Il corpo pensante


Mabel E. Todd, Il corpo pensante, ed. Gremese, trad. L. E. Sweigard

Crescita Personale, Salute & Benessere

L’intento dell’autrice è quello di trattare la relazione tra psiche e movimento del corpo partendo dal presupposto che il pensiero è condizionato dalle abitudini fisiche, e viceversa. Sulla base di questo principio, l’autrice vuole fornire al lettore...




Mabel E. Todd, Il corpo pensante, ed. Gremese, trad. L. E. Sweigard

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Perchè leggere questo libro

Perché è il testo che Norma Jeane utilizzò per creare il personaggio di Marilyn Monroe. Perché spiega come funziona il nostro corpo da diversi punti di vista. Perché ci sono diversi esercizi da fare. Perché dà molti spunti di riflessione. Perché...


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Mabel E. Todd, Il corpo pensante, ed. Gremese, trad. L. E. Sweigard

Riassunti di libri di crescita personale


Mabel E. Todd, Il corpo pensante, ed. Gremese, trad. L. E. Sweigard Chi è l’autore? Mabel ElsworthTodd, nata a Syracuse (New York) nel 1880, insegnò ginnastica posturale presso i suoi studi privati di New York per poi diventare titolare della cattedra di “Prinicipi base della postura” presso la Columbia University. Fu la fondatrice della “Ideokinesis”, forma di educazione somatica basata sul metodo di lavoro corporeo che migliora l’equilibrio e l’efficienza muscolare attraverso il potere dell’immaginazione. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autrice è quello di trattare la relazione tra psiche e movimento del corpo partendo dal presupposto che il pensiero è condizionato dalle abitudini fisiche, e viceversa. Sulla base di questo principio, l’autrice vuole fornire al lettore degli strumenti pratici che lo guidino lungo una totale rieducazione somatica. Conosci meglio il libro Forze meccaniche. «Sotto l’azione di una forza esterna, qualsiasi struttura, sia essa semplice o composta, può resistere o cedere a seconda della sua abilità a contrastare la forza con una resistenza opposta e quantomeno equivalente all’attacco»: anche la struttura del nostro corpo risponde a questa “legge”. Il nostro corpo, infatti, subisce cinque tipologie di sollecitazioni: 1) tensione, 2) compressione, 3) torsione, 4) taglio e 5) curvatura. Ogni sollecitazione implica il lavoro di muscoli, tendini e struttura ossea. Secondo l’autrice, per rispondere al meglio a queste sollecitazioni è importante conoscere il nostro corpo a trecentosessanta gradi. Per esempio, quando si deve sollevare un peso, è buono contrarre prima i muscoli e poi sollevare il carico in modo da non affaticare la muscolatura. Inoltre, alternare la tensione muscolare a momenti di riposo può essere un altro modo per non affaticare troppo i muscoli. L’autrice spiega che se i muscoli sono mantenuti continuamente in tensione o in contrazione, i fogli fasciali disposti in essi vengono sottoposti per troppo tempo alla trazione o alla distorsione. Di conseguenza, la capacità muscolare ad agire viene indebolita. Inoltre, una tensione muscolare tenuta per troppo tempo può provocare dolore e fastidi, oltre a seri danni ai relativi muscoli fino a generare l’incapacità di rispondere agli impusi nervosi. Le curve spinali. Le curve spinali prendono il loro nome a seconda della regione anatomica in cui si trovano: cervicale, toracica, lombare e pelvica. Quattro vertebre fanno parte della curva cervicale, dodici di quella toracica e tre di quella lombare per un totale di diciannove vertebre mobili rispetto alle ventiquattro totali, che compongono la colonna vertebrale. Ogni curva ha una fase concava e una convessa. Nei neonati, la colonna vertebrale è dritta e flessibile. Successivamente, dovendo gestire tutti i pesi che si scaricano sulla colonna, si vengono a formare le curve compensative. La forma, la lunghezza e il grado delle quattro curve si adattano al tipo di carico e di movimento a cui sono preposte. La curva cervicale è la più sottile. Quella toracica la più profonda. La lombare è relativamente corta e profonda rispetto alla sua lunghezza. La pelvica è la più stretta. Meccanismi reagenti. «Nei muscoli e nei nervi risiede un meccanismo di ricezione e risposta sviluppato per innescare modelli di movimento, che spaziano dalla delicata riparazione di un minuscolo orologio al più complicato e ispirato movimento del balletto». Il sistema nervoso, apparato composto da milioni di cellule, svolge diverse funzioni all’interno del nostro organismo. Nelle forme viventi più complesse, ci sono cellule nervose ricettive, differenziate in modo da rispondere in maniera selettiva allo stimolo. Il sistema nervoso, attraverso le sue diramazioni, si muove lungo tutto l’organismo, inviando gli impulsi da e verso i centri del cervello e del midollo spinale. Gli impulsi generano reazione e vengono registrati nei centri nervosi. Anche la consapevolezza del movimento, del peso e della posizione «si acquisice attraverso le sensazioni originate in determinati organi del sistema nervoso periferico, specializzati nella loro registrazione, così come gli organi di senso sono in comunicazione con il mondo esterno per vedere, odorare, udire e così via». Il sistema nervoso e le sensazioni. Il corpo, quindi, ha la capacità di reagire alle forze primarie del mondo fisico (gravità, inerzia e moto) attraverso una parte del sistema nervoso detta propriocettiva. Le sensazioni propriocettive sono classificate in base alla parte dell’organismo in cui hanno origine: la sensazione di movimento è chiamata cinestetica; la sensazione di posizione nello spazio è detta labirintica; poi vi sono un insieme di altre sensazioni che provengono da diversi organi interni, come per esempio quelli viscerali. Le sensazioni cinestetiche ci rendono consapevoli riguardo al movimento, alla pressione del peso e alle posizioni assunte dalle parti del corpo. Le sensazioni labirintiche registrate dalle terminazioni nervose all’interno dell’orecchio (otoliti e canali semicircolari) riguardano la posizione della testa rispetto alla terra, e la direzione del movimento nello spazio. Invece, il modo in cui viscere e sistema vascolare comunicano con il sistema nervoso centrale non è ancora chiaro. Non abbiamo la consapevolezza di ricevere precise impressioni legate a queste sensazioni, di conseguenza non siamo in grado di collegare istantameamente le sensazioni viscerali alla loro origine. Per esempio, una sensazione di affaticamento può derivare dall’insieme di stimoli non identificati provenienti dall stomaco affaticato, dal fegato, da altri visceri oppure dai muscoli. Postura. I riflessi posturali sono alla base di tutte le attività corporee. In pratica, questi riflessi hanno il compito di regolare costantemente il peso lungo la colonna vertebrale mantenendo le curve di compenso in giusto rapporto fra di loro. È molto più facile mantenere l’equilbrio per gli animali, piuttosto che per l’uomo. Nei primi, infatti, gli atteggiamenti posturali sono inconsci; nell’uomo, invece, sono determinati da concetti precostituiti: «la catena di reazioni moto-sensoriali nei nostri nervi e muscoli è stata gradualmente modificata dall’associazione di idee derivate, non da considerazioni veramente meccaniche o fisiche su cosa significhi equilibrio o come sia fatta una schiena veramente dritta, ma da concetti morali, o meglio sociali». Per esempio, l’espressione “stai dritto” richiama l’idea di integrità e di fiducia in sé stessi andando ad influenzare la postura. Per cercare di stare dritti, spigiamo il torace in fuori, e tiriamo indietro e verso l’alto testa e mento. Questo, però, fa sì che si crei una maggiore curvatura della spina dorsale in un’altra direzione rispetto alla sua curvatura naturale. In altre parole, si viene a creare un cambio di postura determinato non da fattori fisici o meccanici, bensì da fattori sociali, da come si pensa si dovrebbe apparire, tutto questo a svantaggio della postura stessa. I riflessi posturali svolgono un ruolo importante anche in processi fisici, come il respiro e la circolazione, e in quelli psicologici, come le emozioni. L’autrice fa notare che anche William James in Principi di psicologia parla di come le posture corporee influenzino le emozioni. L’autrice sottolinea, inoltre, che è vero anche il contrario, ovvero che le emozioni influenzano le posture. Affaticamento. Ci sono diversi tipi di affaticamento: in quello mentale l’attenzione diminuisce e si perdono i dettagli; in quello emotivo le reazioni diventano irregolari ed instabili fino all’apatia; nell’affaticamento fisico i muscoli possono diventare rigidi e lenti a rispondere, oppure avere un’azione troppo rapida e convulsa. I diversi tipi di affaticamento sono caratterizzati dalla stessa matrice: vengono a mancare gli equilibri nel sistema neuro-muscolare. Quindi, «i ritmi bilanciati di attività e riposo dei tessuti posson fallire, la coordinazione tra le parti risulta disturbata e la percentuale di realizzazione non è più attendibile. Così come i movimenti diventano confusi o irregolari, lo stesso avviene anche al prodotto del movimento, il lavoro, che perde di forza». L’affaticamento cronico si distingue dagli altri tipi perchè ha sempre un fattore che prescinde dalla normale fatica fisica, ovvero la dimensione psicofisica: la mancanza di equilibrio emozionale e la riduzione degli obiettivi mentali concorrono all’incremento del senso di fatica che condiziona la capacità fisica. In uno stato di affaticamento cronico, i neuroni forniscono messaggi confusi, e questo può influire negativamente sui muscoli. Inoltre, c’è una riduzione dell’apporto di sangue che può influenzare sia l’ipertensione, sia l’ipotensione. Altro fattore che può agire sull’ipertensione e l’ipotensione, è il desiderio di portare a termine qualcosa e, al tempo stesso, il desiderio inespresso di non portarlo a termine. L’autrice fa notare che, nonostante subiamo quotidianamente i suoi effetti, ancora si sa troppo poco riguardo all’affaticamento cronico. Un fattore che incide su questo tipo di fatica è sicuramente la postura: vi sono posture convenzionali e posture acquisite a causa delle preoccupazioni che contribuiscono a stancare l’organismo. Da seduti. Al fine di acquisire una buona postura quando si sta seduti, l’autrice propone un esercizio per capire quali siano i punti in cui dovrebbero essere distribuiti i pesi del corpo: si parte seduti sugli ischi e poi si deve contrarre il corpo «come se, indossando un maglione ruvido, provaste a non toccarlo». Una volta percepito il corpo in tensione, si deve visualizzare come il peso del corpo viene scaricato sugli ischi immaginando che «essi puntino sul suolo attarverso la sedia, creando un nuovo paio di gambe». Dopo di che, si deve lasciare che il peso delle gambe scivoli indietro nel bacino, questo allenterà il senso di tensione alle ginocchia e al collo. Dirigendo tutti i pesi verso gli ischi, si percepiranno sia le gambe sia i piedi come più leggeri. L’idea è quella di scaricare tutto il peso del corpo sugli ischi considerando che la parte bassa della schiena non è fatta per sostenere il peso del corpo. Imparando a sedersi sugli ischi ci sarà un minor affaticamento fisico. Citazioni «Il corpo porta con sé il proprio significato e racconta la propria storia stando in piedi, sedendosi, camminando, da sveglio o addormentato; proietta tutta la sua forza vitale nella testa del filosofo o la lascia fluire nelle gambe del danzatore.» «Il sistema propriocettivo determina l’aspetto dell’individuo come di un’unità organizzata, mentre è in movimento.» «Camminiamo e stiamo seduti così come pensiamo.» «L’assicurazione contro questi sforzi arriva da un equilibrio organizzato delle unità di peso con i propri contatti ossei, le articolazioni.» «La conoscenza è il modo per conservare e per utilizzare più efficacemente l’energia umana.» Perché leggere questo libro: Perché è il testo che Norma Jeane utilizzò per creare il personaggio di Marilyn Monroe. Perché spiega come funziona il nostro corpo da diversi punti di vista. Perché ci sono diversi esercizi da fare. Perché dà molti spunti di riflessione. Perché divulga utili informazioni e conoscenze su come “utilizzare” il corpo nella maniera giusta. Perché è una lettura che arricchisce. Questa scheda è stata relizzata da Tatiana Zucconi Categoria: Salute e Benessere Acquista il libro…