Educazione e Sviluppo della mente


Howard Gardner, Educazione e Sviluppo della mente, Centro Studi Erickson, trad. G. Lo Iacono

Crescita Personale, Crescita & Sviluppo, Genitorialità

L’intento dell’autore e dei suoi colleghi di Harvard è quello di «sperimentare forme di insegnamento e di valutazione più individualizzate» attraverso lo studio dell’applicazione della teoria delle intelligenze multiple sulla didattica,...




Howard Gardner, Educazione e Sviluppo della mente, Centro Studi Erickson, trad. G. Lo Iacono

Howard Gardner, Educazione e Sviluppo della mente, Centro Studi Erickson, trad. G. Lo Iacono è disponibile su Amazon Howard Gardner, Educazione e Sviluppo della mente, Centro Studi Erickson, trad. G. Lo Iacono è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché è un libro che chiunque lavori nel mondo dell’istruzione dovrebbe leggere. Perché dà degli ottimi spunti per riflettere su un modo diverso di insegnare. Perché approfondisce il pensiero innovativo di Gardner sulle intelligenze multiple.


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Howard Gardner, Educazione e Sviluppo della mente, Centro Studi Erickson, trad. G. Lo Iacono

Riassunti di libri di crescita personale


Howard Gardner, Educazione e Sviluppo della mente, Centro Studi Erickson, trad. G. Lo Iacono Chi è l’autore? Howard Gardner, psicologo e docente di Cognitivismo e Pedagogia alla Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università di Harvard, è divenuto famoso grazie alla sua teoria sulle intelligenze multiple. È stato il primo americano a essersi aggiudicato il prestigioso premio per l’educazione Grawemayer dell’Università di Lousville, università pubblica dello Stato del Kentucky. È autore di molti libri, tradotti in tutto il mondo, tra cui Forma Mentis e Intelligenze creative. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autore e dei suoi colleghi di Harvard è quello di «sperimentare forme di insegnamento e di valutazione più individualizzate» attraverso lo studio dell’applicazione della teoria delle intelligenze multiple sulla didattica, sull’apprendimento e sul rendimento scolastico. Conosci meglio il libro • A chi appartiene il concetto d’intelligenza? Il primo ad approcciarsi al concetto di intelligenza in maniera scientifica è stato Alfred Binet. Padre del “test di intelligenza” per valutare il “QI” (quoziente intellettivo), Binet credeva, in questo modo, di riuscire a “predire” il successo o l’insuccesso scolastico dei bambini. La sua teoria sulla misurabilità dell’intelligenza ha avuto per molto tempo molto successo, soprattutto negli Stati Uniti, dove gli studenti venivano considerati in base al proprio QI. Molti studiosi, però, ritengono che il concetto d’intelligenza sia troppo vasto per essere oggetto di studio solo da parte degli psicometristi, ovvero gli specialisti addetti alla misurazione dell’intelligenza. Dopo Binet, la concettualizzazione dell’intelligenza non ha fatto grandi passi avanti, con gli psicologi che continuavano a dibattere su tre questioni: 1. «L’intelligenza è unica, o esistono varie facoltà intellettive più o meno indipendenti fra loro?», questa questione è tutt’ora aperta; 2. «L’intelligenza, o le intelligenze, sono in gran parte ereditarie?», studi su gemelli monozigoti cresciuti separatamente hanno fornito forti prove su fattore ereditario dell’intelligenza psicometrica; 3. «I test di intelligenza sono imparziali?», questa questione parte dalla diffusa idea che i test in generale «sarebbero strumenti di impronta conservatrice». Tra chi ha criticato i test del QI c’è sicuramente il giornalista Walter Lippman, il quale ha in passato polemizzato su Lewis Terman, padre della misurazione del QI in America. Lippman ha criticato i test proposti da Terman per «la superficialità delle domande, i possibili pregiudizi culturali in esse contenuti e la gravità del rischio rappresentato dalla valutazione del potenziale intellettivo di un individuo attraverso una breve misurazione orale o scritta». • Nel campo della psicologia, invece, tra i maggiori critici c’è Robert Sternberg, psicologo di Yale, che si è dedicato allo studio dei test d’intelligenza con “carta e matita”. Adattarsi alle situazioni per lui è diverso che saper risolvere dei test d’intelligenza standardizzati. Un altro psicologo che ha apportato una visione innovativa al concetto d’intelligenza è Daniel Goleman, autore del testo Intelligenza Emotiva. Egli ritiene che il “quoziente emotivo” può avere la stessa importanza di quello intellettivo. Secondo Goleman, capacità come quella di controllare le proprie reazioni emotive o di saper decodificare i segnali che arrivano dagli altri, sono «potenzialità umane fondamentali». Della stessa idea è anche lo psichiatra Robert Coles, che afferma che «il carattere si trova a un livello più alto rispetto all’intelligenza». Come Goleman e Coles, anche il lavoro di Gardner sulle intelligenze multiple rifiuta la creazione di test per valutare l’intelligenza. • L’autore dichiara che ha iniziato il suo lavoro partendo da due domande: una di tipo evolutivo: «In che modo la mente umana (cervello) si è evoluta nel corso di milioni di anni?»; l’altra di tipo compartivo: «Come possiamo spiegare le diverse abilità e capacità che sono, o sono state, apprezzate nelle diverse comunità del mondo?». Queste domande insieme a «otto criteri per definire che cosa “vale” come intelligenza» hanno portato l’autore alla conclusione che tutti gli individui posseggono almeno otto intelligenze: linguistica, logico-matematica, musicale spaziale, cinestesica, naturalistica, interpersonale e personale. • Le prime due intelligenze sono quelle più considerate a scuola e le più importanti per avere un risultato elevato nei test d’intelligenza. L’autore, inoltre, ha formulato anche due concetti chiave riguardo all’intelligenza: il primo ha valore universale: «Tutti possiedono queste otto intelligenze»; il secondo, invece, ha a che fare con le differenze individuali. In pratica, cultura, fattori ereditari e ambiente concorrono nel definire l’unicità nell’intelligenza di ciascuno di noi. • L’intelligenza è diversa dalla personalità. C’è chi è purista e crede in una sola intelligenza da testare, chi invece preferisce misurazioni in situazioni simulate, simili alla vita reale, chi invece denuncia il danno all’autostima dei test d’intelligenza e suggerisce autovalutazioni. L’autore riporta la metafora dell’elastico, per cui «il concetto d’intelligenza non dovrebbe essere ampliato tanto da includere la personalità, la motivazione, la volontà, l’attenzione, il carattere, la creatività e altre capacità umane importanti e significative. Questo tipo di forzatura probabilmente romperebbe del tutto l’elastico dell’intelligenza». • Le intelligenze artistiche. Secondo l’autore, l’intelligenza artistica è in generale sottovalutata e i primi a farlo sono gli artisti stessi, come se la pratica artistica non comporti grandi sforzi mentali. A tal proposito, Gardner e la sua equipe di Harvard hanno creato Project Zero, un programma che studia la concezione cognitiva dell’arte nella sua totalità considerando diversi fattori come, ad esempio, la relazione che c’è tra l’arte e altre attività come gli affari, l’atletica, la politica e le scienze. • Sviluppare le intelligenze e esaltarle come punti di forza. Secondo l’autore, l’essere umano ha la capacità di sviluppare le proprie potenzialità intellettive in maniera semiautonoma nei seguenti ambiti: linguaggio, musica, logica e matematica, contestualizzazione visuo-spaziale, abilità corporeo-cinestetica, conoscenza delle altre persone, conoscenza di noi stessi. L’autore pensa che ogni individuo abbia delle diverse potenzialità nei vari ambiti e che queste possano essere scoperte e identificate piuttosto presto delineando dei “profili intellettivi”. Questa identificazione dovrebbe essere vista come un dato informativo e non come qualcosa di limitante, in modo che genitori e educatori possano sviluppare i punti di forza del bambino e rinforzare quelli deboli. Secondo l’autore è importante mettere a punto delle attività che siano attraenti e divertenti per valutare le potenzialità nei vari ambiti intellettivi. Queste esperienze consentono di valutare la “zona di sviluppo prossimale” di un bambino e di incrementare le probabilità che il potenziale si sviluppi. • Cosa insegnare e come insegnarlo? L’autore pone l‘accento su due dilemmi collegati all’agenda cognitiva delle scuole: il primo riguarda cosa bisognerebbe insegnare; il secondo come bisognerebbe insegnarlo. Per quanto riguarda il primo dilemma, secondo l’autore è molto importante anche quello che si vuole tralasciare. Per quanto riguarda il secondo, l’autore si sofferma sulla scienza dell’apprendimento, e in particolare su due importanti scoperte avvenute nel campo degli studi cognitivi: la prima scoperta è relativa alla teoria delle intelligenze multiple dello stesso Gardner, secondo la quale esistono almeno otto, o addirittura nove, intelligenze. La seconda scoperta riguarda la comprensione disciplinare, da non confondere con il processo di memorizzazione dei vari concetti insegnati a scuola. Essendo la capacità di pensare molto diversa dal possesso di informazioni, l’autore consiglia di basare l’apprendimento scolastico prima di tutto sull’alfabetizzazione (lettura, scrittura, calcolo). Poi studiare a fondo alcuni argomenti chiave delle principali discipline, avvicinarsi a questi argomenti utilizzando diversi metodi e, infine, dare agli allievi molte possibilità di conoscenza e molti mezzi per poter dimostrare quello che hanno compreso. Citazioni «Non esistono due persone che abbiano le stesse intelligenze nelle stesse precise proporzioni e con le stesse precise sfumature». «Molti insegnanti sono vittime di quello che si potrebbe chiamare l’“errore dell’insegnante” che, nella sua forme più conosciuta, consiste in questa sorta di ragionamento: “Ho fatto una lezione meravigliosa; quindi gli alunni devono avere capito”.» «La scienza – e invero, più in generale, il sapere – è moralmente neutra». «Dovremmo ricordare che una delle invenzioni umane più magnifiche è l’Invenzione dell’educazione». Perché leggere questo libro Perché è un libro che chiunque lavori nel mondo dell’istruzione dovrebbe leggere. Perché dà degli ottimi spunti per riflettere su un modo diverso di insegnare. Perché approfondisce il pensiero innovativo di Gardner sulle intelligenze multiple. Questa scheda è stata realizzata da Tatiana Zucconi Categoria: crescita & sviluppo – genitorialità Acquista…