Come parlare in pubblico... anche per lavoro


Gordon Bell, Come parlare in pubblico… anche per lavoro. Come farsi ascoltare, Franco Angeli

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia

L’autore intende offrire in modo semplice e chiaro consigli concreti e facilmente applicabili per parlare in pubblico in diverse occasioni. L’autore non lascia nulla al caso ma fornisce tutti i dettagli dalla fase preparatoria alla presentazione, ai...




Gordon Bell, Come parlare in pubblico… anche per lavoro. Come farsi ascoltare, Franco Angeli

Gordon Bell, Come parlare in pubblico… anche per lavoro. Come farsi ascoltare, Franco Angeli è disponibile su Amazon

Perchè leggere questo libro

Perché spiega in modo chiaro le regole per un intervento efficace, che si tratti di una situazione lavorativa o di una occasione sociale. Perché offre sia suggerimenti sugli errori da evitare sia esempi pratici sulle strategie utili da utilizzare con chi ci...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Come parlare in pubblico... anche per lavoro" di Gordon Bell è di circa 5/10 min.

Abbonati anche tu a DISIATO per leggere la scheda completa di questo libro riassunto per te dal nostro team.

Con DISIATO risparmi tempo e denaro!








Gordon Bell, Come parlare in pubblico… anche per lavoro. Come farsi ascoltare, Franco Angeli

Riassunti di libri di crescita personale


Gordon Bell, Come parlare in pubblico... anche per lavoro. Come farsi ascoltare, Franco Angeli Chi è l’autore? Gordon Bell è uno scienziato, ingegnere e imprenditore convertito al mondo dello spettacolo. È stato uno dei pionieri del computer con un ruolo di primo piano nella creazione di Internet, è Principal Researcher in Microsoft, dove lavora da oltre dieci anni. Nel 1956 ha fondato la Gordon Bell and Partners, un’organizzazione che si occupa con successo di capacità comunicative nel campo dell’industria e del commercio in diversi paesi. Qual è l’intento dell’autore? L’autore intende offrire in modo semplice e chiaro consigli concreti e facilmente applicabili per parlare in pubblico in diverse occasioni. L’autore non lascia nulla al caso ma fornisce tutti i dettagli dalla fase preparatoria alla presentazione, ai supporti visivi e alla comunicazione non verbale. Conosci meglio il libro: • Parlare con successo in pubblico. Questo è il sogno di tantissime persone che però al solo pensiero vengono pervase da un senso di paura e timore. L’autore afferma che il vero e principale motivo per cui le persone hanno paura di esprimersi in pubblico è la vanità, l’egocentrismo e la preoccupazione di mostrarsi al meglio. Una delle regole per comunicare in modo efficace è quella di non parlare solo per sé stessi: il pubblico desidera sentire qualcosa che lo riguarda personalmente e che sia attinente ai suoi interessi e ai suoi bisogni. Per essere efficace la comunicazione deve creare un rapporto umano che può essere valorizzato dal tipo di atteggiamento e considerazione che l’oratore ha verso il pubblico, e dal modo in cui riesce a soddisfare le sue aspettative. Definire l’obiettivo e lo scopo del discorso aiuta a non perdere di vista ciò che chi vi ascolta si aspetta da voi. • La preparazione. L’autore mette in risalto le tecniche di base per preparare un discorso. Il metodo prevede tre stadi il cui presupposto è conoscere l’argomento di cui si deve parlare. Il primo stadio è il brainstorming: annotare in velocità tutto ciò che viene in mente sull’argomento da trattare. Lo scopo è quello di trascrivere e accumulare idee, fatti, opinioni, pregiudizi, immagini… è quant’altro sia utile e inerente l’argomento che andrete a trattare. L’autore consiglia di essere rapidi e di non tralasciare nessuna idea, anche la più ovvia e apparentemente irrilevante. Questa è la base da cui partire per affrontare poi il secondo stadio, lo stadio “p” diviso in quattro sotto punti: pubblico, postulato, punti di forza e profitto. o 1. Esaminare e capire che tipo di pubblico si ha di fronte per calibrare efficacemente il discorso, rendendolo interessante e attinente con le sue esigenze. La relazione stretta tra obiettivo del discorso e pubblico è fondamentale per una buona preparazione oratoria. o 2. In seguito, è necessario stabilire ed estrapolare il filo conduttore che dovrà emergere in modo chiaro, diretto e lineare. o 3. Il punto di forza servirà a rendere ancor più attendibili e veritieri gli argomenti: l’autore suggerisce di sceglierne uno, il più valido e convincente, in modo da rendere dimostrabile e documentabile ciò che si dice. o 4. Il pubblico che investe del tempo per ascoltare ciò che dite, deve trarne un profitto e deve essere ripagato e coinvolto con qualcosa di utile e soddisfacente. Il terzo stadio considera l’importanza di generare da subito l’interesse del pubblico con la giusta trovata iniziale, quella che creerà l’impatto decisivo tra chi parla e chi ascolta. L’autore suggerisce di iniziare con un’osservazione inaspettata e originale che andrà poi messa in relazione con l’argomento trattato. Anche in questo stadio il pubblico ha una sua importanza: va infatti coinvolto rendendolo partecipe al proprio obiettivo e facendogli capire che ciò che si dice è importante per lui. • La presentazione del discorso. Affinché tutto sia perfetto, è necessario che l’oratore verifichi l’allestimento della sala: luci, acustica, supporti visivi, microfoni. Il mal funzionamento di uno di questi aspetti potrebbe incidere negativamente sulla presentazione del discorso. L’autore riferisce che anche gli oratori più esperti avvertono un po’ di tensione e di adrenalina, entrambe servono a rendere la comunicazione più energica e dinamica; per gestire e smorzare l’ansia e la paura del pubblico è utile inspirare profondamente e pensare a qualcosa di divertente o ad una canzone allegra. Questo perché il pubblico non deve avvertire la sensazione di avere davanti un oratore in preda al panico o poco sicuro. • La postura. L’oratore deve cercare di assumere una postura naturale poco rigida, il corpo eretto e bilanciato, sguardo disteso e sorridente rivolto al pubblico. Evitare di camminare avanti e indietro, di tenere le mani in tasca o di agitarle in continuazione o vorticosamente, né di toccarsi i capelli… Anche la voce ha la sua importanza perché trasmette entusiasmo e desiderio di comunicare qualcosa di importante per chi ascolta. Tono, ritmo e modulazione aiutano a dare valore ed effetto a ciò che viene detto. dovrebbero variare e non essere monotoni e piatti. Il giusto utilizzo delle pause contribuirà a suscitare curiosità e interesse. L’autore consiglia di non utilizzare espressioni dialettali, fuorché non si abbia la certezza che siano di gradimento al pubblico. Altro avvertimento: evitare di leggere gli appunti perché in questo modo si perderebbe il contatto con il pubblico e si darebbe l’idea di essere poco preparati. Per coinvolgere il pubblico è efficace inserire nel discorso la narrazione di eventi, esempi riguardanti persone e esperienze reali, collegando gli esempi sia al messaggio sia al pubblico. • I supporti visivi. L’autore ricorda che quando si comunica è utile sfruttare non solo il canale uditivo (comunicazione verbale) ma anche gli altri: quello visivo, quello tattile e quello olfattivo. Il pubblico apprezza un oratore che stimola tutti i canali sensoriali, soprattutto il visivo. Diapositive, filmati e lavagne attraggono l’attenzione e sono validi strumenti per trasmettere efficacemente un concetto. L’oratore che si avvale di immagini a supporto di ciò che dice, rende meglio l’idea, la chiarisce, la semplifica e la fissa meglio nella mente degli ascoltatori, che avranno modo di far riposare le orecchie e utilizzare la vista. Il concetto è approfondito con più esempi nel testo. L’autore non tralascia l’importanza dei segnali emessi dall’abbigliamento: abito, cravatta, scarpe, trucco, gioielli … contribuiscono a segnalare al pubblico informazioni sull’oratore che proprio per questo deve vestirsi in modo appropriato e consono all’occasione. • Discorsi di lavoro. La strategia efficace per gestire al meglio la comunicazione nei contesti lavorativi è quella di far percepire e capire al pubblico che otterrà vantaggi da ciò che ascolta. Un professionista di successo otterrà l’attenzione del suo pubblico quando riuscirà ad esporre idee condivise e utili. Se si concentra sul proprio interesse personale e sui suoi bisogni individuali non riuscirà a conquistare l’attenzione del pubblico. Una comunicazione efficace si concentra sull’interesse personale di chi ascolta. Un buon oratore deve sapere e definire con precisione il suo argomento, ci deve credere con entusiasmo ed enunciare tutti i fatti che lo supportano. Scegliere valide argomentazioni che trasmettano al pubblico quali vantaggi otterrà dall’aver dedicato il suo tempo ad ascoltare chi parla. Gli ascoltatori devono percepire che la proposta di chi parla è la migliore e devono essere messi nella condizione di mettere in conto anche gli svantaggi che però saranno superabili rispetto ai vantaggi che l’oratore metterà in evidenza. • Occasioni sociali. Matrimoni, cene e ricorrenze familiari sono occasioni in cui un gruppo di persone s’incontra e in cui la funzione di chi parla è generalmente quella di dare piacere. La tecnica di maggiore efficacia è quella di studiare gli ascoltatori, di far loro percepire il piacere della loro compagnia, per suscitare il loro coinvolgimento e la loro cordialità. Un buon oratore pensa per prima cosa all’interesse del suo pubblico, non a se stesso e alla sua vanità. Battute ironiche e barzellette dette fuori luogo e al momento sbagliato rischiano di creare imbarazzo e generare irritazione. Brindisi e discorsi di ringraziamento hanno lo scopo di valorizzare e dare la giusta importanza al pubblico e non dovrebbero mai peccare di egoismo. Citazioni: «Non c’è mai una seconda possibilità di dare una prima impressione favorevole.» «Un buon oratore non è mai solo perché il suo uditorio partecipa con lui, forse non a parole ma in molti altri modi.» «Quando si ha qualcosa di valido da dire, bisogna non soltanto dirlo ma anche imparare a dirlo con il massimo effetto.» «La chiave del successo nel saper raccontare è di collegare tutto ciò che si dice a persone e a cose, evitando l’astratto a favore del concreto.» Perché leggere questo libro: Perché spiega in modo chiaro le regole per un intervento efficace, che si tratti di una situazione lavorativa o di una occasione sociale. Perché offre sia suggerimenti sugli errori da evitare sia esempi pratici sulle strategie utili da utilizzare con chi ci ascolta per ottenere il pieno coinvolgimento e il massimo interesse. Questa scheda è stata realizzata da Francesca Pitzolu Categoria: Comunicazione & Psicologia Acquista il libro…