A modo loro


Mel Levine, A modo loro, Mondadori, trad. A. Baldo

Crescita Personale, Genitorialità

L'intento dell'autore è quello di guidare insegnanti e genitori a conoscere e valorizzare le unicità dei bambini. Ognuno ha sviluppato certe abilità meglio di altre ed è di fondamentale importanza saper individuare le aree di forza e incidere sulle...




Mel Levine, A modo loro, Mondadori, trad. A. Baldo

Mel Levine, A modo loro, Mondadori, trad. A. Baldo è disponibile su Amazon

Perchè leggere questo libro

Perché tranquillizza e indirizza il genitore che ha un figlio a cui è stato diagnosticato un disturbo dell’attenzione o dell’apprendimento (tra dislessia, discalculia e associati). Perché dà soluzioni concrete sul come aiutarli passo passo e...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "A modo loro" di Mel Levine è di circa 5/10 min.

Abbonati anche tu a DISIATO per leggere la scheda completa di questo libro riassunto per te dal nostro team.

Con DISIATO risparmi tempo e denaro!








Mel Levine, A modo loro, Mondadori, trad. A. Baldo

Riassunti di libri di crescita personale


Mel Levine, A modo loro, Mondadori, trad. A. Baldo Chi è l’autore? Mel Levine è docente di pediatria alla North Carolina University e dirige il Clinical cCenter for the Study of Development and Learning. È uno dei cofondatori del centro All Kinds of Minds che aiuta genitori, insegnanti e medici e gli stessi bambini ad affrontare le diversità e ad adeguare l’apprendimento. Qual è l’intento dell’autore? Educare insegnanti e genitori a conoscere e valorizzare le unicità dei bambini. Ognuno ha sviluppate certe abilità meglio di altre ed è di fondamentale importanza saper individuare le aree di forza e incidere sulle carenze. Conosci meglio il libro: • I cervelli dei bambini non funzionano tutti allo stesso modo: c’è chi preferisce le immagini e chi le parole, chi vede con più interesse i dettagli e chi coglie l’argomento a grandi linee. Se noi aiutiamo i nostri figli e studenti a scoprire le proprie potenzialità, li aiutiamo a sviluppare stima per sé stessi. Conoscere la mente dei bambini è nostra gioia e responsabilità, un bambino che sente sempre ripetersi che può fare di meglio, che non si applica fino in fondo, come crediamo che si senta? E che poi deve portarsi dietro una di quelle etichette in voga come DA (disturbo dell’apprendimento) o DDA (disturbo da deficit di attenzione)? L’autore stesso racconta i suoi problemi alla scuola materna di colorare nelle righe, di ritagliare un disegno, di seguire le lezioni di ginnastica… E le goffaggini odierne come quella di piegare un foglio in tre parti per farlo entrare in una busta. • Le menti dei nostri bambini sono paragonabili a cassette degli attrezzi piene di meccanismi, le funzioni neuroevolutive. Se queste funzioni non sono totalmente operative o mature, capita spesso che la disfunzione non sia identificata e il bambino venga catalogato come distratto, svogliato, disattento. Levine distingue otto sistemi di funzionamento: il sistema di controllo dell’attenzione, il sistema mnemonico, il sistema linguistico, il sistema di ordinamento spaziale, il sistema di ordinamento sequenziale, il sistema motorio, il sistema del pensiero superiore, il sistema del pensiero sociale. Un bambino può avere scarsa memoria ma essere molto creativo, un altro può smontarti una radio ma non riuscire a leggere correttamente. • Come si sviluppa un profilo mentale piuttosto che un altro? Per un insieme di incidenze tra genetica, ambiente, stress e clima famigliare, amicizie, salute, gestione delle emozioni. Conoscere e conoscersi è il primo passo per cercare il giusto aiuto e una diagnosi precoce di certi deficit permette di intervenire efficacemente. Prendiamo il controllo dell’attenzione, secondo il modello ANSER, modello utilizzato da Levine e colleghi nel loro centro All Kinds of Minds, aiuta a scoprire dove si trovano aree di sviluppo. Ad esempio l’autore fa osservare come il bambino gestisce le sue abilità nel controllare l’attenzione: tra l’essere vigile, completare le cose, concentrarsi su un elemento attentivo escludendo altri, saper provare soddisfazione per una cosa e non continuare a ricercare stimoli eccitanti che alla fine annoiano… E poi poter prevedere le conseguenze di ciò che si fa, gestire azioni con un certo ritmo e non freneticamente e la capacità a ricevere un feedback e non chiudersi a riccio di fronte a ciò che per lui sono solo rimproveri. • Altre difficoltà possono insorgere per la differente gestione delle memorie. Le memorie sono tre: a breve termine, di lavoro e a lungo termine. La memoria a breve termine dura per circa due minuti, quella operativa (o di lavoro) serve per ricordare le fasi di ciò che si sta facendo (come la RAM nei computer), e quella a lungo termine permette di ricordare informazioni. Quali sono le difficoltà in chi pare abbia problemi di memoria? Mancanza di ripetizione e quindi intasamento della memoria di lavoro, capacità di trovare tranquillità mentale per poter eseguire ripetizioni di apprendimento che liberino la memoria operativa, capacità di memorizzare a lungo termine per associazione, per categorie o schemi e i ripetuti richiami per rinforzare la memoria a lungo termine. • È interessante sapere che si ricorda meglio dopo una bella notte di sonno e che un modo utile per ricordare le cose è cambiarle: da verbale a visiva o viceversa, da diagramma a schema… è inoltre utile collegare le nuove nozioni a ciò che già conosciamo. Per esercitare la memoria di lavoro è utile sottolineare già le parole chiave mentre si legge e poi riassumere registrando la propria voce con un registratore. • Cos’è il pensiero superiore? È la capacità che abbiamo di formulare concetti per astrarre e risolvere problemi. La risoluzione dei problemi non si valuta con un test di intelligenza o gli esami a scuola; esso corrisponde a una buona capacità di giudizio, alla presa di decisioni chiare e solide e a buone procedure di pensiero logico. Di fronte a un problema lo si dovrà individuare come tale, prevederne il risultato, valutare la fattibilità di azioni che portano alla soluzione, trovare le risorse necessarie, scegliere la o le migliori, agire, controllare che tutto funzioni, correggersi fino a che non si arriva al risultato. • Cos’è il pensiero sociale? È la capacità di interagire in modo profittevole nella società e questo richiede le seguenti abilità allenate: abilità di comprendere intenzione altrui da intonazione ed espressioni, abilità di modificare il proprio modo di parlare per adattarsi agli altri, comprensione dell’umore, capacità di assumere il punto di vista altrui, abilità ad adattarci all’umore dell’altra persona (se triste o euforica). • Primum non nocere, diceva il giuramento di Ippocrate. Il genitore dovrebbe fare molta attenzione a non danneggiare con l’essere troppo pesante, a fare paragoni tra fratelli, a denigrare, misurando le parole e le espressioni del viso e aiutando a sviluppare abilità. Il genitore dimostra vivo interesse, si dimostra curioso, impegnato e soddisfatto mentre apprende… Insomma, il genitore dà l’esempio e supporta. • L’insegnante deve ricevere la formazione adeguata perché è il punto di riferimento tra bambini, istituzioni e genitori. Agli insegnanti spetta anche l’insegnamento alla concentrazione, al rimandare la gratificazione, alla selezione dell’attenzione, a sviluppare l’immaginazione e la gestione dei problemi, alla comprensione delle diversità, alla tolleranza, empatia e socialità. Citazioni: «I sistemi sono come i personaggi principali di una rappresentazione teatrale in pieno svolgimento davanti ai nostri occhi: quando guardiamo i nostri figli crescere e maturare, dobbiamo focalizzarci sull’evoluzione di tutti gli otto sistemi.» «Come ho detto, il primo passo per aiutare uno studente in difficoltà è possedere un quadro chiaro del suo profilo neuroevolutivo, oltre che dello stato attuale delle sue capacità scolastiche e delle sue conoscenze. Si tratta di creare gli specifici punti di forza e debolezza, che possono essere evidenti oppure no. L’osservazione diretta da parte di genitori e insegnanti e l’uso di molteplici fonti di informazione consentono di ottenere una sorta di “fotografia” del soggetto.» «I punti di forza e le attitudini di un bambino sono un aspetto chiave dell’unicità della sua mente. Una volta identificati, vanno sostenuti e incoraggiati attivamente e, soprattutto fra le mura domestiche, va loro offerto un terreno fertile per crescere, anche quando non sono quelli che una madre e un padre avrebbero scelto prima della nascita.» Perché leggere questo libro: Perché tranquillizza e indirizza il genitore che ha un figlio a cui è stato diagnosticato un disturbo dell’attenzione o dell’apprendimento (tra dislessia, discalculia e associati). Perché dà soluzioni concrete sul come aiutarli passo passo e serenamente. Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia