Migliora la tua Autostima


Maria Cristina Strocchi, Migliora la tua Autostima, I segreti per stare bene con sé e con gli altri, San Paolo

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia

Partendo dal presupposto che l’autostima può essere appresa, l’intento è quello di aiutare le persone ad amarsi attraverso una serie di tecniche per imparare a dare valore alle proprie qualità positive, per favorire l’accettazione di sé, per...




Maria Cristina Strocchi, Migliora la tua Autostima, I segreti per stare bene con sé e con gli altri,  San Paolo

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Perchè leggere questo libro

Perché, oltre a dare delle nozioni e delle spiegazioni sul tema, ha un carattere fortemente esperienziale, che consente al lettore un lavoro su se stesso. Il linguaggio, semplice e chiaro, ne favorisce la comprensione. Infine, la presenza della parte...


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Maria Cristina Strocchi, Migliora la tua Autostima, I segreti per stare bene con sé e con gli altri,  San Paolo

Riassunti di libri di crescita personale


Maria Cristina Strocchi, Migliora la tua Autostima, I segreti per stare bene con sé e con gli altri, San Paolo Chi è l’autore? Maria Cristina Strocchi è psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo-comportamentale, esperta in biofeedback e in ipnosi clinica. Tiene corsi e seminari sulla coppia, sulla libertà dalle paure, sull’autostima e sulla sessualità. Oltre ad articoli e contributi in opere collettive, ha pubblicato Penso. Mi sento meglio e I sette principi del ben-essere. Qual è l’intento dell’autore? Partendo dal presupposto che l’autostima può essere appresa, l’intento è quello di aiutare le persone ad amarsi attraverso una serie di tecniche per imparare a dare valore alle proprie qualità positive, per favorire l’accettazione di sé, per apprendere ad analizzare e superare i sensi di colpa e per avere una comunicazione di tipo assertivo. Per raggiungere questi obiettivi, nel libro sono presenti diversi esercizi. Conosci meglio il libro: • A tutti noi è mancato l’amore incondizionato, siamo stati educati al “ti voglio bene se… farai il bravo, se ascolterai i tuoi genitori, gli insegnanti…” e così via per una serie infinita di declinazioni. La bassa autostima, quindi, nasce da un condizionamento. Prendendo ad esame uno dei paradigmi di apprendimento, denominato condizionamento operante (Skinner), si evince che il nostro comportamento viene consolidato dagli effetti che produce sugli altri: effetto positivo=gratificazione, effetto negativo=mortificazione. A causa di questo condizionamento, siamo portati a dare per scontati i pregi e a stare molto attenti ai difetti. Questa è la causa del fenomeno della bassa autostima. Essendo qualcosa che abbiamo appreso, possiamo modificarlo e l’autrice si propone delle tecniche per imparare ad amarci di più. • Definizione di autostima e sue caratteristiche. L’autostima è l’atteggiamento che ognuno di noi ha nei confronti di se stesso e comprende tre aspetti: cognitivo, emotivo e comportamentale. L’autrice spiega come sia la sottovalutazione di sé, sia la sopravvalutazione di sé generino entrambe espressione di bassa autostima. Una persona che non si stima può avere difficoltà personali, ansia, insicurezza, dipendenza dal giudizio degli altri; una persona che ha stima di sé, invece, non ha paura di sbagliare, stabilisce buone relazioni con gli altri, sa affrontare gli insuccessi della vita e così via. Inoltre, l’autrice elenca una serie di “indizi positivi” e di “indizi negativi” per stabilire il livello di autostima del lettore. I primi sono tipici di una persona con una buona stima di sé, i secondi di una persona con un bassa stima di sé. Indizi positivi: o Anche se crede decisamente in alcuni valori e principi, allo stesso tempo è disposta a modificarli se necessario. o Agisce come ritiene più opportuno senza sensi di colpa. o Vive nel presente. o Crede in se stessa ma è disposta a chiedere aiuto in caso di necessità. o Vive il confronto con gli altri serenamente. o È sensibile ai sentimenti e ai bisogni degli altri. Indizi negativi: o Si autocritica per ogni sbaglio. o Si offende con estrema facilità per ogni osservazione, anche se piccola. o È indecisa. o È perfezionista, quindi perennemente insoddisfatta di sé. o Ha spesso sensi di colpa e tende ad amplificare i propri errori. • Tecniche per acquisire l’autostima. Il primo step per avere una buona stima di sé è imparare ad accettare le emozioni che proviamo, in particolare quelle negative. Con l’espressione “emozioni negative”, l’autrice intende tutte quelle emozioni che sono spiacevoli da provare: paura, insicurezza, rabbia, dolore, ecc. Il secondo step è quello di imparare ad accettare i propri errori, le proprie debolezze, gli insuccessi. L’autrice spiega che le persone con una buona autostima si percepiscono fallibili e non si stupiscono né si angosciano troppo per il fatto di aver commesso un errore. È quindi importante prestare attenzione al nostro dialogo interno, ovvero a quello che diciamo a noi stessi quando commettiamo un errore. Frasi del tipo: «Sono incapace… Non valgo niente!» sono tipiche di un dialogo interno negativo. Frasi come: «In questa situazione ho agito male» rimandano ad un dialogo interno positivo. Mentre il primo è un giudizio globale sulla persona, il secondo è un giudizio circoscritto alla situazione. Il dialogo interno positivo rimanda al «Sono come sono, ma posso migliorare.». Il terzo step riguarda l’affetto sincero verso se stessi che ognuno di noi dovrebbe provare «per sentirsi in