Fuori dal fango


Daniele Di Benedetti, Fuori dal fango, Mondadori

Crescita Personale, Crescita & Sviluppo

L'intento dell'autore è quello di condividere strumenti che permettono di rialzarsi nei momenti più difficili e delicati della propria esistenza. Quando ci si trova nel fango è quasi impossibile vedere in quale modo si possa riemergere; grazie agli...




Daniele Di Benedetti, Fuori dal fango, Mondadori

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Perchè leggere questo libro

Perché è un vero e proprio manuale di crescita. Perché fornisce tanti strumenti per lavorare su sé stessi. Perché non fa sentire mai sbagliato il lettore, anzi… Perché le sue storie personali arricchiscono e umanizzano il percorso.


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Daniele Di Benedetti, Fuori dal fango, Mondadori

Riassunti di libri di crescita personale


Daniele Di Benedetti, Fuori dal fango, Mondadori Chi è l’autore? Daniele Di Benedetti (1986) è esperto di PNL e coaching, ricercatore e imprenditore di successo. Con oltre un milione di follower e migliaia di persone che frequentano i suoi eventi dal vivo, è il riferimento per la crescita personale e professionale in Italia. Qual è l’intento dell’autore? L'intento dell'autore è quello di condividere strumenti che permettono di rialzarsi nei momenti più difficili e delicati della propria esistenza. Quando ci si trova nel fango è quasi impossibile vedere in quale modo si possa riemergere; grazie agli strumenti forniti nel libro l'autore ci permette di seguire il percorso che gradualmente ci fa riprendere il timone della nostra vita. Questo libro insegna: Splat! Così esordisce il libro. Trovarsi nel fango per Di Benedetti è “fantastico”. Lui il fango lo ha conosciuto bene, racconta i suoi anni da giovane che riempiva le notti perché le giornate erano “tragicamente vuote e pericolosamente insignificanti”. Nell’introduzione, l’autore ci presenta gli strumenti che si basano sulle iniziali di “FANGO”: Fiducia, Attitudine, Necessità, Gruppo, Obiettivi. Si può scegliere. Secondo l’autore la vita ci dà e se non ce ne accorgiamo la vita poi si stanca e smette di elargire a chi non apprezza. Come la storia della rana che finì in un pentolone d’acqua. Quando qualcuno accese il fuoco, lei nemmeno se ne accorse perché le rane hanno la capacità di adattarsi alla temperatura esterna. Fu solo quando sentì l’acqua bollire che cercò di fuggire ma non ne aveva più la forza e morì. «La rana ci ha rimesso le penne perché non è stata in grado di decidere quando saltare» ci ricorda l'autore. Se sprechiamo troppa energia a lamentarci non avremo più le forze per reagire. Le cose non cambiano se non siamo noi a farle cambiare. Il passato non c’entra. Se in passato abbiamo sofferto, non significa che dovremmo stare male anche nel futuro. Incolpare il passato per la propria vita non è un modo per assumersi la responsabilità delle proprie scelte. La bella notizia - dice l'autore - è che passato e futuro non sono in relazione diretta di causa-effetto, perché in mezzo a loro c'è un fattore troppo spesso trascurato: noi. L'autore racconta la storia di Soichiro Honda che coltiva la passione per la meccanica nell'officina di riparazioni di biciclette del padre. Negli anni '20 andò a lavorare a Tokyo come garzone in un garage e costruì il prototipo di una fascia elastica per migliorare le prestazioni dei pistoni e la propose alla Toyota Corporation, che rifiutò di produrle. Altri avrebbero mollato ma non lui. Dopo due anni di duro lavoro fondò una fabbrica di fasce elastiche che divenne fornitrice della stessa Toyota. Durante la Seconda Guerra Mondiale la fabbrica fu colpita dai bombardamenti e Soichiro era di nuovo povero. Si arrangiava utilizzando i bidoni di benzina gettati dai bombardieri nemici per la sua produzione. Un giorno al mercato trovò un motorino e provò a montarlo sulla sua bicicletta. L'idea c'era ma i fondi, nel Giappone schiacciato dalla guerra, mancavano. Soichiro scrisse a tutti i venditori di biciclette se gli permettessero di motorizzare delle biciclette e poi venderle. Nonostante tutto, il prodotto non sfondò perché era troppo pesante. Finalmente, dopo averci lavorato per renderla leggera, la chiamò Club e la auto-produsse. Questa motocicletta fu il primo grande successo della Honda Motor. L’autore ci invita a pensare ai prossimi cinque anni e a coltivare una vision di come vorremo vivere. Valorizziamo. Quali sono i nostri punti di forza e di debolezza? Valorizziamo i primi e chiediamo aiuto per i secondi. «A nessuno verrebbe in mente di sentirsi meno allenato per essersi fatto guidare da un personal trainer» ci ricorda l’autore. I problemi sono una benedizione: noi possiamo essere felici nonostante i nostri problemi, o ancora meglio, con i nostri problemi o dei nostri problemi. L’importante è imparare a gestirli. Una delle iniziali difficoltà – dice Di Benedetti – è quella di imparare a identificare bene i veri problemi. Di fronte ai momenti down l'autore offre la sua strategia: 1. Dai un nome positivo ai momenti buoni, da "umore nero" a "vediamo il da farsi", per l'autore sono "giorni di ricarica", 2. Riparti da te, 3. Ricorda che hai una missione, 4. Stabilisci le tue priorità, 5. Il contrario di tutto e subito, cioè la gratificazione ritardata. Ritrova la Fiducia. Ogni passo ci ha portato dove siamo oggi. L'autore ci suggerisce di assumere la responsabilità completa della nostra vita, gli altri non c'entrano niente. Ci racconta la storia di Antonio che si è licenziato da un lavoro fisso per aprire un negozio di articoli per moto con un amico. Questi però l'ha presto piantato in asso e Antonio si è ritrovato con un business fallito e senza più un amico. Antonio non riusciva a vedere dove avesse sbagliato finché non capì che aveva comunque esercitato la sua responsabilità nella scelta del socio, del settore, del suo ruolo, del cambio di professione. Non era colpa sua ma era sua la responsabilità di prendere in mano la propria vita. 5 livelli di mentalità. Esistono cinque livelli di mentalità e ciascuno di noi aderisce, grosso modo, a uno di essi e può sempre progredire: 1. Irresponsabile, "Sono fatto così", "Non è colpa mia", "Non posso", "Facile a dirlo ma non a farlo", "È troppo tardi", "Non ci credo", "Sono sfortunato". 2. Imbrigliato quando si capisce di avere il potere ma non si sa come usarlo, si dubita "E se fallisco mi prenderanno in giro", "Io queste cose le so già, "Con me non funziona". 3. Intraprendente, che riesci a mettere in pratica ciò che sa (competenza conscia), non ha ancora una visione chiara della propria vita, la sua è azione diretta a risolvere i problemi e uscire dal fango. La sfida più grande qui è quella di incanalare l'energia per continuare e realizzare i propri progetti. 4. Indipendente, che non si limita a reagire, ma agisce, e intuisce, e gioca d'anticipo. Non ha paura del cambiamento perché sa di potersi riorganizzare. 5. Illuminato, che va oltre il desiderio di affermazione, sa che la vita gli dà ciò di cui ha bisogno, è curioso, umile e va incontro al proprio destino senza preoccupazioni. L'unico rischio è quello di cadere vittima del proprio ego spirituale. Il loop dell’eccellenza. Tutto cambia: se non troviamo un modo troveremo una scusa. Alla fine degli anni '90, la catena di negozi per noleggiare film e videogiochi, Blockbuster, si trovò a concorrere con l'emergente Netflix che lanciava il suo primo abbonamento per noleggiare film on-line. Nel 2010, Blockbuster dichiarò bancarotta e Netflix, in compenso, aveva raggiunto 20 milioni di iscritti e guadagnava più di 2 miliardi l'anno. I cambiamenti si trovano ovunque e o li guidiamo o li subiamo. L'autore ci ricorda che non possiamo mai essere sempre pronti e quindi ci suggerisce di "buttarci". Ogni volta che approcciamo nuovo progetto nasce il senso di sfiducia, poi con la pratica, viene sostituito da uno stato di fiducia. Ogni volta che alziamo l'asticella e ci confrontiamo con nuove sfide riavviamo il loop dell'eccellenza tra fiducia e sfiducia. L'eccellenza non la raggiungiamo mai, possiamo solo ambire a continuare a migliorare. Per quanto riguarda la paura di fallire, l'autore ci fa notare che possiamo essere gli uomini più ricchi del mondo o presidenti di alto livello, ma se andiamo a passeggiare nella natura nessuno ci farà un applauso. «Si fallisce davvero solo quando si smette di provare, perché rinunciando a buttarsi non si impara niente». Le 5 P per svoltare. Come Timothy Gallwey nel suo libro Il gioco interiore nel tennis racconta, esistono due sé in ogni giocatore: il Sé 1 "che parla" e il Sé 2 "Che fa": il problema sorge quando i due si fanno la guerra. Nella vita è lo stesso. Esistono5 competenze chiave per svoltare, le 5 P: 1. Gestire il proprio Potenziale, 2. Imparare l'arte della Persuasione (convincere significa vincere con), 3. Migliorare la Produttività, 4. Potenziare il Posizionamento, 5. Imparare a fare Promozione (cioè vendere). La mente inconscia è un pappagallo. Il grande maestro Paramahansa Yogananda paragonava il nostro inconscio un pappagallo, cioè ripete quello che gli diciamo più spesso. Di Benedetti ci propone di riprogrammare la propria autostima riconsiderando le convinzioni che abbiamo adottato e che forse sono state inculcate attraverso l'educazione da scuola, cultura di riferimento, famiglia: chi dice che "a trent'anni si deve essere sposati, avere figli e un mutuo per la casa"? Chi dice che "i genovesi sono avari" e "il gatto nero porta sfortuna"? «Più le convinzioni sono forti, più lo saranno le nostre insicurezze e di conseguenza i nostri risultati». L'autore riprende il famoso esperimento dello psicologo Rosenthal che arbitrariamente decise il livello di QI di alcuni alunni delle classi elementari di San Francisco in California. Insegnanti alunni ci credettero e l'anno successivo il rendimento di questi non corrispondeva al vero punteggio dei test di intelligenza, ma alle aspettative a cui avevano aderito. L'autore suggerisce alcune convinzioni utili da adottare e che lui stesso definisce "Ninja Turbo": "Non è colpa mia, ma sono sempre io il responsabile", "Dentro di me ci sono tutte le risorse di cui ho bisogno", "Intorno a me è pieno di opportunità e credo che la mia vita sarà piena di grandi cose, "I fallimenti mi danno forza". Cambia Abitudine. La realtà che "vediamo" non corrisponde a ciò che realmente ci circonda, non è altro che una proiezione di ciò che siamo all'interno e di ciò che vogliamo vedere. Se cambiamo la percezione della realtà, cambieremo la realtà stessa. Di Benedetti racconta che la sua prima casa misurava 48 metri quadrati: era piccola ma a lui sembrava un castello perché lì dentro era felice. Ci presenta Sandra che, a un suo corso, affermava di essere depressa. Dopo averla chiamata sul palco, invitò gli altri a farle un applauso e disse "Complimenti per la tua depressione!", tutti ridevano, e anche lei. Le chiese "Sei depressa adesso?" e lei tornò seria e rispose "Sì, sì depressa". La fece ridere sdrammatizzando e le chiese a che livello poteva affermare di sentirsi depressa: a livello 6 o livello 9? Sandra sapeva esattamente come sentirsi a livello 6 e come poter raggiungere il livello 9. Era la svolta. Come si passa da uno stato negativo a uno positivo? Agendo su 5 elementi: 1. Ascolto. Ascoltare il corpo, le sensazioni, i pensieri e le emozioni. 2. Accettazione. Accettare i pensieri negativi permette di smettere di farsi la guerra. 3. Atteggiamento. Partendo dalla postura possiamo sentirci diversi. La fisiologia determina come ci sentiamo. L'autore suggerisce di osservare grandi speaker e provare a imitarli. 4. Attenzione. Su cosa ci stiamo concentrando? Sul declino o sulla svolta? 5. Amplificazione. Ogni emozione può essere amplificata in positivo e in negativo attraverso le parole, le metafore, le domande. Il potere della parola. Tim Gallwey ha osservato che i tennisti più efficaci, a fondo campo in attesa di battere il servizio, sono quelli che si parlano in modo positivo. Le persone di successo in genere si dicono 5 parole positive per ogni negativa. Tutti noi nella mente abbiamo due vocine, un po' come l'angioletto e il diavoletto. L'autore chiama la propria voce negativa "Tornatriste" perché tende a ricacciarlo nello stato di tristezza. Tornatriste ha la tendenza a ingrossare, più gli offriamo spunti di vittimismo, lamentele e parole negative, più lui diventerà forte e governerà le nostre giornate. Ecco perché per rimpicciolire Tornatriste dobbiamo imparare a scegliere con cura le parole che diciamo a noi stessi e agli altri. Il potere dei piccoli passi. Carlo Ancelotti, quando allenava il Real Madrid, ha raccontato che al rientro in aeroporto tutti i giocatori venivano accolti da familiari e amici e tornavano a casa. Tutti tranne Cristiano Ronaldo. Magari aveva segnato due o tre gol in un match decisivo ma, anziché andare a casa si faceva portare al centro di allenamento per farsi 40 minuti di vasche ghiacciate. Ronaldo sapeva benissimo che, da campione, doveva prestare attenzione non solo all'allenamento, ma anche al recupero. E il recupero nel ghiaccio è tre volte più veloce della norma. Allenarsi per mezz'ora al giorno non influisce più di tanto sulla giornata, ma lungo termine farà la differenza. L'autore ci suggerisce di adottare abitudini vincenti. Per creare nuove abitudini ci vogliono due cose: costanza e concentrazione sulla propria identità. Dopo 21 giorni di costante cambiamento, l'autore afferma che la propria identità si sarà adeguata alla nuova abitudine. «Il cambiamento duraturo è un cambiamento di identità». Una persona che si percepisce sana inizierà dalla colazione a mangiar sano. Il mattino è molto importante per l'autore, lui definisce la prima ora "l'ora del guerriero" che si divide in tre fasi: 1. Svegliati (bagno, denti puliti, lingua pulita, crema, un bicchiere d'acqua e yoga o tappetino elastico), 2. Potenziati (meditazione, e gratitudine), 3. Pianifica (passare in rassegna la giornata e pianificare al meglio). Perché facciamo quello che facciamo? Seguendo le indicazioni di Abraham Maslow e Anthony Robbins sui bisogni, l'autore suddivide in due aree gli "interruttori" che soddisfano i bisogni personali: tra interruttori di sopravvivenza e interruttori dello spirito (evolutivi). Gli interruttori che viviamo maggiormente sono quelli di sopravvivenza: gli egocentrici, cioè centrati su di noi, e quelli essenziali, rivolti verso l'esterno, come conoscenza, connessione cambiamento. Gli interruttori evolutivi non li attiviamo direttamente, ma in conseguenza dell'attivazione positiva degli interruttori di sopravvivenza, e sono: contributo, capacità di donare; crescita, capacità di evolvere; consapevolezza, capacità di unire competenza ed esperienza. Ciascun interruttore poi può essere attivato in due modi: positivamente o negativamente. Per esempio, c'è chi risponde con violenza al proprio bisogno di sentirsi considerato. C'è chi ha un tale bisogno di controllo sulla propria vita da finire con il restare immobile. C'è chi per curare la propria tristezza si droga. Nel 2001, quando Alex Zanardi ebbe un violentissimo incidente che gli procurò l'amputazione delle gambe, dopo 4 giorni di coma e con 15 operazioni da subire nell'immediato futuro, lui ricorda di aver pensato: "Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta non la metà che era andata persa". Facciamo chiarezza sui valori. I nostri valori dovranno essere ambiziosi, grandi e d'ispirazione. E le strategie con cui li viviamo dovranno essere semplici - secondo l'autore - immediate e nel nostro pieno controllo. Daniele ci fa esempi raccontando la sua "pagina della chiarezza": si tratta di una nota che tiene disponibile sul suo smartphone e contiene tutte le cose per lui importanti. Per esempio, per dimostrare "gratitudine" è sufficiente mettere la mano sul cuore, pensare alle cose belle della propria vita, chiudere gli occhi e sentirsi vivi. Per soddisfare il valore "salute e vitalità" è sufficiente concentrarsi sul respiro diaframmatico, bere un bicchiere d'acqua e mangiare con calma, meditare o svolgere attività fisica. Per provare "amore" è sufficiente mandare un pensiero alle persone che si amano, offrire un sorriso sincero agli altri, essere gentile con le persone. Per provare "entusiasmo" secondo Daniele è sufficiente ricordarsi che la vita è una figata, ricordarselo ogni volta che si compie un passo nel mondo, e che si pensa di dare il 100%. Possiamo soddisfare il bisogno dell'intelligenza ricordandoci che la verità non esiste, ricordando tutte le idee pazzesche che abbiamo avuto, e cercando nuove soluzioni. Per vivere il valore del "coraggio" ci si può ripetere la frase "Il fallimento non esiste, esistono solo risultati", pensare ai grandi della storia e ricordare momenti di coraggio vissuto. I maestri. Come apprendono i bambini?, ci chiede l'autore. Copiando, è la risposta. Se qualcuno ai nostri occhi rappresenta l'eccellenza in un certo ambito, chiediamoci come ha fatto ad arrivare fino a lì e modelliamo comportamenti e pensieri. Ecco cosa possiamo sempre modellare dagli altri: la strategia, lo stato d'animo, le convinzioni. I cavalli. Daniele chiama il suo gruppo dei pari "i cavalli". Si tratta di persone che affrontano un percorso di crescita personale e spirituale che si assomigliano nei valori ma sono diversi nelle risorse. I cavalli dell'autore sono, per esempio, Andrea, molto pragmatico da cui l'autore, un po' più idealista, ha imparato ad essere concreto. Oppure Giordan, ordinato e preciso, da cui l'autore ha colto le capacità di schematizzare. Con il termine "master mind" si definisce un gruppo di persone che si confrontano e coordinano fra loro, per conseguire uno scopo comune ben preciso. L'autore ci esorta a cercare i nostri "cavalli" e costruire la nostra "master mind". Citazioni: «Se c’è una cosa peggiore del nascere senza vista, è nascere con la vista ma senza una visione della propria vita.» «Se quello che cerchi è l'attenzione degli altri, ricordati che quello che fai non sarà mai abbastanza.» «La vita fa doni a tutti, ma dopo un po’ di stufa di elargire a chi non apprezza.» «Da che cosa si riconosce un leader? Dalla capacità di prendersi il 100% di responsabilità.» «Il sapere non è tale finché non lo mettiamo in pratica con il giusto stato d'animo e con ripetizione. Più che chiederci se una cosa la conosciamo dovremmo chiederci se la stiamo mettendo davvero in pratica e con quale atteggiamento.» «Devi associare così tanto piacere al cambiamento da non poterne più fare a meno è così tanto dolore al non farlo da voler subito dare una sferzata alla tua vita.» «Più complicato è il problema, più profonda sarà la lezione. Più grande è la sfida, più glorioso sarà il trionfo.» Perché leggere questo libro: Perché è un vero e proprio manuale di crescita. Perché fornisce tanti strumenti per lavorare su sé stessi. Perché non fa sentire mai sbagliato il lettore, anzi… Perché le sue storie personali arricchiscono e umanizzano il percorso. Questa scheda è stata realizzata da Paolo M. Categoria: Crescita & Sviluppo