Oltre le diete


Gabriele Savino, Oltre le diete, Uno Editori

Crescita Personale, Salute & Benessere

L'intento dell'autore è quello di aiutare le persone a liberarsi per sempre dalle diete e mantenere in serenità il proprio peso forma, senza essere schiave della bilancia e delle calorie da calcolare nel piatto. Nel libro promuove l’idea di accettarsi e...




Gabriele Savino, Oltre le diete, Uno Editori

Gabriele Savino, Oltre le diete, Uno Editori è disponibile su Amazon Gabriele Savino, Oltre le diete, Uno Editori è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché nel libro si ritrova la sua ricerca sul campo in anni di aplicazione e miglioramento del metodo. Perché non prevede una dieta ma fa leva sulla mente. Perché programma il benessere e la vitalità e non solo il dimagrimento. Perché lo stile del libro...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Oltre le diete" di Gabriele Savino è di circa 5/10 min.

Abbonati anche tu a DISIATO per leggere la scheda completa di questo libro riassunto per te dal nostro team.

Con DISIATO risparmi tempo e denaro!








Gabriele Savino, Oltre le diete, Uno Editori

Riassunti di libri di crescita personale


Gabriele Savino, Oltre le diete, Uno Editori Chi è l’autore? Gabriele Savino è laureato in scienze e tecnologie alimentari, studioso di educazione alimentare, nutrizione consapevole (mindful eating), fitness e diet coaching. È titolare di un centro di educazione alimentare e tiene corsi nell’ambito della salute e del benessere. Qual è l’intento dell’autore? L'intento dell'autore è quello di aiutare le persone a liberarsi per sempre dalle diete e mantenere in serenità il proprio peso forma, senza essere schiave della bilancia e delle calorie da calcolare nel piatto. Nel libro promuove l’idea di accettarsi e amarsi per chi si è, mantenendo la volontà di migliorare costantemente la qualità della propria vita. Questo libro insegna: ● Esiste la corretta informazione? I concetti riportati nel libro sono basati su studi scientifici, e l’autore ci tiene a precisare un concetto: «diversi esponenti del mondo scientifico hanno affermato che gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, potrebbe essere falsa.» L’affermazione è giustificata dal fatto, reale, che alcuni studi sono fatti su campioni di piccole dimensioni e altri subiscono pressioni per interessi commerciali. Gli studi scientifici possono essere mantenuti come ottima base di partenza, ci suggerisce l’autore, ma non ci si deve fermare a essi. L’autore consiglia di conservare sempre la propria capacità critica e di valutare quanto viene riferito in base ai risultati che si hanno nella propria vita e in base alla propria esperienza diretta e indiretta. Bisogna sempre partire da sé stessi e dalla propria vita, quindi provare e sperimentare, ciò che funziona per sé oppure cambiare approccio. ● Perchè le diete falliscono? L’autore rammenta che il termine dieta significa “stile di vita”, qualcosa che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere, quindi il suo significato dovrebbe essere positivo. Ma nella realtà questo termine di solito viene associato a qualcosa di negativo: rinuncia, sacrificio, stress. Diversi studi indicano chiaramente che di tutti coloro che iniziano una dieta per perdere peso, solo una minima parte (circa il 10%) continua a mantenere il proprio peso forma nel tempo. Addirittura, dopo circa 3 anni dalla dieta, si riscontra un aumento medio di peso di circa il 10% rispetto a quello di partenza. Questo succede per vari motivi: 1) Le diete sono poco sostenibili nel tempo: la maggior parte delle persone trova frustrante dover calcolare le calorie e pesare gli alimenti. 2) Ci si affida solo al peso corporeo come risultato e non si tiene conto di altri indicatori del benessere (taglia, energia, umore, autostima, miglior rapporto con sé stessi e con gli altri). 3) Si pensa che non si può mai “sgarrare”. 4) Si pensa che sia sufficiente mangiare di meno e muoversi di più per raggiungere e mantenere risultati stabili, quando invece ci sono altri fattori chiave da tenere in considerazione per avere successo. ● Dieta o educazione alimentare? L’autore ne sottolinea le differenze. La dieta ha finalità terapeutiche e prescrive delle regole da parte di un professionista (che può essere un dietologo, un biologo nutrizionista o un dietista). Queste regole vengono tradotte in uno schema nutrizionale. Il punto critico della dieta è l’adesione del paziente alle prescrizioni del metodo. Questo è uno dei motivi per cui si verifica l'effetto yo-yo tanto deleterio per la salute. L’obiettivo della dieta di solito è quantificabile: misure come girovita, peso corporeo, pressione, glicemia, colesterolo. Un’educazione alimentare, invece, ha finalità formative. Si tratta del trasferimento di conoscenze e di abilità che mirano a rendere la persona autonoma e consapevole delle proprie scelte alimentari. L’obiettivo dell'educazione alimentare è per l’autore come "rendere la persona consulente di sé stessa": obiettivo non facilmente misurabile ma tangibile, come conseguenza del miglioramento delle proprie abitudini alimentari, un aumento del benessere psicofisico e il raggiungimento del proprio “peso benessere”. ● Pesi diversi, obiettivi diversi. Esistono diversi tipi di peso, che corrispondono a diversi obiettivi. Principalmente sono: il peso ideale, il peso estetico e il peso benessere. Prima di voler perdere peso, bisognerebbe capire a quale tipo di peso ci si riferisce. Il peso ideale è quello che, associato ad una determinata altezza, dovrebbe calcolare la massima aspettativa di vita. È basato su tabelle stilate negli anni ‘60. Si utilizza anche per classificare il grado di obesità. È stato dimostrato scientificamente che non è possibile far raggiungere il peso ideale alla maggior parte dei soggetti obesi. Negli anni ‘70 la magrezza divenne simbolo di successo, bellezza e autocontrollo. In questo caso si parla di peso estetico, che rispetto al peso ideale può essere anche inferiore del 15%, per cui diventa improponibile come obiettivo, anzi il suo raggiungimento può portare allo sviluppo di gravi disturbi del comportamento alimentare (come anoressia e bulimia). Ricerche scientifiche hanno evidenziato che i primi benefici, sia fisici che mentali, si noterebbero già con un calo di peso del 10%. Questo peso ridotto del 10%, che può essere ragionevolmente raggiunto e mantenuto e che permette buone condizioni di salute, fisiche, mentali e sociali, si può definire: Peso Benessere. Non è un numero fisso impostato da tabelle vecchie e rigide, ma un range di peso che permette di stare bene con sé stessi e con gli altri, e di sviluppare un buon rapporto con il cibo. ● Come dimagrire senza dieta. Come è possibile liberarsi per sempre dalle diete? Salute, benessere, dimagrimento, performance, dipendono da tanti fattori chiave; chi vuole mettersi in forma di solito pensa subito alla dieta, eventualmente anche all’attività fisica: questi sono solo due fattori. Prendendo spunto dalla letteratura scientifica, l’autore ha inquadrato i seguenti nove fattori chiave come i principali elementi per raggiungere il benessere psicofisico. ) Prima chiave: atteggiamento mentale (mindset) - L’atteggiamento mentale positivo, da non confondere con il pensiero positivo, è il primo passo verso il cambiamento/miglioramento, indispensabile per orientare le proprie azioni nella giusta direzione. Comprende: gestione degli stati d’animo, sistema delle credenze (o convinzioni) limitanti e potenzianti. Seconda chiave: educazione alimentare - Ogni attività che miri allo sviluppo di comportamenti alimentari corretti e consapevoli del consumatore e all’autonoma capacità di gestione corretta della propria alimentazione. Comprende: come, cosa, quando e quanto mangiare. - Come mangiare: Lentamente, consapevolmente, ascoltando i segnali inviati dal corpo in modo da mangiare solo per fame vera e non per nutrire carenze emotive. - Cosa mangiare: Linee guida per una corretta alimentazione, principi di spesa consapevole per imparare a scegliere gli alimenti in base alla loro qualità, assunzione adeguata di integratori alimentari. - Quando mangiare: Distribuzione dei pasti nella giornata. - Quanto mangiare: Quantità di cibo adatta alle esigenze e allo stile di vita della persona. Terza chiave: libertà di scelta - Comprende: uso e abuso di sostanze (alcolici, fumo, caffè, altre sostanze) e comportamenti che generano cattive abitudini e/o dipendenze, come l’utilizzo smodato della tecnologia. Quarta chiave: farmaci - Comprende: uso e abuso dei farmaci. In questa chiave viene data particolare enfasi ai farmaci che in qualche modo sono correlati all’aumento del peso corporeo e al peggioramento dello stato di benessere psicofisico. Quinta chiave: attività fisica - Comprende: svolgere con regolarità un’attività fisica piacevole, divertente e funzionale al proprio obiettivo. Basta concentrarsi su pochi esercizi, scelti in base all’impatto metabolico che forniscono all’unisono al corpo, per ottenere risultati della massima efficienza. Sesta chiave: rilassamento - Comprende: gestione dello stress; capacità di staccare e lasciar andare; essere concentrati su ciò che si sta facendo, essere presenti, senza distrazioni. Settima chiave: sonno - Dormire bene significa andare a letto con il bisogno (e la voglia) di dormire, e svegliarsi attivi ed energici perché questo bisogno si è esaurito, cioè il sonno è stato ristoratore. Il fattore chiave per quanto riguarda il sonno prende in esame la difficoltà ad addormentarsi e/o la difficoltà a svegliarsi. Ottava chiave: gestione del tempo - Capacità di gestire il tempo, organizzandolo senza sprechi per raggiungere obiettivi prefissati. Comprende: utilizzo della tecnologia in relazione alla gestione del tempo; gestione di sé stessi all’interno del tempo. Nona chiave: relazioni - Comprende: comunicazione efficace con sé stessi e con gli altri, empatia, assertività, responsabilità, lamentela, win win, desiderio, libido. L’essere umano rappresenta un sistema integrato. I nove fattori non sono a sé stanti, ma interagiscono tra loro. Piuttosto che cercare di raggiungere il massimo su un singolo fattore chiave, è preferibile apportare piccoli miglioramenti su ognuno di essi, scegliendo poche semplici azioni, per ottenere un risultato più efficace. Questo modo di agire rispecchia alla perfezione il principio di Pareto, o Regola 80/20, secondo il quale: “Il 20% delle azioni produce l’80% dei risultati”. Il miglioramento continuo, per piccoli passi, si ritrova anche nella filosofia giapponese: “Kaizen”, modello applicato con successo in svariati ambiti (è stato reso celebre dalla Toyota...) e nell'ambito del miglioramento del proprio stato di Fitness. Per applicare con successo questi modelli, l’autore suggerisce di porsi alcune Domande Chiave, per esempio: “Qual è il primo passo che posso fare che sia abbastanza grande da mostrarmi dei risultati tangibili nel giro di qualche tempo, ma non così grande da rendere tutto molto difficile?”. Nell'ultimo capitolo del libro l’autore riporta la “Ruota del Benessere”, un semplice strumento che permette di comprendere qual è la situazione attuale e individuare i fattori chiave sui quali è prioritario agire per arrivare alla situazione desiderata in minor tempo e serenamente. Citazioni: «Prima di pensare a cosa devi fare per dimagrire, pensa a chi vuoi diventare.» «Avere tra le mani una buona dieta non basta, se prima non hai la testa per seguirla.» «Prima di nutrire il tuo corpo, nutri la tua mente.» «Tutti che pensano a cambiare dieta. Pochi che pensano a cambiare sé stessi.» «Lascia andare ciò che non sei e diventa chi sei.» Perché leggere questo libro: Perché nel libro si ritrova la sua ricerca sul campo in anni di aplicazione e miglioramento del metodo. Perché non prevede una dieta ma fa leva sulla mente. Perché programma il benessere e la vitalità e non solo il dimagrimento. Perché lo stile del libro è leggero, scorrevole e pratico. Perché è ricco di esempi utili tratti dai suoi studi e esperienze pluriennali nell'ambito dell'educazione alimentare e dello sviluppo personale. Questa scheda è stata realizzata da Barbara C. Categoria: Salute & Benessere