Molecole di emozioni


Candace B. Pert, Molecole di emozioni, Corbaccio, trad. L. Perria

Crescita Personale, Salute & Benessere

L’autrice ripercorre le tappe fondamentali delle sue ricerche, attraverso cui è arrivata a scoprire che le nostre emozioni hanno delle basi bio-molecolari. In un resoconto che è un incrocio perfetto tra romanzo e testo di divulgazione scientifica,...




Candace B. Pert, Molecole di emozioni, Corbaccio, trad. L. Perria

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Perchè leggere questo libro

Perché è la testimonianza di un’importante e appassionata neuroscienziata. Perché è provvisto di un glossario relativo a tutti i termini medico-scientifici. Perché è stato un best seller tradotto in molti paesi. Perché racconta la ricerca scientifica...


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Candace B. Pert, Molecole di emozioni, Corbaccio, trad. L. Perria

Riassunti di libri di crescita personale


Candace B. Pert, Molecole di emozioni, Corbaccio, trad. L. Perria Chi è l’autore? Candace B. Pert (1946-2013) è stata una neuroscienziata e farmacologa di fama internazionale. Ha pubblicato oltre 250 articoli scientifici e tenuto conferenze in tutto il mondo sulla farmacologia e la neuro-anatomia, oltre che sulle sue ricerche d’avanguardia sulle emozioni e la connessione corpo-mente. Qual è l’intento dell’autrice? L’autrice ripercorre le tappe fondamentali delle sue ricerche, attraverso cui è arrivata a scoprire che le nostre emozioni hanno delle basi bio-molecolari. In un resoconto che è un incrocio perfetto tra romanzo e testo di divulgazione scientifica, l’autrice dimostra che le emozioni e le loro componenti biologiche costruiscono il legame essenziale tra corpo e mente. Questo libro insegna: La rivoluzione dei recettori. Nel corso di una delle sue conferenze, l’autrice esordisce proiettando una diapositiva che presenta l’immagine di una lapide. Sotto il nome del defunto si legge la scritta «Vedi? Non era psicosomatico». Questo è lo spunto per spiegare il significato della parola «psicosomatico», formata da «psiche» (mente, anima) e «soma» (corpo). I medici sono piuttosto scettici ad ammettere lo stretto rapporto che lega corpo e mente, poiché così dovrebbero dubitare della legittimità di una particolare malattia. A partire dal pensiero di Cartesio, si è giunti però alla conclusione, condivisa dall’autrice, che tutte le malattie presentano una componente psicosomatica ben precisa, anche quando non hanno una base di tale natura. Questa scoperta rivoluzionaria assume la portata che le spetta soltanto nel momento in cui si comprende il concetto di recettore degli oppiacei, una molecola che si trova alla superficie delle cellule nel corpo e nel cervello. Il recettore degli oppiacei. L’autrice racconta di aver scoperto il recettore degli oppiacei quando era stata immobilizzata a letto in seguito a una caduta da cavallo. Leggendo Principles of Drug Action (Principi dell’azione della droga) di Avram Goldstein, l’autrice scopre la funzione di alcune minuscole molecole in grado di produrre una sensazione di benessere. Nel suo caso questo accadeva nel momento in cui l’infermiera le iniettava una dose di morfina. La droga produceva non soltanto estasi ma cancellava l’ansia e il disagio emotivo dovuto alla condizione di invalidità in cui si trovava l’autrice. Questa era stata un’esperienza che aveva destato in lei uno spiccato interesse per la connessione fra cervello e comportamento, fra mente e corpo. L’autrice inizia dunque a frequentare la scuola di specializzazione in medicina dell’università John Hopkins come candidata al dottorato nel dipartimento di farmacologia. L’apprendistato prevede l’affiancamento al dottor Solomon Snyder, il quale aveva partecipato a un convegno proprio di Goldstein. Il dottor Snyder mostra scetticismo nei confronti della tecnica proposta da Goldstein perché a suo dire non era in grado di isolare un segnale affidabile tra le migliaia di sostanze chimiche presenti in ogni singola goccia di fluido cerebrale. L’autrice tuttavia chiede a Snyder di lavorare sulla ricerca del recettore degli oppiacei, con l’obiettivo di contrastare la tossicodipendenza. Il recettore degli oppiacei ha la funzione di legarsi con una sostanza prodotta dal corpo stesso, l’encefalina, un oppiaceo naturale che alcuni scienziati riscontrarono in un gruppo di maiali: il che significava che la produzione di questa sostanza naturale avrebbe provocato gli stessi effetti degli oppiacei esogeni come la morfina. Le emozioni. Gli scienziati sono scettici quando si tratta di attribuire alle emozioni una base biochimica. L’autrice spiega però che la sua posizione si è cementata su questo versante dopo la lettura del libro di Darwin L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, in cui si sosteneva che l’uomo e gli animali assumono le stesse espressioni facciali per lo stesso tipo di emozione. L’autrice sostiene che per emozione non si debbano intendere soltanto ira, paura e tristezza o gioia ma anche sensazioni basilari come piacere e dolore nonché le «pulsioni istintuali» come fame e sete. Gli esperti distinguono fra emozione, umore e temperamento: l’emozione è transitoria e identificabile in relazione a una causa scatenante; l’umore si prolunga per ore o giorni interi; il temperamento infine è fondato su fattori genetici. Testa e corpo. L’autrice si domanda se le emozioni abbiano origine nella testa o nel corpo. La questione (ovvero la disputa James-Cannon) ha avuto origine nel 1884, quando William James, assistente di filosofia a Harvard, aveva pubblicato un saggio intitolato Che cos’è un’emozione? Secondo James, la fonte delle emozioni ha origine nel corpo e non è dunque cognitiva. Noi percepiamo i fatti e avvertiamo sensazioni corporee, e soltanto in seguito etichettiamo quelle sensazioni fisiche sotto il nome dell’una o dell’altra emozione. In contraddizione con ciò che sostiene James si pone il suo allievo Walter Cannon, che aveva spiegato il funzionamento del sistema nervoso autonomo, o simpatico. Cannon era riuscito a misurare il tempo trascorso dal momento in cui l’ipotalamo riceveva una scossa elettrica fino a quando cominciavano a manifestarsi i cambiamenti corporei nel flusso del sangue, nella digestione e nel battito cardiaco. Cannon aveva concluso dunque che questi cambiamenti erano troppo lenti per essere la causa delle emozioni, anziché l’effetto. L’autrice deduce che i peptidi (uno dei composti che contengono due o più amminoacidi) e le altre sostanze informazionali sono la base biochimica delle emozioni. Il corpo si identifica quindi con l’inconscio. I traumi repressi causati da una sovrabbondanza di emozioni possono restare immagazzinati in una parte del corpo, influenzando in seguito la nostra capacità di percepire quella parte o addirittura di muoverla. Salute ed emozioni. Il nostro sistema immunitario influisce sulla nostra salute formando delle placche sulle pareti delle arterie: le cellule immunitarie secernono peptidi capaci di aumentare o diminuire la formazione di placche nei vasi sanguigni coronarici, che costituiscono un fattore chiave negli attacchi cardiaci. L’autrice riporta due esempi fondamentali: il numero degli attacchi cardiaci risulta più alto il lunedì mattina, mentre il numero dei decessi raggiunge il picco dopo il Natale cristiano e dopo il capodanno cinese per i rispettivi festeggianti. Questo perché in entrambi i casi si tratta di giorni ad alta valenza emotiva. L’autrice fa notare anche lo stretto rapporto tra il sistema immunitario e i virus, che sfruttano gli stessi recettori dei neuropeptidi per entrare in una cellula: il virus penetra nella cellula sulla base della quantità di peptide naturale che si trova intorno a un particolare recettore. Poiché le molecole dell’emozione sono coinvolte nel processo di penetrazione del virus nella cellula, si può presumere che lo stato delle nostre emozioni inciderà sulla probabilità di soccombere o no all’infezione virale. La teoria dell’informazione. L’autrice riprende una conversazione avvenuta con il dottor Robert Gottesmann, il quale spiega alcuni concetti fondamentali relativi alla teoria dell’informazione. Secondo Gottesmann, per comprendere qualunque vita biologica o processo naturale è necessario sostituire il concetto di «energia» e «materia» con «informazione». Gottesmann aggiunge che le informazioni trascendono il tempo e lo spazio, collocandosi oltre i limiti angusti della materia e dell’energia. La realtà non può essere determinata in modo oggettivo ma è l’osservatore a fare la differenza. Le informazioni sono al di fuori dei confini del tempo e dello spazio, della materia e dell’energia, di conseguenza appartengono a un regno molto diverso da quello concreto e tangibile che consideriamo «realtà». La teoria dell’informazione converge con la filosofia orientale: la mente, la coscienza, che consiste in informazioni, preesiste al mondo fisico, mera rappresentazione esterna di essa. La depressione. Attraverso una conversazione avvenuta con Marilyn, una consulente matrimoniale che si occupava anche della famiglia e dell’infanzia, l’autrice fa notare quanto sia aumentato il numero di persone che consumano antidepressivi (es. Prozac, Zoloft, Paxil etc.). Questo le