Placebo Effect, libera il potere della tua mente


Dr. Joe Dispenza, Placebo Effect – Libera il potere della tua mente, My Life edizioni, trad. di Katia Prando

Crescita Personale, Crescita & Sviluppo, Salute & Benessere

Il ricercatore Dawson Church nella prefazione del libro spiega con chiarezza cosa l'autore si propone di insegnare ai lettori: ad allargare gli orizzonti del possibile grazie alle conoscenze scientifiche disponibili, e a sfruttare la connessione corpo-mente...




Dr. Joe Dispenza, Placebo Effect – Libera il potere della tua mente, My Life edizioni, trad. di Katia Prando

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Perchè leggere questo libro

Perché è un libro che allarga gli orizzonti e può cambiare in meglio la tua vita. Perché non bisogna porre dei limiti a ciò che la mente è in grado di fare. Perché spiega come ottenere l'effetto placebo e riporta numerosi esempi di persone che...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Placebo Effect, libera il potere della tua mente" di Dr. Joe Dispenza è di circa 5/10 min.

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Dr. Joe Dispenza, Placebo Effect – Libera il potere della tua mente, My Life edizioni, trad. di Katia Prando

Riassunti di libri di crescita personale


Dr. Joe Dispenza, Placebo Effect – Libera il potere della tua mente, My Life edizioni, trad. di Katia Prando Chi è l’autore? Joe Dispenza (California, 1962) è chiropratico, insegnante, ricercatore, speaker e autore; tiene seminari in tutti e 5 i continenti ed è considerato uno dei massimi esperti mondiali sul cervello. Ha unito la sua esperienza personale e le sue vaste conoscenze in campi quali le neuroscienze, la biochimica, l'epigenetica e la fisica quantistica per formulare nuove teorie sull'evoluzione cerebrale e sulle guarigioni spontanee. Qual è l’intento dell’autore? Il ricercatore Dawson Church nella prefazione del libro spiega con chiarezza cosa l'autore si propone di insegnare ai lettori: ad allargare gli orizzonti del possibile grazie alle conoscenze scientifiche disponibili, e a sfruttare la connessione corpo-mente per ricablare il cervello e realizzare le proprie visioni. Effetto Placebo significa che i pensieri, le convinzioni e le emozioni sono in grado di modificare la fisiologia del corpo, riaccendendo il potere di guarigione insito nella natura umana. Questo libro insegna: Tutto iniziò lì. L'interesse di Joe Dispenza per le neuroscienze nacque nel 1986, in seguito a un incidente stradale che gli provocò dei danni gravissimi alla colonna vertebrale. Costretto all'immobilità, gli venne detto che senza un'operazione invasiva che lo avrebbe comunque reso parzialmente invalido, sarebbe rimasto paralizzato dalla vita in giù. L'autore decise invece di affidare la guarigione alla sua intelligenza interiore, e trascorse le settimane successive a visualizzare mentalmente la sua colonna che si ricostruiva, vertebra dopo vertebra. Imparò a svolgere quel processo mentale quotidiano con sempre maggior concentrazione, riuscendo a eliminare i pensieri di fallimento e paura, e vivendo la nuova condizione di persona sana come fosse già reale. Dopo nove settimane e mezzo, Dispenza ricominciò a camminare e riprese gradualmente tutte le attività che svolgeva prima dell'incidente; non ebbe più problemi di alcun tipo da allora. In seguito a quell'esperienza incredibile, decise di dedicare la sua vita a studiare in profondità la connessione tra corpo e mente e ad insegnare alle persone come riprogrammare i propri pensieri per realizzare cose straordinarie. Il placebo. Il placebo (e il suo opposto, detto nocebo) ha una lunga storia, che coinvolge pratiche quali ipnotismo, magnetismo, meditazione, riti magici, esperimenti sul condizionamento, pensiero positivo e studi sulle reazioni neurochimiche prodotte dal placebo stesso; ci sono molte storie di persone guarite grazie all'uso di finti farmaci, iniezioni di soluzioni fisiologiche e operazioni chirurgiche simulate, e nel libro ci sono numerosi esempi a riguardo. L'autore spiega che il placebo è il fenomeno che si verifica quando una persona assume una sostanza senza poteri curativi, ma credendo che li abbia si sente comunque meglio o addirittura guarisce. Partendo da questo presupposto, Dispenza si è chiesto: cosa succederebbe se le persone iniziassero a credere di poter cambiare qualcosa dentro di sé mettendosi nello stesso stato mentale di chi prende un placebo? Lo scopo del libro è farci capire che possediamo già i meccanismi biologici e neurologici che ci occorrono per poter modificare il nostro stato interiore e, di conseguenza, la nostra salute e il mondo esterno. Il cervello e la neuroplasticità. Il cervello umano è composto da circa cento miliardi di cellule nervose (i neuroni), collegate fra loro tramite delle connessioni sinaptiche che aumentano di numero ogni volta che impariamo cose nuove o facciamo nuove esperienze. Quando formuliamo dei pensieri, alcune sostanze chimiche (i neurotrasmettitori) viaggiano da un neurone all'altro, attivandoli; se riformuliamo gli stessi pensieri e manteniamo le stesse abitudini, rafforziamo questa connessione tra neuroni, creando il cosiddetto potenziamento sinaptico. Quando più neuroni si mobilitano in simultanea, si crea una nuova proteina che entra nel DNA, accendendo vari geni. In sostanza, quando formuliamo un nuovo pensiero o facciamo nuove esperienze realizziamo un cambiamento a livello neurologico, chimico e genetico. Pensando sempre nello stesso modo e ripetendo sempre le stesse azioni, si attivano le medesime reti neurali per anni, finendo per configurare il cervello secondo un modello limitato, definito come “pensare nella scatola”. La neuroplasticità, al contrario, si propone di uscire da questi schemi fissi, per attivare il cervello in modo differente e creare nuove connessioni sinaptiche. L'epigenetica. È la scienza che si occupa del controllo sui geni da parte dei messaggi provenienti dall'esterno della cellula. L'epigenetica, spiega Dispenza, ci insegna che non siamo condannati dai nostri geni e che un cambiamento nella nostra coscienza può produrre alterazioni strutturali e funzionali nel corpo. In parole povere, possiamo modificare il nostro destino genetico accendendo e spegnendo determinati geni, grazie ai segnali che arrivano dall'interno del corpo (pensieri, emozioni, convinzioni) o dall'esterno (sole, inquinamento, stile di vita). L'esempio classico è quello dei gemelli identici: anche se entrambi presentano il gene di una determinata malattia, spesso capita che uno dei due la sviluppi e l'altro no. Diversi studi mostrano che lo stress (fisico, chimico ed emotivo) attiva i geni della malattia e pone il corpo in modalità di “sopravvivenza”, mentre pratiche come la meditazione sono in grado di attivare i geni della guarigione. La forza dei pensieri. L'autore spiega che quando ci focalizziamo intensamente su un risultato futuro, durante il processo rendiamo il pensiero interno più reale dell'ambiente esterno, perché il cervello non è in grado di distinguere tra realtà e immaginazione. In questo modo il corpo comincia a sperimentare l'evento immaginato come se fosse già presente e reale. Se continuiamo a ripetere il processo più volte, il cervello inizierà a modificarsi e a installare nuovi circuiti neurologici per predisporsi a pensare con quel nuovo livello mentale, producendo dei cambiamenti nel corpo come accade alle persone che assumono un placebo. A quel punto vivremo già nel nuovo futuro creato con la mente. Per aiutare il processo, possiamo associare i pensieri e le intenzioni a stati emotivi intensi quali gioia e gratitudine. Le cellule staminali. Sono cellule biologiche indifferenziate che poi si specializzano, dice l'autore, ovvero sono “potenzialità allo stato puro”. Quando questi elementi neutri vengono attivati, infatti, si trasformano in qualunque tipo di cellula di cui il corpo abbia bisogno, per sostituire quelle lesionate o danneggiate. In vari studi è emerso che quando il soggetto è in uno stato emotivo negativo come la rabbia, le cellule staminali non ricevono il messaggio con chiarezza e quindi non hanno il giusto stimolo per trasformarsi in cellule utili; in più, gran parte dell'energia del corpo è impegnata a gestire gli effetti chimici della rabbia. Le cellule staminali sono coinvolte in buona parte dei casi di guarigione tramite placebo. La mente e la materia. La materia fisica non può manifestarsi fino a quando non la osserviamo, poiché la mente soggettiva esercita un effetto sulla realtà oggettiva; la mente può dunque trasformarsi in materia. L'evento futuro che vogliamo sperimentare esiste già come possibilità in qualche luogo del campo quantistico, in attesa solo che lo osserviamo e ne accogliamo emotivamente l'esito, condizionando il nostro corpo a credere che sia una realtà già presente. Perciò se noi, in qualità di “osservatori quantistici”, guardiamo la nostra vita con lo stesso livello mentale di tutti i giorni, non possiamo determinare un cambiamento; se invece ci focalizziamo su ciò che vogliamo, diventando coscienza e dirigendo lì la nostra energia, consentiamo a queste possibilità di materializzarsi. Più la nostra energia si rafforza (grazie a stati emotivi quali consapevolezza e gratitudine) più siamo in grado di influenzare la materia fisica. In quest'ottica, la malattia è vista come un abbassamento della frequenza, che ci porta a essere più materia che energia. L'effetto placebo. L'autore spiega che per meglio comprendere l'effetto placebo è fondamentale prendere in considerazione vari elementi: 1) Il condizionamento, che si verifica quando associamo un ricordo passato (ad esempio l'assunzione di un farmaco) a un cambiamento fisiologico (liberarsi dal mal di testa), perché lo abbiamo già sperimentato. Se ripetiamo il processo più volte, lo stimolo esterno può rafforzarsi a tal punto che, sostituendo il farmaco con un placebo, otteniamo comunque la stessa reazione interna automatica di prima, in questo caso la scomparsa del mal di testa. 2) L'aspettativa, che entra in gioco quando per qualche ragione prevediamo un risultato diverso dal solito. Ad esempio, se il medico ci prescrive un nuovo farmaco spiegandoci con entusiasmo che ha avuto dei risultati incredibili su altri pazienti, noi ci aspetteremo che su di noi abbia lo stesso effetto. Abbracciare a livello emotivo questo risultato farà credere al corpo e al cervello che esso sia già reale. 3) Il significato, che contribuisce a rendere il placebo efficace sostenendolo con l'intenzione. In parole povere: più riteniamo che una particolare sostanza o procedura funzionerà, maggiori saranno le probabilità che funzioni davvero, perché riusciremo a modificare il nostro stato interno con la forza di quel pensiero. 4) La suggestionabilità, che a sua volta combina accettazione, convinzione e resa: quanto più accettiamo quello che stiamo facendo per cambiare il nostro stato, ce ne convinciamo e ci arrendiamo all'idea, tanto più si attiverà il subconscio e migliori saranno i risultati che potremo ottenere. È una delle variabili per cui il placebo non funziona su tutti: se la mente razionale e analitica prende il sopravvento, la coscienza non può interagire con il subconscio. 5) Le convinzioni, che ci portano a credere fermamente in qualcosa a tal punto da non accettare un esito prevedibile, scegliendo a livello subconscio un futuro diverso, in grado di innescare cambiamenti biochimici; a tal fine, bisogna imparare a lasciar andare gli stereotipi e le vecchie convinzioni limitanti, iniziando a credere che tutto sia possibile. 6) La chiarezza di intenti: mantenere un'intenzione chiara e salda ci permette di creare nella mente e nel corpo una nuova esperienza interiore più grande di quella esterna già vissuta in passato, in grado di superare i programmi predefiniti e i condizionamenti emotivi. La nuova esperienza è in grado di rimuovere il vecchio retaggio neurologico e di riscrivere i circuiti cerebrali, liberando il nostro corpo dal passato. 7) La consapevolezza: cercare di usare la razionalità per cambiare il cervello non funziona; bisogna diventare pura consapevolezza per riuscire a trascendere lo spazio, il tempo e l'identità che negli anni ci siamo costruiti. Solo quando ci sentiamo a nostro agio nell'ignoto e nell'apparente vuoto (in realtà pieno di possibilità) possiamo iniziare a creare, e a disegnare un nuovo io. Il placebo siamo noi. L'autore spiega che se progrediamo ogni giorno verso un nuovo modo d'essere, condizionando il corpo a rispondere a quella mente, allora vedremo gli stessi cambiamenti strutturali e fisiologici prodotti da un placebo. Perciò, se riusciamo a sperimentare più volte una guarigione nel mondo dei pensieri e delle emozioni, la indurremo a manifestarsi anche nella realtà, perché se la nostra intenzione è chiara e l'emozione elevata siamo in grado di produrre cambiamenti neuroplastici nel cervello ed epigenetici nel corpo. Dispenza propone la meditazione quale tramite per mettere in pratica il metodo, e quale mezzo in grado di eliminare le linee del passato e del futuro, cancellando il destino genetico già scritto. La meditazione. Si può imparare a portare la consapevolezza oltre la mente razionale grazie a tecniche quali la meditazione, che riesce a distogliere la nostra attenzione dal mondo esterno e a focalizzarla sul mondo interiore dei pensieri e delle emozioni. Nella meditazione, dice l'autore, si entra in una condizione “asensoriale” e si passa dall'egoismo all'assenza di ego, dall'essere in un luogo e in un tempo all'essere in nessun luogo e fuori dal tempo. La meditazione sposta la coscienza dal cervello pensante (neocorteccia) alle regioni subconscie (sistema limbico), riducendo la mente al silenzio e attenuando la dipendenza chimica dagli ormoni dello stress. Le onde cerebrali diventano più lente, portandoci nelle frequenze alfa (stato creativo) e theta (stato tra la veglia e il sonno). Meditando quotidianamente e mantenendo uno stato emotivo elevato si possono istruire nuovi geni, anziché permettere alle emozioni negative di continuare ad attivare quelli vecchi. Consigli per la meditazione. Dispenza fornisce alcuni suggerimenti per meditare, seguiti dal capitolo conclusivo dedicato a una meditazione guidata. 1) Scegliamo il momento giusto. È meglio meditare al mattino appena svegli o prima di andare a dormire, perché in quei momenti siamo più vicini alle onde alfa e theta, quindi il nostro subconscio è già aperto e predisposto a entrare in uno stato modificato di coscienza. 2) Scegliamo il luogo adatto. Dev'essere un posto tranquillo in cui possiamo stare da soli senza il rischio di essere interrotti. Non è consigliato meditare a letto o comunque distesi, meglio seduti su una poltrona o sul pavimento; la temperatura della stanza dev'essere confortevole, e se lo desideriamo possiamo mettere una musica rilassante in sottofondo. 3) Mettiamoci a nostro agio. Indossiamo abiti comodi, togliamo occhiali e altri accessori, teniamo un po' d'acqua a portata di mano, espletiamo i nostri bisogni fisiologici prima di iniziare e manteniamo una postura eretta. 4) Respiriamo a fondo. Chiudiamo gli occhi e respiriamo profondamente, per passare dallo stato beta a quello alfa, e successivamente da quello alfa al theta: quest'ultimo è lo stato d'onda in cui il corpo dorme ma la mente è vigile, e da lì è più semplice cambiare i programmi automatici del corpo. 5) La durata. In genere è compresa tra i 45-60 minuti; se si ha un tempo massimo a disposizione, meglio puntare una sveglia 10 minuti prima che finisca, per non dover interrompere bruscamente il processo. 6) Dominiamo la volontà. Quando ci accorgiamo che la mente sta divagando o prendendo il sopravvento, riportiamola dove vogliamo, rilassandoci e concentrandoci sul presente, l'unico momento portatore di infinite possibilità. 7) Entriamo in uno stato modificato di coscienza. Per farlo, l'autore suggerisce di chiudere gli occhi, distogliere l'attenzione dal mondo esterno e aprire la messa a fuoco sullo spazio intorno a noi. In questo modo, il nostro mondo interiore diventa più reale di quello esterno, condizione favorevole alla creazione di un cambiamento. Citazioni: «Credo che esista un'intelligenza, una consapevolezza invisibile, all'interno di ognuno di noi che ci dona la vita sostenendoci, preservandoci, proteggendoci e guarendoci in ogni momento.» «Stavo imparando uno dei principi fondamentali della fisica quantistica: mente e materia non sono elementi separati; i nostri pensieri e sentimenti, consapevoli o meno, sono il tracciato che guida il nostro destino.» «Inoltre, dal momento che abbiamo usato emozioni intense per convincere il nostro corpo che tutto questo è già accaduto, riusciamo a istruire il gene prima dell'ambiente. Non dobbiamo più aspettare il cambiamento e sperare in esso: il cambiamento siamo noi.» «In altre parole, a parità di ambiente, chi ha un atteggiamento positivo tende a creare situazioni positive, mentre chi ha una mentalità negativa tende a creare circostanze negative. Questo è il miracolo della nostra personale ingegneria genetica, dotata di libero arbitrio.» «Se a livello emotivo accettiamo e abbracciamo il nuovo risultato selezionato, e l'intensità dell'emozione che proviamo è abbastanza forte, il cervello e il corpo non faranno differenza tra l'aver immaginato di essere passati a un nuovo stato d'essere, caratterizzato dall'assenza di dolore, e l'evento reale che ha provocato quel passaggio.» «Non è fede forse accettare un pensiero – indipendente dalle condizioni e dal nostro ambiente – e arrendersi a quell'esito al punto tale che viviamo come se le nostre preghiere fossero già esaudite? Sembra quasi una formula per il placebo. Siamo noi il placebo, da sempre.» Perché leggere questo libro: Perché è un libro che allarga gli orizzonti e può cambiare in meglio la tua vita. Perché non bisogna porre dei limiti a ciò che la mente è in grado di fare. Perché spiega come ottenere l'effetto placebo e riporta numerosi esempi di persone che l’hanno sperimentato su di sé. Perché nessuno ti dice di credere ciecamente, ma costa poco provare a farlo se paragonato ai possibili risultati. Perché ho assistito dal vivo a un discorso del Dr. Dispenza, e ho potuto toccare con mano la sua preparazione e competenza. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Salute & Benessere, Crescita & Sviluppo