PNL per il benessere


Richard Bandler e Garner Thomson, PNL per il benessere – The secrets of being happy, Alessio Roberti Ed. , trad. M. Bernardini

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia, Crescita & Sviluppo

Il titolo originale, The secrets of being Happy (al plurale, I segreti per essere felici) è riportato anche come sottotitolo nell’edizione in italiano e ritorna come messaggio all’interno del libro in più occasioni. L’intento è quello di usare la PNL...




Richard Bandler e Garner Thomson, PNL per il benessere – The secrets of being happy, Alessio Roberti Ed. , trad. M. Bernardini

Richard Bandler e Garner Thomson, PNL per il benessere – The secrets of being happy, Alessio Roberti Ed. , trad. M. Bernardini è disponibile su Amazon Richard Bandler e Garner Thomson, PNL per il benessere – The secrets of being happy, Alessio Roberti Ed. , trad. M. Bernardini è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché crea un continuo parallelo e raffronto tra la psicologia e la PNL. Perché è ricchissimo di esercizi di PNL da poter eseguire in autonomia. Perché racconta molti aneddoti, esempi ed esperimenti scientifici per raccontare i vastissimi temi affrontati...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "PNL per il benessere" di R. Bandler e G. Thomson è di circa 5/10 min.

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Richard Bandler e Garner Thomson, PNL per il benessere – The secrets of being happy, Alessio Roberti Ed. , trad. M. Bernardini

Riassunti di libri di crescita personale


R. Bandler e G. Thomson, PNL per il benessere – The secrets of being happy, Alessio Roberti Ed. , trad. M. Bernardini Chi è l’autore? Co-fondatore della PNL (Programmazione Neurolinguistica), Richard Bandler è formatore a livello mondiale, autore di vari best seller tradotti in 40 lingue, ha insegnato le sue teorie e le sue tecniche a milioni di persone ai suoi corsi dal vivo ed è considerato un genio nell’ambito della crescita personale. Garner Thomson è stato per 10 anni allievo di Richard Bandler, è psicoterapeuta e co autore del libro PNL per i medici, dirige la Society of Medical NLP che promuove programmi formativi per medici. Qual è l’intento dell’autore? Il titolo originale, The secrets of being Happy (al plurale, I segreti per essere felici) è riportato anche come sottotitolo nell’edizione in italiano e ritorna come messaggio all’interno del libro in più occasioni. L’intento è quello di usare la PNL come pratica per osservarsi e crescere. Il libro è ricchissimo di paralleli con la psicologia e la medicina, di esercizi pratici di PNL e visualizzazioni. Lo scopo è unico in tutto il manuale: essere felici, partendo dal ridurre ansie, paure e convinzioni limitanti per arrivare a costruire il presente e il futuro che si vuole. Conosci meglio il libro: • Vivere felici è un processo. La PNL è definita come "l'arte la scienza dell'eccellenza", o "lo studio dell'esperienza soggettiva". In questo libro si osserva chi mette in atto dinamiche di successo per poterle replicare e crescere. Vivere Felici, secondo gli autori, è un processo, un processo intenzionale e che può essere insegnato e appreso. La PNL, in questo libro, è utilizzata per modellare le scoperte che gli autori condividono con i lettori, e in questo senso essa può essere definita come 1) Lo studio dell'eccellenza applicata, 2) Uno strumento per creare altri strumenti, 3) Un mezzo per accelerare il processo di apprendimento. Gli autori riportano l'esempio del dottor Tippu, che ricevette un trapianto di midollo da suo fratello e che sviluppò una reazione immunitaria verso il midollo-ospite, definita in gergo medico "rigetto". Il dottor Tippu raccontò agli autori durante un corso di PNL nel Regno Unito come abbia capito che doveva spostare la sua attenzione tra la malattia del cancro e il processo di guarigione dal cancro. La salute e il benessere psicofisico, egli confessò, sono un processo. • La felicità è un verbo. Come recita lo slogan pubblicitario di una compagnia navale, "Arrivare a destinazione è metà del divertimento", anche i due autori ci ricordano che spesso ci prefiggiamo degli obiettivi ma non andiamo oltre nel pianificare la vita dopo averli raggiunti. Se una persona per esempio vuole diventare avvocato, dovrebbe chiedersi: in che modo diventare avvocato mi renderà felice? La parola "felicità" è definita in PNL come una nominalizzazione. Le nominalizzazioni ci ingannano perché ci inducono a credere che esista effettivamente una cosa che si può raggiungere. La maggior parte delle lingue europee ha più sostantivi che verbi. Gli autori hanno individuato nei nativi nordamericani che abitano la costa occidentale dell'isola di Vancouver in Canada, i Nootka, una forma base nel linguaggio che corrisponde al nostro verbo. Loro non parlano di realtà, ma parlano all'infinito del flusso dell'essere. Anche gli oggetti fisici come alberi e rocce sono percepiti come processi, ad esempio alberare o rocceggiare. • Vivere per scelta e vivere felici come un'abitudine. Virginia Satir, la grande terapeuta familiare, diceva che "se alle persone si dà una scelta, esse faranno la scelta migliore". Il problema, ci fanno notare gli autori, è che spesso questa scelta manca. Manca perché non è mai stata allenata nel cervello. Dobbiamo cominciare a sviluppare l'idea che vivere felici e contenti è un'abitudine. L'architettura del cervello è in continua evoluzione e noi ogni giorno possiamo creare associazioni di stimoli e selezionare la realtà esterna con i nostri sensi in modo da ampliare le nostre scelte. Come si dice in PNL, noi cancelliamo, distorciamo o generalizziamo la realtà. Possiamo dedurre quindi che: 1. le mappe mentali cambiano da persona a persona, 2.la mappa non è il territorio, 3. Ci sono due tipi di mappe, quelle adatte e quelle inadatte allo scopo, 4. È più facile cambiare una mappa di quanto sia cambiare il mondo. Di fatto – ci dicono gli autori – lo stare bene ha una sua struttura, fatta di convinzioni, di mappe, di dialogo interiore e di pianificazione. Come suggerisce spesso Richard Bandler, «la delusione richiede un'adeguata pianificazione» esattamente come l'intento di essere felici. • Le 4 regole per vivere felici. La prima regola per vivere felici è la responsabilità. Gli autori ci invitano a smetterla di aspettarsi di essere destinatari passivi del cambiamento. La seconda regola per vivere felici è la proattività, cioè essere orientati all'azione, che significa anche prendersi del tempo per riflettere, riposare e recuperare le energie. La terza regola per vivere felici è l'acutezza sensoriale, cioè la capacità di prestare attenzione a come noi interpretiamo il mondo. La quarta regola per essere felici e l'adattabilità, cioè la propensione a cambiare comportamento, essere flessibili e a​ tollerare le ambiguità. • Smettiamo di inseguire la felicità. Spesso, chi insegue quella cosa chiamata felicità non ha idea effettivamente di cosa essa sia o di come la riconoscerebbe se ce l'avesse davanti. Le persone si dicono spesso "se solo ottenessi/avessi/raggiungessi" oppure si dicono "quando avrò/andrò/riceverò/sarò/finirò..." e si perdono quello che sta effettivamente accadendo nel presente. La maggior parte delle persone – ci richiamano gli autori – non pensa a ciò che ci renderebbe felici in quel momento. La felicità è un effetto, la conseguenza del fare qualcosa e non del raggiungere qualcosa. Tuttavia "fare qualcosa" significa avere una destinazione a cui mirare, altrimenti faremmo come dice Lewis Carroll «Se non sai dove stai andando, qualunque strada porta a destinazione». Lasciamo che i nostri obiettivi ci guidino, e smettiamola di ingombrare la nostra vita di ostacoli: ecco il monito degli autori che ci rammentano che spesso le persone seguono obiettivi deboli sorti tra conflitti valoriali che, secondo loro, è come costruire sull'acqua... tutto andrà a fondo. • Ciascuno di noi crea una rappresentazione del mondo in cui vive. L'idea di per sé non è nuova. Da Buddha a Platone, da Alfred Korzybski a Werner Heisenberg, la realtà altro non è che la narrazione che il nostro cervello crea a partire da degli ingredienti presenti nel mondo. Come possiamo essere certi di creare dei buoni modelli mentali del mondo? Gli autori ci suggeriscono che le mappe devono essere una versione verosimile, ma essenzialmente semplificata, di ciò che rappresentano. Devono essere abbastanza dettagliate ma non troppo per non essere approssimative. E infine, devono essere flessibili e adattarsi a mano a mano che cambiano le condizioni esterne. È il nostro linguaggio che ci consente di creare il nostro universo. Noi parliamo e creiamo categorie, distinzioni e definizioni. • Modelli mentali efficaci. Nel 1962, il fisico Thomas Kuhn affermò che il cambiamento non fosse necessariamente frutto di un movimento continuo, al contrario, l'evoluzione secondo lui avveniva per improvvisi e violenti sconvolgimenti intellettuali. Il premio Nobel Ilya Prigogine lo chiama "punto di biforcazione" dove i sistemi o crollano o si riorganizzano a un livello più alto e complesso. Il matematico francese René Thom parla della "teoria delle catastrofi" per cui le transizioni più significative come i cambi di paradigma avvengono secondo lui sempre rapidamente. Ciò non toglie però, ci fanno notare gli autori, che i preparativi necessari al cambiamento richiedano del tempo. E questo tempo può essere impiegato per aumentare il numero di modelli mentali a propria disposizione, per imparare a tollerare l'indeterminatezza dei passaggi, per mettere regolarmente in discussione i propri modelli mentali ed eliminare ciò che è inefficace e per trovare nuovi modi di utilizzare i propri modelli. • Come funzionano le sensazioni? In psicologia regna confusione tra la definizione di sensazione e quella di emozione perché gli psicologi – a detta degli autori – sono caduti nella trappola di confondere i verbi con i sostantivi, scambiando i processi con le cose. In PNL, i due autori ci invitano a riflettere che è più interessante sapere come fa una persona a creare un’emozione piuttosto che curarsi del perché. Come si crea una paura? Come si reagisce a una situazione? E come si può risolvere gestendo il come? Se le persone sono in grado di creare sensazioni negative e di amplificarle, rimarcano gli autori, questo significa che possono anche lavorare nel senso opposto. Gli autori riportano ciò che l'anestesista dell'ospedale di Birmingham, Khalid Hasan, raccontò loro, cioè di quando stava parlando con una paziente che reagiva all'anestesia con violenti attacchi di vomito. Mentre la paziente raccontava le sue esperienze, il dottore notò che continuava a fare lo stesso gesto mettendo i palmi delle mani sull'addome e poi muovendoli con un gesto secco verso l'alto e verso l'esterno. Il dottor Hasan continuava a rassicurare la paziente utilizzando un tono di voce calmo, e, mentre parlava, ripeteva lo stesso gesto delle mani ma al contrario. Per più volte questo gesto "al contrario" serviva a rassicurare e a rilassare la paziente. L'anestesista, infine, racconta che la paziente entrò in sala operatoria senza alcun problema di nausea o vomito. Questo esempio chiarisce come le persone modifichino le informazioni tratte dalla realtà per creare i propri modelli del mondo sulla base dei propri filtri personali. • Fatti e deduzioni. Un importante strumento che utilizzano a livello inconscio le persone abituate a Vivere Felici è la distinzione tra il giudizio delle proprie esperienze e l'osservazione di tali esperienze. Un conto è osservare i fatti, un altro è giudicarli: basandosi su informazioni sensoriali limitate, che potrebbero non essere verificabili e che potrebbero riguardare estrapolazione dal passato o proiezioni nel futuro. La storia di Charlie M. è emblematica. A seguito dell'attacco terroristico alle Torri Gemelle nel 2001, Charlie e molte persone hanno iniziato a soffrire di attacchi di panico e di disturbo post traumatico da stress (DPTS). Molte persone però, proprio come Charlie, non si trovavano a Ground Zero al momento, e nemmeno a New York, ma a migliaia di chilometri di distanza davanti alla televisione tra TG e Speciali sull’argomento. Come può una distorsione nella memoria essere più realistica dei fatti veri? In questi casi, lo scorrere del tempo non attenua la memoria e le emozioni legate alla memoria, lo sanno bene le persone che a più di 45 anni di distanza