Conquering Writer's Block and Summoning Inspiration


K.M. Weiland, Conquering Writer’s Block and Summoning Inspiration, PenForASword Publishing

Crescita Personale, Scrittura & Scrittura Creativa

L'autrice, con la collana Helping Writers Become Authors, desidera aiutare l’aspirante scrittore nella progettazione, stesura e pubblicazione del suo primo romanzo. I libri si possono leggere anche come unità a sé stanti. In questo quinto volume – che...




K.M. Weiland,  Conquering Writer’s Block and Summoning Inspiration, PenForASword Publishing

K.M. Weiland,  Conquering Writer’s Block and Summoning Inspiration, PenForASword Publishing è disponibile su Amazon

Perchè leggere questo libro

Perché fa parte di una collana pensata proprio per aiutare gli aspiranti scrittori. Perché la Weiland è una writing coach esperta e competente. Perché in caso di dubbi o domande, puoi anche contattare l’autrice tramite il suo blog. Perché il blocco...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Conquering Writer's Block and Summoning Inspiration" di K.M. Weiland è di circa 5/10 min.

Abbonati anche tu a DISIATO per leggere la scheda completa di questo libro riassunto per te dal nostro team.

Con DISIATO risparmi tempo e denaro!








K.M. Weiland,  Conquering Writer’s Block and Summoning Inspiration, PenForASword Publishing

Riassunti di libri di crescita personale


K.M. Weiland, Conquering Writer's Block and Summoning Inspiration, PenForASword Publishing Chi è l’autore? K.M. Weiland vive nel Nebraska ed è un’autrice e writer coach di successo. Ha scritto diversi romanzi fantasy e di avventura, e nel suo blog Helpingwritersbecomeauthors.com ha pubblicato più di 1200 articoli (in inglese) per aiutare gli aspiranti scrittori a diventare tali; ha anche creato una collana di manuali di scrittura, cui ha dato lo stesso titolo del blog. Qual è l’intento dell’autore? L'autrice, con la collana Helping Writers Become Authors, desidera aiutare l’aspirante scrittore nella progettazione, stesura e pubblicazione del suo primo romanzo. I libri si possono leggere anche come unità a sé stanti. In questo quinto volume – che in italiano risulterebbe Conquistare il blocco dello scrittore ed evocare l'ispirazione – si parla appunto di come combattere il famigerato blocco dello scrittore e imparare a vivere una vita ispirata, funzionale alla propria vena artistica. Questo libro insegna: L'ispirazione. Secondo l'autrice, l'ispirazione è una sensazione soggettiva che non può essere forzata. Ci sono, però, alcune accortezze che ne agevolano la comparsa nella quotidianità: 1) Prestare attenzione ai dettagli. La scrittura è fatta di dettagli, perché sono quelli che differenziano un libro dall'altro e che coinvolgono il lettore. Notiamo i particolari attorno a noi: il colore del cielo prima del tramonto, la vibrazione del suono sulle suole delle scarpe, l'odore della pioggia. Se impariamo a prestare attenzione alle piccole cose, miglioriamo la qualità della nostra prosa. 2) Guardiamo oltre i cliché. Teniamo gli occhi aperti per andare oltre l'ovvio e allargare i nostri orizzonti, alla ricerca di perle nascoste. Anche se stiamo scrivendo una storia con una trama comune a molte altre, possiamo sempre gettarci dentro un ingrediente inaspettato per renderla più misteriosa e intrigante. 3) Lasciamo spazio al subconscio. Non sottostimiamo il nostro subconscio – ci rammenta l’autrice – perché può raggiungere limiti che il cervello razionale nemmeno conosce. Quando ci troviamo bloccati nella scrittura perché non sappiamo bene come proseguire una scena, lasciamola decantare per un po' nel nostro subconscio: è facile che la soluzione prima o poi si presenti da sola, come per miracolo. 4) Mettiamo al lavoro il cervello conscio. Sfruttiamo anche la parte razionale del nostro cervello, dandoci degli obiettivi (ad esempio, quello di trovare una nuova idea tutti i giorni), leggendo libri di ogni genere e progettando passeggiate stimolanti con carta e penna in tasca. 5) Spunti di vario tipo: dormire a sufficienza, non sprecare tempo a procrastinare quando scriviamo, trovare dei momenti di quiete nel corso della giornata ed uscire dalla nostra zona di confort alla ricerca di territori inesplorati. Inoltre, continuare sempre a leggere e studiare il mestiere, perché non si finisce mai di imparare. Ottimizzare l'ispirazione. Il sogno a occhi aperti è linfa vitale per lo scrittore, perché gli permette di vivere un'esistenza ispirata, in cui l'immaginazione ha un posto in prima linea. Occorre trovare il tempo di ravvivare spesso la fiamma della fantasia, nonostante lo stress e gli impegni quotidiani, perché questo darà un sapore delizioso e maturo alla propria scrittura. Ecco qualche suggerimento dell’autrice: 1) Sfruttiamo i tempi morti. Quando siamo impegnati in attività che occupano le mani ma lasciano libera la mente (come lavare i piatti, spazzare il pavimento, affettare le verdure o piegare i vestiti), sfruttiamo quei momenti per lavorare sulla storia che stiamo scrivendo. I tempi morti danno modo al cervello di rilassarsi e rigenerarsi, pertanto possono risultare molto produttivi. Portiamo i personaggi con noi per una passeggiata o a fare la doccia, potremmo incappare in spunti creativi inaspettati. 2) Non censuriamoci. Non soffochiamo la creatività sotto il peso delle regole e l'occhio severo del nostro revisore interno. Diamo prima il giusto spazio alla creatività per esprimersi come meglio crede, affinché si possa valutare poi ciò che abbiamo prodotto. Fino ad allora – ci suggerisce l’autrice – mettiamo a tacere il nostro cervello razionale, ricordandogli che avrà tempo di correggere e sistemare più tardi. 3) Concentriamoci sui sensi. Il subconscio lavora a un livello più profondo delle parole e nutre il nostro cervello di suoni, immagini, odori, percezioni tattili ed emozioni. Proviamo a concentrarci su queste sensazioni, chiudendo gli occhi, visualizzando la scena e scoprendo tutti quei dettagli sensoriali che la rendono viva: quali colori emergono? Che profumo c'è nell'aria? Come si sente il nostro corpo? 4) Ascoltiamo il nostro istinto. Impariamo a dare ascolto all’istinto di pancia, quello che ci suggerisce se ciò che abbiamo scritto funziona o no. Quasi sempre ha ragione, perché ci parla da zone di subconscio che vanno oltre la nostra comprensione; quindi, fidiamoci di lui e facciamo come ci dice. 5) Il mito della “Zona”. La maggior parte degli scrittori conosce la “Zona”, ovvero il paese incantato dove l'energia creativa raggiunge l'apice e le parole fluiscono vibranti e potenti dalle dita. Purtroppo non è sempre possibile cavalcare l'onda creativa, pertanto è indispensabile imparare a fare affidamento anche sulla mente razionale, dedita al duro lavoro: la determinazione supplisce ai vuoti creativi, e prepara il terreno all'ispirazione. 6) Scriviamo storie che ci entusiasmano. Se non siamo convinti della storia e non ci sentiamo elettrizzati all'idea di raccontarla, ci sarà più facile abbandonarla lungo la via alle prime difficoltà. Pertanto, chiediamoci perché vogliamo scrivere proprio quel determinato romanzo, e valutiamo se ne vale davvero la pena. Soltanto in quel caso, la nostra passione trasparirà dalle pagine e non ci faremo prendere dalla pigrizia e dallo sconforto durante la stesura. Le paure dello scrittore. L'autrice illustra le varie paure che affliggono lo scrittore; prima fra tutte quella fisiologica, che lo spinge a sedersi alla scrivania con dita tremanti, cuore palpitante e un fremito allo stomaco, tutti sintomi di una scrittura che punta verso nuovi orizzonti e territori sconosciuti. Ecco le altre: 1) La paura di non riuscire. Le aspettative dello scrittore raramente corrispondono alla realtà, perché le idee scintillanti ed eteree che popolano la sua mente una volta cementate su carta perdono buona parte del loro fascino, dandogli l’errata percezione di non essere abbastanza bravo. Col tempo, il divario tra la perfezione dell'immaginazione e le pecche dell'esecuzione viene colmato dall'esperienza e dalla maturità professionale. 2) L'ansia del perfezionismo. Questo concetto si chiarisce da solo se si considera che nella scrittura, come affermò Hemingway, «Siamo tutti apprendisti in un mestiere dove nessuno può raggiungere l'eccellenza». Non esiste libro perfetto, né esiste o è mai esistito uno scrittore in grado di produrlo; inoltre, ogni nuova storia è un'avventura a sé. Perciò, è inutile inseguire una perfezione impossibile da raggiungere; meglio concentrarsi sullo svolgere il proprio lavoro al meglio, tenendo a mente che il lettore lo amerà comunque, così com'è. 3) Gli alti e bassi. Fa parte dello scrittore e della personalità che lo contraddistingue: un lavoro che in un dato momento gli appare perfetto, pochi attimi dopo può sembrargli orrendo come pochi. Lo scrittore deve imparare a convivere con questa dicotomia, e con il senso di lieve depressione che spesso ne deriva; porsi delle domande razionali aiuta, quali ad esempio «Perché penso che la mia storia faccia schifo?», e ricordare a se stessi che i piccoli difetti possono sempre essere aggiustati. 4) La paura del fallimento. L’autore in genere teme le recensioni negative, perché nel profondo vorrebbe essere apprezzato e rispettato da ogni singolo lettore. Ma siccome ciò non è umanamente possibile, l'autrice consiglia di concentrarsi sul vero significato della parola “successo”: avere successo non significa piacere a tutti, ma raggiungere i propri obiettivi, amare le proprie storie e apprezzare ogni tappa del percorso. Non esiste successo più grande di questo. 5) L'angoscia creativa. L'arte porta con sé anche una certa dose di sofferenza emotiva: scrivere un libro è un'impresa monumentale, irta di ostacoli. Ma è proprio questo a rendere la scrittura degna dei tuoi sforzi e del tuo tempo, e fa parte del gioco accettarne anche i lati negativi. La Weiland suggerisce di approcciarsi al mestiere con gioia ed entusiasmo, non lasciandosi abbattere dai momenti bui. Cosa uccide la creatività. L'autrice racconta la sua esperienza in quanto scrittrice perfezionista ai limiti dell'ossessione. Dopo aver pubblicato il suo primo libro ed essersi resa conto che dei veri lettori lo stavano leggendo, si fece prendere dalla cosiddetta “ansia da prestazione”, e iniziò a correggere senza sosta ogni paragrafo che usciva dalla sua penna, riscrivendo e cancellando più volte, senza riuscire ad andare avanti. Finché si rese conto che ragionare e pensare troppo durante la prima stesura non fa altro che prosciugare il lato creativo del cervello, soffocando il flusso subconscio di idee, parole e immagini. Una volta resasi conto di questo, riuscì a mettere a tacere l'infernale revisore interno, ritrovando la gioia della scrittura libera. Il suo consiglio è quindi quello di scrivere la prima bozza in balìa della pura creatività, lasciando perdere le regole che la imprigionano e puntando a sperimentazione, innovazione ed espansione. Per alcuni, anche gli obiettivi giornalieri (un dato numero di parole o di ore da dedicare alla scrittura) hanno un effetto negativo, in quanto si finisce col concentrarsi più su quelli che su ciò che si vuole scrivere. Occorre sperimentare per capire cosa è meglio per sé. Combattere il blocco dello scrittore. L'autrice non crede nel blocco dello scrittore, per lo meno non per come viene comunemente inteso, cioè come una sorta di uomo nero che alita sul collo del malcapitato prescelto. Certo è, invece, che quasi ogni scrittore si trova prima o poi a dover affrontare l'angoscia della pagina bianca, dovuta alla carenza di idee o dal non sapere bene come proseguire una storia. Ecco alcuni dei suggerimenti che la Weiland propone e approfondisce all’interno del libro per affrontare il problema. 1) Poniamoci delle domande. Se siamo a un punto morto, poniamoci delle domande in merito alla storia e ai personaggi che la popolano. Le più conosciute in ambito letterario sono chi, cosa, dove, perché e quando, ma forse la più utile di tutte, da cui spesso scaturisce l'intera trama, è “Cosa succederebbe se...”. Riempiamo le pagine di risposte, e partiamo da lì per andare avanti. 2) Fermiamoci a metà frase. Interrompiamo il lavoro di scrittura nel bel mezzo di una grande idea, addirittura a metà frase; lasciamo anche dei piccoli spunti e idee qua e là. Questo ci fornirà del materiale da cui riprendere il giorno successivo e ci permetterà di non perdere il filo della narrazione. 3) Progettiamo in anticipo. Non lasciamo mai al giorno seguente la risoluzione di problemi seri, quali ad esempio le incongruenze nella trama; piuttosto, elaboriamoli mentalmente tra una sessione di scrittura e l'altra, durante i momenti liberi della giornata. In tal modo, quando ci risiederemo alla scrivania, risparmieremo del tempo prezioso. 4) Scriviamo tutti i giorni. Trattiamo la scrittura con serietà, come se fosse un lavoro. Scriviamo tutti i giorni, anche quando non ne abbiamo voglia, anche se significa stare seduti alla scrivania fissando il monitor vuoto. Se ci facciamo trovare regolarmente in postazione, prima o poi l'ispirazione verrà a trovarci. 5) Cambiamo angolo di attacco. Se sono ore che scriviamo e riscriviamo lo stesso paragrafo senza riuscire ad andare avanti, forse è ora di provare un nuovo angolo di attacco, perché come dice il famoso coach Anthony Robbins, «Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto». Proviamo a cambiare punto di vista, a introdurre un nuovo personaggio, a dare al nostro protagonista un nuovo obiettivo. Insomma, apriamo noi stessi e la storia a ulteriori possibilità narrative. 6) Spunti di vario tipo. Ci sono altre piccole cose che possiamo fare per stimolare la creatività, tra cui: prendere una riga a caso da un libro e partire da lì; scrivere a noi stessi una lettera in cui parliamo delle difficoltà che stiamo affrontando e delle possibili soluzioni; inseriamo nella nostra storia un colpo di scena o qualsiasi altro elemento inaspettato; prenderci una pausa per lasciare spazio al lavoro del subconscio. Le buone abitudini. L'autrice spiega che per diventare dei bravi scrittori occorre innanzitutto migliorare sé stessi come individui, imparando il duro lavoro, la perseveranza, il pragmatismo e la visione a lungo termine. Aiuta anche porsi degli obiettivi giornalieri, magari impostando un sistema che preveda delle piccole gratifiche o viceversa dei piccoli castighi: se ad esempio riesci a finire il lavoro prefissato, puoi concederti una tavoletta di cioccolato o un nuovo libro, se non lo fai ti togli la tv per una settimana. Questo può essere un modo giocoso per imparare a sviluppare delle buone abitudini e a mantenerle nel tempo. Ci sono altri metodi per stimolare la produttività, tra cui: a) dedicare alla scrittura un angolo speciale, decorato come piace a te, con le luci e l'atmosfera giuste; b) programmare in anticipo le sessioni di lavoro, affinché ti sia più difficile saltarle; c) creare una playlist, ovvero un elenco di canzoni da ascoltare mentre scrivi; d) chiedere a qualcuno di supervisionare il tuo lavoro, per impedirti di cedere alla pigrizia; e) portare sempre con te carta e penna, per poter scrivere a ogni ora e in ogni luogo; f) evitare le distrazioni, spegnendo la tv, il computer e il telefono quando lavori; g) chiudere mentalmente il revisore interno in uno sgabuzzino durante la prima stesura; h) sconfiggere la procrastinazione semplicemente sedendoti al tavolo e iniziando a scrivere. Conclusioni. L'autrice conclude raccomandando di non gettare via alla prima difficoltà la storia a cui stai lavorando, perché ogni romanzo merita una seconda possibilità. Se proprio non riesci a continuarlo, lascialo per un po' in un cassetto e prova a riprenderlo tra le mani in un secondo momento, per vedere se sei in grado di salvarlo e di dargli nuova vita. La Weiland nel libro propone anche un elenco delle possibili risposte alla domanda che ogni scrittore serio dovrebbe porsi, ossia: «Perché scrivo?» È importante che cerchi le tue personali risposte, perché ti permetteranno di comprendere se la scrittura è soltanto un hobby che ti fa stare bene, o se invece è per te una vera e propria vocazione. Infine, abbraccia questo mestiere con gioia, nel bene e nel male, nei momenti di euforia e nelle difficoltà. Citazioni: «Potresti scoprire di aver bisogno di prenderti una pausa ogni tanto, uscire per una passeggiata, o semplicemente guardare fuori dalla finestra per rallentare il tuo cervello razionale e mandare su di giri quello creativo. Il sacrificio di tempo vale sempre la pena in termini di creatività.» «I due lati della nostra creatività – il conscio e subconscio – che lavorano in armonia, uno pulsando e spingendo avanti, l'altro rallentando e rifinendo, sono capaci di produrre delle cose davvero fantastiche.» «Scrivere non significa sempre incanalare creatività e ispirazione; la maggior parte del tempo è approcciare il nostro mestiere come disciplinati operai che devono portare a termine il proprio lavoro, che lo vogliano o meno.» «Ogni volta che la tua zona di confort inizia a diventare troppo confortevole, di sicuro significa che non stai più sfidando te stesso. Scrivere spaventato significa spingerti al limite, affrontare progetti che sembrano inespugnabili, e forzarti sempre ad andare un po’ oltre a dove pensi di essere in grado di arrivare.» «Non scriverai mai una storia perfetta. Smettila di provarci. Seriamente. Ti renderai solo più infelice. Ma puoi scrivere una storia migliore della precedente. Continua a studiare il mestiere, ma, più di tutto, divertiti. Perfezione non è il nome del gioco. Efficacia lo è.» «Non dimenticarti mai di abbracciare l'estasi della scrittura e ricordati cosa significa scrivere con gioia. Dopo tutto, nessuno ci sta forzando in questo stile di vita. Noi non dobbiamo scrivere; noi abbiamo la possibilità di scrivere. È un privilegio, un onore, un dono. Talvolta è troppo facile dimenticarlo.» Perché leggere questo libro: Perché fa parte di una collana pensata proprio per aiutare gli aspiranti scrittori. Perché la Weiland è una writing coach esperta e competente. Perché in caso di dubbi o domande, puoi anche contattare l’autrice tramite il suo blog. Perché il blocco dello scrittore è un problema piuttosto comune e di non semplice risoluzione. Perché ti suggerisce come vivere una vita ispirata, in funzione della tua scrittura. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Scrittura & Scrittura Creativa