pace e non in guerra con i propri sentimenti, anche se sgradevoli.». Il quarto ed ultimo step riguarda l’attenzione ai bisogni: l’autrice spiega come spesso chi non ha una buona stima di sé mortifichi i propri bisogni per accontentare amici e parenti. Invece, le persone che hanno una buona autostima riescono a dire di no, laddove lo ritengono opportuno. • Sensi di colpa. L’autrice identifica due tipologie di sensi di colpa: psicologici e morali. I primi sono malsani, i secondi sono sani. Per capire meglio cosa si intende per sano e malsano riportiamo alcuni esempi presenti nel libro: o Senso di colpa malsano: «Il bambino che nasce e cresce in una famiglia di risparmiatori, una volta diventato adulto, si sentirà in colpa quando spende il denaro, anche se ne sentisse qualche volta la necessità» o Senso di colpa sano: «Il marito che abbandona la moglie e il figlio di 2 anni per andare con un'altra donna si sente in colpa perché sa di aver agito in modo sbagliato.» Il primo senso di colpa viene scatenato da «esigenze ed imperativi individuali» di tipo culturale, etico-religioso e non da un reale torto fatto agli altri; il secondo nasce dalla scoperta di aver commesso uno sbaglio che ha causato un danno ad altre persone. L'autrice suggerisce di individuare e risolvere i sensi di colpa malsani, in quanto questi possono portare a tutta una serie di emozioni e sentimenti nocivi per la persona stessa. • Assertività. Con il termine “comportamento assertivo” l'autrice intende «la decisa volontà di far valere i propri diritti, di esprimere le proprie opinioni, sentimenti, desideri quando lo si ritenga opportuno, in modo chiaro, sincero, diretto, appropriato e rispettoso senza violare i diritti del proprio interlocutore». Le due caratteristiche fondamentali per avere un comportamento assertivo sono: o Il rispetto di sé e dell'altro. o La considerazione dei propri bisogni e la possibilità di negoziare in caso di conflitto. Molto spesso le persone oscillano tra due atteggiamenti opposti ovvero quello passivo (sottomissione) e quello aggressivo (dominazione). Per sviluppare un comportamento assertivo è importante formulare una serie di convenzioni assertive quali: o Difendere in modo responsabile e rispettoso i propri diritti porta a un senso di rispetto per sé stessi e per gli altri. o Accontentando tutti si arreca un danno a se stessi e, allo stesso tempo, agli altri. o Esprimere i propri diritti in modo diretto porta un vantaggio a tutte le parti coinvolte. o Dire con sincerità quello che reca fastidio, dà l'opportunità alle altre persone di cambiare atteggiamento. Quindi, per avere un comportamento assertivo «è importante saper distinguere tra quelli che sono i diritti degli altri ed i loro desideri o aspettative». • Come insegnare l'autostima ai bambini. I genitori tendono a trasmettere implicitamente ai propri figli due messaggi relativi alle emozioni: o Le emozioni non esistono. o È sbagliato manifestarle. Un altro errore tipico dei genitori è quello di identificare il figlio con il comportamento. Per tutelare l’autostima dei propri figli è necessario che i genitori imparino a circoscrivere l'errore alla situazione. Così, invece di dire ai figli: «Siete degli sciocchi!», i genitori potrebbero dire: «In questa situazione ti sei comportato male!». L'autrice sottolinea un aspetto che riguarda i bambini dai 3 ai 7 anni: questi vivono il famoso «complesso di Edipo» che li porta ad amare il genitore del sesso opposto e ad avere ostilità e a volte comportamenti aggressivi verso il genitore dello stesso sesso. Molti genitori interpretano questo comportamento erroneamente, identificandolo come un rifiuto da parte del bambino. In realtà, però, si tratta di un modo di fare “naturale”. Partendo dal presupposto che è importante che il genitore lavori prima sulla propria autostima e poi su quella del proprio figlio, sicuramente un comportamento assertivo, uno stile educativo autorevole ed una buona capacità di mediazione influiscono positivamente sullo sviluppo dell’autostima di ogni bambino. Citazioni: «Cosa devo fare per amare il mio prossimo» chiese il discepolo al Maestro. Gli rispose: “Smetti di odiare te stesso.” - Anthony De Mello «Quello che vale la pena di fare, vale la pena farlo imperfettamente.» - G.K. Chesterton «L’orrore dell’errore è un errore peggiore.» «L’accettazione dell’azione sbagliata è il presupposto per il cambiamento.» «Pensa bene e ti sentirai meglio.» «L’autostima non va da sé: si acquisisce.» - N. Branden «Sono come sono, ma posso migliorare.» «Non si può amare se stessi se non si impara ad accettare le proprie debolezze.» «Non è ragionevole né utile identificare la persona, sempre degna di rispetto, con il suo comportamento non sempre corretto.» «Il senso di colpa malsano, invece, è una forma di sabotaggio della propria personalità, di angoscia persecutoria, scatenata da esigenze e imperativi irrazionali di ordine (pseudo) culturale, (pseudo) etico e (pseudo) religioso. Di conseguenza, è opportuno imparare a distinguere tra senso di colpa sano e malsano, per imparare a gestire l’uno e l’altro in modo costruttivo e proficuo per rafforzare la propria autostima.» Perché leggere questo libro Perché, oltre a dare delle nozioni e delle spiegazioni sul tema, ha un carattere fortemente esperienziale, che consente al lettore un lavoro su se stesso. Il linguaggio, semplice e chiaro, ne favorisce la comprensione. Infine, la presenza della parte dedicata ai bambini ne fa uno strumento utili anche per i figli. Questa scheda è stata realizzata da Tatiana Zucconi Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia