Come vincere ansia e preoccupazioni


Dale Carnegie, Come vincere ansia e preoccupazioni, edizioni Bompiani, trad. S. Chiapello

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia

L'autore ci insegna a gestire meglio lo stress, attutendone gli effetti negativi e trasformando i problemi in opportunità. Ci mostra come riaffermare la nostra fiducia interiore e come utilizzare la ragione per contenere ansie e paure. Ci invita a riempire...




Dale Carnegie, Come vincere ansia e preoccupazioni, edizioni Bompiani, trad. S. Chiapello

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Perchè leggere questo libro

Perché per vivere bene occorre saper gestire stress e preoccupazioni. Perché ogni capitolo è corredato di un utile schema riassuntivo. Perché racconta molti aneddoti e storie di vita vissuta. Perché nell'appendice finale sono riassunti tutti i...


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Dale Carnegie, Come vincere ansia e preoccupazioni, edizioni Bompiani, trad. S. Chiapello

Riassunti di libri di crescita personale


Dale Carnegie, Come vincere ansia e preoccupazioni, edizioni Bompiani, trad. S. Chiapello Chi è l’autore? Dale Breckenridge Carnegie (Missouri, 1888 - New York 1955) è stato uno scrittore, insegnante e motivatore, pioniere nel campo dell'automiglioramento. Ha creato corsi su sviluppo personale, vendita, leadership, relazioni sociali e abilità di parlare in pubblico; ha inoltre scritto numerosi bestseller, che hanno venduto milioni di copie nel mondo. Qual è l’intento dell’autore? L'autore ci insegna a gestire meglio lo stress, attutendone gli effetti negativi e trasformando i problemi in opportunità. Ci mostra come riaffermare la nostra fiducia interiore e come utilizzare la ragione per contenere ansie e paure. Ci invita a riempire la vita di energia positiva, concretezza e ottimismo, al fine di superare gli ostacoli con più facilità. Questo libro insegna: Lo stress. Lo stress, spiega Carnegie, fa parte dell'intera umanità, perché tutti ci preoccupiamo per i nostri problemi e viviamo momenti di ansia. Vediamo alcune strategie per una migliore gestione dello stress: 1) Ridimensioniamo le preoccupazioni. L'autore fornisce tre consigli in tal senso: affrontare subito il problema che più ci assilla, anziché perdere tempo a rimuginarci sopra; cercare di capire dove finisce il pensiero e dove comincia l'ansia; compiere qualunque azione utile a risolvere il problema in questione. 2) Usiamo la legge dei grandi numeri. Un genitore angosciato per il figlio che si trova in un paese straniero, dovrebbe soffermarsi sulle statistiche, rendendosi conto che gli eventi gravi sono rari e di certo non capiteranno proprio a suo figlio. 3) Viviamo in compartimenti quotidiani. Impariamo a vivere nel presente, senza pensare sempre a passato e futuro; cogliamo l'attimo per trarre il massimo da ogni giornata, e cerchiamo di portare a termine il lavoro quotidiano. 4) Siamo carote, uova o caffè? Chiediamoci come affrontiamo le avversità della vita paragonandoci a una carota, un uovo e del caffè immersi nell'acqua bollente: la carota, da dura diventa molle; il guscio dell'uovo, pur essendo fragile, riesce a proteggerlo; il caffè si trasforma del tutto e muta forma. E noi, invece? 5) Riduciamo lo stress. Ci sono tanti modi per ridurre lo stress, tra cui: a) non impicciarsi degli affari altrui; b) non portare rancore; c) credere in sé stessi; d) lasciare da parte l'invidia; e) accogliere il cambiamento; f) assecondare l'inevitabile; g) non fare il passo più lungo della gamba; h) tenere la mente occupata con pensieri positivi; i) imparare dai propri errori. 