How To Write Faster, Strategies for Planners and Pantsers


Liz Hayes, How To Write Faster – Strategies for Planners and Pantsers, CreateSpace Independent Publishing Platform

Crescita Personale, Scrittura & Scrittura Creativa

L'autrice con questo libro - il cui titolo tradotto sarebbe Come scrivere più velocemente: strategie per pianificatori e istintivi - propone due piani di azione differenti per aiutare entrambe le categorie di scrittori (quelli che mappano l'intera opera...




Liz Hayes, How To Write Faster – Strategies for Planners and Pantsers, CreateSpace Independent Publishing Platform

Liz Hayes, How To Write Faster – Strategies for Planners and Pantsers, CreateSpace Independent Publishing Platform è disponibile su Amazon

Perchè leggere questo libro

Perché l'autrice è uno degli sviluppatori della tecnica PDR, che in genere garantisce ottimi risultati. Perché sapere come procedere nella stesura può aiutarti a prevenire il blocco dello scrittore. Perché ti aiuta a capire se sei un pianificatore o un...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "How To Write Faster, Strategies for Planners and Pantsers" di Liz Hayes è di circa 5/10 min.

Abbonati anche tu a DISIATO per leggere la scheda completa di questo libro riassunto per te dal nostro team.

Con DISIATO risparmi tempo e denaro!








Liz Hayes, How To Write Faster – Strategies for Planners and Pantsers, CreateSpace Independent Publishing Platform

Riassunti di libri di crescita personale


Liz Hayes, How To Write Faster – Strategies for Planners and Pantsers, CreateSpace Independent Publishing Platform Chi è l’autore? Liz Hayes è figlia dello scrittore e ricercatore John R. Hayes, uno degli inventori della tecnica PDR (plan, draft, revise = pianifica, fai la bozza, revisiona). Vive con suo marito e con i loro tre figli in Nord Virginia, dove lavora come analista. È affascinata dalle rievocazioni medioevali e scrive fanfiction sotto lo pseudonimo di Uvatha the Horseman. Qual è l’intento dell’autore? L'autrice con questo libro - il cui titolo tradotto sarebbe Come scrivere più velocemente: strategie per pianificatori e istintivi - propone due piani di azione differenti per aiutare entrambe le categorie di scrittori (quelli che mappano l'intera opera prima di scriverla e quelli che ci si tuffano a capofitto senza progettare alcunché) a procedere nella stesura della prima bozza velocemente e senza intoppi, assecondando le proprie attitudini, personalità e stile. Questo libro insegna: Le cause della scrittura lenta. L'autrice introduce il manuale spiegando alcuni dei motivi per cui la nostra scrittura potrebbe essere (o diventare) lenta: 1) La qualità è alta. Gli scrittori esperti di solito utilizzano uno stile che richiede più tempo rispetto a quello narrativo-espositivo dei principianti. 2) Dipende dal genere. Ad esempio, le storie d'amore sono solitamente le più veloci da scrivere, mentre la fantascienza e il fantasy richiedono più tempo perché necessitano a monte la costruzione accurata di mondi immaginari. 3) La percezione è errata. A volte si pensa di essere lenti perché si compara il tempo di stesura della prima bozza con quello del prodotto finale revisionato. Ma è normale che la bozza richieda meno tempo, perché viene scritta di getto e perché a differenza dell'opera finita può permettersi di contenere errori e inesattezze. 4) Inefficienza. Gli scrittori in media producono cinque volte il materiale che utilizzeranno per il proprio libro; ciò significa che per ogni pagina scritta ne verranno buttate in media quattro. 5) Tempo perso. Le ore spese a fare le cose nell'ordine sbagliato (ad es. creare dialoghi e azione per una scena non ancora ben delineata, che magari verrà tagliata), o a perdersi nel perfezionismo in fase di bozza. La tecnica PDR. La tecnica PDR, a cui si è già accennato nella biografia dell'autrice e che prevede di pianificare prima, comporre poi e revisionare alla fine, aumenta la nostra efficienza, quindi ci permette di scrivere più velocemente. Perché è importante affrontare i tre stadi della scrittura in tempi differenti? Perché ogni livello è un processo che richiede un'intensa concentrazione e l'utilizzo di tutta la memoria a breve termine disponibile. Perciò, se due stadi vengono svolti assieme bisogna dividere queste risorse, ed entrambi ne soffriranno. Visto quanto sopra, la tecnica PDR limita dunque le seguenti pratiche, ritenendole una perdita di tempo: 1) Editare in fase di stesura. Forse la peggiore delle cattive abitudini. Non solo è controproducente e rallenta la scrittura, ma può addirittura portare al famigerato blocco dello scrittore. 2) Revisionare assieme struttura e grammatica. I due tipi di revisione vanno effettuati in due tempi diversi, perché concentrarci sulla grammatica potrebbe distrarci dal notare un buco nella trama, e viceversa. 3) Editare e formattare il testo prima che il libro sia finito. Si tratta di una mania perfezionista che rallenta terribilmente la scrittura senza offrire alcun vantaggio in cambio. La tecnica PDR per pianificatori e istintivi. La tecnica PDR, continua la Hayes, può essere utilizzata da entrambe le categorie di scrittori, ma ovviamente andrà approcciata in due modi diversi. I relativi schemi proposti nel libro non sono uno meglio dell'altro: il migliore è quello che più si addice a noi e al nostro metodo di scrittura. 1) Pianificatori. Se siamo pianificatori la procedura sarà: delineare la trama; scriverla in esposizione narrativa; revisionare la struttura usando scalette e sequenze temporali; una volta che la struttura ha la forma che vogliamo, controllare la grammatica. 2) Istintivi. Se siamo istintivi l'ordine invece sarà: pianificare nella nostra testa, soprattutto per quanto riguarda i personaggi e le ambientazioni; procedere con la scrittura libera, se necessario anticipandola con dei piccoli schemi; organizzare il testo secondo una struttura standard (come la commedia in tre atti o il viaggio dell'eroe); revisionare la grammatica. La pianificazione per i pianificatori. Prima di pianificare, spiega l'autrice, occorre capire a chi è rivolta la nostra storia, qual è il suo scopo, in che genere rientra e per quale motivo scriviamo. Si procede poi con un certo criterio, partendo dal generale (sinopsi) per arrivare al dettaglio (singole scene) e infine alla stesura (prima bozza). Ecco alcuni elementi che possono aiutare la pianificazione: 1) Seguire le strutture standard. Le storie funzionano bene se sono strutturate secondo gli schemi più comuni, quali la commedia in tre atti o il viaggio dell'eroe (per dettagli su questo, vedi anche le schede dei libri di K.M. Weiland). 2) Progettare le scene. Ogni scena deve avere un proposito e far avanzare in qualche modo la trama o lo sviluppo dei personaggi. Devono essere ben chiari il tempo e lo spazio in cui si svolge, e il punto di vista di chi la racconta. Le scene possono essere di azione o di reazione, in genere le due si alternano per aumentare e allentare la tensione. 3) Gli strumenti per la pianificazione. Alcuni degli strumenti che i pianificatori possono utilizzare sono: a) una sinopsi, ovvero un breve riassunto della storia; b) una timeline, cioè una sequenza temporale di eventi; c) una lista delle singole scene; d) mappe concettuali, sotto forma di diagrammi; e) sommari degli avvenimenti più importanti; f) elenchi dei colpi di scena e punti di svolta; g) software appositi per la scrittura (come Scrivener). La stesura per i pianificatori. Terminata la progettazione, si può iniziare a buttar giù la prima bozza. Prima di affrontare questa fase occorre decidere con quale mezzo si scriverà, quanto a lungo si lavorerà, e quali note e appunti si terranno a portata di mano. Ecco alcuni consigli per una prima bozza veloce, tenendo a mente che in questa fase possiamo concederci qualsiasi libertà, poiché potremo modificare e correggere ogni cosa in fase di revisione: a) utilizzare la narrativa espositiva, ovvero raccontare anziché mostrare; b) usare il punto di vista onnisciente, che ci permette di avere accesso a tutte le informazioni; c) rimanere sul vago negli esempi, poiché l'astrazione richiede meno tempo; d) inserire la prima parola che ci viene in mente; e) prediligere i passivi e le frasi al presente, perché richiedono minor concentrazione; f) lasciare pure i clichés e le frasi deboli; g) prendere scorciatoie, laddove possibile; h) tralasciare nomi, scene e dettagli non ancora definiti, mettendo in nota di aggiungerli dopo; i) scrivere in un genere congeniale; j) ridurre distrazioni e interruzioni; k) lavorare in un'area ordinata e organizzata; l) tenere sotto mano note e appunti, in modo da lasciare più spazio alla memoria a breve termine; m) utilizzare un calendario per definire la cronologia degli eventi narrati; n) aiutarsi con immagini, schizzi, foto; o) evitare la ricerca di perfezione; p) come già detto, non scrivere ed editare allo stesso tempo; q) cancellare le parti inutili o che non funzionano senza pensarci troppo. I vari sottolivelli di editing. Ci vogliono almeno tre cicli di revisione per editare una storia, specifica l'autrice: nei primi due si revisiona la struttura, nel terzo la grammatica. Vale la pena menzionare anche gli ulteriori sottolivelli di editing: 1) Editing evolutivo. Ha a che fare con l'intento della storia, ovvero con i motivi per cui è stata scritta, con il messaggio che prova a comunicare e con le aspettative dei lettori. 2) Editing strutturale. Ciò che concerne la “forma della storia” e gli eventi che accadono al suo interno, come i colpi di scena e l'arco evolutivo dei personaggi. 3) Editing dell'argomento. Ovvero controllare fatti storici e scientifici, date e altra documentazione simile. 4) Editing per errori interni. Per assicurarsi che gli eventi all'interno della storia accadano per una ragione, e che ciò che dicono e fanno i personaggi sia coerente con la loro personalità e il loro vissuto. 5) Editing dell'esperienza emozionale. Si riferisce a tutti gli elementi che possono creare nel lettore un'esperienza emozionale: il mostrato invece che il raccontato, il punto di vista su un personaggio, la descrizione di suoni e profumi. 6) Editing della scorrevolezza. Per trovare frasi deboli, ripetizioni, pronomi ambigui, parole inutili, clichés. 7) Editing “della meccanica”. Quello che riguarda la grammatica e la punteggiatura, ma anche la formattazione e il layout del testo. La revisione per i pianificatori. La Hayes a questo punto fornisce alcuni utili suggerimenti in merito alla revisione di un libro: 1) Riporlo in un cassetto. Aspettare almeno un mese prima di mettere nuovamente mano alla propria opera permette di effettuare un lavoro globale, che va oltre la superficie. 2) Dove correggere. Per quanto riguarda la correzione delle parti inerenti la struttura, meglio scriverle a parte (ad es. su un blocco); per quanto concerne gli errori grammaticali, è più comodo appuntarli direttamente sul manoscritto. 3) Lasciare spazio. In fase di editing, lasciare ampio spazio (sui margini e tra una riga e l'altra) per possibili aggiunte/correzioni; inoltre, numerare le pagine, in modo da potervi fare riferimento su eventuali note a parte. 4) Stilare un piano di revisione. Una volta effettuata la prima rilettura, identificare i problemi principali del manoscritto ed elencarli in ordine di gravità, risolvendoli nello stesso ordine. 5) Rileggere a voce alta. Permette di sentire il ritmo e la musicalità del testo e di cogliere dettagli che altrimenti sfuggirebbero. 6) Rileggere più volte. Più riletture permettono di notare meglio i problemi da risolvere, come le falle nella trama, gli errori nella timeline, le opzioni non considerate, l'inconsistenza dei personaggi, le parti dimenticate lungo la via, i deux ex machina, ecc. 7) Revisionare le singole scene. Analizzandone scopo, conflitto, punto di vista, intensità, colpi di scena, amo finale. 8) Consigli vari: rendere gli obiettivi più grandi aumentando la posta in gioco; controllare la coerenza del tono di narrazione; verificare che ci sia risposta alla domanda iniziale; utilizzare strumenti quali forbici, scotch, post-it, software di scrittura; far rileggere ad altri lettori. La pianificazione per gli istintivi. L'autrice introduce l'argomento chiarendo che non si sono notate differenze di velocità nella scrittura tra pianificatori e istintivi, quello che differisce è unicamente il metodo: gli istintivi in realtà – spesso persone molto visuali - pianificano, solo che lo fanno nella propria testa, concentrandosi soprattutto sullo sviluppo dei personaggi e sulla costruzione degli ambienti in cui questi ultimi vivono e si muovono; hanno un'idea di come inizia e finisce la storia, anche se non sanno molto della parte centrale. Ecco alcuni suggerimenti per la pianificazione di chi scrive a ruota libera: 1) Lo sviluppo dei personaggi. Spesso si parte da lì, creando un personaggio e chiedendosi cosa vuole, perché e quali sono i suoi bisogni: auto-realizzazione? Rispetto? Senso di appartenenza? Sicurezza? Occorre definire il suo passato, la sua personalità, i suoi amici, interessi e famiglia. Ci si può aiutare con delle foto, delle carte illustrate che ne riportino le caratteristiche principali, dei dossier e delle interviste immaginarie, oppure ispirandosi a delle persone reali. 2) Gli “alberi decisionali”. Per comodità, si possono disegnare le diramazioni della trama e lo sviluppo dei personaggi sotto forma di rami di un albero, per tenerne traccia visuale man mano che accadono. 3) La costruzione degli ambienti. Per costruire le ambientazioni o il mondo fantastico in cui i personaggi vivono, oltre che basarsi sulle convenzioni del genere in cui si scrive, può aiutare porsi delle semplici domande, quali: che abiti indossano le persone? Cosa mangiano? Che lingua parlano? Cosa temono? E così via. 4) Consigli generali. Si può: sfruttare la classica struttura del viaggio dell'eroe; creare una sinopsi (breve sommario); disegnare delle mappe concettuali raffiguranti tutte le idee e le relative connessioni tra loro; fare una lista dei principali eventi della storia. La stesura per gli istintivi. Ecco i tre principali consigli che la Hayes propone per la fase di stesura degli scrittori istintivi. 1) Usare la scrittura libera. Quest'ultima è un'ottima fonte di buone idee, originali e di qualità. Scrivere a ruota libera permette anche di portare alla luce con più facilità la voce dell'autore. Gli istintivi in genere si divertono a creare la storia proprio perché non ne conoscono lo sviluppo, e si lasciano trasportare dalla corrente. 2) Iniziare da una frase. Nel caso del libro fantasy Lo Hobbit, ad esempio, l'incipit è: «In una caverna sotterranea viveva un hobbit». E da lì si sviluppa tutta la storia, che chiarisce chi sono gli Hobbit, dove vivono, cosa vogliono, ecc. 3) Scegliere il mezzo più adatto. Si può scrivere una storia in vari modi: a mano, con la tastiera del computer, tramite un registratore vocale. Ogni mezzo ha dei pro e dei contro, occorre sperimentarli tutti per capire qual è quello più adatto a noi. La revisione per gli istintivi. In fase di revisione, facilmente un istintivo si troverà a dover tagliare e modificare molto di più rispetto a un pianificatore. Ecco alcuni suggerimenti dell'autrice: 1) Creare una sinopsi. Ovvero condensare la storia in breve, chiedendosi di cosa parla, cosa accade al suo interno e in che modo si evolvono i protagonisti. 2) Raccontare la storia. Leggere la propria storia a qualcun'altro - non necessariamente per ottenere un parere in merito - aiuta a capire meglio cosa si sta cercando di comunicare al lettore. 3) Fare degli elenchi. Anche sottoforma di disegni e mappe visuali, catturando gli eventi più importanti e i punti di svolta, e come i personaggi vi reagiscono. 4) Strutturare la storia. Dare una struttura al testo seguendo le forme più comuni (es. la commedia in tre atti o il viaggio dell'eroe), cercando le contraddizioni e i buchi nella trama. L'autrice aggiunge anche un elenco di domande e di esempi pratici, utili a definire meglio la struttura. 5) Timeline. Segnare i principali accadimenti in ordine cronologico, per verificare eventuali errori. 6) Elencare le varie scene. Fare un elenco delle singole scene, per assicurarsi che quelle di azione siano seguite da quelle di reazione e che ogni scena contenga gli elementi essenziali. 7) Analizzare i personaggi. Cercando di renderli piacevoli al lettore, ma anche umani, realistici, originali, coerenti, tridimensionali. 8) Strumenti vari. Come nel caso dei pianificatori: foglietti adesivi, forbici, scotch, software di scrittura. Per concludere. L'autrice approfondisce l'argomento revisione spiegando ancora più in dettaglio come “lucidare la superficie”, ovvero la parte emozionale della storia; come editare la grammatica, inclusa la punteggiatura e gli errori di battitura; e come formattare il testo, scegliendo il font più adatto e rientrando laddove occorre, lasciando spazi e margini nei punti giusti. Inoltre, cita ulteriori studi relativi alla pianificazione e alla scrittura libera, spiegando ancora meglio i processi e i vantaggi di entrambe. Infine, consiglia di scrivere seguendo le proprie attitudini, perché altrimenti si rischia di togliere piacere alla scrittura e di influire negativamente sulla sua qualità. Citazioni: «Ottenere un'idea veramente buona può significare produrne tante cattive, ma è un modo per tirare fuori dal mucchio quella che davvero merita.» «Nel pianificare la tua storia, una delle prime cose da fare è stabilire per chi stai scrivendo, e perché. La tua storia è intesa per informare, persuadere o intrattenere?» «Trasformare immagini, suoni e azione in parole è una delle cose più difficili da fare. E anche se siamo progettati per parlare e raccontare storie, non siamo progettati per scrivere. A differenza del linguaggio, la scrittura non è istintiva, dev'essere imparata.» «La lunga esperienza in quanto persona profondamente imperfetta mi ha insegnato questa verità inaspettata: accogliere le imperfezioni è il modo per realizzare ciò che il perfezionismo promette ma mai dispensa.» «Quando scrivi a ruota libera, la storia si svolge davanti a te. La trama ti porta in luoghi che non avevi anticipato e i personaggi compiono azioni che ti sorprendono. Alla fine della prima stesura, hai scoperto tante cose che non sapevi quando hai iniziato.» «Non cercare di cambiare il tipo di scrittore che sei, a prescindere da ciò che dicono gli altri. Scrivi nello stile che ti è più congeniale, e produrrai un buon lavoro.» Perché leggere questo libro Perché l'autrice è uno degli sviluppatori della tecnica PDR, che in genere garantisce ottimi risultati. Perché sapere come procedere nella stesura può aiutarti a prevenire il blocco dello scrittore. Perché ti aiuta a capire se sei un pianificatore o un istintivo. Perché ti indica il modo migliore per scrivere velocemente assecondando la tua natura. Perché se la struttura è costruita - a monte o dopo aver finito - in modo appropriato, reggerà meglio l'intera storia. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Scrittura & Scrittura Creativa