Naturalmente intelligenti


John Medina, Naturalmente intelligenti. Istruzioni per lo sviluppo armonioso del cervello dei bambini della prima età. Le risposte pratiche ai mille dubbi di mamme e papà, Bollati Boringhieri editore, trad. G. Olivero

Crescita Personale, Genitorialità

Con questo libro, l’autore intende dare delle linee guida utili per i genitori partendo dalle cause delle esigenze e dei comportamenti dei bambini e dai meccanismi del funzionamento del cervello. L’autore mette l’accento “sui semi e il suolo”, cioè...




John Medina, Naturalmente intelligenti. Istruzioni per lo sviluppo armonioso del cervello dei bambini della prima età. Le risposte pratiche ai mille dubbi di mamme e papà, Bollati Boringhieri editore, trad. G. Olivero

John Medina, Naturalmente intelligenti. Istruzioni per lo sviluppo armonioso del cervello dei bambini della prima età. Le risposte pratiche ai mille dubbi di mamme e papà, Bollati Boringhieri editore, trad. G. Olivero è disponibile su Amazon John Medina, Naturalmente intelligenti. Istruzioni per lo sviluppo armonioso del cervello dei bambini della prima età. Le risposte pratiche ai mille dubbi di mamme e papà, Bollati Boringhieri editore, trad. G. Olivero è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché è una miniera di informazioni utili per capire il perché di certi comportamenti dei bambini, e di conseguenza per affrontarli meglio; perché le statistiche e le spiegazioni scientifiche vengono presentate con un linguaggio divertente e pieno di...


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John Medina, Naturalmente intelligenti. Istruzioni per lo sviluppo armonioso del cervello dei bambini della prima età. Le risposte pratiche ai mille dubbi di mamme e papà, Bollati Boringhieri editore, trad. G. Olivero

Riassunti di libri di crescita personale


John Medina, Naturalmente intelligenti. Istruzioni per lo sviluppo armonioso del cervello dei bambini della prima età. Le risposte pratiche ai mille dubbi di mamme e papà, Bollati Boringhieri editore, trad. G. Olivero Chi è l’autore? John Medina è un biologo molecolare specializzato nello studio dei geni implicati nello sviluppo cerebrale e nei disordini psichiatrici. Dirige il Brain Center of Applied Learning Research della Seattle Pacific University e insegna bioingegneria nell’università di Washington. Ha scritto vari libri tra cui Il cervello. Istruzioni per l’uso. Qual è l’intento dell’autore? Con questo libro, l’autore intende dare delle linee guida utili per i genitori partendo dalle cause delle esigenze e dei comportamenti dei bambini e dai meccanismi del funzionamento del cervello. L’autore mette l’accento “sui semi e il suolo”, cioè sui genitori e sulla cultura e ambiente sociale in cui il bambino crescerà.   Questo libro insegna: La gravidanza. Questa fase è importante non solo per lo sviluppo fisico dell’embrione e del feto, ma anche per la formazione della sua persona. Ad esempio, il feto è in grado di percepire molto dal mondo esterno, non solo tra suoni e movimenti, ma anche riguardo i sentimenti della madre. Delle ricerche hanno sottolineato che un forte stress subito dalla madre durante la gestazione ha generalmente un effetto negativo sullo sviluppo cerebrale del bambino. La relazione. Un capitolo molto utile che mette in guardia i giovani genitori dalle difficoltà di coppia che sopravvengono alla nascita di un figlio; in particolare, le quattro principali ragioni di litigio sono: 1. la mancanza di sonno, 2. l’isolamento sociale, 3. il carico di lavoro ineguale e 4. la depressione. L’ostilità tra i genitori può nuocere allo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del neonato che, come è ormai scientificamente provato, è in grado di rendersi conto dei cambiamenti di stato d’animo dei genitori e li traduce in sensazione di sicurezza o di pericolo. Bisogna infatti ricordare che il cucciolo in natura dipende totalmente dai genitori e un segnale di stress da parte loro viene interpretato come pericolo di vita. Per far fronte ai 4 motivi di conflitto tra i genitori, che in molti casi portano al divorzio, è essenziale – secondo l’autore – arrivare preparati e non prendere sottogamba il carico di lavoro che li aspetta: anticipare tutti cambiamenti di stile di vita e di ritmi necessari, studiare la ripartizione dei compiti e la necessità di recuperare il sonno e gestire i rapporti con familiari, amici e lavoro in modo tale da evitare un’invasione i primi giorni e un abbandono in massa in seguito, ma non esitare a farsi aiutare il più possibile, spiegando chiaramente di cosa si ha bisogno. Il modo migliore per evitare i conflitti, afferma l’autore, è sempre e comunque l’empatia. Il sapersi mettere nei panni dell’altro. L’intelligenza dei bambini e le loro origini. Esistono vari tipi d’intelligenza e il QI è più mito che realtà: esso può misurare solo certi aspetti dell’intelligenza ed è dunque un risultato parziale da prendere come tale. Circa la metà degli elementi costitutivi dell’intelligenza di un bambino sono genetici, e su ciò non si può agire. L’intelligenza si compone di molte variabili, tra cui le più importanti sono l’autocontrollo, la creatività, le competenze comunicative, e il desiderio di esplorare. Il suolo, ovvero l’ambiente in cui il bambino cresce determina l’altra metà degli elementi che costituiscono la sua intelligenza. L’autore ha già parlato nel capitolo sulla gravidanza degli effetti nocivi dello stress, e qui sottolinea ulteriormente questo punto: un bambino che vive in un contesto di stress e preoccupazione non riuscirà a concentrarsi sui risultati scolastici al pari dei suoi coetanei che vivono in condizioni normali perché, come dice l’autore «Al cervello interessa di più sopravvivere che prendere bei voti a scuola». Per costruire un buon sostrato per lo sviluppo intellettivo del bambino, l’autore raccomanda di allattarlo al seno per almeno un anno, parlargli molto e su un tono che si usa con una persona intelligente (aspetto spesso trascurato, ma bisogna ricordare che i bambini imparano imitando, quindi semplificare al massimo il proprio vocabolario, ad esempio, avrà un effetto negativo). È molto importante sottolineare gli sforzi dei propri figli, e non i risultati: solo così li si incoraggerà a perseverare nelle difficoltà o a impegnarsi anche quando i compiti sono facili. Una parte alla quale l’autore mostra di tenere molto, è il mettere in guardia i genitori contro i danni provocati da schermi televisivi, videogiochi e simili. L’apprendimento passa attraverso il movimento e il contatto con persone reali, con i loro toni di voce, gesti e mimiche facciali; inoltre, le luci blu degli schermi hanno effetto negativo