neonati siamo esseri che ipotizzano, testano e verificano, e qui l’autore porta un suo esempio personale. Suo figlio neonato sa che papà gli fa la lingua per poi farsi imitare, è uno scambio di affinità, è dialogo tra loro che crea una relazione. Se il figlio fa versetti per attirare il padre (l’autore) che lo prende in braccio, è per testare se si girerà e se gli tirerà fuori la lingua. Questa è l’ipotesi del bimbo. Confermata poi dal padre che capisce la richiesta di intesa e la soddisfa. Citazioni: «Sembra che il corpo chiede a gran voce di tornare alle sue radici iperattive dei tempi del Serengeti.» «L'intelligenza fluida, il tipo di intelligenza che richiede capacità di improvvisazione nella risoluzione dei problemi, è particolarmente penalizzata da uno stile di vita sedentario.» «Non è insolito per un singolo neurone avere centinaia di connessioni sinaptiche con altri neuroni.» «La ripetizione costituisce il fissativo.» Perché leggere questo libro: Perché suggerisce dodici modalità di funzionamento e loro applicazioni con idee concrete. Perché è ricchissimo di spiegazioni semplici e pratiche con esempi di scoperte scientifiche. Perché è divertente con le intrusioni dei racconti sul figlio dell’autore Noah. Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia