Intelligenza emotiva per la coppia


John Gottman, Intelligenza emotiva per la coppia, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Crescita Personale, Relazioni & Coppia

L'autore illustra i risultati della sua lunga ricerca psicologica e scientifica sul matrimonio, effettuata all’interno del suo “laboratorio dell’amore” analizzando centinaia di volontari, anche tramite la rilevazione di parametri fisici quali...




John Gottman, Intelligenza emotiva per la coppia, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

John Gottman, Intelligenza emotiva per la coppia, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli è disponibile su Amazon John Gottman, Intelligenza emotiva per la coppia, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché l'autore utilizza un approccio diverso da quello convenzionale, spesso poco efficace. Perché affronta in modo pratico e scientifico i problemi del matrimonio. Perché è ricchissimo di esercizi e questionari che marito e moglie possono svolgere...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Intelligenza emotiva per la coppia" di John Gottman è di circa 5/10 min.

Abbonati anche tu a DISIATO per leggere la scheda completa di questo libro riassunto per te dal nostro team.

Con DISIATO risparmi tempo e denaro!








John Gottman, Intelligenza emotiva per la coppia, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Riassunti di libri di crescita personale


John Gottman, Intelligenza emotiva per la coppia, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli Chi è l’autore? John Gottman (1942, Repubblica Dominicana) è psicologo, ricercatore, speaker, insegnante e autore di numerosi saggi; ha dedicato quarant'anni della sua vita ad analizzare i meccanismi che portano alla stabilità o alla disgregazione del matrimonio. Ha aperto un centro dedicato alla terapia di coppia, Il Gottman Institute, e nel 2007 è stato riconosciuto come uno dei 10 terapisti più influenti dell'ultimo quarto di secolo. Qual è l’intento dell’autore? L'autore illustra i risultati della sua lunga ricerca psicologica e scientifica sul matrimonio, effettuata all’interno del suo “laboratorio dell’amore” analizzando centinaia di volontari, anche tramite la rilevazione di parametri fisici quali pressione sanguigna e battito cardiaco. Gottman spiega come l'intelligenza emotiva sia un fattore fondamentale per la stabilità della coppia; in quest’ottica formula i “sette principi”, ovvero i comportamenti che rafforzano il rapporto d’amicizia tra i due coniugi e che permettono loro di attraversare indenni i momenti di crisi. Questo libro insegna: Il matrimonio. L'intelligenza emotiva è la capacità di entrare in contatto con le proprie emozioni; una coppia emotivamente intelligente è in grado di comprendere e rispettare il proprio matrimonio, e dunque di vivere la relazione con grande gioia e soddisfazione. Vari studi dimostrano che le persone felicemente sposate vivono più a lungo e godono di migliore salute rispetto a chi ha un matrimonio infelice o ha divorziato; inoltre, i bambini che vivono nelle famiglie in cui c'è ostilità tra genitori hanno maggiori livelli di ormone dello stress rispetto agli altri bambini, e più facilità di sviluppare depressione e problemi del comportamento. L'autore spiega che le terapie psicologiche basate sull'ascolto attivo e sulla risoluzione dei conflitti mediante la comunicazione comportano spesso un alto tasso di ricadute, perché richiedono uno sforzo emotivo troppo elevato, soprattutto per due coniugi che hanno già dei problemi; inoltre, ciascuno affronta le emozioni in modo differente, quindi non è detto che questo tipo di approccio funzioni per ogni coppia. Gottman precisa anche che non sono sempre le nevrosi personali o il tradimento a rovinare un rapporto, come non bastano gli interessi comuni o i favori reciproci a tenerlo assieme. Il divorzio. Segue un capitolo in cui l'autore approfondisce l'argomento divorzio, spiegando tramite esempi pratici come alcuni atteggiamenti distruttivi da parte di uno o di entrambi i coniugi possano nel tempo condurre alla separazione. I principali sono: a) Un avvio difficile, ossia la tendenza a cominciare le discussioni con critiche o sarcasmo, e con un pesante carico di negatività. Se la discussione inizia in modo difficile, finirà inevitabilmente male. Esempio: quando lui affronta l'argomento delle incombenze casalinghe e lei subito replica con sarcasmo: “O meglio, l'assenza di incombenze”. b) La critica, ovvero l’abitudine di criticare il proprio partner generalizzando, anziché esprimergli semplicemente una lamentela su una specifica situazione. Esempio di lamentela: “Avresti dovuto chiedermelo, prima di invitare della gente a cena. Volevo passare la serata sola con te”. Esempio di critica: “Perché continui a preferirmi ai tuoi amici?” c) Il disprezzo, cioè l’utilizzo di insulti, sarcasmo, umiliazione e cinismo nei confronti del proprio partner. Esempio: quando lui si è dimenticato di svolgere un compito e dice: “Scriviamo la lista di cose da fare sul calendario, così le vedrei subito”, lei risponde sprezzante: “Come quando le scrivo sulla tua agenda?” d) L'atteggiamento difensivo, quando uno dei due partner si sente attaccato dall'altro e dunque cerca di difendersi, non facendo altro che alimentare il conflitto. Esempio: lui dice: “... come quella volta che sono rimasto alzato a scrivere il tuo curriculum vitae” e lei replica, sulla difensiva: “Già, perché io per te non faccio mai cose del genere”. e) L'ostruzionismo, quando la discussione degenera tra critiche, disprezzo e atteggiamenti difensivi e uno dei due partner, sentendosi soffocato, scappa dal discorso, andandosene o chiudendosi nel mutismo. e) Il fallimento dei tentativi di riparazione, quando uno dei due coniugi nel corso di una discussione lancia all'altro un piccolo segnale di riappacificazione (ad esempio una faccia buffa, una battuta, o un semplice “Ehi smettila di strillare”) e l'altro non lo nota o decide deliberatamente di non coglierlo. Quando questi comportamenti prendono il sopravvento, i coniugi tendono anche a riscrivere il passato in negativo, finendo per dimenticarlo, distorcerlo e ricordarne solo i momenti brutti. La chiave del recupero di un matrimonio non è nel modo in cui vengono gestite le divergenze, ma nella maniera in cui i partner si comportano l'uno con l'altro quando non litigano, e in quanto è solido il loro legame di amicizia. I due tipi di conflitti coniugali. L'autore spiega che anche nei matrimoni felici periodicamente si devono affrontare dei conflitti più o meno complessi, suddivisibili in due categorie: a) Problemi permanenti, ovvero quelli che i due partner non riescono a risolvere in modo definitivo, e che tornano ciclicamente nelle loro discussioni. Esempi di problemi permanenti: lei vuole un figlio, lui no; lui non vuole occuparsi delle faccende domestiche; lei vuole che i figli vadano a messa, lui no perché è ateo. b) Problemi risolvibili, che apparentemente sono di facile risoluzione, ma che se gestiti male possono comunque causare tensione nella coppia. Esempi di problemi risolvibili: lei si lamenta perché lui guida troppo veloce; lui si dimentica di buttare la spazzatura; lei vuole passare un po' più tempo con le amiche. Il punto di partenza per affrontare efficacemente i conflitti o quanto meno imparare a conviverci, è far capire al proprio partner che lo si capisce e lo si apprezza per com'è, senza giudicarlo o rifiutarlo. In questo modo, egli/ella si sentirà accettato e sarà più disposto a cambiare o ad andare incontro all'altro. C'è un intero capitolo in cui Gottman suggerisce con numerosi esempi pratici come affrontare le possibili problematiche di coppia. I sette princìpi. Le coppie felicemente sposate litigano come tutte, c'è un unico fattore che le differenzia dalle altre: seguono inconsciamente quelli che l'autore definisce i sette princìpi, ovvero i comportamenti che rafforzano l'amicizia e il legame matrimoniale e che impediscono ai sentimenti negativi di prendere il sopravvento. A ciascuno dei sette princìpi viene dedicato un intero capitolo, e a ogni capitolo seguono un questionario e numerosi esercizi pratici da svolgere assieme al proprio partner, per verificare quanto ci si conosce e per ampliare in modo giocoso le proprie “mappe dell'amore”. Primo principio: ampliare la mappa dell'amore. Le persone emotivamente intelligenti conoscono perfettamente il mondo del proprio partner. Ricordano gli eventi più importanti della sua vita, i suoi gusti alimentari, le cose che gli piacciono, e sanno anche ciò che sta sotto la superficie; ad esempio lui sa che lei è credente ma nel profondo ha dei dubbi, e lei sa che lui teme di assomigliare al padre. Inoltre, entrambi aggiornano di continuo le proprie “mappe dell'amore”. Da questa profonda conoscenza reciproca nasce la capacità di superare qualsiasi ostacolo, comprese le crisi coniugali. Secondo principio: alimentare la tenerezza e l'ammirazione. Se in una coppia esistono ancora tenerezza e ammirazione reciproche, allora anche un matrimonio in bilico ha speranza di essere salvato. Quando questi due sentimenti resistono nel tempo, infatti, il valore dell'unione e il rispetto tra i due coniugi rimangono intatti. Per capire se tenerezza e ammirazione sono ancora presenti, basta far riferimento al passato: se marito e moglie stanno attraversando un brutto momento, ma quando parlano del passato lo ricordano ancora con affetto e positività, significa che la scintilla è ancora lì, pronta ad essere riaccesa. Avere una buona opinione del proprio partner è una potente difesa quando le cose si fanno difficili; per mantenerla nel tempo, occorre ricordare le qualità dell'altro e coltivare costantemente il rispetto reciproco. Terzo principio: avvicinarsi, non allontanarsi. Il romanticismo, nella vita reale, è alimentato dai piccoli gesti e apprezzamenti fatti al proprio partner quotidianamente. Ad esempio, la moglie che manda una mail al marito sapendo che ha avuto una pessima giornata al lavoro, o lui che le chiede di raccontargli l'incubo avuto durante la notte anche se è di corsa. In un buon matrimonio, i due coniugi si danno reciprocamente attenzione e affetto, fanno delle sane risate assieme, si appoggiano a vicenda, e questo fa sì che ci sia uno scambio emotivo continuo. Si potrà poi attingere a questa sorta di “riserva emotiva” quando ce ne sarà bisogno. Quarto principio: lasciare che il vostro partner vi influenzi. Le coppie che prendono decisioni assieme in genere durano più a lungo e sono più felici di quelle che non lo fanno. Prendere decisioni assieme vuol dire che ciascun coniuge ascolta i consigli dell'altro, senza pensare che ciò significhi rinunciare alla propria libertà o al proprio potere. I due partner semplicemente si considerano alla pari, e proprio per questo motivo danno la giusta importanza al parere reciproco, soprattutto sulle questioni importanti. In questo modo, si apre la possibilità al compromesso e alla condivisione, e si rafforza il legame di amicizia tra i due. Entrambi si sentono apprezzati e possono imparare l'uno dall'altro. Quinto principio: risolvere i problemi risolvibili. L'autore propone cinque fasi di approccio per risolvere i conflitti: a) Addolcire il preambolo, con un inizio morbido: esprimere una lamentela, ma senza rimproverare il partner; usare la forma “io” piuttosto che “tu” (ad esempio “io mi sento solo”, al posto di “tu mi fai sentire solo”); non dare giudizi ma limitarsi a esporre i fatti; essere chiari e gentili; concentrarsi su un argomento per volta. b) Imparare a fare tentativi di riappacificazione e ad accogliere quelli dell'altro, per far calare la tensione nel corso di una discussione. Nel libro vengono elencate alcune frasi che potrebbero tornare utili in questo caso, ad esempio “per piacere dillo più gentilmente”, “perché non facciamo una pausa” oppure “scusa, le mie reazioni sono state eccessive”. c) Calmare sé stessi e l'altro, smettendo di discutere per almeno 20 minuti (tempo che il corpo impiega a calmarsi), cercando di allentare la tensione ed evitando pensieri di indignazione o vittimismo. Si può anche rilassarsi a vicenda, ad esempio facendosi un piccolo massaggio o meditando assieme. d) Raggiungere un compromesso, l'unica soluzione possibile in un rapporto di coppia laddove ci siano delle opinioni discordanti in merito a qualcosa. Il negoziato sarà possibile solo dopo aver eseguito le fasi a-b-c, che avranno permesso ai due coniugi di acquisire uno stato d'animo positivo. e) Essere tolleranti nei confronti dei reciproci difetti. Fin quando non si impara ad accettare i difetti e le debolezze del proprio partner e si insiste nel volerlo cambiare, non sarà facile arrivare a un compromesso. Negoziare significa cercare un terreno comune su cui incontrarsi a metà strada, adattandosi l'uno all'altro. Sesto principio: superare il blocco. Ci sono alcune questioni su cui la discussione a volte si arena, poiché le divergenze appaiono inconciliabili. Ad esempio: lei vuole un figlio, lui no. Lei vuole uscire ogni sera, lui preferisce stare in casa. Lei vuole andare a messa, lui è ateo. Per sbloccare situazioni come queste bisogna passare dal blocco al dialogo, imparando ad affrontare l'argomento con calma e, se necessario, a convivere con il problema senza soffrirne troppo. Occorre ricordarsi che ogni blocco simboleggia un sogno intimo non avverato; ad esempio, lei potrebbe voler uscire la domenica perché la sua famiglia lo faceva sempre, mentre lui era abituato a mangiare in casa perché era l'unico giorno in cui sua madre aveva tempo di cucinare per tutti. Se si arriva a un blocco, il primo passo è identificare quali sogni alimentano il conflitto e parlarne assieme, sospendendo il giudizio e ascoltandosi come si farebbe tra amici. Dopo di che, ci sono tre possibili modi di aiutare il coniuge: a) Esprimere comprensione e interesse genuino per il sogno dell'altro, anche se non lo si condivide; b) Appoggiare il partner finanziariamente o moralmente nella realizzazione del sogno; c) Diventare parte di quel sogno, cosa che gioverebbe moltissimo al rapporto. Qualsiasi cosa si scelga di fare, il punto non è sempre risolvere il blocco, ma quanto meno accettare le divergenze reciproche e ammorbidire il problema, concedendosi di parlarne in modo più tranquillo. Settimo principio: creare significati condivisi. Un matrimonio necessita di un profondo senso di significato condiviso. Ogni famiglia crea una propria microcultura, con relative usanze, rituali, ruoli, storie e valori, che tengono conto dei sogni di ciascuno dei suoi componenti. Più due coniugi sono d'accordo sui fondamentali della vita e aperti alle reciproche prospettive, più è probabile che il matrimonio sia fruttuoso e appagante. In questo modo si rafforza anche il rapporto di amicizia tra i due, e si facilita la risoluzione di eventuali conflitti. Le cinque ore magiche. L'autore conclude dicendo che l'immissione dei sette princìpi nel proprio matrimonio può davvero cambiare il corso del rapporto, ma anche introdurre un singolo cambiamento può avere un effetto positivo nel tempo. Occorre essere indulgenti con sé stessi, concentrarsi sulle qualità del proprio partner anziché sui suoi difetti, imparare a provare gratitudine e a chiedere scusa. Per concludere, lo psicologo e il suo team hanno notato alcune abitudini comuni nelle coppie durature, da loro denominati “Le cinque ore magiche”: a) Due minuti per cinque giorni lavorativi: parlare di almeno un evento che si verificherà nella giornata di entrambi; b) Venti minuti per cinque giorni lavorativi: fare una conversazione rilassante alla fine della giornata di lavoro; c) Cinque minuti al giorno per sette giorni: comunicare al proprio partner sincero affetto o ammirazione; d) Cinque minuti al giorno per sette giorni: baciarsi, abbracciarsi, toccarsi; e) Due ore alla settimana: aggiornare le proprie mappe dell'amore, parlare dei problemi e progettare assieme. Citazioni: «Le coppie felicemente sposate non sono più intelligenti, più ricche o più psicologicamente astute delle altre, ma nelle loro vite quotidiane hanno messo in moto una dinamica che impedisce ai loro pensieri e sentimenti negativi (che tutte le coppie hanno) di avere la meglio su quelli positivi.» «Nei matrimoni più solidi, marito e moglie condividono un profondo senso di uno scopo in comune. Non si limitano a “stare insieme”, ma appoggiano a vicenda le proprie aspirazioni e le proprie speranze e danno significato al loro vivere insieme.» «Dalla conoscenza nasce non solo l'amore, ma anche la capacità di superare le tempeste coniugali. Le coppie che godono di mappe dell'amore particolareggiate del mondo dell'altro sono molto meglio preparate ad affrontare eventi e conflitti stressanti.» «È come se i partner che si rivolgono a sé stessi invece di allontanarsi mettano dei soldi in banca. Quel che mettono da parte è un risparmio emotivo che può tornare utile quando i tempi diventano difficili, quando devono affrontare uno stress impegnativo o un conflitto.» «I problemi sono come un'infiammazione del menisco, un mal di schiena, una colite spastica o un'artrosi. Non li amiamo, questi problemi, ma siamo in grado di affrontarli, di evitare situazioni che li facciano precipitare e di sviluppare strategie e abitudini che contribuiscano alla convivenza pacifica.» «Il matrimonio non è solo allevare i figli, occuparsi della casa e fare l'amore. Può avere anche una dimensione spirituale in cui vi sia la ricerca di una vita interiore da condividere, una cultura ricca di simboli e rituali, una valutazione dei ruoli e degli scopi che vi connettono, che vi aiutano a capire cosa significhi far parte della famiglia che siete diventati.» Perché leggere questo libro: Perché l'autore utilizza un approccio diverso da quello convenzionale, spesso poco efficace. Perché affronta in modo pratico e scientifico i problemi del matrimonio. Perché è ricchissimo di esercizi e questionari che marito e moglie possono svolgere assieme. Perché permette di guardare il proprio rapporto di coppia da un’altra angolazione. Perché un matrimonio felice appaga l'anima e riempie la vita di gioia. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Relazioni & Coppia