permette di riflettere sul rapporto tra la depressione e i traumi vissuti nella prima infanzia. Infatti i neonati e i bambini vittime di abusi, maltrattamenti o indifferenza hanno un maggior numero di probabilità di diventare degli adulti depressi. L’autrice ricorda che, nel corso di un esperimento, delle scimmie private delle cure materne presentavano elevati livelli del neuropeptide CRF, limitando così le fluttuazioni degli altri peptidi nell’organismo. Le scimmiette risultavano dunque incapaci di curare la propria toilette ed erano affette da comportamenti ripetitivi senza scopo. Nell’uomo, tutto ciò si traduce in un buco nero emotivo, ovvero la depressione. Lo stile di vita delle persone sane, integre e coscienti. Quando si parla di stile di vita sano si pensa immediatamente a una dieta alimentare a basso contenuto di grassi, attività sportiva ed eliminazione di tabacco, alcol e droghe ricreative. L’autrice sottolinea però che un ingrediente fondamentale della salute sana è la cura dei sentimenti. L’autrice suggerisce dunque alcuni modi di utilizzare la percezione e l’intenzione allo scopo di potenziare al massimo la salute. 1) Prendere coscienza di sé. Consiste nella percezione sia del nostro stato mentale sia di quello emotivo e fisico. Più siamo coscienti, più siamo in grado di «ascoltare» la conversazione tra i livelli autonomi o subconsci dell’unità corpo/mente; 2) Accedere alla rete psicosomatica. L’autocoscienza permette di inserirsi nella rete psicosomatica e nel dialogo corpo/mente per orientarli in modo diverso. Questo è possibile grazie al prosencefalo, la sede di tutte le funzioni cognitive superiori (es. la pianificazione del futuro, la capacità di prendere decisioni etc.); 3) Attingere ai sogni. La consapevolezza delle emozioni può essere acquisita trascrivendo i propri sogni, un modo per origliare la conversazione tra psiche e soma; 4) Entrare in contatto con il proprio corpo. La medicina alternativa sfrutta tecniche come l’analisi della rete spinale di Epstein, la centratura mente-corpo di Bainbridge-Cohen etc. ma l’autrice sottolinea che talvolta sono sufficienti una passeggiata, una corsa o un massaggio per risanare i sentimenti; 5) Ridurre lo stress. L’autrice suggerisce due tecniche: la meditazione trascendentale (bastano due volte al giorno per venti minuti, occhi chiusi e ripetizione costante del proprio mantra) e la mindfulness (concentrazione sul respiro, che permette di entrare nel dialogo corpo-mente); 6) Fare esercizio fisico. Non deve essere finalizzato al raggiungimento di una linea perfetta. Infatti con l’attività fisica si induce il cuore a pompare più in fretta e con maggiore efficienza, aumentando quindi l’afflusso di sangue destinato ad alimentare e ripulire il cervello e tutti gli organi; 7) Mangiare con saggezza. Spesso si tende a mangiare quando non si ha realmente fame. In questo modo il cibo diventa lo strumento migliore per seppellire informazioni spiacevoli (es. fame nervosa, bulimia da depressione etc.). L’autrice consiglia di mangiare cercando di assaporare il sapore e la consistenza del cibo, in un ambiente preferibilmente rilassante; 8) Evitare ogni abuso. Si intende abuso di alcol, fumo e droghe. Il consumo di droghe legali e illegali è legato alle emozioni non sanate, ignorate, non elaborate e integrate, o addirittura rimosse. Citazioni: «Le emozioni consistono […] in cambiamenti organici del corpo, muscolari e viscerali, e non sono una percezione diretta, bensì secondaria, suscitata indirettamente dal funzionamento del corpo.» «Le ricerche svolte mi hanno dimostrato che quando le emozioni vengono espresse […] tutti i sistemi sono integri e solidali.» «Quando vi sentite sconvolti o in preda a un forte malessere, cercate di approfondire queste emozioni per capire cos’è che vi tormenta, in realtà. Siate sempre sinceri con voi stessi e trovate modi appropriati e soddisfacenti per esprimere le vostre emozioni.» «Quando vi svegliate al mattino, stiratevi, sbadigliate e allungate la mano verso il taccuino dei sogni. Scrivete tutto ciò che vi viene in mente, per quanto frammentario, senza cercare di filtrare o rivedere il contenuto. Se vi si affaccia alla mente un’associazione di idee […] annotatela fra parentesi.» Perché leggere questo libro: Perché è la testimonianza di un’importante e appassionata neuroscienziata. Perché è provvisto di un glossario relativo a tutti i termini medico-scientifici. Perché è stato un best seller tradotto in molti paesi. Perché racconta la ricerca scientifica come se si trattasse di un romanzo. Questa scheda è stata realizzata da Fabrizio Rigante Categoria: Salute & Benessere