Modelli di famiglia


Giorgio Nardone, Emanuela Giannotti, Rita Rocchi, Modelli di famiglia, Ed. TEA.

Crescita Personale, Genitorialità

L’intento degli autori è quello di fornire uno strumento di conoscenza riguardo il sistema “famiglia” vista come un’organizzazione fondamentale per la nostra società. Fornendo la loro esperienza teorica e pratica attraverso la descrizione dei...




Giorgio Nardone, Emanuela Giannotti, Rita Rocchi, Modelli di famiglia, Ed. TEA.

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Perchè leggere questo libro

Perchè fornisce delle riflessioni attuali e che muovono le persone a svolgere il proprio ruolo genitoriale. Perchè è scritto in maniera chiara e diretta. Perchè riporta molti casi di studio. Perché dà soluzioni pratiche e racconta la società e la...


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Giorgio Nardone, Emanuela Giannotti, Rita Rocchi, Modelli di famiglia, Ed. TEA.

Riassunti di libri di crescita personale


Giorgio Nardone, Emanuela Giannotti, Rita Rocchi, Modelli di famiglia, Ed. TEA. Chi è l’autore? Giorgio Nardone è psicologo e psicoterapeuta. Insieme a Paul Watzlawick ha fondato il Centro di Terapia Strategica di Arezzo. È direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve Strategica. È autore di numerose opere tradotte in molte lingue. Emanuela Giannotti è psicologa e psicoterapeuta, ricercatore associato presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo, e responsabile del centro affiliato di Lucca. Rita Rocchi è insegnante e collabora alle attività di studio e ricerca del Centro di Terapia Strategica di Arezzo. Qual è l’intento dell’autore? L’intento degli autori è quello di fornire uno strumento di conoscenza riguardo il sistema “famiglia” vista come un’organizzazione fondamentale per la nostra società. Fornendo la loro esperienza teorica e pratica attraverso la descrizione dei diversi modelli di famiglia, gli autori forniscono «strategie di soluzione semplici, chiare e soprattutto veloci». Conosci meglio il libro L’evoluzione della famiglia. La letteratura pedagogica degli ultimi decenni ha sponsorizzato una serie di concetti, idee e miti che hanno disorientato i genitori spingendoli a crescere i propri pargoli in una campana di vetro. Una delle teorie sostiene che le regole tarperebbero le ali della creatività dei bambini. Un’altra, invece, sostiene che per risolvere i problemi dei giovani è sufficiente rinforzare la loro autostima. A tal proposito, gli autori sottolineano come l’autostima sia qualcosa che si costruisce attraverso le esperienze personali e non un attributo che possa essere concesso dagli altri. Infine, un’ultima teoria, che si è radicata nella cultura contemporanea, è che sia la madre l’unico genitore responsabile della vita dei figli. Gli autori fanno notare che queste teorie hanno generato ansia nei genitori con il risultato che, per paura di deprivare, si iperprotegge. L’iperprotezione. Il problema delle famiglie di oggi, infatti, è proprio l’iperprotezione. Uno studio decennale del famoso studioso dell’età evolutiva, Jerome Kagan, ha dimostrato che nelle famiglie iperprotettive si riscontrano più spesso disturbi psicologici dell’adoelscenza, tipo ansia, ossessioni, fobie, depressione e disordini alimentari. Ma perchè accade questo? Gli autori fanno notare che «dove c’è uno stile educativo connotato dallo schiaffo come correttivo di fronte ad azioni scorrette risulta che i figli siano emotivamente più stabili e sicuri, rispetto ai figli delle famiglie nelle quali c’è un clima permissivo». Questo è spiegato dal fatto che i figli, soprattutto se adolescenti, percepiscono i genitori forti e affermativi come “persone su cui si può contare”. Il genitore permissivo, invece, non manifestando la sua fermezza e la sua determinazione, non è visto come un punto di riferimento e, quindi, come una figura in grado di aiutare, sostenere e offrire protezione ai figli. Ridefinire l’adolescenza e la sua famiglia. L’adolescenza rappresenta quel periodo in cui il ragazzo «non possiede ancora né il corpo né una mente ben definiti, e non è autonomo nell’organizzare la sua esistenza». Questa fase della vita ha subìto un ampliamento quantitativo con un prolungamento dei tempi di permanenza del giovane ormai adulto nella famiglia di origine. Di conseguenza, il processo verso la fase adulta si è allungato. Attualmente, l’adolescenza si è prolungata fino ai 35 anni. Nella società odierna, gli autori fanno notare che ci sono numerosi casi di adulti che presentano problematiche adolescenziali. Tuttavia, l’adolescenza resta un periodo della vita difficile e tormentato, caratterizzato da cambiamenti corporei, da scombussolamenti emotivi e da progressi cognitivi. Questo la rende un’età particolare da vivere. Gli autori ci tengono a sottolineare che, essendosi così dilatata nel tempo, i problemi e le patologie che insorgono tra adolescenti e famiglia riguardano gli adolescenti che rientrano nel range di età 12-19 anni. Aiutare o ostacolare l’adolescenza. Durante l’adolescenza, inoltre, i giovani sono concentrati sulla revisione dell’immagine di sé e sul trovare una propria posizione nel mondo attingendo ad un pensiero ormai astratto, che consente loro di creare pensieri e idee proprie. «La costruzione di queste mappe mentali, utili per orientare il suo cammino nel mondo, si compie con il contributo fondamentale dei messaggi provenienti dai contesti di appartenenza più importanti, tra i quali la famiglia gioca un ruolo determinante». Nel voler aiutare i propri figli, i genitori tendono a fornire queste mappe, dimenticando come sia fondamentale crearle attraverso le esperienze fatte in prima persona. L’adolescente ha bisogno di costruire la fiducia nelle sue capacità attraverso tentativi ed errori. La presenza invasiva dei genitori può rappresentare un ostacolo per la costruzione della personalità degli adolescenti. In base all’esperienza raccolta dagli autori, per avere una sana interazione genitori-figli, la famiglia dovrebbe «osservare senza intervenire», rimandando ai figli la responsabilità delle proprie azioni. Molto spesso, invece, i genitori creano un modello d’interazioni rigido. Questo modello si sviluppa in quattro fasi: 1) IL DUBBIO, in questa fase i genitori danno importanza ad un problema presunto o reale del figlio; 2) REAZIONI A CATENA, è il periodo in cui iniziano le indagini del presunto problema; 3) CIRCOLO VIZIOSO, in questa fase i genitori mettono in atto tutta una serie di tentativi ed azioni che hanno funzionato in passato; 4) IL PROBLEMA DIVENTA REALTÀ, in quest’ultima tappa la situazione si complica e la gestione del problema s’irrigidisce in azioni non efficaci, che possano portare ad un modello di interazione patologica. I modelli attuali della interazione familiare. Gli autori hanno individuato sei modelli di riferimento: iperprotettivo, democratico-permissivo, sacrificante, intermittente, delegante, autoritario. Nel libro vengono esposte le modalità comunicative, il tipo di reazione, le regole, i significati e le conseguenze delle azioni delle persone di ogni tipo di famiglia. Il modello protettivo è contraddistinto da un tipo di comunicazione dove l’accento è messo sull’accoglienza, sul calore e sulla protezione. Anche il non verbale rimanda all’aiuto immediato del genitore ad ogni difficoltà del figlio. La relazione tra genitori e figli è di tipo complementare, per cui i primi si trovano in una posizione di superiorità rispetto ai secondi. In base agli studi effettuati presso il C.T.S. di Arezzo, gli autori hanno verificato che molti dei bambini e degli adolescenti definiti “problematici” vivono in ambienti familiari iperprotettivi. Non a caso, questo è il modello di relazione che si sta diffondendo nelle famiglie italiane degli ultimi anni. Il significato alla base di questo modello è la squalifica nei confronti del figlio, è come se il genitore dicesse: «Lo faccio io per te, ti aiuto, perché tu da solo non sei in grado di farlo». Il modello democratico-permissivo è caratterizzato dall’assenza di gerarchia, per cui genitori e figli sono visti alla pari. Questo fa sì che il figlio, anche in età precoce, venga incluso nelle discussioni e, di conseguenza, venga caricato di troppe responsabilità per la sua età. Le regole non vengono imposte con fermezza e non sono previste punizioni. «Una regola senza conseguenze pragmatiche può essere definita consiglio, avvertimento ma non certo regola o norma perché la sua trasgressione non prevede alcun effetto pratico sul comportamento»: la mancanza di regole ferme destabilizza i figli, soprattutto se adolescenti. Nel modello sacrificante la coppia genitoriale vede il sacrificio come quel comportamento necessario per farsi accettare dagli altri. I bisogni del singolo sono messi da parte a favore dei desideri dell’altro. «Il piacere più grande è il piacere dei figli, del coniuge, dei propri genitori, dei parenti, amici e non il proprio»: in questo modello la comunicazione è caratterizzata da termini che rimandano al “dovere” e, al tempo stesso, da discorsi sull’insoddisfazione provata per il mancato riconoscimento e apprezzamento dei sacrifici fatti a favore degli altri. Il modello intermittente è contraddistinto da continui cambiamenti, «ovvero le posizioni assunte dai membri della famiglia, i comportamenti reciproci, invece di essere coerenti rispetto un modello, come accade nei casi precedentemente descritti, è connotato da una ambivalenza costante». Questo un modello di relazione familiare è abbastanza frequente. Alla base di questo modello c’è l’idea che non esistano regole fisse, e, di conseguenza, regna un’atmosfera di sospetto. Il comportamento delle persone che adottano questo modello è come colui che «si è perduto nella foresta e per uscire prima prende una direzione, poi, assalito dal dubbio di aver sbagliato, torna indietro, poi non vede via di uscita e cambia strada di nuovo, e così via, fino a girare continuamente su se stesso e tragicamente perdersi». Il modello delegante è caratterizzato dal mantenimento di un legame molto forte con la famiglia di origine di un coniuge. La coppia, una volta diventata coppia genitoriale, continua ad appoggiarsi a alla famiglia di origine delegando, per esempio, il ruolo di genitore ai nonni. Il rischio è quello di perdere il contatto diretto con l’evoluzione dei figli: genitori e nonni possono cercare di conquistare i bambini con numerosi regali e, molto spesso, quello che i genitori vietano è approvato dai nonni. In questa atmosfera, gli adolescenti riescono a muoversi bene ottenendo quasi sempre quello che vogliono e non subendo quasi mai le conseguenze negative delle loro azioni, trovando spesso chi li aiuta a rimediare. L’ultimo dei modelli, quello autoritario, vede una relazione in cui un genitore, o entrambi, esercitano un potere sui figli. In questo modello, nato prima e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, i figli non hanno voce in capitolo e devono accettare le decisioni prese dai genitori. In queste famiglie si parla poco, regna la figura del padre-padrone e si respira una forte aria di tensione. Per ovviare a questa tensione, il figlio può manifestare dolori e malesseri fisici e può assumere due posizioni: può sostenere le stesse posizioni dei genitori avendo così una relazione complementare; oppure può ribellarsi e – in questo caso – la relazione può essere caratterizzata da violenti scontri. Citazioni: «Una di queste teorie catastrofiche è che per salvaguardare le doti innate e coltivare la creatività del bambino prima e dell’adolescente poi, tanto in casa che a scuola, è necessario un metodo permissivo senza regole, incentivi, ricompense e punizioni che potrebbero daneggiarlo in quanto generano stress, frustrazioni e traumi». «Per discutere il concetto di famiglia come organizzazione, faremo riferimento al modello utilizzato dalla cibernetica. La descrizione, quindi, come un sistema cibernetico governato da regole, all’interno del quale i membri tendono a comportarsi in maniera organizzata e ripetitiva». «Se le regole diventano troppo rigide si generano i “giochi senza fine”, i circoli viziosi dai quali non si riesce a uscire perché nessuno è capace di cambiare le regole: ecco il sistema diventa patologico e fa venire in mente un disco a microsolco che si inceppa, non riesce ad andare avanti e produce all’infinito lo stesso suono». «L’evento che innesca la configurazione di un modello familiare è la nascita di un figlio». «La perdita di flessibilità è sempre dannosa, ma lo è particolarmente all’avvicinarsi di uno dei terremoti più pericolosi per la famiglia, l’ingresso di un figlio nell’adolescenza». Perchè leggere questo libro Perchè fornisce delle riflessioni attuali e che muovono le persone a svolgere il proprio ruolo genitoriale. Perchè è scritto in maniera chiara e diretta. Perchè riporta molti casi di studio. Perché dà soluzioni pratiche e racconta la società e la famiglia di oggi. Questa scheda è stata relizzata da: Tatiana Zucconi Categoria: Genitorialità Acquista il libro