Come amarsi per sempre: i sette pilastri della felicità in coppia


Patricia Delahaie, Comment s’aimer toujours: les 7 piliers du bonheur à deux (it. Come amarsi per sempre: i sette pilastri della felicità in coppia) Leduc editore

Crescita Personale, Relazioni & Coppia

L’intento dell’autrice è aiutare le coppie a capire meglio le dinamiche interne che possono portare a litigi, rotture o, col passare degli anni, a un senso di vuoto. I suoi 7 pilastri spiegano come sormontare i motivi di dissenso o disamore più comuni.




Patricia  Delahaie, Comment s’aimer toujours: les 7 piliers du bonheur à deux  (it. Come amarsi per sempre: i sette pilastri della felicità in coppia) Leduc editore

Patricia  Delahaie, Comment s’aimer toujours: les 7 piliers du bonheur à deux  (it. Come amarsi per sempre: i sette pilastri della felicità in coppia) Leduc editore è disponibile su Amazon

Perchè leggere questo libro

Perché aiuta a fare chiarezza con esempi pratici; perché è scritto con uno stile pieno di verve e di umorismo, che aiuta a relativizzare; perché è ricco di spunti pratici e realmente efficaci su quello che si può fare per migliorare la propria vita di...


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Patricia  Delahaie, Comment s’aimer toujours: les 7 piliers du bonheur à deux  (it. Come amarsi per sempre: i sette pilastri della felicità in coppia) Leduc editore