dall'assassinio di Kennedy si ricordano esattamente dove si trovavano quando ricevettero la notizia. • La mente generalizza per proteggerci: in seguito a un volo particolarmente turbolento, una persona inizia ad avere paura di volare, poi, qualche tempo dopo, identica paura si ripresenta in un treno, e poi in macchina, fino ad arrivare a procurare paura prendendo semplicemente l'ascensore. L'emozione in questi casi è semplicemente protettiva. In PNL esiste una tecnica, la Fast Phobia Cure, che non discute la funzione protettiva dell'emozione né l'origine di tale funzione, ma che non stravolge il processo di attivazione rivedendo nello specifico la situazione al contrario. • L'effetto Rashomon. Ogni volta che vengono rievocati, i ricordi possono cambiare, in meglio o in peggio. È una naturale tendenza a sovrapporre le nostre congetture e aspettative ai fatti che, acquisiscono quindi un nuovo significato in un nuovo senso logico. Ogni volta che accediamo ai ricordi - ci avvertono gli autori - li destabilizziamo e questo viene chiamato l'effetto Rashomon, dal nome del film di Akira Kurosawa in cui quattro testimoni dello stesso crimine forniscono quattro versioni non solo diverse ma tra loro contraddittorie. Ecco che gestire opportunamente i propri ricordi è una abilità essenziale: i fatti negativi accadono, è importante gestirne bene la memoria. • «Lei sente di avere ikigai nella sua vita?» Viktor Frankl, il famoso psichiatra austriaco arrestato dai nazisti e deportato in più campi di concentramento, nonché autore del libro Logoterapia e analisi esistenziale, sostenne che tutti noi possiamo scegliere se cedere allo sconforto o se prendere la decisione consapevole di aggrapparci con tutte le nostre forze alla speranza. Non è la situazione che determina il nostro stato emotivo ma come la interpretiamo. Saper fare una scelta è, secondo gli autori, un'altra delle caratteristiche per Vivere Felici: riadattarsi o fare la vittima? In giapponese, il termine ikigai è spesso tradotto con "benessere soggettivo", e fa riferimento a uno scopo, un significato e atteggiamento gioioso e aperto nei confronti della vita. In uno studio condotto nel 1994 e pubblicato di recente, si sono monitorati decine di migliaia di giapponesi di età compresa tra i 40 e i 79 anni e a cui fu posta una semplice domanda: «Lei sente di avere ikigai nella sua vita?» I ricercatori giunsero alla conclusione che per determinare la longevità degli intervistati, i fattori da tener presente non erano l'età, il sesso, il peso, le abitudini come fumare o bere alcolici, il tipo di dieta, né i livelli di stress o le proprie patologie, piuttosto chi aveva risposto alla domanda in modo positivo, cioè il 95% di chi aveva dichiarato di avere un qualche scopo nella propria vita era ancora vivo dopo 7 anni dalla ricerca contro 83% di chi sentiva di non averne alcuno. • I 6 modulatori psicologici. L’opinione degli autori è che esistono sei bisogni essenziali (modulatori psicologici) per sostenere una vita felice: 1. Sostegno sociale e contatti, 2. Senso di controllo, 3. Ottimismo, 4. Fiducia nella prevedibilità della vita, 5. Capacità di recuperare le forze e di ritrovare l'equilibrio dopo eventi stressanti, 6. Scopo e significato nella vita. Anni fa, la piccola cittadina di Roseto, in Pennsylvania, fu al centro dell'attenzione scientifica perché registrava un basso tasso di infarti del miocardio. Niente distingueva lo stile di vita condotto dagli abitanti di Roseto da quello adottato in tutto il Paese, l'unico elemento distintivo che ricercatori seppero individuare era il forte legame sociale che univa i rosetani. Secondo l'OMS, lo stress sul lavoro diventa potenzialmente pericoloso quando il lavoratore sente di aver perso il controllo sul processo produttivo e sente di aver perso il sostegno dei colleghi e dei superiori. Per quanto riguarda l'ottimismo, gli autori affermano che le persone ottimiste ottengono risultati migliori praticamente in ogni ambito della vita non perché si facciano false illusioni ma semplicemente perché incoraggiano la convinzione che le cose possano migliorare. Per quanto riguarda la prevedibilità, invece, sappiamo che quando le persone sono in grado di prevedere gli eventi con una certa precisione, la loro risposta allo stress o al dolore migliora. Con un termine preso in prestito dalla termodinamica, entropia, gli autori mettono in risalto che è fondamentale trovare il giusto equilibrio per dissipare l'accumulo tossico di disequilibrio. Infatti, è sorprendente notare che fino al 50% dei disturbi fisici e psicologici riportati al medico di base dai propri pazienti non è imputabile ad alcuna causa o patologia accertabile. • Le trappole negli obiettivi. Molti sanno come fissare gli obiettivi ma pochi hanno l'atteggiamento positivo, l'energia e la costanza giusti per raggiungerli. Per esempio, le visualizzazioni sui propri obiettivi devono essere preparate accuratamente perché la mente inconscia interpreta tutto ciò che vediamo in modo estremamente letterale. La ripetizione, poi, è una procedura efficace perché crea solidi percorsi neurali. La costanza è un altro elemento basilare per la realizzazione dei propri obiettivi perché «attenersi ai piani soltanto sporadicamente» - affermano gli autori - è quanto di più improduttivo si possa fare. Infine, agli obiettivi dobbiamo associare una vivida rappresentazione sensoriale: dobbiamo sapere cosa vedremo, cosa sentiremo, cosa proveremo al raggiungimento dell'obiettivo e necessita inserire una "buona dose di divertimento" in ogni sua fase di realizzazione. Esistono altre trappole che impediscono, o rendono difficile, il raggiungimento degli obiettivi: 1) Una è l'attuale ossessione per l'immediato raggiungimento di obiettivi ambiziosi, quindi la difficoltà a "suddivide l'elefante da mangiare in piccoli pezzi" come recita la famosa battuta, e sapere che ci vuole tempo, costanza, ripetizione e divertimento. 2) Un'altra trappola è perfettamente ripresa dalla celebre frase di Mark Twain "Smettere di fumare è facilissimo. Io l'ho fatto centinaia di volte": il fatto che l'obiettivo sia rappresentato come un fatto a cui non segua niente dopo, lo rende difficile da soddisfare. Cioè, ci chiariscono gli autori, cosa succederà dopo? Difficilmente le persone visualizzano cosa accadrà dopo aver raggiunto un obiettivo. Una terza trappola che gli autori ci fanno rimarcare è legata al fatto di definire successo personale unicamente sulla base degli obiettivi raggiunti. Quindi, dirsi frasi come «Quando riuscirò ad ottenere questo obiettivo sarò una persona di successo», esclude il divertimento, la passione e la soddisfazione NEL percorso. Molte persone escludono dalla visione del futuro il percorso in sé e si focalizzano solo sulla meta escludendo famiglia, amici, entusiasmo, curiosità e amore per le sfide. Citazioni: «La ricchezza (o la povertà) dei vostri modelli mentali determina la ricchezza o la povertà della vostra esperienza della vostra vita.» «Eppure, se riuscite a creare e ad amplificare le vostre paure, questo significa che siete in grado di generare e amplificare qualsiasi sensazione. Questo significa che potete cambiare.» «Chi più, chi meno, tutti coloro che raggiungono l'eccellenza sanno sfruttare il potenziale della propria mente per integrare la pratica diretta con degli esercizi mentali.» «L'esercizio mentale è un'abilità straordinariamente utile che è importante sviluppare.» «È possibile riprogrammare la propria neurologia attraverso l'uso sistematico del linguaggio.» «La risposta è semplice: 1. dovete desiderare di cambiare le cose in meglio, 2. dovete sapere cosa fare di diverso, 3. dovete prendervi l'impegno di agire diversamente d'ora innanzi.» «Molti consigli che si ricevano (o che si danno) sono formulati come frasi negative.» Perché leggere questo libro: Perché crea un continuo parallelo e raffronto tra la psicologia e la PNL. Perché è ricchissimo di esercizi di PNL da poter eseguire in autonomia. Perché racconta molti aneddoti, esempi ed esperimenti scientifici per raccontare i vastissimi temi affrontati nel libro. Perché è un manuale completo da tenere con sé e riprendere più volte dopo la prima lettura. Categoria: Comunicazione & Psicologia ; Crescita & Sviluppo Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia