La depressione


Giovanni Jervis, La depressione, Il Mulino

Crescita Personale, Salute & Benessere

L’autore intende fare il punto sulle conoscenze più consolidate sulla depressione e le terapie farmacologiche e psicoterapiche più efficaci. Descrive casi clinici per descrivere il vissuto delle persone che soffrono di questo male.




Giovanni Jervis, La depressione, Il Mulino

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Perchè leggere questo libro

Perché aiuta a capire la depressione come disturbo specifico che va riconosciuto e curato anche nelle sue forme lievi. Perché fornisce indicazioni per differenziarla dal semplice cattivo umore. Perché spiega quali siano le terapie più efficaci, quali le...


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Giovanni Jervis, La depressione, Il Mulino

Riassunti di libri di crescita personale


Giovanni Jervis, La depressione, Il Mulino Chi è l’autore? Giovanni Jervis è uno psichiatra italiano, insegna psicologia dinamica nell’Università La Sapienza di Roma. È autore, tra l’altro, di La psicoanalisi come esercizio critico, Fondamenti di psicologia dinamica e Psicologia dinamica. Fu uno dei sostenitori della legge Basaglia sulla necessità di chiudere i manicomi. Qual è l’intento dell’autore? L’autore intende fare il punto sulle conoscenze più consolidate sulla depressione e le terapie farmacologiche e psicoterapiche più efficaci. Descrive casi clinici per descrivere il vissuto delle persone che soffrono di questo male. Conosci meglio il libro: • Depressione e tristezza. L’autore sottolinea come nel linguaggio comune viene spesso usato il termine depressione per descrivere uno stato momentaneo di tristezza, scoraggiamento, cattivo umore o svogliatezza. La depressione è uno stato mentale di malinconia patologica, con caratteristiche proprie, ben più marcate e durature. È un disturbo del “tono dell’umore”. Lo stato di tristezza, anche a livelli alti, è una condizione legata agli eventi della vita, la persona triste è così perché gli è accaduto qualcosa, è una condizione motivata. In questi casi, la persona riesce a identificare la causa scatenante e anche i parenti e persone vicine ne sono a conoscenza. Spesso la vita mette le persone di fronte ad eventi traumatici che minano la vita affettiva, ma non si tratta di depressione. La vera depressione compare in situazioni tali da non giustificarne l’intensità e la durata delle reazioni che sono spropositate ed eccessive rispetto all’accaduto. Inoltre, come sottolinea l’autore, la persona depressa non riesce a uscire dallo stato mentale in cui si trova, non cerca di vivere la quotidianità con equilibrio, non tenta e non riesce a risollevarsi dalla condizione in cui si trova, non prova piacere per nulla, non ha desideri ed è priva di motivazioni interne ed esterne. Tali concetti sono approfonditi con più esempi di casi clinici nel testo. • Cervello e depressione. Gli eventi traumatici, sofferenze, esperienze dolorose, shock per lutti e perdite… sono situazioni che mettono a dura prova le persone e il loro stato d’animo. Il cervello umano avverte e percepisce questa condizione di fragilità, non sempre riesce a riequilibrare e continuare a funzionare in modo ottimale causando delle disfunzioni, una di queste è appunto la depressione. L’autore parla di “scompenso” e la distingue da altri fenomeni perché è meno legata ad eventi della vita e a provocarla sono cause diverse a cui la mente reagisce in modo spropositato, intenso e durevole con un vero e proprio scompenso. Non va sottovalutata la componente ereditaria come predisposizione alla depressione (non come causa) che in concomitanza ad eventi drammatici fa emergere la patologia. • Varianti cliniche. L’autore descrive le varianti cliniche quali le forme lievi ma prolungate come la distimia o come la disforia che si manifesta come una forma irritabile e scontrosa di depressione. Spesso i due tratti si manifestano insieme nella distimia disforica caratterizzata da