Il metodo bullet journal


Ryder Carroll, Il metodo bullet journal – Tieni traccia del passato, Ordina il presente, Progetta il futuro, Mondadori, trad. A Di Meo

Crescita Personale, Crescita & Sviluppo

L’intento dell’autore è aiutare i lettori a organizzarsi e vivere consapevolmente per liberarsi dalle distrazioni e utilizzare tempo ed energie nel perseguire ciò che è davvero importante. Il libro è adatto sia a chi conosce già l’uso di liste o...




Ryder Carroll, Il metodo bullet journal – Tieni traccia del passato, Ordina il presente, Progetta il futuro, Mondadori, trad. A Di Meo

Ryder Carroll, Il metodo bullet journal – Tieni traccia del passato, Ordina il presente, Progetta il futuro, Mondadori, trad. A Di Meo è disponibile su Amazon Ryder Carroll, Il metodo bullet journal – Tieni traccia del passato, Ordina il presente, Progetta il futuro, Mondadori, trad. A Di Meo è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché guida passo passo alla realizzazione del Bullet Journal. Perché è scritto dall’ideatore del metodo ed è ricchissimo di modi per personalizzare e risposte ai dubbi del lettore. Perché apre la mente a un modo pratico per essere veramente efficaci....


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Ryder Carroll, Il metodo bullet journal – Tieni traccia del passato, Ordina il presente, Progetta il futuro, Mondadori, trad. A Di Meo

Riassunti di libri di crescita personale


Ryder Carroll, Il metodo bullet journal – Tieni traccia del passato, Ordina il presente, Progetta il futuro, Mondadori, trad. A Di Meo Chi è l’autore? L’autore, di origine viennese, oggi vive e lavora come grafico in America. Affetto da deficit di attenzione, ha ideato il suo metodo per rimanere concentrato ed efficiente. Il suo metodo è ormai diffuso in tutto il mondo e ne hanno parlato sulla BBC, al New York Times e nel Wall Street Journal. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autore è aiutare i lettori a organizzarsi e vivere consapevolmente per liberarsi dalle distrazioni e utilizzare tempo ed energie nel perseguire ciò che è davvero importante. Il libro è adatto sia a chi conosce già l’uso di liste o anche il Bullet Journal sia a neofiti del metodo. Questo libro insegna: La promessa. Il metodo proposto dall’autore aiuta a essere più consapevoli di come investiamo il nostro tempo e l’energia. Intreccia produttività con concetti di mindfulness e intenzionalità, all’interno di una struttura flessibile e pratica come il BuJo (Bullet Journal). Con la sovra-stimolazione di informazioni oggi, l’autore ci ricorda che non possiamo lasciare al caso l’organizzazione, o ai post-it o alle email… Se le idee sono buone è un peccato lasciarle andare via. Per mindfulness l’autore intende il lato pratico della consapevolezza e della presenza a sé stessi nel presente, appunto. Il Bullet Journal serve a “difendere” la nostra intenzionalità di attori nella vita e ci permette di organizzarci nel corso della giornata. Il perché. Siamo spesso presi dall’entusiasmo – anche per ciò che ci interessa – ma passata la prima novità, l’indifferenza si fa avanti. «Se intenzionalità significa agire in linea con i propri principi, vivere con il pilota automatico è il contrario di questo concetto» ci ricorda Carroll. Non possiamo scordarci il “perché” facciamo le cose, ci riprende l’autore. Noi formuliamo dai 50 mila ai 70 mila pensieri al giorno, ci vuole qualche strumento che discerni e che mantenga la nostra attenzione sul perché della nostra vita. “Essere impegnati” non è uno scopo nella vita, anche se per molti lo è malgrado l’insoddisfazione. L’inventario mentale. Nel suo libro La forza di volontà, Roy F. Baumeister disse che ad ogni decisione da prendere noi esauriamo la nostra forza di volontà, una condizione chiamata “fatica decisionale” che – se trascurata porta a evitamento e a non agire. Se non rispondiamo a certe domande della vita non spariscono – ci ricorda Carroll – restano lì, anche se le affoghiamo in cibo, alcool o droghe. Per ridurre lo stress è necessario prendere decisioni e scegliere ciò che conta veramente. Quindi, il primo passo per iniziare il proprio Bullet Journal è quello di scegliere su cosa lavorare, creare un inventario mentale. Prendiamo un foglio A4, dividiamolo in tre colonne e distinguiamo 1. Ciò su cui stiamo lavorando, 2. Ciò su cui dovremmo lavorare, 3. Ciò su cui vorremmo lavorare. E poi chiediamoci il perché: è importante? Se sì lo terremo, altrimenti lo elimineremo. Ci sono cose da fare e cose che vogliamo fare, il BuJo fa avanzare su entrambi i fronti. Flessibile. Un taccuino o quaderno è più flessibile di una App, possiamo creare, ordinare e scrivere ciò che vogliamo e come vogliamo. Il Bullet Journal tiene traccia di ciò che si fa, dei progetti e del loro avanzamento. Non solo progetti di lavoro ma qualsiasi percorso di crescita o cambio di abitudine o altro. Inoltre, scrivere a mano è provato che stimola la mente in modo più efficace che digitare su una tastiera e permette di ricordare le informazioni. La struttura. Dopo aver scelto su cosa incentrare il nostro BuJo, seguiamo la struttura proposta dall’autore. Le annotazioni rapide. Usiamo annotazioni che lui definisce “rapide”, cioè anziché scrivere “Chiamare Keith per decidere cosa mangiare nel week-end” scriviamo “Keith: chiamare per cena di sabato”, anziché scrivere “Chiamare per annullare la lezione di orientamento di yoga” scriviamo “Annullare lezione di yoga”. Titoli per argomento. Precediamo le “annotazioni rapide” con un titolo che esplicita l’argomento come nell’esempio “Keith:…” o “Acme Co: moduli di consenso”… Quell’argomento a cui seguono i due punti e l’azione permette più facilmente il reperimento in futuro. N° di pagina. Mettiamo numeri alle pagine del quaderno che sta diventando un Bullet Journal. Elenchi puntati. Elenchiamo le annotazioni rapide in elenchi puntati. Distingueremo Compiti, Eventi e Note. Ad ogni categoria l’autore ci suggerisce di associare un simbolo. L’indice dei simboli è segnato all’inizio del BuJo prima della programmazione. Simboli base. Compiti sono segnalati da un pallino nero pieno (•), quelli completati sono contrassegnati da una X, quelli migrati in avanti da una freccina > mentre quelli programmati in mesi precedenti dalla freccia verso il passato <. I compiti irrilevanti sono per l’autore tracciati con una riga che li elimina. Compiti o raccolte? I Compiti che richiedono di essere suddivisi in compiti secondari possono essere elencati in sottocategorie. Attenzione, ci fa notare l’autore, a volte un compito complesso è in realtà un progetto e richiederà poi in futuro la creazione di una nuova Raccolta a sé. Eventi. Gli Eventi sono contrassegnati da un puntino vuoto (°) e sono esperienze che ci segnano più personalmente o emotivamente come “Stasera cinema” o “Firmato il contratto: evviva”, “Festa di compleanno di Charlie” e anche “Mi ha scaricato”, “Mi ha preso in giro”, “È arrivato in ritardo” e “Guacamole ottimo”. Note. Le Note sono rappresentate da un trattino (−) e comprendono fatti, idee, pensieri e osservazioni. Riportano informazioni che non sono subito trasferibili in azioni. È importante la brevità qui. Personalizziamo. L’autore ci incoraggia a personalizzare l’uso di simboli con dei “significanti”, come li chiama lui, ad esempio, asterischi (*) per indicare priorità o punti esclamativi (!) per indicare ispirazione e grandi idee. Le raccolte. Ne esistono per ogni obiettivo, l’autore ci presenta le 4 raccolte fondamentali: Diario giornaliero, Diario mensile, Diario del futuro e la Raccolta per domarli tutti, cioè l’Indice. Il diario del giorno è il motore trainante, è sufficiente destinare uno spazio al giorno (metà pagina, una o più pagine, dipende), scrivere la data in alto e si ha un “contenitore” del giorno. Lo scopo è sempre quello di alleggerire la mente trasferendo su carta in modo ordinato i compiti e i pensieri. Il diario mensile aiuta a fare un passo indietro e valutare come approcciare il mese successivo. Il diario mensile prende due pagine: a sinistra il calendario e a destra i compiti in un elenco puntato. Nella pagina di sinistra, quella del Calendario, l’autore non annota i compiti ma gli eventi quando sono avvenuti, così da usare la lista dei giorni come una linea del tempo. La pagina dei compiti, a destra, racchiude i compiti del mese. Il diario del futuro è un contenitore per tutte le voci che non rientrano nel mese. Si trova all’inizio del BuJo subito dopo l’Indice. Occupa più di una pagina, quanto è necessario. Le voci in questa parte verranno poi sviluppate nei mesi di competenza. L’indice serve a ritrovare argomenti. Per l’autore possiamo sentirci liberi di usare il Bullet Journal anche per la nostra creatività, se vogliamo scrivere una poesia o ridisegnare i mobili della stanza poi dobbiamo poter ritrovare gli argomenti facilmente. L’Indice serve a ritrovare gli argomenti giorni, mesi o anni dopo. L’indice sta a inizio BuJo e indica dove si trovano le raccolte (esclusi i giorni altrimenti sarebbe troppo lungo), se si aggiunge una Collezione sarà sufficiente metterla in coda. Se il BuJo è tenuto da uno studente che vuole tenere traccia dello studio nelle materie potrà avere più indici per Raccolta (materia scolastica). Il Threading. Quando sembra di perdersi anche con l’indice, l’autore suggerisce il threading. Immaginando di aver distribuito su più parti una Raccolta, ad esempio: la prima volta a pagina 10, poi dopo un po’ di tempo, a pagina 51, e ancora a pagina 160; l’autore suggerisce di unire le occorrenze: alla pagina della seconda assoceremo a destra l’elemento precedente (pag. 51/ pag.10) e così via. La migrazione. Per l’autore una lista deve quindi essere monitorata e man mano eseguita, la Migrazione aiuta a trasferire i contenuti da un punto all’altro. Può sembrare ridondante ma aiuta a non distrarsi e rimanere focalizzati sull’esecuzione. «Poiché riscrivere a mano richiede più tempo» - dice l’autore - «siamo incentivati a fermarci e valutare ogni singolo candidato», cioè ciascun Compito o Nota o Evento. La Migrazione principale avviene a fine di ogni mese, negli ultimi giorni di un mese si può iniziare a creare già quello del mese successivo e chiedersi: è rilevante? È essenziale? E se non lo completassi? Una volta una voce migrata la si contrassegna con il simbolo >. Per creare il Diario del mese successivo, l’autore ci suggerisce di controllare anche le voci al Diario del futuro. Da un anno all’altro e quindi da un giornale all’altro, Carroll suggerisce la stessa procedura di migrazione. Come creare il proprio Bullet Journal. Dopo aver imparato le dinamiche della struttura, Carroll ci invita a creare il nostro Bullet Journal. Iniziamo lasciando due pagine per l’Indice, poi il Diario del Futuro per altrettante due pagine, Poi il Diario mensile (Gennaio per esempio con a sinistra i giorni numerati e a destra i Compiti del mese) e infine i Diari giornalieri. Usiamo l’Inventario mentale che abbiamo stilato per scegliere cosa inserire e eliminare ciò che non è importante, individuiamo ciò che può essere raccolto in Raccolte personalizzate e riprendiamo dal diario del futuro. Esempi di Raccolte personalizzate sono: lista di libri, esami medici, spesa, obiettivi dell’anno… Riflessione. «La riflessione vi aiuta a individuare ciò che vi nutre, in modo da poter prendere decisioni migliori…» ci ricorda l’autore. E ora tocca a noi! La seconda parte del libro mostra esempi e racconta storie di persone che hanno usato e personalizzato il metodo del Bullet Journal. Mostra come la riflessione si sostituisce all’ansia se c’è un metodo di mezzo, e da reattivi si diventa intenzionali. Il BuJo può essere consultato al mattino per pianificare, alla sera per valutare, la riflessione attiva ci mantiene costanti di conseguenza e focalizzati. Citazioni: «Il BuJo vi rimette al comando della nave, vi insegna a non reagire d’istinto ma a dare risposte ponderate.» «Se il “viaggio è la destinazione” dobbiamo diventare dei viaggiatori migliori.» «Il metodo Bullet Journal agisce come un ponte tra le vostre convinzioni e le vostre azioni, integrandosi nell’essenza della vostra vita.» «Se le nostre vite sono oceani, i giorni sono onde più o meno grandi. Il vostro Bullet Journal è la riva, che verrà modellata da queste onde, a prescindere dalle loro dimensioni.» «L’arte della produttività consiste nel fare più lavorando su meno cose.» «L’importanza di cosa facciamo o di come lo facciamo impallidisce in confronto al perché lo facciamo.» Perché leggere questo libro: Perché guida passo passo alla realizzazione del Bullet Journal. Perché è scritto dall’ideatore del metodo ed è ricchissimo di modi per personalizzare e risposte ai dubbi del lettore. Perché apre la mente a un modo pratico per essere veramente efficaci. Perché è accompagnato da grafiche esplicative che mostrano il processo di realizzazione del BuJo. Questa scheda è stata realizzata da Francesca R. Categoria: Crescita & Sviluppo