Diventa chi sei


Emilie Wapnick, Diventa chi sei – Una pratica guida per persone creative che hanno molteplici passioni e interessi, MGMT Edizioni, trad. M. Bisanti

Crescita Personale, Crescita & Sviluppo

L’autrice si propone di arrivare a tutte quelle persone che hanno la necessità di imparare, creare e rendere eclettica la loro identità. Fornisce strumenti utili e suggerimenti per la costruzione di una carriera sostenibile e fruttuosa basata non sulla...




Emilie Wapnick, Diventa chi sei – Una pratica guida per persone creative che hanno molteplici passioni e interessi, MGMT Edizioni, trad. M. Bisanti

Emilie Wapnick, Diventa chi sei – Una pratica guida per persone creative che hanno molteplici passioni e interessi, MGMT Edizioni, trad. M. Bisanti è disponibile su Amazon Emilie Wapnick, Diventa chi sei – Una pratica guida per persone creative che hanno molteplici passioni e interessi, MGMT Edizioni, trad. M. Bisanti è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché se ti sei riconosciuto nella descrizione di persona Multipotenziale troverai uno spazio in cui non ti sentirai solo, sbagliato o diverso. Perché fornisce test, esercizi pratici e di consapevolezza per riuscire ad analizzare il proprio approccio al...


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Emilie Wapnick, Diventa chi sei – Una pratica guida per persone creative che hanno molteplici passioni e interessi, MGMT Edizioni, trad. M. Bisanti

Riassunti di libri di crescita personale


Emily Wapnick, Diventa chi sei – Una pratica guida per persone creative che hanno molteplici passioni e interessi, MGMT Edizioni, trad. M. Bisanti Chi è l’autore? Emily Wapnick è un’imprenditrice, consulente professionale e blogger. È nota al pubblico italiano grazie al suo TED Talk, divenuto virale, “Perché alcuni di noi non hanno un'unica vera vocazione”. Il discorso, visto da più di 4 milioni di persone, è stato tradotto in 30 lingue. Qual è l’intento dell’autore? L’autrice si propone di arrivare a tutte quelle persone che hanno la necessità di imparare, creare e rendere eclettica la loro identità. Fornisce strumenti utili e suggerimenti per la costruzione di una carriera sostenibile e fruttuosa basata non sulla specializzazione ma sull’esplorazione di più attitudini e passioni. Questo libro insegna: “Che ci faccio qui?”. Tutti più o meno tardi nella vita si pongono questa domanda. La risposta soddisfa il bisogno umano di definire la propria identità. Oltre a questa pressione interna si è sollecitati sin da piccoli, a livello culturale e in diversi ambienti, a dare un senso alla propria vita scegliendo un’unica vera vocazione, specializzandosi e determinando un’area di interesse. Ci sono persone però che hanno la tendenza a passare da un’esperienza ad un’altra, a sviluppare interessi per argomenti e ambiti diversi, persone con più attitudini e capacità creative, persone che l’autrice definisce Multipotenziali. I superpoteri. L’autrice, facendo riferimento a casi reali, passa in rassegna cinque punti di forza di un multipotenziale: 1. Sintesi delle idee che permette di unire più concetti e crearne di originali mediante la loro correlazione. 2. Apprendimento veloce favorito da una grande fiducia nella capacità di assimilare e comprendere cose nuove; dalla passione che muove ad una ricerca e lettura continua riguardo ad un dato argomento; dal non partire mai da zero considerando che alcune discipline favoriscono l’apprendimento di altre. 3. Adattabilità che permette di fronteggiare con successo sfide diverse e di essere più resilienti in un contesto economico in continua evoluzione. 4. Visione d’insieme grazie alla quale si connettono le proprie idee a quelle del mondo esterno. 5. Collegare e tradurre che si esplicitano nella capacità di entrare in connessione emotiva e appassionata con gli altri e favorire le relazioni fra persone. Denaro, senso e varietà. Mediante una serie di interviste l’autrice identifica e analizza tre aspetti comuni che garantiscono la realizzazione di un progetto di vita soddisfacente per i multipotenziali e che comprenda anche un possibile lavoro.1. Denaro: è importante capire la quantità necessaria per sé in base alle proprie priorità. 2. Senso: è fondamentale fare qualcosa che abbia un valore, un significato. Possono essere anche più attività e in contraddizione. 3. Varietà: è un elemento imprescindibile per un multipotenziale che si differenzia da soggetto a soggetto e anche da periodi della vita diversi. L’autrice propone diversi esercizi per riflettere ed esplorare i punti proposti. L’abbraccio di gruppo. È il primo modello lavorativo che l’autrice prende in esame. Permette di avere un solo lavoro poliedrico che permetta di connettere più interessi simultaneamente e soddisfare i bisogni di denaro, senso e varietà in un colpo solo. Può essere trovato, o creato fondendo varie materie in una stessa carriera. Le strategie per andare in questa direzione sono: 1. Lavorare in un settore per sua natura interdisciplinare, 2. Scoprire dove si trovano gli altri multipotenziali, 3. Lavorare per un’organizzazione di larghe vedute, 4. Rendere più eterogeneo il lavoro attuale, 5. Avviare un’attività in proprio. L’alternanza. Secondo modello, definito anche “carriera portfolio”, che si basa su due o più attività e/o lavori part-time che si alternano a ritmi regolari. Le passioni rimangono quindi separate e in equilibrio. Generalmente questo tipo di approccio è intenzionale, scelto per riuscire a soddisfare i propri bisogni personali e monetari senza rinunciare alla varietà. Ovviamente richiede un’inclinazione particolare per autogestione, spirito imprenditoriale e indipendenza. Tre sono le strade principali che portano i multipotenziali verso questo modello: 1. Provare avversione per un lavoro a tempo pieno con conseguente scarsa gestione del proprio tempo, 2. L’incontro fortuito con un lavoro part-time e 3. Il coraggio di buttarsi correggendosi poi in corso d’opera. L’approccio Einstein. Il terzo modello consiste nell’avere un lavoro unico a tempo pieno che basti a mantenerti ma che garantisca sufficiente tempo libero per portare avanti in parallelo le altre passioni. Einstein lavorava all’ufficio brevetti e nel frattempo inseguiva le sue teorie. È in effetti una buona opzione per chi ha passioni scarsamente remunerative. Non è per tutti perché spesso richiede che si dedichi molto tempo al lavoro principale e non tutti sono disposti a relegare le proprie passioni nel tempo rimanente, per altri invece è la soluzione ideale per mantenere quel senso di sicurezza economico esplorando senza timori vari ambiti. La fenice. Il quarto e ultimo modello prevede di impegnarsi lavorativamente in un contesto per più mesi o anni e cambiare poi direzione cominciando una nuova attività in un altro settore. Non garantisce molta varietà nel breve periodo. La difficoltà per gli appartenenti a questo modello potrebbe essere capire a che punto abbandonare l’attività in corso per la nuova. Pamela Slim, autrice e consulente, ha sviluppato una “scala dell’avversione” che va dall’1 al 10, e ha identificato il momento migliore per cambiare tra il 5 e l’8, definito “livello dell’angoscia”. Andare oltre potrebbe far compiere scelte non equilibrate. Scegliere l’ambito sul quale concentrarsi è molto importante per essere più produttivi possibile. Le scelte fanno paura ma non sono mai vincolanti, è quindi importante, quando ci si dedica ad un interesse, viverlo come una esplorazione, un’avventura da cui apprendere e trovare soddisfazione. Per aiutarsi bisogna dividere i progetti in prioritari e in attesa dietro le quinte. Quando uno prioritario non lo è più si può valutare se rimpiazzarlo o meno, e soprattutto bisogna sentirsi liberi di affrontare quelli dietro alle quinte quando se ne sente il bisogno dandoci un tempo libero per l’esplorazione. Trovare il tempo. È importante capire quale sia il momento più proficuo della giornata per lavorare a pieno regime sui progetti prioritari, ma se l’agenda non lo permette bisogna saper sfruttare tutti i momenti liberi. Si può gestire il proprio tempo adottando un approccio duttile, uno programmato, prevedendo l’immersione in un progetto per un periodo relativamente breve o l’immersione prolungata. Sapere quando smettere è fondamentale. Non ha nulla a che fare con l’abbandonare un progetto perché troppo complicato ma probabilmente il motivo sarà che è diventato troppo semplice, senza più stimoli. Generalmente i multipotenziali finiscono quando ottengono ciò che vogliono, raggiunto il loro traguardo personale. Spesso però ciò che porta ad abbandonare un progetto è la resistenza, quella forza interiore che potrebbe sabotarci, facendoci rimanere al sicuro, impedendoci di agire e perseguire un obiettivo che richiede di affrontare dei rischi. Generalmente la resistenza arriva all’improvviso associata ad insicurezza, mancanza di fiducia in sé stessi ed ansia. Mettersi all’opera è decisamente impegnativo, e spesso bisogna forzarsi ad iniziare un progetto prioritario e importante. Bisogna essere emotivamente positivi prima di iniziare, cercare di creare un po’ di ispirazione intenzionale, per esempio avvalendosi della meditazione, del movimento, di alcuni esercizi di gratitudine, di visualizzazioni o ancora modellando il proprio ambiente. È importante concentrarsi man mano su piccoli obiettivi che compongono la visione d’insieme. Impostare un timer è molto utile e a questo proposito l’autrice riporta alcune tecniche di produttività tra le quali la tecnica del pomodoro sviluppata dallo scrittore e imprenditore Francesco Cirillo nei primi anni ’90. I blocchi dei multipotenziali. La scarsa sicurezza in sé stessi spesso impedisce di accettare questa pluralità in una società e cultura basate sulla specializzazione. Ci si trova di fronte cosi ad alcuni “disturbi”: 1. Senso di colpa e vergogna, 2. Il disagio di essere sempre un esordiente, 3. La paura di non essere il migliore e 4. La malattia dell’impostore. L’autrice conclude con dei consigli per affrontare le critiche esterne e ribadisce l’importanza di credere assolutamente nel diritto di essere ciò che si è. Citazioni: «Dichiarare un’identità fa stare bene. Il mondo (almeno, il mio piccolo mondo) approvava.» «Le suggestioni e i condizionamenti della società ci insegnano a credere nella nozione romantica di un’Unica Vera Vocazione.» «[…] impara a stare a tuo agio con la tua pluralità. Sei una creatura complessa e ricca di sfumature. Con contraddizioni e sorprese. E va bene così.» «Un’espressione più fedele, ma meno concisa, per descrivere un multipotenziale può essere: “sa fare tutto, ma alcune cose meglio”.» Perché leggere questo libro: Perché se ti sei riconosciuto nella descrizione di persona Multipotenziale troverai uno spazio in cui non ti sentirai solo, sbagliato o diverso. Perché fornisce test, esercizi pratici e di consapevolezza per riuscire ad analizzare il proprio approccio al lavoro e alla vita e i modi per renderlo ancora più efficace. Perché riporta moltissimi esempi di persone reali che hanno compiuto scelte verso la realizzazione delle proprie identità. Questa scheda è stata realizzata da B. Muzzolon Categoria: Crescita & Sviluppo