insoddisfazione, nervosismo, aggressività per piccole cose e preoccupazione, con malumore di fronte agli entusiasmi altrui. La depressione subclinica compare spontaneamente ed è molto lieve tanto da permettere ritmi normali di vita; chi ne soffre diventa taciturno e alcuni riesco a mascherarla mantenendo la cosiddetta “facciata sociale” che è l’anticamera di quella che si evolverà in una depressione maggiore. L’autore ricorda anche le forme medio-lievi di mania quali le ipomanie o disturbi ipomaniacali caratterizzati da atteggiamenti fuori luogo, da un euforico ottimismo che prevale sul realismo, e da una eccessiva fiducia in sé stessi che porta la persona ad avventurarsi e buttarsi in iniziative fuori dalla sua portata. Altro disturbo è la ciclotimia, le persone che ne soffrono hanno lievi sbalzi d’umore e la loro vita è caratterizzata da discontinuità affettiva e lavorativa e da periodi di massima attività intervallati da periodi di totale passività. Queste e altre forme depressive sono descritte in maniera dettagliata e con esempi clinici nel testo. • Le cure. La depressione è un disturbo psichico che può essere efficacemente curato. La difficoltà sta nel fatto che un gran numero di depressi non viene curato o non riceve cure adeguate, con conseguenze negative talvolta disastrose sulla vite delle famiglie coinvolte. Spesso la depressione non viene curata adeguatamente perché la persona che ne soffre non la riconosce come patologia. Per questo rifiuta un aiuto farmacologico e preferisce assumere vitamine e fare psicoterapia o psicoanalisi. Solo in un secondo momento la persona depressa si riconosce come tale ammettendo di soffrire di un disturbo in cui la mente non è sana e che non è legato a vicende tristi della vita. L’assunzione di antidepressivi diventa un mezzo per riequilibrare la mente e mettere la persona nella condizione di vivere dignitosamente. L’autore ricorda però che le persone trattate con cure adeguate riescono a condurre una vita normale grazie alla scomparsa dei sintomi. I trattamenti farmacologici sono considerati i più efficaci dall’autore, a cui suggerisce far seguire anche terapie regolari presso uno psicoterapeuta specializzato in disturbi depressivi. • Relazione medico-paziente. L’autore ricorda quanto sia rilevante che la persona che soffre di depressione si affidi allo psichiatra, che è l’unica figura a cui è bene rivolgersi sia per la sua specifica preparazione, sia per la conoscenza dei farmaci antidepressivi, sia per la casistica conosciuta. Quella tra il medico, il paziente e i suoi familiari è una relazione delicata e complessa, che va sostenuta da colloqui conoscitivi per comprendere le condizioni psichiche della persona depressa e la sua storia familiare. La collaborazione tra psichiatra, paziente e parenti è imprescindibile da una buona riuscita del trattamento. Capita purtroppo che la cura antidepressiva venga interrotta, modificata o sostituita da terapie alternative proprio perché è venuta a mancare una buona relazione medico-paziente-familiari. Citazioni: «Noi diventiamo depressi perché il cervello umano è imperfetto.» «Uno dei capisaldi di una psicoterapia ben condotta consiste proprio nell’aiutare il depresso a capire che egli non è in alcun modo responsabile (né psicologicamente né moralmente) di questa sua condizione di paralizzante sofferenza.» «La cooperazione da parte del paziente e dei familiari è d’importanza essenziale. » Perché leggere questo libro: Perché aiuta a capire la depressione come disturbo specifico che va riconosciuto e curato anche nelle sue forme lievi. Perché fornisce indicazioni per differenziarla dal semplice cattivo umore. Perché spiega quali siano le terapie più efficaci, quali le competenze dello psichiatra e quanto sia determinante per il percorso verso la guarigione la collaborazione tra il medico, il paziente e i suoi familiari. Questa scheda è stata realizzata da Francesca Pitzolu Categoria: salute/benessere Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia