Ipnosi in pillole


Marco Mozzoni, Ipnosi in pillole, Armando Editore

Crescita Personale, Mindfulness & Felicità

L'intento dell'autore è quello di spiegare cosa sia l'ipnosi, quanto sia diffusa nel nostro quotidiano, come possa esserci utile e sfatare qualche falso mito sull'ipnosi. Mozzoni vuole mostrare ai lettori come l'ipnosi sia per tutti e come possa facilitare...




Marco Mozzoni, Ipnosi in pillole, Armando Editore

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Perchè leggere questo libro

Perché inizia con il presentare quanto siano interconnessi i sistemi nel corpo e come funzionino le varie parti del cervello e i vari neurotrasmettitori. Perché mostra come l’ipnosi sia naturale e semplice. Perché nel libro si parla anche di ipnosi per...


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Marco Mozzoni, Ipnosi in pillole, Armando Editore

Riassunti di libri di crescita personale


Marco Mozzoni, Ipnosi in pillole, Armando Editore Chi è l’autore? Psicologo e psicoterapeuta, Marco Mozzoni è specializzato in ipnosi clinica. Docente universitario e consulente scientifico, ha pubblicato diversi libri in campo psicologico. Dal suo sito www.ipnosiclinicaroma.it diffonde audio per approfondire e provare direttamente le induzioni ipnotiche su di sé. Qual è l’intento dell’autore? L'intento dell'autore è quello di spiegare cosa sia l'ipnosi, quanto sia diffusa nel nostro quotidiano, come possa esserci utile e sfatare qualche falso mito sull'ipnosi. Mozzoni vuole mostrare ai lettori come l'ipnosi sia per tutti e come possa facilitare il cambiamento rispetto a lunghe terapie in studio. Conosci meglio il libro: • L'ipnosi non è l'ultima spiaggia. Spesso le sedute ipnotiche vengono identificate come l'ultima possibilità che una persona si concede per cambiare, guarire, salvarsi. Mozzoni, invece, vuole farci "sapere prima" che l'ipnosi è uno strumento utile e concreto. L'ipnosi si concentra sulla persona e non sulla malattia, si focalizza su uno stato di benessere da raggiungere e non su uno stato di malessere da analizzare. «L'ipnosi si fa prima a farla che a spiegarla», insiste l'autore, infatti, l'ipnosi non è per niente un processo mentale, non è un'allucinazione e non ci fa illudere di poter escludere cose dalla vita. L'ipnosi è invece un processo molto corporeo ed equivale al ripristino di un sistema che funziona, di un sistema efficace e operativo. • Il problema "mente-cervello" è un falso problema, è un gioco illusorio di sdoppiamento. Noi siamo "uno", siamo qualcosa di squisitamente psicosomatico ed è per questo che l'ipnosi rappresenta, secondo l'autore, la via maestra per risolvere tanti nostri problemi e per potenziare le nostre capacità. Nell'edizione del manuale Principi di Neuroscienze curata da Kandel nel 2015, è scritto nero su bianco che «Il controllo delle nostre azioni è prevalentemente inconscio» come titola un capitolo del manuale. • L'autore confessa di aver deciso di lavorare con l'ipnosi perché era stanco di vedere le persone logorarsi in lunghi ed estenuanti percorsi terapeutici, “spesso inconcludenti” scrive. Mozzoni insiste: con l'ipnosi si va al sodo, concretamente e in pochi incontri. Ci dice di più l'autore, l'autoipnosi è un mezzo liberatorio, responsabile ed efficace, che i pazienti possono praticare a seguito delle sedute di ipnosi. Uno dei falsi miti è che con l'ipnosi si perda il controllo: non è così si resta vigili e si acquisisce la capacità di controllare di più, o meglio, il nostro organismo. Si acquisisce una consapevolezza maggiore e si attiva la funzione riparatrice e generativa del nostro inconscio. Secondo l'Handbook of Contemporary Clinical Hypnosis, con l'ipnosi possiamo: 1. Controllare l'ansia per ridurre la risposta allo stress, per liberarci da emozioni negative, per trattare l’insonnia e quindi ridurre l'uso di farmaci; 2. Modificare la fisiologia dell'organismo, ottimizzando le risposte immunitarie, riducendo le risposte infiammatorie per ustioni, eczemi o infiammazioni intestinali, riducendo anche i dolori mestruali; 3. Accedere ai processi inconsci per dissociare emozioni da traumi passati, per trarre risorse da eventi passati positivi e per aumentare la consapevolezza intuitiva; 4. Potenziarsi personalmente, migliorando la definizione degli obiettivi, le relazioni e la comunicazione con gli altri. • La pratica ipnotica in ambito medico è stata accertata in moltissime occasioni. L'ipnosedazione è una metodologia che combina un induzione ipnotica all'assunzione di un calmante o anestetico locale nella fase pre-operatoria. Non solo, durante un'operazione chirurgica svoltasi con ipnosedazione, il personale medico parla in tono adeguato e si evita di usare tecnicismi ansiogeni che possono turbare il paziente. Nel 2013 un'equipe medica coordinata da Enrico Facco dell'Università di Padova ha operato una giovane paziente allergica ai farmaci. Fu anestetizzata solo con l'ipnosi e, al termine dell'operazione video documentata, la paziente riferì di non aver sentito alcun dolore. Il punteggio di "suscettibilità ipnotica" della paziente, secondo la scala della Stanford Hypnotic Susceptibility Scale, la classificava con un punteggio di 8 da 0 a 12, pertanto come un paziente moderatamente ipnotizzabile. Tuttavia, tranne un temporaneo aumento della frequenza cardiaca durante l'incisione, la paziente confermò la totale assenza di dolore e la consapevolezza di ricordare perfettamente ogni fase dell'intervento senza però alcun disagio. • Ipnosi per liberarsi dall'ansia. Il succitato manuale Kandel spiega che sia nei disturbi dell'umore che nei disturbi d'ansia i sintomi hanno una componente emotiva, manifestata da stati fisiologici, cognitivi e comportamentali fuori dalla norma. L'autore ci spiega che questo stato di continua allerta, detto "arausal" ci mantiene in allerta continua: aumenta la respirazione e il battito cardiaco, distribuisce il sangue alle gambe e alla muscolatura scheletrica, proprio come se dovessimo scappare da qualche pericolo realmente esistente. Ma, con una metafora calzante, l'autore ci spiega che, se ci comportiamo sempre come un arco teso pronto a scoccare, la freccia che poi non scocchiamo mai rappresenta il mantenimento dello stato di allerta a lungo termine, ci precluderà allo stato di rilassamento e ci manterrà sempre in tensione. L'induzione ipnotica predispone la persona alla serenità e alla calma, abbassando i livelli di attivazione fisiologica, come la respirazione e le pulsazioni cardiache, rilassando i diversi distretti muscolari e modificando le dinamiche di pensiero. L'autore suggerisce anche efficaci strategie di prevenzione come la ridefinizione concettuale del termine "ansia" di per sé portatore di negatività, l'interruzione dei schemi di comportamento che provocano stati ansiogeni, l'ancoraggio a stati di benessere, cioè l'associazione di un gesto a uno stato di benessere provocato consciamente e, infine, imparare a cogliere i messaggi del corpo prima di imboccare la strada di una spirale viziosa verso l'ansia. • Ipnosi per liberarsi dalla depressione. La depressione e lo stress sono interconnessi, infatti la depressione segue un'esperienza stressante con la quale condivide diversi elementi quali lo sconvolgimento dei ritmi della fame del sonno e dell'energia. È noto negli stati depressivi che ci sia carenza del neurotrasmettitore serotonina, conosciuto appunto per la regolazione dell'umore, del sonno e dell'appetito. Il suo precursore è il triptofano, ci ricorda l'autore, presente in alimenti come il cioccolato, le banane, l'avena. L'approccio ipnotico serve alla persona che soffre di depressione perché 1. Promuove un semplice rilassamento muscolare, riducendo l'iperattività dell'amigdala e la risposta autonoma alla paura, 2. Trasforma la percezione della depressione da evento permanente a fenomeno transitorio, 3. Facilità il cambiamento dei pensieri, da pensieri ruminativi negativi a pensieri esperienziali, cioè focalizzati sui processi e sulle opportunità di liberazione mentale. Un approccio ipnotico aiuta la persona che soffre di depressione ad alzare la testa per orientarsi al futuro e sposta il fuoco dell'attenzione da sé stessi come vittime a osservatori esterni di un film che può essere cambiato. • Ipnosi per liberarsi dai disturbi psicosomatici. Esiste una profonda connessione tra ipnosi e meditazione, ci fa notare l'autore, perché entrambe ricercano la riconciliazione della relazione mente e corpo. Nel suo libro Meditazione e ipnosi, Enrico Facco, professore di anestesiologia e rianimazione all’Università di Padova, spiega come queste due pratiche «bellamente ignorate dalla cultura occidentale degli ultimi due secoli» siano attività indissolubilmente psicosomatiche. È noto che il corpo umano sia costituito da un insieme di sistemi interconnessi tra loro: il sistema nervoso, il sistema muscolo scheletrico, il sistema immunitario, respiratorio, cardiovascolare, endocrino, riproduttivo, digestivo, escretore e tegumentario (la pelle). Secondo l'Handbook of Contemporary Clinical Hypnosis, la psiche umana è alla base di tanti disturbi del sistema immunitario (es. psoriasi, pruriti, asma, verruche), del sistema autonomo (es. intestino irritabile) della distribuzione ormonale (es. dolori mestruali), del sistema cardiovascolare (es. emicranie, impotenza) e di ipersensibilità nervose (es. fibromialgia). La medicina psicosomatica studia i fattori psicologici che influiscono sulla vulnerabilità della nostra salute e anche le condizioni psicosociali per la cura dei pazienti. Secondo la "Harvard Gazzette" la diffusione di tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga o la preghiera, potrebbero ridurre del 43% il bisogno dei servizi sanitari. • Ipnosi per liberarsi dai traumi. Un trauma emotivo o psicologico è il risultato di eventi straordinariamente stressanti che percepiamo come minaccia alla nostra vita e che mettono in crisi il nostro senso di sicurezza. Chi soffre del disturbo post traumatico da stress (DPTS) riscontra un'intensa attivazione dell'amigdala che interferisce con i normali processi di memoria, normalmente gestiti dall'ippocampo, e con l'attività di controllo della corteccia prefrontale. Questa intensa attività dell'amigdala condiziona la persona che soffre di DPTS continuando a riproporre in modo vivido dei ricordi spiacevoli. L'autore suggerisce strategie di auto-aiuto come il semplice non isolarsi ma chiedere il sostegno di persone care e di fiducia, stare ancorati alla realtà del mondo e programmarsi delle routine quotidiane per stare meglio e per tenere la mente occupata in modo piacevole, o anche come percepire il proprio corpo con i piedi ben piantati a terra, la sensazione del corpo appoggiato alla poltrona o ascoltare il proprio respiro. • Ipnosi per liberarsi dal dolore. Il dolore è un segnale d'allarme e ci avverte quando qualcosa non funziona fuori o dentro di noi. Ci fa ritrarre la mano davanti al fuoco o ci chiede un "time out" facendoci percepire un forte mal di testa. La matrice del dolore non è unica, è una rete neuronale diffusa che collega corteccia, talamo, sistema limbico, componenti sensoriali, affettive e cognitive e con l'ipnosi si può agire direttamente sulle stesse regioni individuate dai ricercatori durante l'attivazione del cervello in ipnosi. Infatti il dolore, ci rivela Mozzoni, si placa con il rilascio di endorfine, sostanze prodotte naturalmente dall'ipofisi. L'ipnosi può ridurre l'intensità del dolore, la paura e l'ansia, i disturbi del sonno e la sensazione di perdere il controllo. L'utilizzo dell'ipnosi e dell'auto-ipnosi nel trattamento del dolore vanta una lunga tradizione da Milton Erickson a Ernest L. Rossi suo discepolo e poi collega, eccone alcune tratte dal libro: 1. La metafora della riserva di endorfine, per la quale in trance si immagina di ridursi a dimensione microscopica per poter entrare nel proprio corpo e raggiungere un contenitore colmo di endorfine, sollevarne il coperchio e poter quindi accedere distribuire l'endorfina per l'intero organismo, 2. Le tecniche di distrazione, per cui in trance si distrae la mente dal punto che genera dolore a un luogo piacevole, reale o immaginario, sul quale concentrarsi, 3. La tecnica del film appassionante, utile per la poltrona del dentista, dove il paziente immagina di essere al cinema e di assistere a un film molto coinvolgente. • Ipnosi e sistema immunitario. Il National Institute of Health definisce il sistema immunitario come «una rete di cellule, tessuti e organi che lavorano insieme per difendere il corpo dagli attacchi di invasori esterni». Infatti, un sistema immunitario che funziona sta distinguere fra le cellule proprie e elementi estranei detti antigeni, ad esempio un virus. In condizioni anormali, il sistema immunitario può confondere ciò che è proprio con ciò che è estraneo, oppure può reagire in modo esagerato ad antigeni innocui, come per esempio nelle allergie. In trance si può immaginare il sistema immunitario come un amico, un organo amorevole che ci protegge e che può ristabilire l'equilibrio perduto. Si può lavorare sulle dinamiche della risposta immunitaria immaginando di rieducarle e di stare nuovamente bene. • Un ultimo mito da sfatare è quello sull'ipnosi regressiva. Non si tratta affatto del rivivere vite precedenti. Ci siamo fatti condizionare dalla televisione, dalla fantasia infantile di essere stati principi e principesse, da film come Highlander, Stargate o Matrix al contrario. Un altro luogo comune sull'ipnosi regressiva è quello legato al fatto di tirar fuori i problemi, scovare dei traumi infantili e, partendo dall'origine, sconfiggerli per sempre. È piuttosto il contrario, insiste l'autore, l'ipnosi regressiva serve ad accedere a ricordi piacevoli, rivivendoli intensamente e pienamente, per rinforzare le dinamiche positive della persona. Se spesso rimuginiamo sui problemi (e peggio, lo facciamo prima di andare a dormire), un’ipnosi regressiva su eventi positivi riattiva la fisiologia del momento in cui si viveva un evento piacevole e rinforza un'esperienza attraverso la riattivazione della stessa rete nervosa. Un esempio può essere quello di accedere a sensazioni positive ricordando un piacevole evento passato: viaggiare a ritroso nel passato come se sfogliassimo un album di fotografia e ci soffermassimo su ciò che vogliamo rinforzare rivivendolo intensamente. Citazioni: «Concentrarsi sulla malattia rischia di far perdere di vista la persona.» «L’ipnosi si fa prima a farla che a spiegarla.» «Ridurre a un neurone l’empatia è esattamente come ridurre l’amore a uno spermatozoo.» - Elio Franzini, ordinario di Estetica alla Statale di Milano «Credo fermamente nell’autoipnosi, che insegno ai miei pazienti per liberarli una volta per tutte dalla dipendenza dal terapeuta di turno.» «[…] provare questo modo diverso, molto più pratico di tante “pratiche” alla moda, di vivere pienamente.» «L’ipnosi è davvero di tutti e per tutti.» Perché leggere questo libro: Perché inizia con il presentare quanto siano interconnessi i sistemi nel corpo e come funzionino le varie parti del cervello e i vari neurotrasmettitori. Perché mostra come l’ipnosi sia naturale e semplice. Perché nel libro si parla anche di ipnosi per liberarsi da dipendenze, da comportamenti alimentari non funzionali, per mantenere la salute e per promuovere creatività e il potenziamento umano in generale. Questa scheda è stata realizzata da Barbara C. Categoria: Mindfulness & Felicità frase libreria