Come coltivare reazioni emotive intelligenti


Daniel Chabot, Come coltivare reazioni emotive intelligenti, Il Punto d’Incontro, trad. A. Corni

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia, Crescita & Sviluppo

L’autore intende spiegare l’importanza che le emozioni rivestono nella vita quotidiana. Per questo suggerisce di coltivare l’intelligenza emotiva per conoscere, riconoscere e gestire in modo consapevole gli stati emotivi, e valutare in quale misura...




Daniel Chabot, Come coltivare reazioni emotive intelligenti, Il Punto d’Incontro, trad. A. Corni

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Perchè leggere questo libro

Perché sulla base di studi ed esperimenti, offre strumenti pratici e concreti per migliorare e valorizzare l’intelligenza emotiva. Perché coinvolge e stimola il lettore a valutare le proprie capacità nella conoscenza e gestione delle emozioni. Perché...


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Daniel Chabot, Come coltivare reazioni emotive intelligenti, Il Punto d’Incontro, trad. A. Corni

Riassunti di libri di crescita personale


Daniel Chabot, Come coltivare reazioni emotive intelligenti, Il Punto d’Incontro, trad. A. Corni Chi è l’autore? D. Chabot ha conseguito un master in psicologia, materia che ha insegnato per dieci anni nelle scuole superiori. Ora si dedica all’attività di psicologo, consulente e scrittore. È direttore della Société d’Intelligence Emotionelle (società per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva). Qual è l’intento dell’autore? L’autore intende spiegare l’importanza che le emozioni rivestono nella vita quotidiana. Per questo suggerisce di coltivare l’intelligenza emotiva per conoscere, riconoscere e gestire in modo consapevole gli stati emotivi, e valutare in quale misura influenzano i nostri comportamenti e quelli degli altri. Conosci meglio il libro: • Le emozioni. Il termine emozione, E (verso fuori) Mozione (movimento), denota la tendenza ad agire e muovere. Le emozioni mettono in moto la persona che le sta provando: si muove verso ciò che l’ha resa felice, si allontana da ciò che la rende infelice e scappa da ciò che ha paura. L’autore ricorda che nel momento in cui si prova un’emozione, entrano in gioco cinque fattori: 1. Modificazioni fisiologiche quali il battito cardiaco, la pressione sanguigna, il respiro, il diametro delle pupille, la sudorazione, 2. Sensazioni piacevoli o spiacevoli che dirigono i comportamenti verso l’avvicinamento o l’allontanamento, 3. Espressioni facciali e corporee come il tono della voce, la postura e l’espressione del volto, che servono per comunicare le nostre emozioni, 4. Comportamenti adattivi differenti (la fuga, l’attacco, l’avvicinamento o l’approccio, ecc) provocati dalle emozioni e che tutelano la sopravvivenza, 5. Valutazione cognitiva che stabilisce se una situazione è accettabile o inaccettabile, corretta o scorretta, giusta o sbagliata, ecc. Ogni emozione si distingue dalle altre per il tipo di attivazione che produce: la paura, ad esempio, ci fa battere forte il cuore, spalancare gli occhi, tremare, scappare, impallidire… La rabbia ci fa diventare rossi in viso. L’autore cita il neurologo Antonio Damasio, secondo il quale quando proviamo un’emozione entrano in gioco contemporaneamente espressioni corporee e immagini mentali relative alla situazione che stiamo vivendo. Cita anche lo psicologo Paul Ekman perché ha catalogato le sei emozioni innate primarie: gioia, tristezza, paura, collera, sorpresa e disgusto. Queste giocano un ruolo fondamentale nella sopravvivenza dell’uomo perché permettono di valutare una situazione e di reagire in modo adeguato (la paura ci avvisa del pericolo, la collera ci fa capire che ci sentiamo attaccati, il disgusto ci mette in guardia da cibi avariati, ecc…). Le emozioni secondarie sono invece frutto di un apprendimento e di una dimensione cognitiva che mette in relazione le emozioni primarie e la modalità con la quale la persona valuta gli eventi. • Emozioni e conflitti. I conflitti interiori nascono nel momento in cui ci sentiamo sopraffatti da un’emozione e mettiamo o temiamo di mettere in atto un comportamento o una reazione di cui poi ci pentiremo. Secondo lo psicologo Daniel Goleman abbiamo due cervelli, uno razionale e uno emotivo e di solito lavorano in armonia. Il primo è logico e posiziona le informazioni secondo i suoi concetti e convinzioni. Il secondo è irrazionale, illogico ed è convinto di possedere la verità assoluta. Come avvengono le reazioni emotive? In un primo momento, la muscolatura facciale e le reazioni fisiologiche reagiscono allo stimolo scatenante. L’amigdala manda un messaggio al corpo e al cervello, che reagiscono di conseguenza (in campagna vedo qualcosa di sinuoso sotto il terreno e mi spavento perché penso sia un serpente). I messaggi che l’amigdala invia fanno parte della sua memoria emotiva che ha registrato osservando i legami tra persone, cose ed eventi; innesca reazioni emotive istantanee prima che i pensieri abbiano il tempo di intervenire. In un secondo tempo, infatti, come dice l’autore, le informazioni arrivano alla corteccia visiva che ha il compito di constatare e verificare in modo preciso l’informazione (è un serpente o un pezzo di legno?). In un terzo momento la corteccia frontale, che lavora in modo razionale, analizza la situazione (stabilisce se si tratta di un serpente o di un legno) e sceglie la strategia per affrontare e gestire la situazione. Nella vita quotidiana spesso agiamo in base alle informazioni imprecise dell’amigdala: è utile imparare a riuscire a disinnescare questo meccanismo per aumentare e potenziare il ruolo del pensiero razionale sugli eventi della vita. • Emozioni e comunicazione. L’autore ricorda che la comunicazione non verbale è un mezzo per esprimere le emozioni. Tono della voce, gestualità, espressioni facciali e postura del corpo contribuiscono ad accompagnare ciò che diciamo, manifestare uno stato, sostituire una parola o frase, accentuare un discorso, contraddire ciò che viene affermato. Per una comunicazione efficace, le espressioni emotive devono poter essere riconosciute e decodificate da chi ascolta. Tale capacità è l’intelligenza emotiva che permette di decifrare e distinguere il linguaggio delle emozioni: «I messaggi emotivi non verbali rappresentano il 90% della comunicazione». Risulta evidente quanto sia determinante nelle relazioni interpersonali possedere un buon livello di intelligenza emotiva, sia per comprendere le emozioni altrui, sia per riconoscere ed esprimere adeguatamente le proprie. P. Salovey e J. Mayer sono i primi ad averne formulato la definizione: «L’intelligenza emotiva è un raggruppamento di abilità, che sostengono la capacità di valutare con precisione, permettono l’espressione e la regolazione delle emozioni». • Il segreto della comunicazione. Per comunicare correttamente è necessario «comprendere l’altro prima di voler essere compresi da lui.» Mettere in pratica questa dinamica eviterebbe molti problemi e conflitti. Comprendere le esperienze, i comportamenti, i sentimenti e le emozioni degli altri migliora la comunicazione. Un altro aspetto è far sentire all’altro che è stato compreso (empatia): mostrare e dimostrare interesse, in modo verbale e non verbale, dando il giusto feedback. Allo stesso tempo anche farsi comprendere dall’altro, serve per comunicare in modo efficace: per farlo, occorre sia utilizzare un linguaggio chiaro, adeguato e accessibile, sia accertarsi (tramite la giusta percezione dei segnali non verbali) che l’altro abbia compreso correttamente ciò che diciamo. Ultimo aspetto, legato all’empatia, è quello di sentire che l’altro ci ha capito, non solo a livello verbale, ma anche a livello non verbale. La persona con cui parliamo dovrebbe essere in grado di cogliere anche ciò che non diciamo con le parole. Quando comunichiamo, desideriamo che anche le nostre emozioni e i nostri sentimenti vengano capiti e compresi. • L’autore ricorda l’importanza dell’empatia, come capacità di percepire correttamente gli stati d’animo delle persone. Approfondisce inoltre il concetto della relazione esistente tra i diversi tratti della personalità (passiva, aggressiva, manipolatrice e affermativa) e le modalità di interazione e comunicazione. Spiega come di fronte ad uno stesso evento, ogni persona reagisca in modo differente. La personalità passiva tende a non esprimere pensieri e manifestare emozioni. La personalità aggressiva ha reazioni estreme, utilizza modi aggressivi e umilianti (anche solo verbali), non vuole essere contrariata, ed entra spesso in conflitto con gli altri. La personalità manipolatrice fa tutto “per soddisfare i suoi bisogni in modo indiretto e subdolo”. I mezzi che utilizza sono le minacce, i ricatti, l’adulazione e i complimenti. La personalità affermativa è quella dotata d’intelligenza emotiva: manifesta in modo chiaro e preciso emozioni e pensieri, senza danneggiare e ingannare gli altri, da cui è considerata positivamente. È dotata di buona autostima che dimostra dicendo ciò che pensa e ciò che vuole. È un modello da seguire. • Le cinque tappe. L’autore approfondisce nel testo le cinque tappe per sviluppare e migliorare concretamente l’intelligenza emotiva: 1. Sulla base del fatto che certe reazioni emotive diventano riflessi condizionati, è utile identificare lo stimolo scatenante che ha fatto insorgere l’emozione, 2. Essere consapevoli dei pensieri irrazionali che si hanno in certe situazioni e delle emozioni che ne conseguono, proprio in virtù di questi pensieri, 3. Utilizzare la desensibilizzazione sistemica (tecnica utile per condizionare risposte emotive desiderabili e decondizionare quelle ritenute poco utili) per associare gli stimoli scatenanti di un’emozione ad uno stato di rilassamento, utile per poi immaginare gli stessi stimoli e reagire in modo più adeguato, 4. Modificare i pensieri e le convinzioni irrazionali per gestire gli stati emotivi poco o per nulla funzionali, 5. Più le situazioni sono percepite incontrollabili e imprevedibili, maggiore sarà l’intensità dello stato emotivo. Lo scopo finale è vivere le esperienze della vita senza essere sopraffatti dalle emozioni, essere consapevoli delle convinzioni sulla vita e su se stessi. Citazioni: «Il quoziente emotivo, molto più di quello intellettivo, è ciò che ci permette di gestire adeguatamente il raggiungimento dei nostri obiettivi.» «L’empatia riguarda molto la nostra sensibilità e la capacità di percepire ciò che sente l’altro.» «Le emozioni e le loro espressioni sono i colori della vita. «Per comunicare correttamente è necessario percepire, e soprattutto, saper decifrare il proprio linguaggio emotivo.» Perché leggere questo libro: Perché sulla base di studi ed esperimenti, offre strumenti pratici e concreti per migliorare e valorizzare l’intelligenza emotiva. Perché coinvolge e stimola il lettore a valutare le proprie capacità nella conoscenza e gestione delle emozioni. Perché spiega come e quanto una buona intelligenza emotiva aiuti ad aumentare il livello di autostima, a vivere al meglio le relazioni interpersonali e ad affrontare le sfide della vita. Questa scheda è stata realizzata da Francesca Pitzolu Categoria: crescita / sviluppo ; comunicazione / psicologia Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia