Il futuro non si prevede, lo si inventa


Claudio Maffei, Il futuro non si prevede, lo si inventa, Compagnia della Rocca edizioni

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia, Crescita & Sviluppo

L’intento dell’autore in questo libro è quello di immaginare un futuro, pezzo per pezzo attraverso 66 tappe che seguono la metafora del viaggio, intrapreso dall’autore stesso nel 2014 attraversando la famosa Route 66, la Mother Road. La Route 66 –...




Claudio Maffei, Il futuro non si prevede, lo si inventa, Compagnia della Rocca edizioni

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Perchè leggere questo libro

Perché è scorrevole e scritto bene. Perché è ricchissimo di storie e aneddoti evocativi. Perché parla di molti temi e aiuta a chiarirsi le idee. Perché fa riflettere sulla vita e come stare meglio cambiando semplicemente ottica. Perché ha uno sguardo...


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Claudio Maffei, Il futuro non si prevede, lo si inventa, Compagnia della Rocca edizioni

Riassunti di libri di crescita personale


Claudio Maffei, Il futuro non si prevede, lo si inventa, Compagnia della Rocca edizioni Chi è l’autore? Claudio Maffei è formatore, consulente e scrittore. Dialoga quotidianamente con aziende ed enti pubblici per migliorare la loro competitività sul mercato e rendere più piacevole il clima interno. Le sue aree di competenza sono la comunicazione, la formazione, la motivazione, lo sviluppo delle risorse umane e i nuovi trend. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autore in questo libro è quello di immaginare un futuro, pezzo per pezzo attraverso 66 tappe che seguono la metafora del viaggio, intrapreso dall’autore stesso nel 2014 attraversando la famosa Route 66, la Mother Road. La Route 66 – dice Maffei – è più di una strada, è un museo a cielo aperto e rappresenta la corsa verso l’ovest, la ricerca all’Eldorado, la voglia di libertà. Nel libro, con 66 riflessioni ricche di storie, propositi e verità, l’autore costruisce il futuro insieme al lettore. Questo libro insegna: Amore. Con questa parola, l’autore non intende possesso né passione ma – più vicino alla radice anglosassone di love in inglese o liebe in tedesco, che a sua volta deriva direttamente dal latino liber – amore qui è inteso come accoglienza e accettazione dell’altro. «Mi piace pensare», scrive l’autore, «che ogni persona abbia una specie di cartello appeso al collo, con sopra scritto “fammi sentire importante”.» Ascoltare. Siamo sempre troppo presi a parlare che ci dimentichiamo di ascoltare, ci riprende l’autore. L’ascolto ci permette di capire meglio e, di conseguenza, di comunicare meglio. Ascoltare porta con sé la gentilezza e l’attenzione verso l’altro e lo fa sentire importante. Coerenza. «La coerenza di un individuo» scrive l’autore «può essere definita come la conformità tra le convinzioni e l’agire pratico.» Al contrario, la mancanza di coerenza è attribuibile a convinzioni erronee che però spesso sono inconsce e difficili da cambiare. Un suggerimento per aspettarsi coerenza è darne l’esempio, come con le pubblicità. Come per Farinetti di Eataly che vuole “dare il buon esempio”, l’idea è quella di associare una sensazione di piacere al “comportarsi bene” e quindi iniziare lentamente una rivoluzione culturale. Condivisione. L’autore racconta di una sua vacanza in Kenia. Il beach boy del luogo vacanza un giorno gli chiese che squadra di calcio tifasse. L’inter. Dopo poco il simpatico beach boy tornò con uno scoubidou nero-azzurro. L’autore allora gli fece notare che però non avrebbe comprato nulla. Il beach boy lo guardò sorpreso: «Soldi! Questa è amicizia.» Naturalmente a fine soggiorno, l’autore si rivolse al suo amico per portare a casa tanti souvenir. Donna. Nel suo ultimo saluto alla madre Franca Rame, Jacopo Fo disse: «E io aggiungo che Dio è femmina: per questo il mondo lo cambieremo davvero.» Dopo aver iniziato così questo capitolo, Maffei ci presenta Tom Peters, guru del management e fan dello stile femminile. Secondo Peters e non solo, la leadership basata sul comando e sul controllo è obsoleta. I libri di leadership oggi fanno riferimento a qualità che – guarda caso – sono anche quelle femminili. Educazione. È sia lo sviluppo di facoltà intellettuali, sia – specie se preceduta dall’aggettivo buona – quella educazione che corrisponde a “un tipo di comportamento corretto e garbato”. In questo senso, l’educazione si avvicina alla cortesia ed è agli antipodi della maleducazione. Quest’ultima, a detta dell’autore, si presenta ogni qual volta qualcuno si comporta come se il mondo dovesse ruotargli intorno e gli altri non esistessero. L’educazione, ancor prima che essere insegnata, va vissuta e l’autore ritorna sul mezzo dell’esempio per cambiare il mondo. Efficienza. Ecco l’errore di fondo: crediamo che la mente sia fatta per ricordare, invece, la mente serve per progettare e generare idee. La nostra efficienza si manifesta quando sappiamo dove reperire le informazioni, abbiamo le cose sotto controllo e siamo rilassati. La pulizia mentale è un requisito fondamentale per far funzionare le cose. Efficienza non è né ansia né stress, anzi, questi sono sinonimi di caos. La via per l’efficienza passa attraverso la creazione di spazio e la consapevolezza di sé. Futuro. Il futuro lavorativo sarà la conseguenza di ciò che coltiviamo oggi. Ecco perché è importante ragionare in modo adulto e responsabile, lasciando nel passato il “solito balletto delle accuse” tipico della politica. Il tempo è la risorsa elastica del futuro, ne avremo di più anche perché il lavoro sarà sempre più svolto con passione e “timbrare il cartellino” perderà di significato. Gioia. La felicità pare legata ad aspettative troppo alte e condizionata da accadimenti esterni. La gioia invece e un sentimento incondizionato. Più la si dà, più resta in noi. Come il frate che ricevette in dono dal contadino il suo grappolo d’uva più bello. Si riempì di gioia e decise di regalarlo all’abate, così anche lui si sarebbe sentito gioioso. Questi lo regalò a un frate malato per confortarlo e lui al cuoco, e così via, fino a che il grappolo non tornò al primo frate. Maffei racconta questa bella storia per ricordarci che la gioia più si condivide più la si aumenta in noi stessi. Leadership. Se i vecchi modelli di leadership basati sulla prepotenza sono tramontati, oggi la leadership passa per un buon senso di autonomia, autostima, consapevolezza delle proprie caratteristiche e capacità di allenarsi e allenare al successo. Secondo Christian Salmon la capacità della leadership oggi include anche l’arte di raccontare le storie. Lo storytelling ha aiutato presidenti degli Stati Uniti e tante aziende internazionali ad adottare una leadership basata sia sull’intelligenza razionale sia su quella emotiva. Problem solving. Una battuta per capire che non c’è nulla di male nel pronunciare la parola “problema”: «Huston, abbiamo un’opportunità». Non sarebbe la stessa cosa. Con questa simpatica battuta, l’autore sostiene che, anche se lo chiamiamo “opportunità” di crescita, un problema resta sempre da risolvere. Adottare una mentalità problem solving significa anche sorpassare l’idea che esista una sola soluzione ai problemi. Resilienza. Della capacità di certi metalli in fisica di sopportare colpi, gli psicologi ne hanno fatto un invito alla vita. Kelly McGonigal, docente alla Stanford University ha ammesso di aver commesso un errore come psicologa per anni perché aiutava le persone a combattere lo stress. Nella sua confessione, Come farti amico lo stress, McGonigal sostiene che non ci si ammala a causa dello stress ma a causa delle convinzioni al riguardo. Non sono gli accadimenti a fare danno ma come noi ritorniamo alla nostra forma dopo aver subìto i colpi. Servizio. Nella nostra cultura “mettersi al servizio” è sinonimo di “essere servo” di qualcuno. Se questo fosse vero, verrebbe meno il volontariato. Come in La vita è bella di Roberto Benigni, «Dio è il primo servitore. Dio serve gli uomini ma non è servo degli uomini». L’arte suprema del servire è, ci fa notare Maffei, un atto di condivisione e di amore, una forma attiva di amore. Conclusione. Prima di tutto alcuni dati. Negli ultimi 10 anni, la durata media della vita è raddoppiata. Il Pil pro capite è triplicato. La mortalità infantile è diminuita di 10 volte. Il costo del cibo è diminuito di 10 volte, quello dell’elettricità di 20 volte e del trasporto di 100 volte. Il costo della comunicazione è diminuito di 1000 volte. Secondo l’Università di Harvard, viviamo nel periodo storico con meno guerre e omicidi. E l’alfabetizzazione mondiale è passata dal 25% all’80%. Il libro si conclude quindi con l’invito a ricordarci che 1. La povertà diminuisce. 2. Migliora la salute. 3. C’è più cultura e quindi maggior sensibilità verso il rispetto dei diritti umani. 4. Le bugie hanno le gambe corte e 5. Aumenta la solidarietà. Citazioni: «Si cambia perché qualcuno lo vuole, qualcuno lo immagina.» «Se sei un negoziante e, quando senti il campanello della porta suonare, non pensi subito “ti amo”, vuol dire che hai sbagliato lavoro.» «Abbiamo trasformato le finestre in specchi e abbiamo visto solo la nostra immagine riflessa nel vetro.» «La paura del cambiamento altro non è che la fatica di ammettere che il rischio fa parte del vivere.» «I grandi comunicatori raccontano storie per catturare interesse. Al contrario, quanto continuano a essere noiose certe presentazioni aziendali!» «Qualcuno di lamenta di 300 e-mail al giorno. Non sono niente rispetto a 50.000 pensieri.» Perché leggere questo libro: Perché è scorrevole e scritto bene. Perché è ricchissimo di storie e aneddoti evocativi. Perché parla di molti temi e aiuta a chiarirsi le idee. Perché fa riflettere sulla vita e come stare meglio cambiando semplicemente ottica. Perché ha uno sguardo al futuro positivo e, allo stesso tempo, possibile. Questa scheda è stata realizzata da Francesca R. Categoria: Comunicazione & Psicologia, Crescita & Sviluppo