Riassunti di libri di crescita personale


Patricia Delahaie, Comment s’aimer toujours: les 7 piliers du bonheur à deux (it. Come amarsi per sempre: i sette pilastri della felicità in coppia) Leduc editore Chi è l’autore? Patricia Delahaie è una psicosociologa, autrice di libri e life coach. Tra i suoi libri più venduti: Comment plaire en 3 minutes (it. Come piacere in 3 minuti). Si è occupata anche di letteratura per bambini e programmi televisivi. I suoi libri sono realizzati sulla base di numerose interviste, che vengono riportate ampiamente e commentate successivamente. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autrice è aiutare le coppie a capire meglio le dinamiche interne che possono portare a litigi, rotture o, col passare degli anni, a un senso di vuoto. I suoi 7 pilastri spiegano come sormontare i motivi di dissenso o disamore più comuni. Questo libro insegna: Perché ci si lascia più spesso di prima: i progressi fatti nella parità tra uomo e donna, la rivendicazione del diritto di vivere una vita piacevole perseguendo i propri obiettivi personali e professionali portano a vivere più liberamente in coppia. D’altro canto però è cresciuto anche l’individualismo, la definizione dei ruoli è spesso poco chiara, in questa epoca di passaggio e si ricerca la felicità “tutto il tempo” anziché “per sempre”. Nello specifico, le cause più comuni di separazione sono: le difficoltà pratiche della vita che fanno passare la coppia in secondo piano, il bisogno di realizzarsi o di perseguire un progetto che non lascia tempo alla vita di coppia, la nascita di un figlio, che esclude il padre, o sommerge la madre in un carico eccessivo di lavoro, l’impressione di aver perso se stessi e la propria individualità, la distrazione venuta da fuori (un’altra persona che, in quanto sconosciuta, sembra offrire molto di più del coniuge). I sette pilastri per superare queste cause di separazione. La vera ricetta per restare insieme è… voler restare insieme. Il primo pilastro, quindi, è LA VOLONTÀ DI RESTARE INSIEME, il secondo è IL PIACERE, il terzo IL RISPETTO, il quarto LA RECIPROCITÀ, il quinto è LA PRESENZA, il sesto è la GENEROSITÀ e il settimo il “NOI CONIUGATO AL FUTURO”. Il 1° Pilastro è LA VOLONTÀ DI RESTARE INSIEME: rispetto al passato, le motivazioni morali, sociali e religiose che spingevano a restare uniti sono venute in gran parte a mancare. In compenso, le pulsioni centrifughe sono aumentate: la carriera per le donne, l’incapacità ad adeguarsi a un nuovo modello di coppia per gli uomini, l’esigenza di essere realizzati, di essere perfetti come professionisti, come genitori, nella propria vita spirituale, portano a un atteggiamento sempre più critico verso l’altro, che non può incarnare questa perfezione, e a un individualismo sempre più esacerbato. Senza voler banalizzare, dice l’autrice, si applica il concetto di usa e getta anche nei rapporti umani: le incomprensioni, i rancori, la gelosia, la stanchezza e le privazioni di uno dei due coniugi a profitto dell’altro si infiltrano nel tessuto della coppia, facendo incrinare la volontà di restare insieme. Il nichilismo, la “precarietà affettiva”, come la chiama l’autrice, fa in modo che non ci si voglia investire, per paura di perdere tutto. L’autrice, in particolare, parla della sindrome dell’elastico, che consiste nel susseguirsi di allontanamenti e riavvicinamenti nella coppia. Di per sé può essere naturale e addirittura salutare, ma bisogna essere molto vigilanti ed osservare i segnali di usura dell’”elastico” e porvi rimedio con momenti di particolare attenzione verso il partner, o evitando situazioni “a rischio” come la routine, l’ingerenza di altri familiari, o la priorità assoluta del lavoro. Il 2° Pilastro è IL PIACERE: L’autrice declina e specifica il piacere in queste sottocategorie: 1) il piacere di essere in coppia, 2) di sapersi amati, 3) di esistere agli occhi dell’altro, 4) il piacere delle piccole abitudini costruite insieme, 5) quello delle sorprese, 6) il piacere fisico e 7) quello di essere sostenuti nei propri sogni e obiettivi. La negligenza di questi piccoli piaceri quotidiani uccide la coppia. Spesso è alla base di liti e scenate che, partendo da pretesti qualsiasi, nascondono il disagio inconsapevole di sentirsi abbandonati. L’autrice consiglia di fare regolarmente delle liste dei piaceri condivisi dalla coppia. Più si è dettagliati e precisi, meglio è. “Almeno un piacere al giorno”, dovrebbe essere la ricetta di base. La lista dei piaceri è importante per ricordarsi di dedicar loro uno spazio che resti saldo. Il piacere di essere in coppia è qualcosa di non banale. Infatti, l’autrice ci ricorda che, sebbene siamo in un’epoca in cui si inneggia alla “libertà” e all’indipendenza, il 51% dei single sono insoddisfatti e desiderano soltanto trovare l’uomo o la donna dei propri sogni. Il piacere delle abitudini, ci fa notare l’autrice, presuppone che ci siano dei ritmi e delle maniere di vivere in comune. Questo non è dato a tutte le coppie, che a volte si separano per inconciliabilità dei ritmi, delle priorità, dei gusti… Abitudini e sorprese. Molte coppie, invece, restano in piedi grazie alle abitudini in comune: anche se non hanno più molto da condividere nell’intimità, hanno piacere a svolgere insieme i piccoli gesti della loro quotidianità. Secondo l’autrice, le abitudini sono un toccasana per la coppia, sono il momento di riposo, in cui ci si può sentire “a casa”, vivendo senza sforzo. Viceversa, le sorprese sono il sale della routine, e la completano, la vivificano e le danno un senso: se, infatti, non ci fosse la routine, tutta la vita sarebbe una sorpresa, il che potrebbe alla lunga diventare molto stressante. Se invece esistesse solo la routine, la noia diventerebbe soffocante. Le soprese, per essere tali, non devono essere scontate: non basta quindi il classico mazzo di fiori o la cena tête à tête. Le sorprese più gradite, secondo le persone intervistate dall’autrice, sono dei gesti divertenti, senza preavviso, che fanno ridere. Sono piccole cose che non costano nulla, se non il desiderio di divertire e veder sorridere il proprio partner, per allentare la tensione, ravvivare l’interesse e saldare la complicità. Il piacere fisico, contrariamente a quel che si crede comunemente, può rinvigorirsi col tempo, come “una lunga conversazione”. La varietà o la routine, secondo i gusti della coppia, lo consolidano. L’importante, sottolinea l’autrice, è non sentirsi obbligati a mantenere certi standard di frequenza, perché l’obbligo e il piacere non sono compatibili. Per quel che riguarda l’ultima forma di piacere, l’autrice cita Francesco Alberoni, che dice che ci innamoriamo non tanto di una persona, ma di un sogno. Ci innamoriamo della persona con la quale sarà possibile incarnare quel sogno. Il 3° Pilastro è IL RISPETTO: Il rispetto consiste nel prendere in considerazione l’esistenza dell’altro, mostrare che ci accorgiamo di lui, con tutti i gesti necessari: salutarlo, scusarci se siamo trattenuti da altri impegni, consultarlo quando si tratta di prendere decisioni che lo riguardano, non lasciarsi distrarre da altre persone quando si è con lui/lei, e cercare il più possibile di immedesimarsi (“ascoltare con il cuore”, ovvero immaginare i sentimenti e le motivazioni che stanno dietro le affermazioni o i comportamenti del partner, e agire di conseguenza). Secondo l’autrice, “è più facile rispettare il proprio partner quando si sono risolte le proprie esperienze traumatiche dell’infanzia e delle relazioni passate”. Essere più sicuri di sé e più indulgenti verso sé stessi permette di essere meno suscettibili o addirittura ostili e sospettosi verso le intenzioni dell’altro. Le differenze vengono prese per quel che sono: caratteristiche che differenziano l’altro da noi, e non delle prese di posizione contro di noi. Il 4° Pilastro è LA RECIPROCITÀ: Dopo il rispetto per l’altro, si parla di quello per sé stessi: il particolare, per le persone che hanno tendenza ad annullare la propria personalità per non dispiacere al partner. Questa è una forma di mancanza di rispetto per sé stessi e porta al fallimento della coppia, perché chi interpreta un ruolo che non è il suo si troverà fatalmente ad essere una copia scipita di quello che l’altro vorrebbe, e ad essere un peso, un’ entità passiva. Secondo l’autrice, alle radici di questo comportamento c’è la paura di non essere degni d’amore, e di essere lasciati, ma si ottiene l’effetto contrario. Chi dà troppo, ma si aspetta delle contropartite, resterà frustrato, mentre il partner si sente soffocato da troppe attenzioni o al contrario finisce per abituarvisi e darle per scontate. Parlando di una variante di questo problema, l’autrice fa notare che spesso le persone che hanno difficoltà nella vita, le hanno anche nella coppia, perché hanno tendenza ad accusare il partner dei propri insuccessi. Ma, come racconta una delle testimoni intervistate, spesso non è il compagno stesso a impedire di realizzarsi, ma la propria paura di ferirlo se ci si dedica a sé stessi. È l’esempio di una donna che, dopo vent’anni di matrimonio felice, è caduta in depressione perché sentiva di non aver fatto nulla della sua vita; lasciato il marito e raggiunta l’indipendenza economica, ha scoperto che l’ex marito apprezza della sua nuova compagna… la sua indipendenza! In una scheda di approfondimento, l’autrice elenca 7 principi per affermarsi con calma: 1)Conoscersi: sapere con precisione cosa ci piace e cosa no. 2) Essere veramente convinti di avere diritto di scegliere. 3) Esprimere con autenticità, rispetto e calma queste preferenze 4) Ascoltare il proprio partner esprimere le proprie 5) Negoziare un compromesso 6) Contare lo stesso peso per ciascun partner, senza che uno dei due si senta sacrificato 7) Parlarne con leggerezza, ma regolarmente. Il 5° Pilastro è LA PRESENZA: «La presenza quotidiana e calorosa, il sostegno incrollabile e reciproco è uno degli elementi che impediscono la dis-idealizzazione della coppia, come dicono gli psicologi, e l’impressione deleteria di essere da soli nella coppia.» Secondo una ricerca condotta dall’autrice, questo sentimento di solitudine è la prima causa di infedeltà femminile. Tra gli esempi riportati, c’è l’assenza d’investimento del padre, che trascura i figli lasciandone la cura alla madre, o la presa di decisioni importanti senza consultare il partner, o al contrario lasciare tutta la responsabilità sulle spalle dell’altro, o ancora il dare la priorità al lavoro, al gioco, agli amici, senza lasciare mai spazio al dialogo di coppia. Insomma, quando uno dei due partner vive come se fosse single, rischia di perdere la persona che ama. In quest’ultimo caso, l’autrice dà dei consigli su come “rompere la bolla” iniziando una conversazione neutra: in questo caso, sono da bandire le lamentele, le critiche, i consigli, gli argomenti conflittuali, che potrebbero riportare il partner a richiudersi nel suo mondo e a rifiutare il dialogo. Chiedere com’è andata la giornata, ad esempio, può essere un primo passo verso la ripresa del dialogo. L’ascolto e la verifica dei sentimenti di ciascuno sono alla base di un dialogo più profondo, e per discutere gli argomenti più scottanti (lo stato di salute della coppia, i bisogni del partner insoddisfatto) è consigliabile darsi appuntamento in un momento in cui entrambi i partner sanno di essere sufficientemente liberi. Quando nasce un figlio. La presenza si conta particolarmente nei momenti di grande difficoltà (malattia, lutto, ma anche la nascita di un bambino, dove la madre può trovarsi fisicamente messa alla prova…) Per quel che riguarda l’arrivo dei figli, in particolare, i genitori devono fare fronte comune nella loro educazione, ma purtroppo molti padri considerano ancora l’educazione dei figli come appannaggio esclusivo della donna. Viceversa, molte donne vivono la gravidanza e il rapporto col proprio neonato come qualcosa di esclusivo, lasciando il padre solo, a coltivare una sensazione di abbandono. Ancora una volta, l’autrice invita i coniugi a superare questi divari con il dialogo. Il 6° Pilastro è la GENEROSITÀ: L’autrice ci spiega che la generosità consiste anche nel saper ascoltare, perdonare, capire e relativizzare. La generosità è anche ciò che spinge a dare il meglio di sé per fare felice il partner, e anche il saper evitare di chiedere quel che non può essere dato. Se si applica un punto di vista benevolo, sapremo tollerare meglio tutti gli aspetti meno piacevoli del carattere dell’altra persona: perché sappiamo che non sono messi in atto appositamente per infastidirci, ma fanno parte del suo essere, che ci piacciano o meno. Il 7° Pilastro è Il NOI CONIUGATO AL FUTURO: Oggigiorno si vive nel mito che da soli si è più liberi e si possono realizzare tutte le cose che si desiderano. A volte, quando uno dei due partner ha un ruolo dominante sull’altro, è solo perché ha ben chiaro quello che desidera, mentre l’altro partner fa più fatica ad affermare i propri bisogni e desideri. La dinamica di antagonismo che ne risulta potrebbe essere sostituita dalla coscienza di far parte di un “paio”, una “coppia”, nel senso di due membri complementari di un tutto che funziona meglio rispetto alla parte singola. Citazioni: «La nostra coppia è il frutto di quello che noi ne facciamo: non esiste determinismo nelle relazioni di coppia. Esistono solo delle scelte che vanno a favore dell’amore, ed altre che vanno contro.» “Si può legittimamente chiedere al proprio partner di essere un marito/una moglie, un padre o una madre, così come siamo nella società: ovvero presente, responsabile, solidare, e interessato alla coppia e alla famiglia.» «La sorpresa rende alla coppia il suo slancio, rimette in circolazione il desiderio.» «Fate un bilancio delle vostre possibilità in amore: cosa potete dare, e cosa no? Quali sono i vostri limiti, e quelli del vostro partner? Una volta ottenuta la risposta, ricordatevi di non chiedere ‘a un melo di dare dei fichi’.» Perché leggere questo libro: Perché aiuta a fare chiarezza con esempi pratici; perché è scritto con uno stile pieno di verve e di umorismo, che aiuta a relativizzare; perché è ricco di spunti pratici e realmente efficaci su quello che si può fare per migliorare la propria vita di coppia, e la visione di sé stessi. Questa scheda è stata realizzata da Elisa Nicotra Categoria: Relazione di Coppia