sulla concentrazione e sulla memoria. L’autore non esita a vietare qualsiasi tipo di schermo per i primi due anni di età, presentando spiegazioni scientifiche sull’effetto che gli schermi hanno sul cervello e sul sistema nervoso. In seguito, mette in guardia i genitori ambiziosi o troppo fieri dei propri figli a non forzare le tappe: è inutile cercare di inculcare nelle loro menti ciò che esse non sono ancora abbastanza sviluppate per ricevere. È molto più proficuo seguire scrupolosamente le tappe di evoluzione del bambino proponendogli attività adeguate alla tappa in cui si trova. Le emozioni del bambino e i presupposti per la felicità. Le emozioni, spiega l’autore, sono importantissime per il cervello, perché fissano delle informazioni importanti legandole alle sensazioni che si sono provate nel momento in cui si incontrava una data informazione, ovvero si faceva una certa esperienza. L’autore le compara a dei post-it che aiutano a distribuire, filtrare e attribuire le priorità. I bambini che imparano a elaborare le proprie emozioni sapranno anche gestire meglio i rapporti con gli altri e coltivare amicizie più profonde. E l’amicizia – come annuncia l’autore all’inizio del capitolo – è il segreto per la felicità. Le emozioni, l’ambiente e i genitori. I bambini, e soprattutto i neonati, hanno bisogno di essere guardati, ascoltati e toccati. Necessitano di ricevere risposta alle loro esternazioni. Anche per i bambini più grandi, è fondamentale che le loro emozioni siano sempre riconosciute, nominate e trattate con empatia. Non è vero che sfogarsi poi fa sentire meglio, e non serve a niente reprimere le emozioni negative dei figli; è utile invece parlarne, esercitandosi all’empatia. Davanti ai capricci del figlio, per quanto esasperanti, si otterranno migliori risultati mantenendo la calma, concentrandosi sulle sue emozioni, e facendogliele riconoscere con frasi di questo tipo: «Mi sembra che tu sia molto frustrato/a e mi dispiace, ma sei sicuro che mangiare un altro biscotto ti farà sentire davvero meglio?» L’autore mostra quattro tipi di possibili reazioni, o quattro tipi di genitori, che possono passare dall’autoritario al lassista, e indica come i bambini, che sono estremamente sensibili alle emozioni violente come anche, all’opposto, all’assenza di riconoscimento, si sentono più felici davanti a genitori esigenti ma solleciti. La moralità del bambino. I bambini nascono con un senso innato del giusto e dello sbagliato, ma la moralità in senso complesso si costruisce grazie ad un insieme di esempi e regole chiare e coerenti da parte del mondo degli adulti. Per un apprendimento di un comportamento morale, il bambino ha bisogno che i suoi genitori abbiano delle aspettative chiare e realistiche rispetto alla sua età, e che a ogni violazione delle regole seguano conseguenze coerenti ed immediate, senza dimenticare, vice versa, le lodi per i comportamenti corretti. I bambini inoltre hanno bisogno, come per tutti gli altri ambiti, il perché delle regole che vengono loro imposte e delle conseguenze nel caso esse vengano infrante. Il sonno infantile. La prima cosa di cui bisogna tenere conto per pacificarsi con le difficoltà notturne dei primi anni, è che il sonno e la capacità di dormire maturano col tempo. Il sonno dei bambini non può essere come quello degli adulti. I neonati hanno solo due modalità: il “sonno attivo” e il “sonno tranquillo”, che si alternano come, dice l’autore, su un ascensore impazzito che lui chiama, ironicamente, la Torre del Terrore. L’autore analizza le due correnti di pensiero principali: quella del dottor Ferber, e il metodo Nap. Espone pregi e difetti di entrambi e invita i genitori a studiare le abitudini e i bisogni dei figli e adattare una metodologia, tenendosi pronti a modificare il proprio programma e ad avere molta pazienza.   Citazioni: «Le emozioni sono come dei post-it che dicono al cervello di prestare attenzione a qualcosa.» «È indice d’intelligenza rifiutare un indicatore “taglia unica” come verdetto definitivo sulle qualità del cervello del proprio figlio.» «I bambini elogiati per il loro impegno risolvono il 50% in più di problemi matematici complessi rispetto ai bambini elogiati per la loro intelligenza.» «I bambini di tre anni sculacciati più di due volte al mese hanno il 50% in più di probabilità di essere aggressivi all’età di 5 anni.»   Perché leggere questo libro: Perché è una miniera di informazioni utili per capire il perché di certi comportamenti dei bambini, e di conseguenza per affrontarli meglio; perché le statistiche e le spiegazioni scientifiche vengono presentate con un linguaggio divertente e pieno di metafore che facilitano la comprensione; perché dà veramente dei consigli pratici che aiutano il genitore a diventare autonomo nelle sue scelte e nelle sue valutazioni.   Questa scheda è stata realizzata da Elisa Nicotra   Categoria: Genitorialità