Migliorare Morso Dopo Morso


Ulrike Schmidt, Janet Treasure, Migliorare Morso Dopo Morso, Positive Press, trad. L. Fasolino e C. Zenato

Crescita Personale, Salute & Benessere

Il testo nasce dall’esperienza delle autrici come terapeute presso il centro per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare del Maudsley Hospital di Londra. Si propone di fornire indicazioni e un ventaglio di soluzioni a quanti hanno un...




Ulrike Schmidt, Janet Treasure, Migliorare Morso Dopo Morso, Positive Press, trad. L. Fasolino e C. Zenato

Ulrike Schmidt, Janet Treasure, Migliorare Morso Dopo Morso, Positive Press, trad. L. Fasolino e C. Zenato è disponibile su Amazon

Perchè leggere questo libro

Perché Anne, Rosamund o Karen che mangiano noccioline sul divano o divorano pancake possono essere immagini a noi familiari, se non addirittura la nostra stessa proiezione in alcuni momenti o situazioni della vita. Perché il cibo è diventato parte...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Migliorare Morso Dopo Morso" di Ulrike Schmidt e Janet Treasure è di circa 5/10 min.

Abbonati anche tu a DISIATO per leggere la scheda completa di questo libro riassunto per te dal nostro team.

Con DISIATO risparmi tempo e denaro!








Ulrike Schmidt, Janet Treasure, Migliorare Morso Dopo Morso, Positive Press, trad. L. Fasolino e C. Zenato

Riassunti di libri di crescita personale


Ulrike Schmidt, Janet Treasure, Migliorare Morso Dopo Morso, Un manuale di sopravvivenza per chi soffre di bulimia nervosa e disturbi del comportamento alimentare, Positive Press, trad. L. Fasolino e C. Zenato Chi è l’autore? Ulrike Schmidt è laureata in medicina presso l’Università di Dusseldorf e si è specializzata in psichiatria con una borsa di studio presso il Maudsley Hospital a Londra, dove dal 1998 è consulente del Servizio per i disturbi alimentari. Dal 2006 insegna e s’interessa di disturbi alimentari presso l'Institute of Psychiatry del King's College di Londra. Janet Treasure è psichiatra britannica, specializzata nella ricerca e nel trattamento dei disturbi alimentari. È attualmente direttrice dell'Unità per i Disordini Alimentari e professore di Psichiatria presso l'Institute of Psychiatry, del King's College di Londra.  Qual è l’intento dell’autore? Il testo nasce dall’esperienza delle autrici come terapeute presso il centro per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare del Maudsley Hospital di Londra. Si propone di fornire indicazioni e un ventaglio di soluzioni a quanti hanno un rapporto problematico con il cibo. Costituisce un valido strumento per chi soffre di bulimia, di disturbi da alimentazione compulsiva o semplicemente intende approfondire l’argomento. È un testo di auto aiuto dove la “strategia terapeutica” è semplice, alla portata del lettore e si esplica attraverso episodi di vita ed esperienze di pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare che si raccontano, rendendo più interessante e fluida la trattazione. Conosci meglio il libro: • Bulimia nervosa e Disturbo da abbuffate compulsive sono termini che si sovrappongono e sono oggi patologie molto comuni. Interessano persone di ogni peso ed età manifestando denominatori comuni: specifici comportamenti che, una volta individuati, contribuiscono a centrare la problematica e a determinarne la gravità: prenderne coscienza è il primo passo verso il cambiamento. • Il cambiamento è un viaggio dove sarà importante dotarsi di strumenti e mettere in atto strategie necessarie per raggiungere l’obiettivo. Tra queste, ad esempio, tenere un diario alimentare dove annotare non solo ciò che si mangia, ma anche i momenti, i tempi e i sentimenti che portano al cibo. Registrare cose che possono sembrare dolorose o imbarazzanti potrà aiutare a prendere coscienza delle sensazioni e dei pensieri responsabili di un comportamento sbagliato. • Spesso i disturbi da alimentazione compulsiva, la bulimia, o il semplice sgranocchiare in continuazione, dipendono da regimi dietetici ai quali ci si attiene per uniformarsi a modelli sociali. È ormai noto tuttavia che, se si vuole perdere peso, le diete non funzionano e che l’effetto yoyo è pericoloso tanto quanto l’eccesso ponderale. Studi scientifici dimostrano che le persone che si sono spesso sottoposte a diete e il cui peso è variato molte volte o sensibilmente, hanno un rischio di mortalità per malattie cardio vascolari pari a coloro che hanno un peso eccessivo. • Se si soffre di un’alimentazione compulsiva e si è anche in sovrappeso sarà prima di tutto necessario recuperare il controllo alimentare adottando un modello che preveda pasti regolari e cadenzati nel tempo, abbandonando quindi un tipo di alimentazione caotica. Le autrici forniscono spunti e indicazioni interessanti per mantenere sotto controllo l’alimentazione ascoltando i segnali del corpo o utilizzando semplici strategie di auto aiuto. • L’estrema necessità nonché la difficoltà a controllare il proprio peso corporeo porta spesso le persone affette da bulimia a procurarsi il vomito o ad eccedere nell’uso di diuretici e lassativi. Ulrike Schmidt e Janet Treasure elencano dettagliatamente i pericoli e gli effetti dannosi di questi comportamenti e indicano delle strategie da applicare. Individuano e suggeriscono un programma A se la persona si procura il vomito due o tre volte la settimana, oppure diverse ore dopo aver mangiato, o ancora non sempre vomita dopo i pasti, ed un programma B da applicare quando il problema si manifesta sempre, dopo pasti, merende o abbuffate e durante la maggior parte dei giorni. • È sorprendente come tale comportamento venga vissuto e catalogato dalle pazienti in modo diverso: c’è chi lo considera una necessità «Non sono io a sforzarmi per vomitare. Mi curvo semplicemente in avanti e il cibo esce»; chi invece ne parla come di un comportamento normale «vomitare è come lavarmi i denti …mi fa semplicemente sentire pulita»; chi ancora trova il vomito doloroso e umiliante: «Odio dover infilare ogni giorno la mia testa nel water...Come ho potuto scivolare così in basso?» • Quanti di noi si sentono bene nel proprio corpo? Le persone che soffrono di bulimia o di disturbi del comportamento alimentare sono in perpetuo conflitto, lo criticano, lo odiano, se ne sentono sopraffatti, spesso non amano guardarsi allo specchio, non se ne prendono cura e lo detestano. Soprattutto sovrastimano le loro dimensioni, hanno una percezione distorta del proprio corpo e, anche quando riusciranno ad abbandonare i loro comportamenti autolesionisti, dovranno poi lavorare a lungo per cambiare l’immagine che hanno di sé stesse. Potranno imparare ad avere cura del proprio corpo? Certamente…Anche in questo caso le autrici suggeriscono soluzioni e comportamenti virtuosi improntati ad un graduale cambiamento dello stile di vita. • La bulimia è sicuramente sintomo di un disagio. Può derivare da una mancata accettazione di sé stessi e del proprio corpo, dal desiderio di uniformarsi a degli stereotipi, ma può anche essere l’anestetizzante di una sofferenza, del dolore del momento o di una <>. Le storie di abusi sessuali verso i bambini sono molto spesso una di queste ferite che inducono frustrazione e rabbia, possono condurre a comportamenti auto lesionisti e, da adulti, a futuri problemi nell’alimentazione. • In definitiva, chi è e che approccio ha alla vita chi soffre di bulimia? Dalle storie raccontate emergono personalità complesse e contraddittorie; soprattutto donne che sentono di non essere mai abbastanza, alla continua ricerca della perfezione, dalle irrealistiche aspettative verso sé e verso il mondo esterno, difficilmente assertive e con il continuo desiderio di compiacere. Queste persone, sostengono le autrici, hanno una vita «dominata e rovinata dai devo» e così poco dai voglio, la speranza è che possano trovare «la propria voce» anche attraverso le parole e i consigli di questo libro. Citazioni: «L’organismo umano è più preparato ad affrontare le carestie che non la grande disponibilità di cibo.» «E molto più facile ingrassare seguendo un moderno stile di vita occidentale che seguendo le abitudini di un uomo di Neanderthal, gli uomini della pietra non mangiavano i gelati.» «Le bilance sono per i pesci non per le donne.» Perché leggere questo libro: Perché Anne, Rosamund o Karen che mangiano noccioline sul divano o divorano pancake possono essere immagini a noi familiari, se non addirittura la nostra stessa proiezione in alcuni momenti o situazioni della vita. Perché il cibo è diventato parte essenziale dell’esistenza umana, facile da reperire abbondante e disponibile tanto da guarire o uccidere. Perché si basa su fonti e dati scientifici e riesce ad essere semplice nella lettura, stimolante per un auto analisi e pieno di spunti di riflessione. Questa scheda è stata realizzata da Elvira C. Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia