Intelligenza emotiva, che cos’è e perché può renderci felici


D. Goleman, Intelligenza emotiva, che cos’è e perché può renderci felici, BUR, trad. I. Blum, B. Lotti

Crescita Personale, Mindfulness & Felicità

Con questo testo, Goleman vuole dimostrare che l’intelligenza è da valutare considerando tutte le doti che compongono l’essere umano, dall’empatia alla consapevolezza all’auto-efficacia e non solo basandosi sulla capacità della parte razionale e in...




D. Goleman, Intelligenza emotiva, che cos’è e perché può renderci felici, BUR, trad. I. Blum, B. Lotti

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Perchè leggere questo libro

Perché è un trattato approfondito e completo su come si sia arrivati scientificamente a definire il concetto di intelligenza emotiva e di quanto sia importante nella vita di ogni individuo. Illustra i processi chimici e fisici celebrali che danno origine...


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D. Goleman, Intelligenza emotiva, che cos’è e perché può renderci felici, BUR, trad. I. Blum, B. Lotti

Riassunti di libri di crescita personale


D. Goleman, Intelligenza emotiva, che cos’è e perché può renderci felici, BUR, trad. I. Blum, B. Lotti Chi è l’autore? Daniel Goleman è psicologo specializzato nello sviluppo della personalità e docente di Psicologia ad Harvard. Scrittore prolifico, pluripremiato per le sue ricerche, ha ricevuto due nomination al Premio Pulitzer per i suoi articoli. Intelligenza Emotiva è il suo libro di maggiore successo e diffusione, scritto a metà anni ‘90ed è reputato un testo innovativo. Successivamente, ha pubblicato vari altri libri occupandosi anche dell’Intelligenza Sociale e, negli ultimi anni, dell’Intelligenza Ecologica. Qual è l’intento dell’autore? Con questo testo, Goleman vuole dimostrare che l’intelligenza è da valutare considerando tutte le doti che compongono l’essere umano, dall’empatia alla consapevolezza all’auto-efficacia e non solo basandosi sulla capacità della parte razionale e in questo contesta la validità del test per la misurazione del Qi. Queste capacità sono innate oppure dipendono dall’ambiente in cui cresciamo ma possono anche essere sviluppate. Conosci meglio il libro: La parte iniziale del libro spiega con dettaglio come il cervello umano si è formato durante l’evoluzione e come le varie parti del cervello: dapprima, il tronco encefalico dove risiedono talamo e amigdala che governano le attività istintive e nel quale risiedono i centri emozionali e, in seguito, (nel corso di milioni di anni) il sistema limbico che governa apprendimento e memoria e infine la neocorteccia dove risiedono tutte le capacità prettamente umane. Le emozioni quindi dominano le nostre reazioni istintive, e solo in seconda battuta interviene la mente razionale. Le aree emozionali sono collegate direttamente alla parte superiore del cervello e lo influenzano direttamente con le loro reazioni istintive. Non a caso si parla di “sequestro emozionale”. L’Intelligenza Emotiva si definisce come formata da cinque ambiti fondamentali: 1. Conoscenza delle proprie emozioni, 2. Controllo delle emozioni, 3. Motivazione di sé stessi, 4. Riconoscimento delle emozioni altrui, 5. Gestione delle relazioni. Ogni persona può avere livelli diversi di capacità in ciascuno di questi ambiti ma le carenze possono essere corrette impegnandosi. L’autore ci introduce al concetto di ciò che lui chiama “autoconsapevolezza”, cioè la consapevolezza dei nostri sentimenti, di ciò che proviamo nel momento in cui lo proviamo, come se un osservatore esterno imparziale ci esaminasse e stabilisse cosa stiamo provando. Questa forma di profonda introspezione ci consente di valutare come rispondere alle emozioni, positive o negative che siano. Questo consente di valutare una reazione distaccata e ponderata, la gestione e il blocco degli impulsi. John Mayer, uno dei padri della teoria dell’Intelligenza Emotiva, suddivide le persone in tre categorie: Autoconsapevoli, Sopraffatti e Rassegnati. Quando l’organismo si trova già in uno stato di alta tensione e qualcosa interviene a scatenare un «sequestro neurale», l’emozione eccessiva è particolarmente intensa. Ma, se noi siamo in grado di comprendere la situazione e decifrare le nostre tensioni/emozioni, tutto si sgonfia e miglioriamo la nostra gestione del momento. Se comprendiamo la situazione, le attenuanti per ciò che ci ha provocato ira, la nostra mente si calma, accetta, tutto passa in fretta. Come ad esempio, se riusciamo a superare il momento di rabbia con una passeggiata, un’attività ricreativa o la visione di un paesaggio. Oppure praticando l’autoconsapevolezza cioè riconoscendo quello che ci sta succedendo, fermandoci. In che misura è importante l’intelligenza emotiva? Alcune ricerche hanno determinato che una maggiore propensione alla motivazione, alla perseveranza e all’entusiasmo, spingono le persone al successo colmando anche le eventuali carenze intellettive. È quindi una abilità fondamentale, che influenza le altre, sia in positivo che (in alcuni casi) in negativo. L’autore cita il «test delle caramelle» effettuato dallo psicologo Walter Mischel negli anni ‘60 coinvolgendo un gruppo di bambini della scuola materna, che mette a confronto la capacità di aspettare per una gratificazione superiore e l’impulso verso una gratificazione immediata. Ogni bambino è stato posto in una stanza di fronte ad una caramella e gli è stato spiegato che poteva avere una caramella subito oppure aspettare il ritorno dell’adulto e in tal caso avrebbe avuto come ricompensa un’altra caramella. Alcuni bambini non hanno resistito alla tentazione ed hanno assecondato l’impulso di mangiare la caramella che avevano di fronte, mentre altri hanno saputo aspettare ed hanno avuto la ricompensa. Questi bambini sono stati monitorati durante la loro vita, e già da adolescenti è stato possibile verificare che, coloro che avevano saputo resistere all’impulso, continuavano ad essere più efficaci negli studi, sicuri di sé, in grado di fronteggiare le frustrazioni; mentre gli altri, cioè coloro che non avevano resistito ed avevano mangiato subito la caramella, continuavano ad essere impulsivi, ad essere travolti dalle emozioni e dallo stress e non saper rimandare le gratificazioni. Questa differenza si esprimeva anche a livello di Qi. Quindi, la loro intelligenza emotiva influiva su tutte le altre capacità mentali. Intelligenza emotiva significa anche essere in grado di sperare, di essere ottimisti e di non abbandonarsi alla depressione nei momenti più difficili. Tuttavia l'ottimismo può essere appreso, cioè si può acquisire “la capacità”: questo viene definito auto-efficacia (Self-efficacy), cioè il riconoscimento della capacità di reagire agli avvenimenti accettando le sfide e portandole a compimento. Chi è dotato di self-efficacy si riprende dai fallimenti e affronta le situazioni pensando a come fare per gestirle senza preoccuparsi di ciò che potrebbe eventualmente andare storto. Si tratta di un meccanismo virtuoso che si arricchisce ogni volta che viene raggiunto un obiettivo. Addirittura si parla di flusso quando le persone sono completamente assorbite dall’occupazione cui sono dedite da dimenticarsi di ogni preoccupazione e ansia o accadimento attorno a loro. L’autore offre spunti di riflessione su come l’intelligenza emotiva può essere applicata in diversi ambiti della nostra vita, come le relazioni e i matrimoni e l’ambito lavorativo, tutti ambiti nei quali la valutazione degli errori commessi può essere costruttiva se si valutano gli sbagli come eventi dovuti a circostanze modificabili, migliorabili. Vengono anche fornite linee guida su come esprimere le critiche nei confronti del prossimo, in modo che siano costruttive. Inoltre esiste una stretta correlazione dimostrata scientificamente a livello medico, cioè le emozioni positive, l’ottimismo, influenzano e guidano il sistema immunitario. Allo stesso tempo stress, ansia, depressione e panico danneggiano il sistema immunitario in modi diversi inibendo le cure. Il sostegno psicologico aiuta i pazienti così come la pratica della meditazione e dello yoga. Come si può imparare l'intelligenza emotiva? Nella famiglia come primo stadio, se viene insegnata una qualche forma di educazione sentimentale ai figli, questi riescono ad apprendere come comportarsi al di fuori della famiglia e instaurano una vita sociale ricca e appagante. Come si può re-imparare un corretto approccio con le emozioni? Se siamo stati vittime di eventi traumatici e ne restiamo segnati come nel disturbo da stress post traumatico tipico dei soldati, nel cervello si crea un corto circuito tra mente inconscia e conscia che ci paralizza. Queste persone possono tuttavia re-imparare a rapportarsi con i propri traumi e agire in modo razionale, cioè la corteccia prefrontale può sopprimere attivamente i segnali che l’amigdala invia al resto del cervello e quindi inibire i segnali della paura a monte. È possibile migliorare le nostre capacità emotive innate? La genetica ci fornisce un bagaglio di attitudini e capacità che a volte possono ostacolare una vita soddisfacente, ma ricerche effettuate su un gruppo di bambini nati con una spiccata predisposizione all’introversione, hanno dimostrato che molte delle capacità sociali sono influenzate da come la famiglia alleva i figli nei primi anni di vita. Se i piccoli vengono gradualmente spronati a superare i propri limiti, diventeranno adulti socialmente brillanti. I geni non sono tutto, noi possiamo plasmare i nostri comportamenti. A fondo libro viene dedicata una sezione all’Alfabetizzazione Emozionale ed alla sua importanza. Nella società odierna una buona parte degli adolescenti cresce in modo emozionalmente analfabeta: questo è dovuto alla struttura della società odierna nella quale le famiglie sono sempre più disgregate con genitori assenti a causa del lavoro e la scuola sempre più inadeguata, soprattutto quella dell’infanzia, la più importante, che troppo spesso è carente a fornire ai bambini che vi trascorrono la gran parte del loro tempo, un’esperienza costruttiva. Uno studio svolto su ragazzi americani tra i 7 e i 16 anni tra la metà degli anni ‘70 e la fine degli anni ‘80 ha dimostrato che in media i ragazzi hanno difficoltà a socializzare, sperimentano ansia e depressione, hanno deficit di attenzione e sono propensi alla aggressività e alla delinquenza (La ricerca viene approfondita e spiegata nel dettaglio nel libro, capitoli 15 e 16). Laddove sono stati introdotti programmi per la gestione della collera e il miglioramento della comunicazione, i bambini, una volta cresciuti, dimostravano minore propensione ad esser coinvolti in atti di violenza o delinquenza, nonché alla depressione. Sono stati fatti vari esperimenti per trovare il modo di integrare socialmente i bambini tendenti all’ira, all’isolamento e alla depressione, con risultati positivi. Quindi, la socialità si può apprendere indipendentemente dalla famiglia di provenienza, o meglio imprimere, per arrivare ad avere adulti con maggiori capacità sociali quindi più gratificati e con un buon livello d’intelligenza emotiva. La fiducia in sé stessi, l’ottimismo anche di fronte alle peggiori frustrazioni, essere accomodanti, sono capacità che influiscono su tutta la vita. Agire il prima possibile per aiutare i bambini a sviluppare queste abilità è un investimento sociale. Citazioni: «Troppo spesso ci capita di dover affrontare dilemmi postmoderni con il repertorio emozionale adatto alle esigenze del Pleistocene.» «La collera non è mai senza ragione, ma raramente ne ha una buona.» (Benjamin Franklin) « Il temperamento non è destino.» «Le fondamentali competenze emozionali possono essere apprese e potenziate nei bambini, sempre che noi adulti ci si prenda il disturbo di insegnar loro come fare.» «La fondamentale convinzione che porta ad essere ottimisti è che le battute d’arresto e i fallimenti siano dovuti a circostanze che possono essere modificate e rese migliori.» Perché leggere questo libro: Perché è un trattato approfondito e completo su come si sia arrivati scientificamente a definire il concetto di intelligenza emotiva e di quanto sia importante nella vita di ogni individuo. Illustra i processi chimici e fisici celebrali che danno origine alle nostre emozioni. Vengono citati numerosi studi clinici e casi di studio che hanno permesso di comprendere i meccanismi che portano a gestire o meno i momenti di rabbia, collera, incapacità di gestione delle emozioni. Rappresenta una pietra miliare per chiunque si avvicini a comprendere i meccanismi della nostra mente e consente di comprendere anche molti meccanismi che fanno parte della nostra vita. Ci fa inoltre comprendere quanto sia importante coltivare questa intelligenza nei bambini per predisporli a diventare adulti consapevoli e costruttivi. Pur non essendo recentissimo è ancora attuale e molto completo. Questa scheda è stata realizzata da Silvia Bruciamonti Categoria: comunicazione/psicologia Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia