Diventare scrittori


Dorothea Brande, Diventare scrittori, Sperling & Kupfer, trad. di Loretta Colosio

Crescita Personale, Scrittura & Scrittura Creativa

L'autrice desidera condurre gli aspiranti scrittori alla ricerca della propria vena artistica, scoprendo uno stile personale, imparando a osservare la realtà circostante con occhi nuovi e cogliendo appieno lo spirito che permea l'atto della scrittura....




Dorothea Brande, Diventare scrittori, Sperling & Kupfer, trad. di Loretta Colosio

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Perchè leggere questo libro

Perché anziché spiegarti le tecniche della narrativa, analizza gli ostacoli a monte. Perché può aiutarti se soffri del cosiddetto blocco dello scrittore e non riesci a trovare stimoli e idee originali. Perché l'autrice insegnava scrittura, perciò...


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Dorothea Brande, Diventare scrittori, Sperling & Kupfer, trad. di Loretta Colosio

Riassunti di libri di crescita personale


Dorothea Brande, Diventare scrittori, Sperling & Kupfer, trad. di Loretta Colosio Chi è l’autore? Dorothea Brande (Chicago, 1893 – New Hampshire, 1948) è stata giornalista, autrice, insegnante di scrittura ed editor della rivista politica e letteraria American Review. Ha scritto diversi libri di automiglioramento, tra cui il famoso Wake Up and Live! (pubblicato in italiano con il titolo Svegliati e vivi!), che ha venduto oltre due milioni di copie nel mondo. Qual è l’intento dell’autore? L'autrice desidera condurre gli aspiranti scrittori alla ricerca della propria vena artistica, scoprendo uno stile personale, imparando a osservare la realtà circostante con occhi nuovi e cogliendo appieno lo spirito che permea l'atto della scrittura. “Diventare scrittori” significa entrare in un mondo complicato, dove si devono gestire emozioni forti e a volte scoraggianti. Lo scrittore può imparare ad assumerne il controllo e a trovare la fiducia in se stesso, catturando la magia e trasmettendola al lettore. Questo libro insegna: Le 4 difficoltà. Secondo l’autrice, i problemi che scrittori e aspiranti tali si trovano spesso a dover affrontare non riguardano la grammatica, le tecniche narrative o il talento; si tratta piuttosto di difficoltà legate alle fasi creativa e di progettazione. Nel libro vengono suddivise in 4 principali categorie: 1) La sindrome della pagina bianca, il cosiddetto blocco dello scrittore. Può essere dovuto a molteplici fattori, quali la giovane età di chi scrive, l'imbarazzo, l'umiltà, il perfezionismo. 2) L'autore di un solo libro, ovvero chi ha già scritto una prima opera e non riesce a produrne una seconda, convinto di aver già detto tutto ciò che poteva e di non essere in grado di replicarsi. 3) Lo scrittore occasionale, colui che tra un lavoro e l'altro entra in crisi, affrontando lunghi periodi di improduttività e l'angoscia che ne deriva. Talvolta, il motivo è l'attesa vana della tanto decantata ispirazione. 4) Lo scrittore discontinuo, incapace di portare a termine una storia a causa della perdita di controllo sull'intreccio o sulla spinta motivazionale alla base del libro. Anche qui, la maggior parte delle volte non si tratta di carenze tecniche, ma di mancanza di fiducia in sé stessi. Lo scrittore. Lo scopo che l’autrice si propone con questo libro non è insegnare al principiante come scrivere (per quello esistono numerosi manuali), bensì come diventare scrittore, sia nel modo di vivere che nelle abitudini, nei pensieri e nel carattere. Al di là di organizzare la propria vita in modo che gli impegni quotidiani non interferiscano con la scrittura, infatti, ci sono dei tratti che accomunano gli artisti in questa categoria: la sensibilità e l’innocenza con cui osservano il mondo, con occhi da bambino; la parte emotiva e quella razionale capaci di lavorare in completo equilibrio e di non ostacolarsi a vicenda; il riuscire a cogliere la genialità di un’idea e l’essere capaci di immortalarla su carta senza privarla del suo fascino; la caparbietà e la costanza, anche nei momenti bui e soprattutto quando posti difronte alla grandezza di autori inarrivabili. Non ultima, l'abilità di attingere al proprio vissuto, rielaborandolo al fine di produrre nuove storie sempre fresche e originali. Nello “scrittore nato” questi processi avvengono in modo spontaneo, mentre chi ha solo la predisposizione al mestiere deve applicarsi per impararli. Consigli per lo scrittore. Ecco un sunto dei consigli che l'autrice dispensa agli aspiranti scrittori: 1) Le due personalità. Immagina di avere due personalità, una pratica e saggia, l'altra entusiasta e sensibile. Tieni quest'ultima segreta affinché tu possa erigere una barriera che la separi dal resto del mondo, per concederti di maturare artisticamente al ritmo che preferisci, senza doverne rendere conto agli altri. 2) Tieni le cose per te. Non rivelare al mondo le tue intenzioni prima di averle messe in pratica; in tal modo non indebolirai la forza delle tue idee raccontandole prima a voce e riportandole poi una seconda volta su carta. 3) Le buone abitudini. Diventa il tuo miglior amico e il critico di te stesso, al fine di stabilire cosa è meglio per te a livello di stimoli, divertimento, amicizie. Ad esempio cerca fonti di ispirazione come la musica, la giusta quantità di vita sociale (non troppa, ma nemmeno inesistente), amici brillanti e carichi di energia positiva, libri che nutrano la tua mente. 4) Lo stato d’animo. Sradica le vecchie abitudini che non apportano valore alla tua vita di scrittore, esercitando la fantasia e mantenendo uno stato d'animo sereno e rilassato, almeno mentre scrivi. 5) Usa l’inconscio. Impara a dominare l'inconscio, per metterlo al tuo servizio. Ricordati di quando, da bambino, passavi ore a sognare ad occhi aperti, e cerca di utilizzare la vita fantastica che hai dentro di te come materia prima delle tue narrazioni, dandole la forma che meglio credi. 6) I tuoi punti deboli. Se hai dei punti deboli nella scrittura, leggi dei libri che possano aiutarti a correggerli: ad esempio, se tendi a essere banale e noioso, l'autrice suggerisce i romanzi di G.K. Chesterton; se tendi invece all'eccesso, leggi libri che ti insegnino la moderazione, come quelli di William Dean Howells. Insomma, una volta scoperto il veleno, cerca il suo antidoto rifugiandoti nei testi di carattere opposto. 7) Il tuo stile di vita. Instaura una sana routine, fatta di cibi genuini, pochi stimoli, produttività costante, verifiche almeno semestrali sul lavoro svolto. Cerca di fare in modo che la tua vita e il tuo atteggiamento nei confronti di ciò che scrivi (benevolo o severo, a seconda dell'occorrenza) siano di sostegno alla tua scrittura. 8) La lettura critica. Leggi molto, e impara a effettuare una seconda rilettura con occhio critico, scrivendo riassunti, formulando giudizi, spiegando per quali motivi un'opera ti è piaciuta o meno, cercando le scene che più ti hanno colpito e i punti deboli, analizzando i dialoghi e il modo in cui l'autore risolve le situazioni difficili, e scovando tra le pagine i dettagli che hanno portato alla conclusione della storia. 9) Svàgati in silenzio. Cerca svaghi che non richiedano l'uso della parola (una passeggiata solitaria, la visita a un museo, l'ascolto di un'opera), perché proprio la carenza di parole ti spingerà a compensare quel vuoto con la scrittura. Esercizi. Ecco alcuni degli esercizi proposti e approfonditi nel libro: 1) Impara a guardare in modo oggettivo. Immagina di attraversare una porta e visualizza come appari sulla soglia, come cammini, cosa potrebbe capire di te chi ti osserva, come saluteresti una persona che passa di lì, come ti comporteresti se incontrassi qualcuno che conosci bene, e così via. Puoi anche variare l'ambientazione, l'importante è che eserciti l'occhio da narratore e cerchi di pensare a come appariresti visto dall’esterno. 2) Impara a scrivere a comando. Scrivi la mattina presto, prima di entrare in contatto con qualsiasi genere di stimolo esterno (tv, giornale, libro), quasi in uno stato di dormiveglia; butta giù tutto quello che ti passa per la testa, senza filtrarlo con la tua mente razionale. Aumenta man mano il numero di righe scritte, fino a quando ti verrà automatico alzarti, prendere la penna in mano e scrivere senza sforzo. Inizialmente, non rileggere mai ciò che scrivi. 3) Impara a rispettare le regole che ti poni. Decidi degli orari precisi in cui dedicarti alla scrittura, fosse anche un quarto d'ora al giorno, e rispettali a qualunque costo, anche se dovesse significare liberarti da un impegno o andare a rinchiuderti in bagno per trovare la necessaria concentrazione. Prova anche a cambiare orari e durata di questo esercizio, che ti stimola a sfidare la resistenza dell'inconscio e il naturale impulso alla procrastinazione. 4) Inizia a rileggere ciò che hai scritto. Scrivere seguendo le indicazioni degli esercizi 2 e 3, ovvero rispettando la fascia quotidiana adibita alla scrittura e buttando su carta le prime cose che passano per la mente, ti permette di scoprire i tuoi gusti e i punti di forza, e di sfuggire alla tentazione di imitare troppo gli autori che apprezzi. Adesso rileggiti come se stessi analizzando l'opera di qualcun altro, lasciando da parte qualsiasi preconcetto e cercando di capire qual è la vena più ricca da cui attingere, ovvero ciò che ti riesce meglio: dialoghi, descrizioni, psicologia dei personaggi, racconti brevi, e così via. 5) Scrivi dopo aver letto. Una volta che hai acquisito dimestichezza con gli esercizi sopra riportati, prova a scrivere subito dopo aver letto il testo di uno scrittore che ti piace e che ha uno stile molto personale. Confronta questo scritto con quelli che hai prodotto la mattina appena sveglio, e nota come l'influenza di quell'autore ti abbia condizionato. Studiare i tuoi testi e renderti conto di queste differenze, ti permette di effettuare dei passi avanti alla scoperta di stile, ritmo e tematiche personali. L'imitazione come esercizio. Fermo restando che imitare come esercizio non significa copiare la filosofia o le idee di altri scrittori (a meno di non scavare alla radice e farle anche proprie), prendere come punto di riferimento l'eccellenza tecnica dei grandi autori può insegnarti molto. Perciò, quando individui un brano che ti colpisce e che ti sembra superiore a quanto saresti in grado di produrre tu, fermati ad analizzarlo parola per parola. Ad esempio, quando trovi una storia in cui l'autore è stato in grado di segnalare lo scorrere del tempo in modo equilibrato e mai noioso, usando il giusto numero di parole. Una volta esaminato il brano in questione, scrivine uno anche tu, imitando il modello frase per frase, riproducendone il ritmo, il numero di parole e di sillabe, e la loro funzione all'interno della frase (verbi, aggettivi, pronomi, etc.). Rileggendolo, scoprirai sottigliezze nello stile che prima ti sfuggivano. Trovare nuove idee. L'autrice afferma che «il genio è colui che riesce a mantenere anche da adulto la vivacità e l'intensità d'interesse di un bambino sensibile alla scoperta del mondo». Pochi riescono a preservare questo lato del proprio carattere, perché la quotidianità e i problemi della vita finiscono per assorbirlo, attutendo i sensi. Molti scrittori tendono a essere ripetitivi nelle proprie storie e nel descrivere i personaggi, che, al di là del nome, sembrano fatti con lo stampino. Ma lo sbaglio non è nel voler attingere sempre alle stesse esperienze, quelle con il maggior carico emotivo; bensì, nel non sforzarsi di rielaborarle per renderle fresche e nuove. Ecco alcuni consigli per trovare buone idee e far fiorire l'ispirazione: 1) Uno sguardo curioso. Riconquista l'innocenza dello sguardo, ovvero esercitati a osservare il mondo con la stessa curiosità che ti animava da bambino. Dedica mezz'ora al giorno a guardare con stupore le cose che ti attorniano, come se le vedessi per la prima volta e ne fossi meravigliato, affascinato. 2) Lo straniero. Fai lo sconosciuto a spasso, ovvero passeggia per la strada fingendoti uno straniero appena arrivato in città. Dedica un quarto d'ora a esaminare con cura tutto ciò che vedi e senti: i colori, le forme, i vestiti della gente, i rumori e gli odori, le sensazioni tattili. Fantastica sulla vita delle persone che incontri, percorri degli itinerari inusuali. 3) Nuovi punti di vista. Osserva le cose con occhi nuovi, e questo puoi farlo anche se ti trovi a casa, nella tua stanza: quanti oggetti conosciuti dai ormai per scontati e dimentichi di notare? Cerca le parole giuste per comunicare esattamente i frutti delle tue osservazioni e le sensazioni che procurano, rifiutandoti di cadere nella noia e nella ripetitività. Le fonti dell'originalità. Spesso si sente dire che “la chiave del successo è l'originalità”, ma in realtà non è ben chiaro cosa si intenda con questo concetto. L'autrice spiega che per essere originale basta che comunichi al lettore la tua visione del mondo, unica e particolare proprio perché personale e diversa da tutte le altre. Nessuno ha vissuto le tue stesse esperienze così come le hai percepite tu, nessuno può filtrare la realtà con il tuo stesso sguardo; ed è proprio questo che ti rende speciale. Trasmetti la tua personalità, senza tentare di rubare quella dei grandi autori; sii sincero nell'esprimere il tuo pensiero e le tue idee, scavando a fondo per arrivare alla radice delle tue convinzioni. Non temere di prendere posizione, qualunque essa sia, e di scrivere in base alle tue idee del momento, anche se in futuro potranno cambiare. Rendi una storia originale non tanto per l'intreccio (le trame tendono a ripetersi), ma per come i personaggi si rapportano ad essa. Infine, persuadi il lettore a vedere il mondo con i tuoi occhi, facendogli provare le sensazioni che desideri. Conclusioni. L'autrice invita a lasciar fluire liberamente l'inconscio nella scrittura, contenendo l'interferenza della mente razionale, e viceversa in fase di revisione. Aggiunge che la natura di uno scrittore è triplice, poiché fatta di conscio e inconscio, ma anche di una certa dose di genialità, definibile anche come perspicacia, fantasia, rivelazione, lampo di genio. Devi elaborare un tuo metodo per imparare a liberare questa facoltà, sfruttandola come base di partenza per la costruzione della tua storia. Pianifica soprattutto nei momenti di “inattività”, quasi in una sorta di lieve ipnosi, mentre spazzi il pavimento, passeggi o fai a maglia; perché se il tuo corpo è poco impegnato, sarà la mente a risvegliarsi. Cerca di raggiungere uno stato di completo rilassamento fisico e mentale, finché un'onda di energia ti travolgerà e costringerà a produrre; quello, spiega l'autrice, è lo stato in cui spesso lavora l’artista. Citazioni: «Quello di cui ha bisogno lo scrittore in crisi è un incantesimo che gli consenta di mettersi in contatto con se stesso, è una chiave che gli permetta di aprire quelle stanze segrete. A tale scopo deve capire che certe abitudini di pensiero e d'azione gli impediscono di andare avanti, che ci sono forze nascoste che minano alla base la sua fiducia in se stesso.» «Questa fiacchezza della percezione alla quale ci rassegniamo senza reagire è un vero pericolo per lo scrittore. Ma se non siamo aperti a sensazioni fresche, idee nuove e osservazioni recenti, tendiamo ad attingere sempre allo stesso periodo della nostra vita e a elaborare e rielaborare le sensazioni della nostra infanzia o adolescenza.» «Uno dei motivi per cui il genio pare disporre di risorse inesauribili è proprio questo: può attingere a tutto quello che gli è capitato nella vita; nessuna delle sue esperienze è sepolta così nel profondo da non poterla rivivere e ciò gli consente di trovare un episodio originale per ogni situazione che la sua fantasia gli presenti.» «In sostanza, esistono solo due regole fondamentali: primo, il narratore dovrebbe trattare solo di ciò che è alla sua portata, in senso letterale o figurato (in gran parte dei casi, le due cose coincidono); secondo, il valore di una tematica dipende quasi interamente da quello che l'autore vede in essa e da quanto è in grado di approfondirla.» «Riuscire a indurre l'attività della fantasia superiore, dell'intuito, delle capacità artistiche dell'inconscio ogni qualvolta lo si desideri: è in questo che consiste la magia dell'artista e il suo unico, vero “segreto”.» «Quando si impara a dare libero sfogo a questa facoltà, anche senza essere esperti, o quando ciò avviene in modo fortuito, si scopre che, anziché dover faticare con tutto l'impegno possibile per ottenere l'effetto desiderato, si sperimenta, al contrario, il miracolo di essere trascinati dalla corrente creativa.» Perché leggere questo libro: Perché anziché spiegarti le tecniche della narrativa, analizza gli ostacoli a monte. Perché può aiutarti se soffri del cosiddetto blocco dello scrittore e non riesci a trovare stimoli e idee originali. Perché l'autrice insegnava scrittura, perciò conosce bene i problemi che i suoi studenti si trovavano a dover affrontare. Perché “scrivere” non equivale a “diventare scrittore”, e questo libro ti fa capire la differenza tra i due concetti. Perché ti apre la mente e ti incoraggia a guardare il mondo e la scrittura con occhi nuovi. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Scrittura & Scrittura Creativa