6) Non arrendiamoci. Una caratteristica delle persone di successo non è tanto ottenere sempre ciò che vogliono, quanto reagire di fronte ai fallimenti e agli ostacoli, credendo nelle proprie capacità e rialzandosi dopo ogni caduta. Le preoccupazioni. Quando ci preoccupiamo per un evento reale o immaginario, continua l'autore, la nostra qualità di vita ne risente molto, così come la nostra abilità di gestire la situazione concretamente. Ecco alcuni consigli per gestire meglio le preoccupazioni: 1) Non perdiamoci su questioni banali. La vita è troppo breve per preoccuparsi delle banalità, elevandole a problemi seri: se abbiamo ragione a temere per la nostra salute o per il rischio di perdere il lavoro, non ne abbiamo ad angosciarci per il meteo o per i piccoli imprevisti quotidiani. 2) Sostituiamo la preoccupazione con l'azione. Un uomo di cinquant'anni, in sovrappeso e con uno stile di vita poco salutare, investirebbe meglio le sue energie preoccupandosi quotidianamente della possibilità di avere un infarto, o impegnandosi nel dimagrire e adottare uno stile di vita più sano? 3) Assecondiamo l'inevitabile. Ciò che distingue gli individui di carattere è la capacità di accettare anche gli eventi negativi che accadono loro e di fare il possibile per superarli, traendone fuori il meglio. 4) Poniamo dei paletti all'ansia. Fissiamo dei limiti di tempo a una specifica preoccupazione, e se in quel lasso non si verifica alcunché, smettiamo di pensarci, per non dedicarle più attenzione di quel che merita. 5) Anche questo passerà. L'unica certezza che abbiamo riguardo una data situazione negativa, è che non durerà per sempre: ricordiamoci di questo tutte le volte che ci preoccupiamo per qualcosa. 6) Parliamo con noi stessi. Impariamo a controllare la nostra vocina interiore, chiedendole di motivarci e di aiutarci a scacciare l'ansia, sostituendola con pensieri positivi. Accettiamoci e apprezziamoci per come siamo. 7) Preoccupazioni finanziarie. Cerchiamo di limitarle, ad esempio analizzando il nostro modo di spendere, impostando un budget per le spese, risparmiando quanto possibile, evitando troppi debiti e investendo con criterio. 8) Preghiera e meditazione. Chi è religioso considera la preghiera un antidoto efficace contro l'ansia, poiché la fede è fiducia nel Potere creativo: ciò che crediamo è ciò che viviamo. Preoccupazioni sul lavoro. Molti di noi hanno a che fare soprattutto con ansie legate al mondo lavorativo; Carnegie ci suggerisce come affrontare questo genere di preoccupazioni: 1) Guardiamo prima a noi stessi. Quando alcune situazioni di malcontento tendono a ripetersi in differenti posti di lavoro, chiediamoci se, almeno in parte, il problema può dipendere da noi. Se così fosse, cerchiamo di smussare i nostri difetti e di ascoltare a mente aperta le critiche che ci vengono mosse. 2) Valutiamo le nostre prestazioni. Se ci troviamo alle prese con la valutazione del nostro operato da parte dei superiori, anticipiamoli auto-valutandoci noi stessi, per essere pronti a rispondere a tono alle osservazioni che ci faranno. 3) Preveniamo fatica e stress. Prendiamoci delle pause, impariamo a rilassarci, liberiamo l'area di lavoro dagli oggetti inutili e stabiliamo le nostre priorità per diventare più efficienti. 4) Conflitti sul lavoro. Se al lavoro abbiamo dei conflitti con i colleghi, cerchiamo di vedere le cose coi loro occhi, scegliamo le battaglie che vale la pena combattere e manteniamo prospettiva e determinazione, valutando ogni possibilità di miglioramento. 5) La paura di perdere il lavoro. Svolgiamo bene il nostro lavoro, restiamo sempre aggiornati sulle nuove tecnologie, siamo creativi e positivi, impariamo la flessibilità. E se, nonostante il nostro impegno, si rivelerà necessario cercare un altro lavoro, facciamoci coraggio e rimbocchiamoci le maniche. Una mentalità positiva. Ciascuno di noi, prosegue l'autore, è ciò che pensa e il nostro modo di essere è la somma completa di tutti i pensieri che formuliamo. Ecco alcuni atteggiamenti positivi che ci aiutano a vivere meglio: 1) Passiamo all'azione. Molte persone hanno una scarsa autostima, pertanto tendono a non agire. Ma la chiave per il successo è proprio credere in noi stessi, cambiando l'immagine negativa che ci siamo creati e sforzandoci di lavorare con determinazione. 2) La forza è dentro di noi. Dobbiamo sempre tenere viva la nostra ambizione, visualizzare ciò che vogliamo essere e camminare come se stessimo marciando verso la vittoria. 3) Non diamo potere ai nostri nemici. Quando lasciamo che l'odio per i nostri nemici ci domini la mente, finiamo per fare più male a noi stessi che a loro. Impariamo a perdonare e dimenticare. 4) Se la vita ci dà limoni, facciamo una limonata. Utilizziamo quello che la vita ci mette a disposizione per arrivare al successo: ci sono decine di persone nate povere e divenute ricche grazie al duro lavoro e alla determinazione. Convinciamoci che nulla è impossibile. La paura. Il più oscuro e disastroso stato d'animo, spiega Carnegie, è la paura. A qualunque intensità (disagio, allerta, spavento, terrore) è in grado di innescare reazioni che inibiscono il normale funzionamento del sistema nervoso, provocando ansia, depressione, panico. Alcuni spunti a riguardo: 1) La paura distrugge l'iniziativa. Le paure più comuni sono quelle di morire, diventare poveri, ammalarsi, volare in aereo; inoltre, la paura che ci accada qualcosa di brutto o che gli altri ci giudichino in modo negativo. Queste paure spesso ci bloccano, impedendoci di realizzare qualcosa di significativo. 2) La paura della paura. La paura e l'ansia attraggono verso di noi proprio ciò che temiamo, condizionandoci sul lavoro e in tutti gli altri ambiti della nostra vita. Programmiamoci per sconfiggere la paura, pensando positivo e guardando al futuro con fiducia e ottimismo. 3) La paura di parlare in pubblico. Un'ottima conoscenza dell'argomento di cui dobbiamo parlare, una sana fiducia in noi stessi, alcune prove davanti allo specchio e un atteggiamento energico, rilassato e divertito, possono renderci degli ottimi conferenzieri. 4) La mancanza di concentrazione. Le ansie e le paure spengono concentrazione e creatività, e ci tolgono la gioia di vivere. Il successo e la felicità dipendono dalla capacità di riuscire a sfruttare al massimo le nostre energie. 5) Il fallimento. La paura porta al fallimento, spegne l'ambizione, uccide la determinazione e ci allontana dai nostri obiettivi. Dobbiamo riempire la nostra mente di coraggio, speranza e fiducia, ricordandoci che le aspettative negative raramente si concretizzano. 6) Superare la paura. Analizziamo le nostre paure in modo razionale, chiedendoci se sono reali o immaginarie; smettiamo di preoccuparci per le cose che non possiamo risolvere o che non sono ancora accadute, e agiamo piuttosto per minimizzare i rischi. Ricaviamo forza interiore dagli ostacoli superati in passato. Gestire lo stress. Lo stress è un tentativo della nostra mente e del nostro corpo di adattarsi a una situazione che cambia. Quando, però, lo stress diventa sofferenza, occorre prendere dei provvedimenti. L'autore ci fornisce alcune nozioni utili sull'argomento: 1) Gli agenti stressanti. Ci sono tre forme di stress: l'eustress è positivo e ci fornisce energia, ad esempio durante una performance musicale o un discorso pubblico; il distress è la risposta negativa che si verifica in situazioni che ci paiono fuori controllo; l'iperstress è lo stato di stress negativo divenuto costante, e può causare conseguenze distruttive (crollo psicologico, esaurimento, problemi di salute). 2) Stress e rendimento. Un po' di stress ci aiuta a concentrarci e a svolgere un lavoro con più attenzione. Al contrario, se lo stress è troppo può influire negativamente sulle nostre prestazioni e portarci al burnout, ovvero all'esaurimento emotivo, fisico e mentale. 3) Gestire lo stress. Occorre imparare a gestire lo stress negativo e intenso, ad esempio: praticando attività quali meditazione, yoga, preghiera; prendendosi cura di sé e del proprio corpo; rilassandosi ogni volta che è possibile; con l'esercizio fisico e la respirazione; con il senso dell'umorismo e l'ironia; tramite il supporto di famigliari e amici. 4) Risolvere i problemi senza stress. Raccogliamo i dati utili alla risoluzione di un problema. Dopo di che: analizziamoli, pensiamo alle possibili soluzioni, riconsideriamo tutte le opzioni e poi scegliamo quella che riteniamo migliore, agendo di conseguenza e ammettendo possibili aggiustamenti in corso d'opera. Evitare il burnout. Il burnout, come già accennato da Carnegie, è un completo esaurimento emotivo, fisico e mentale, dato da uno stress intenso e prolungato sul lavoro; chi vi è soggetto perde entusiasmo e motivazione, e non vede più vie d'uscita. Ecco ciò che è utile sapere in merito: 1) La differenza tra stress e burnout. Lo stress è essere sommersi dalle responsabilità, il burnout è essere completamente esauriti, disperati, depressi, sopraffatti. 2) Prevenire il burnout. Il modo più efficace per evitare il burnout è interrompere quello che si sta facendo prima di arrivare al “punto di non ritorno”; questo può significare cercare un nuovo lavoro, chiedere un cambio di mansione o prendersi una pausa. 3) Conservare le energie. Riposiamoci prima di essere stanchi, inseriamo dei momenti di rilassamento nella giornata lavorativa, prendiamoci cura del nostro benessere, impariamo a organizzarci meglio e a delegare i compiti. 4) Stanchezza eccessiva. L'esercizio fisico costante e moderato può alleviare lo stress: alcuni studi dimostrano, infatti, che chi svolge regolarmente sport è meno incline alla stanchezza mentale. 5) Più controllo sul lavoro. Conoscere a fondo il proprio lavoro per padroneggiarlo al massimo, collaborare con i colleghi al raggiungimento degli obiettivi, proporre nuove idee migliorative e avvalersi di un aiuto psicologico, sono tutti metodi utili alla prevenzione del burnout. 6) Consigli generali. Altri consigli generali: non sobbarchiamoci più lavoro di quel che possiamo svolgere; scegliamo con cura i nostri hobby (pochi ma buoni); rallentiamo i ritmi; coltiviamo le relazioni; limitiamo l'uso compulsivo di tecnologie e il multitasking. Organizzare il lavoro. Una delle cause più comuni di stress sul lavoro, spiega l'autore, è la pressione costante data da scadenze e interruzioni. La gestione del tempo inizia da una visione chiara dei propri obiettivi, che permette di determinare se le nostre azioni sono produttive o meno. 1) Linee guida per gli obiettivi. Chiariamo in modo preciso ciò che vogliamo ottenere (ad es. ridurre del 23% la quantità di scarti); spezziamo gli obiettivi a lungo termine in micro-obiettivi; equipariamo obiettivi personali e aziendali; miriamo alla flessibilità e consideriamo gli imprevisti; resistiamo al compiacimento. 2) Analisi dei tempi di lavoro. Dividiamo la giornata lavorativa in segmenti di 15 minuti e riempiamo ogni casella con il compito da svolgere in quel lasso di tempo; questo può darci una visione più completa di come gestiamo le ore lavorative. Svolgiamo per primi i compiti difficili, per poi dedicarci a quelli più piacevoli. 3) Se il lavoro non ci piace. Trasformiamo anche le incombenze più noiose in sfide gratificanti; ad esempio, conferendo loro una veste grafica accattivante tramite l'utilizzo di un software. 4) Stabiliamo delle priorità. Stabiliamo le nostre priorità al fine di organizzare meglio il lavoro e di gestirlo con meno stress; lasciamo per ultimi i compiti meno importanti; limitiamo le eventuali interruzioni al minimo. 5) Deleghiamo e impariamo a dire di no. Questo punto si chiarisce da solo. Gestire il cambiamento. In genere i cambiamenti causano una certa ansia, perché ci fanno uscire dalla nostra zona di confort, quindi non sappiamo se saremo in grado di gestirli al meglio. Qualche spunto di Carnegie sull'argomento: 1) Zona di confort. Le persone di successo sono pronte a spingersi continuamente ai limiti della loro bolla di sicurezza, per acquisire nuove conoscenze e competenze. Sforziamoci di farlo anche noi. 2) Controlliamo la nostra mentalità. La capacità di adattarsi alle nuove situazioni è essenziale: impariamo a ricalibrare le nostre aspettative, ad anticipare i possibili cambiamenti, a essere pazienti e avventurosi, a provare qualcosa di nuovo ogni giorno e a chiedere consigli a chi ne sa più di noi. 3) Accogliamo il cambiamento. Per adattarci al cambiamento dobbiamo liberarci da una mentalità che ci rallenta, sostituendola con una che accolga la trasformazione. 4) Valutiamo i vantaggi. Quando siamo in vista di un cambiamento, chiediamoci quali sono i suoi pro e contro: se vediamo che le opportunità superano i rischi, pianifichiamo la direzione e imbocchiamo la nuova strada, apportando le giuste correzioni quando necessario. 5) Abbandoniamo le vecchie abitudini. Adattiamoci alla nuova situazione che arriva con sicurezza e fiducia, godendo dell'energia, dell'entusiasmo e delle conoscenze che il cambiamento porta con sé. Citazioni «Se l'energia che abbiamo usato per impensierirci (e lo stress, di energia, ne consuma molta) l'avessimo canalizzata in un atteggiamento costruttivo, volto a risolvere il nostro disagio, saremmo riusciti a superare le paure e l'ansia, per ritrovarci più sani e felici.» «Quando ci troviamo di fronte a un problema, chiediamoci: qual è la cosa peggiore che può succedere? E prepariamoci ad accettarla. Poi lavoriamo per evitare il peggio.» «Un vecchio detto recita: “il passato è passato, non possiamo cambiarlo. Il futuro è sconosciuto, ma l'oggi è un dono: è per questo che lo chiamiamo presente”.» «Il successo è il fallimento rovesciato, l'argento delle nuvole del dubbio, e non puoi sapere dove si trova, forse è vicino anche se sembra lontano, perciò non abbandonare la lotta quando ricevi i colpi più duri: è quando le cose si mettono al peggio che non devi mollare (E.A. Poe).» «Sono le piccole seccature, i fastidi della vita quotidiana che rovinano il nostro benessere e la nostra gioia e ci tolgono più forza di quanto non facciano i grandi problemi che ci troviamo ad affrontare.» «Pensiamo positivo: abituiamoci a sostituire nella nostra mente le parole negative con altre positive. Parole di speranza invece che di disperazione, di successo invece che di fallimento, di vittoria invece che di sconfitta.» Perché leggere questo libro: Perché per vivere bene occorre saper gestire stress e preoccupazioni. Perché ogni capitolo è corredato di un utile schema riassuntivo. Perché racconta molti aneddoti e storie di vita vissuta. Perché nell'appendice finale sono riassunti tutti i fondamentali di Carnegie. Perché contiene anche una bella intervista a Pilar Chaparro, senior trainer di Dale Carnegie Italia. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Comunicazione & Psicologia