La memoria degli anziani


Ornella Andreani Dentici, Guido Amoretti, Elena Cavallini, La memoria degli anziani, Erickson

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia

Gli autori intendono spiegare come funziona la memoria, quali sono le sue caratteristiche e in quali modi è possibile migliorarla. Sottolineano quanto una buona memoria abbia ripercussioni positive per una buona salute mentale e per una positiva immagine di...




Ornella Andreani Dentici, Guido Amoretti, Elena Cavallini, La memoria degli anziani, Erickson

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Perchè leggere questo libro

Perché offre uno strumento pratico, su una base teorica, per coinvolgere attivamente le persone a svolgere una serie di esercizi per potenziare la memoria e allo stesso tempo migliorare la fiducia in se stessi. Descrive e fornisce esercizi e materiali per...


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Ornella Andreani Dentici, Guido Amoretti, Elena Cavallini, La memoria degli anziani, Erickson

Riassunti di libri di crescita personale


Ornella Andreani Dentici, Guido Amoretti, Elena Cavallini, La memoria degli anziani, Erickson Chi è l’autore? Ornella Andreani Dentici è professore di Psicologia presso l’Università di Pavia, dove ha diretto per anni l’Istituto di Psicologia. È autrice di oltre duecento pubblicazioni sull’intelligenza, la memoria e l’immaginazione creativa. Guido Amoretti è ordinario di psicologia generale all’Università degli Studi di Genova. Si occupa di funzioni cognitive nella terza età e della costruzione di strumenti per la misurazione di costrutti psicologici. Ha pubblicato numerosi articoli sulla memoria e sui test, su riviste nazionali e internazionali, ed è coautore di alcuni volumi sugli aspetti psicologici dell’invecchiamento. Elena Cavallini è dottore di ricerca in Psicologia e svolge attività di ricerca sulle funzioni mnestiche negli anziani, presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Pavia. Qual è l’intento dell’autore? Gli autori intendono spiegare come funziona la memoria, quali sono le sue caratteristiche e in quali modi è possibile migliorarla. Sottolineano quanto una buona memoria abbia ripercussioni positive per una buona salute mentale e per una positiva immagine di sé. Conosci meglio il libro: La memoria. L’elenco delle attività quotidiane nelle quali serve avere una memoria efficiente è lungo e variegato: apprendere, pianificare, risolvere problemi, immaginare, comprendere, etc. Ci sono ricordi che durano pochissimo tempo, altri che permangono per lunghissimo tempo, questo dipende da meccanismi quali l’attenzione e il significato, inteso come valore biologico, affettivo e sociale. Gli autori sottolineano la connessione tra le credenze personali riguardanti la propria capacità mnemonica e l’immagine di sé: l’anziano con una giusta dose di autoefficacia e funzionalità cognitiva si metterà alla prova nelle diverse situazione quotidiane e metterà impegno e fiducia nelle sue prestazioni. Nel testo viene approfondito il concetto di memoria nelle sue diverse sfaccettature. La crescita degli studi sul funzionamento della memoria riguarda sia soggetti con patologie (ad es. Alzheimer ) sia gli anziani con normale declino, in quanto rappresentano una sempre più crescente fetta di popolazione che ha un impatto importante sia dal punto di vista sanitario che sociale. Memoria e invecchiamento. Gli autori ricordano la distinzione fatta da Horn e Cattel fra intelligenza fluida che si deteriora con l’età e quella cristallizzata che non si modifica con l’invecchiamento. Per intelligenza fluida intendono quella che è necessaria nelle situazioni che richiedono agilità mentale e velocità di organizzazione mentre la cristallizzata riguarda la cultura generale, la comprensione linguistica e il vocabolario. Durante l’invecchiamento, la memorizzazione di materiale verbale tende ad essere deficitaria mentre i processi legati alle operazioni logiche e concettuali, connessi all’esperienza, si mantengono attivi. Quando si conversa con una persona anziana ci si rende conto delle difficoltà legate alle memoria, come scordare nomi di persone e luoghi, o dimenticare di prendere i medicinali. Questo ha ripercussioni negative sulla valutazione della propria persona. Gli autori spiegano come un valido e specifico intervento riabilitativo possa potenziare e recuperare le abilità mnestiche degli anziani e come le abitudini e lo stile di vita incidano sulle capacità cognitive. I fattori responsabili delle difficoltà legate alla memoria sono: biologico-cognitivi e affettivo-motivazionali. I primi consistono nei cambiamenti del sistema nervoso centrale e nei rallentamenti della velocità di elaborazione dei dati. Questo deficit cognitivo degli anziani potrebbe verificarsi perché il loro sistema attentivo non è in grado di scremare tra le informazioni rilevanti e irrilevanti e si fa carico di una eccessiva mole di lavoro che compromette il funzionamento della memoria. I motivi affettivi-relazionali si riferiscono al fatto che la quotidianità nel periodo della terza età è caratterizzata da una diminuzione di impegni e attività che portano ad una diminuzione di stimoli con conseguente declino cognitivo. La metacognizione nell’invecchiamento. L’invecchiamento biologico non è l’unico responsabile del deficit cognitivo; gli autori fanno notare come i fattori metacognitivi e le carenze strategiche svolgano un ruolo determinante nelle prestazioni, che risultano deficitarie. Proprio su questi fattori è possibile intervenire e lavorare per potenziare le abilità della memoria e limitarne il declino. Un percorso di potenziamento della memoria deve avere come obiettivi: - la valorizzazione delle capacità attentive e della concentrazione verso la realtà circostante; - il potenziamento della capacità di cogliere le informazioni più rilevanti; - l’acquisizione di strategie di ripetizione, categorizzazione e associazione; - un migliore e realistica senso di autoefficacia; - fornire strumenti utilizzabili nella quotidianità. Gli anziani che apprendono le strategie mnemoniche mostrano maggiore fiducia e motivazione nello svolgere le prestazioni. Ecco perché gli autori mettono in risalto l’importanza di effettuare un programma di recupero e potenziamento delle abilità relative alla memoria, affinché gli anziani assumano un atteggiamento positivo verso le attività mnestiche e si sentano stimolati a mettersi alla prova, coscienti e fiduciosi delle loro capacità. Metodi per migliorare la memoria. Gli autori riportano la classificazione fatta da Mazzucchi (1990) che individua i tre metodi che si possono usare con anziani affetti da un normale invecchiamento fisiologico: ausili esterni attivi o promemoria (agende, calendari, lavagne, registratori, elenchi …) mnemotecniche (iniziali o associazione di parole, metodo delle storie, immagini assurde), e metodi cognitivi come la serializzazione (ad es. ordinare il materiale da ricordare in ordine alfabetico), l’associazione visiva (memorizzare nomi associandoli all’immagine corrispondente), le categorizzazioni semantica e fonologica (raggruppare parole con la stessa iniziale o con la stessa funzione o della stessa categoria). La scelta del metodo dipende da ciò che si deve ricordare in un dato momento della vita quotidiana. Gli autori ricordano la relazione tra interesse, organizzazione e memoria: ai fini di una buona memorizzazione è indispensabile imparare a prestare la massima attenzione al materiale e stabilire connessioni tra le informazioni da apprendere e il soggetto che le deve ricordare. Le attività. Gli autori spiegano le attività da proporre e le modalità di presentazione, sottolineando l’importanza di descrivere ai partecipanti gli obiettivi, gli argomenti delle lezioni, e la necessità di una partecipazione costante. Gli incontri riguarderanno esercizi sulla memoria di parole e figure, sulla memoria di luoghi e percorsi, sulla memoria di piani e azioni, sulla memoria di persone, facce e nomi e sulla memoria di testi. Al termine degli incontri è utile confrontare le performance prima e dopo le attività. È fondamentale accertarsi che i partecipanti comprendano le istruzioni in modo chiaro e che vengano incoraggiati e motivati anche di fronte ad eventuali difficoltà. Gli autori ricordano che ai fini della memorizzazione è fondamentale che gli anziani stiano attenti sia alla spiegazione che allo svolgimento degli esercizi. I materiali necessari allo svolgimento di tutte le attività sono presenti nell’appendice del testo. Citazioni: «L’invecchiamento, grazie alle ricerche degli ultimi anni, non è più considerato una fase di perdita, bensì un periodo di cambiamenti, alcuni dei quali positivi.» «Diventa possibile credere che un adeguato intervento ed esercizio delle abilità mnestiche consenta di migliorarne l’efficienza.» «Convincere l’anziano che possiede ancora potenzialità cognitive, tali da affrontare compiti di memoria, raggiungendo risultati positivi, significa aumentarne il senso di autoefficacia e garantire un maggiore impegno nell’esecuzione dei compiti.» «Il materiale ben organizzato è anche facile da apprendere.» Perché leggere questo libro: Perché offre uno strumento pratico, su una base teorica, per coinvolgere attivamente le persone a svolgere una serie di esercizi per potenziare la memoria e allo stesso tempo migliorare la fiducia in se stessi. Descrive e fornisce esercizi e materiali per svolgere un programma di attività utile a potenziare e recuperare capacità legate alla memoria. Perché spiega quanto siano decisivi, per la riuscita di determinati compiti, che gli anziani abbiano una buona fiducia nelle loro capacità mnestiche e il controllo del proprio funzionamento cognitivo. Perché è corredato da schede riproducibili utilizzabili per l’attuazione delle attività. Categoria: comunicazione e psicologia Questa scheda è stata realizzata da Francesca Pitzolu Acquista il libro