No bad kids


Janet Lansbury, No bad kids, JLML Press

Crescita Personale, Genitorialità

L'intento di Janet Lansbury è quello di mettersi alla pari di altri genitori. Ex attrice e modella, ha sempre desiderato essere mamma e poi si è trovata totalmente spiazzata. Solo dopo essersi formata con Magda Gerber, ha capito che prima si dà amore,...




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Janet Lansbury, No bad kids, JLML Press

Riassunti di libri di crescita personale


Janet Lansbury, No bad kids, JLML Press Chi è l’autore? Janet Lansbury è una mamma blogger molto seguita e nel suo libro presenta gli insegnamenti dettati dalla sua esperienza e dalla formazione con Magda Gerber, educatrice della prima infanzia e fondatrice del Resources for Infant Educarers (RIE). Qual è l’intento dell’autore? Il suo intento è quello di mettersi alla pari di altri genitori. Ex attrice e modella, ha sempre desiderato essere mamma e poi si è trovata totalmente spiazzata. Solo dopo essersi formata con Magda Gerber ha capito che prima si dà amore, attenzione e cura al bambino e poi – solo poi – ci si potrà permettere di lasciarlo giocare tranquillamente da solo, e si potrà tirare finalmente un sospiro di sollievo. Conosci meglio il libro: • «I bambini sono persone complete – senzienti, consapevoli, intuitive e comunicative. Apprendono naturalmente e sono esploratori e scienziati nati per testare ipotesi, risolvere problemi e capire linguaggio e idee astratte». Citato da RIE Parenting. Ecco cosa suggerisce l’autrice per guidare i propri figli: 1. Iniziare con un ambiente prevedibile, 2. Darsi aspettative realistiche, 3. Non avere paura, 4. Non prenderla sul personale, 5. Non attaccare etichette, 6. Rispondi sul momento, con calma, come un manager d’azienda, 7. Parla in prima persona (niente «La mamma non vuole che Emma colpisca il cane», piuttosto «Non voglio che…»), 8. Niente “time out” (e poi, time out da cosa – direbbe la nonna ungherese di Magda Gerber – time out dalla vita?), 9. Usa le conseguenze (un bambino impara la disciplina rispondendo alle conseguenze e non alle punizioni), 10. Niente lezioni morali e confuse se piange (il bambino ha il diritto di esprimere le sue emozioni), 11. Dona amore incondizionato, 12. Mai picchiare. • Perché ci sembra che i nostri figli ci spingano all’esasperazione? I nostri figli sembrano programmati per tirare la corda all’infinito. I genitori sembrano non accorgersi che i figli si stancano e vogliono o cambiare o riposarsi. Il primo motivo per cui i figli sembrano farlo apposta è che certe volte “non funzionano” più. Il figlio dell’autrice, che di solito si comportava saggiamente, un giorno si mise a picchiarla senza motivo. Mantenendo la calma l’autrice educatrice rispose: «Non voglio che tiri calci. Penso che mi stai dicendo che sei stanco e sei pronto ad andare a casa, giusto?» Poi però l’autrice confessa di essersi distratta e messa di nuovo a chiacchierare con un’altra mamma, il figlio puntualmente calciò di nuovo e così Janet disse: «Ops, scusami, mi sono distratta, grazie per avermi ricordato che stavamo andando a casa». • Un altro motivo per cui i figli sembrano spingerci ai confini della salute mentale è che manchiamo di chiarezza: “Quando possiamo farlo quindi?”, “Cosa quindi vuoi che faccia?” Queste sono le domande che sembrano porci quando siamo vaghi con i nostri “no” e “basta”. E ancora: i bambini vogliono che riconosciamo i sentimenti, anche se diciamo di “no” alle azioni. E vogliono che ricordiamo loro quanto li amiamo, con presenza, con contatto, abbracci, baci, rassicurazione, accettazione, rispetto… • E come si parla ai bambini? I bambini sono come noi solo che crescono in fretta e questo li disorienta e imparano sempre abilità che li stupiscono. 1. Parliamo normalmente, in modo semplice e chiaro. 2. Rigiriamo i “no” in “sì”, la bimba di 19 mesi interrompe i genitori mentre parlano, usa questa formula «Amore, sento che stai richiedendo attenzione. Quando io e papà avremo finito di parlare ti ascolteremo volentieri. Per favore, dacci cinque minuti». 3. Dai alternative come tra quali verdure o frutti scegliere, se mettere via quale gioco o se sistemare adesso o prima di cena. 4. quando si comunica con i bambini è importante prima di tutto riconoscere i sentimenti: «Non avere paura del cane, è solo un cane» diventerà «Sembra che tu abbia paura del cane, vuoi che ti prenda in braccio?» • Un bambino ha bisogno di contenimento. Cosa intende l’autrice con questo? Piuttosto che arrabbiarsi, l’autrice suggerisce di parlare chiaro e, possibilmente, anticipare. Se un bambino sta per lanciarci qualcosa addosso e lo capiamo possiamo alzare la mano e anticipare «Non voglio che lanci cose», altrimenti lo diremo subito dopo. Il tono sarà fermo ma non arrabbiato, le parole saranno poche e non un fiume di ramanzina. Quindi, né una lunga infinita ramanzina, né rabbia incontrollata ma neppure metterla sullo scherzo: il bambino non capisce se fa qualcosa di sbagliato e cosa vogliamo. Un genitore deve rispondere in modo chiaro, composto e con convinzione. I bambini non si sentono feriti dai confini, anche se si ribellano con un capriccio, i bambini sentono che i genitori sono lì per dare sicurezza e amore. • Qual è il segreto della convivenza con bimbi? Il rispetto. E come si dimostra rispetto? 1. Avvisando i bambini di attività che stanno per essere svolte o da iniziare e programmando le note routine. 2. Evitando di interromperli quando parlano. 3. Comunicando sin dalla nascita e raccontando le azioni che si svolgono. 4. Rallentando. Hanno bisogno di capire, osservare, imparare e quindi di più tempo. 5. Quando li ascoltiamo, ascoltiamoli e basta. 6. Ringraziandoli. • Quando stanno per fare un pasticcio o un capriccio, è utile distrarli? A volte la “distrazione” è un salva vita, un salva genitore o un salva divano dal pennarello del bambino. Tuttavia, l’autrice ci consiglia di non abusare della distrazione e di tenere sempre conto di creare opportunità per imparare cosa è corretto fare, per guidare al corretto modo di fare certe cose, per rispettarli nella crescita. • Un segreto per restare calmi quando i figli non lo sono… L’autrice esita a condividerlo perché pensa sia un po’ sciocco, tuttavia è efficace e ne vale la pena. Semplicemente si sente una super eroina, che guarda con distacco e amore, che riconosce lo stato emotivo, che non se la prende personalmente, che pone limiti serenamente e che mette in atto tutto ciò visto al primo punto sopra. Citazioni: «Un bambino che fa capricci non è una vergogna e non merita punizioni. Il suo pianto o le sue grida richiamano attenzione, nanna, limiti.» «Magda Gerber diceva “La mancanza di disciplina non è gentilezza è negligenza”.» «La manipolazione non è una buona strategia.» «Obbligare a chiedere scusa o a perdonare o a provare qualsiasi altra emozione induce il bambino a non fidarsi dei propri sentimenti o a nasconderli.» «La vera differenza tra le conseguenze e le punizioni è la nostra sincera voglia di essere onesti con loro.» Perché leggere questo libro: Perché è colmo di consigli e di storie vere. Riporta email scritte da follower di Janet e i suoi preziosi consigli in cui il lettore può identificarsi. Acquista il libro nella tua libreria preferita