PNL per le mamme e i papà


Judy Bartkowiak , PNL per le mamme e i papà, Alessio Roberti ed., trad. G. Fort

Crescita Personale, Genitorialità

L’autrice presenta in modo semplice ed esaustivo i pilastri della PNL, un approccio terapeutico che insegna nuovi modi di vedere e di gestire il modo in cui comunichiamo. Attraverso intuizioni, studi su casi specifici e consigli, l’autrice traccia il...




Judy Bartkowiak , PNL per le mamme e i papà, Alessio Roberti ed., trad. G. Fort

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Perchè leggere questo libro

Perché è immediato, pratico e dettagliato e contiene tutto quello che serve per iniziare a comprendere la PNL. Perché la PNL può rivelarsi molto utile quando si tratta di rapportarsi ai bambini o agli adolescenti. Perché l’autrice è una mamma di...


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Judy Bartkowiak , PNL per le mamme e i papà, Alessio Roberti ed., trad. G. Fort

Riassunti di libri di crescita personale


Judy Bartkowiak, PNL per le mamme e i papà, Alessio Roberti ed., trad. G. Fort Chi è l’autore? Judy Bartkowiak è Coach e Master Practitioner di PNL, specializzata nello studio della relazione tra adulti e bambini. È anche mamma di quattro splendidi ragazzi. Quale è l’intento dell’autore? L’autrice presenta in modo semplice ed esaustivo i pilastri della PNL, un approccio terapeutico che insegna nuovi modi di vedere e di gestire il modo in cui comunichiamo. Attraverso intuizioni, studi su casi specifici e consigli, l’autrice traccia il percorso che porterà le mamme e i papà a diventare più forti ed efficaci, a riconoscere schemi ricorrenti nel comportamento e nella comunicazione, a osservare e a ricevere i feedback e ad attuare infine quei cambiamenti necessari per portare un nuovo senso di sicurezza nel ruolo di genitore. Questo libro insegna: Che cos’è la PNL. La PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) è una disciplina adottata dalle aziende per sviluppare e potenziare la leadership, la capacità di creare rapport, di gestire il cambiamento, di costruire l’autostima e motivare i dipendenti. L’obiettivo della PNL è arrivare a modellare l’eccellenza. Per es., un modello di genitore eccellente può essere adottato per trasmettere le abilità genitoriali ai propri figli, affinché siano in grado di sostenersi in totale autonomia una volta che saranno entrati nell’età adulta. La PNL si basa su una serie di principi che, se adottati correttamente, possono aiutare a produrre un cambiamento positivo. Tra le regole fondamentali della PNL applicate al rapporto genitori-figli: 1) Non esiste fallimento, solo feedback. Il fallimento di un genitore non esiste. C’è piuttosto un feedback, una reazione positiva o negativa, da parte del bambino; 2) I figli hanno buone intenzioni. Anche se i comportamenti del bambino apparissero cattivi, la regola basilare non cambia: il bambino ricerca soltanto attenzioni e vuole essere amato; 3) La mappa non è il territorio. La percezione del mondo è diversa in ogni persona. Anche i bambini, dunque, hanno il loro modo di vedere la realtà. Per comprendere di che realtà si tratti, l’autrice suggerisce di creare empatia con il bambino, per esempio provando i suoi stessi giochi. La PNL per i figli. La PNL è ottima per genitori e figli perché è divertente. Riprendendo uno dei concetti basilari («La mappa non è il territorio»), l’autrice sottolinea quanto distacco si possa creare tra genitore e figlio a causa dei numerosi impegni di lavoro del primo. La mappa di un genitore che lavora è vastissima e comprende la casa, i problemi finanziari, gli incontri con gli amici e i parenti, l’ambiente politico etc. Al contrario, la mappa di un bambino è molto più ristretta ed è costruita attorno a tutto ciò che per lui è indispensabile: amore, appoggio, incoraggiamento, sicurezza, cibo, intrattenimento etc. La fiducia in se stessi. Anche i genitori possono trovarsi a disagio in certe situazioni. Per es., può capitare quando si parla in pubblico, quando è in programma un incontro col pediatra o con gli insegnanti del bambino. Tutte queste situazioni creano stress ma la PNL offre alcuni suggerimenti per aiutare a vincere le proprie paure. L’autrice propone un esempio classico: il cerchio di eccellenza. Si tratta di pensare a una circostanza in cui si era pieni di fiducia e di ancorare quelle emozioni entrando in un cerchio immaginario. Attraverso l’ancoraggio, quella sensazione positiva potrà essere richiamata in qualunque momento. Altri esempi proposti dall’autrice per recuperare fiducia riguardano la postura (spalle alte e sguardo dritto) e l’utilizzo dell’immaginazione per rilassarsi. L’autrice invita il lettore a individuare le proprie abilità: prima secondo il proprio punto di vista e poi secondo quello di amici e parenti. L’imbarazzo. Connesso alla mancanza di fiducia, può scaturire da un comportamento inadeguato dei figli ma anche quando un genitore è sottoposto a stress e non riesce a reagire così come farebbe in situazioni di tranquillità. Per es., può accadere di non ricordare un nome o un importante appuntamento di lavoro. L’autrice propone alcune soluzioni per rimediare a situazioni imbarazzanti: farsi accompagnare da qualcuno quando si tratta di incontri che generano stress, prendere appunti di ciò che si vuole dire etc. La PNL può aiutare ad affrontare le circostanze che consideriamo imbarazzanti ancorando gli stati emozionali vissuti quando si era pieni di sicurezza. L’invidia. È una focalizzazione sugli altri anziché su noi stessi. Tuttavia, l’autrice sottolinea che spesso non ci si rende conto che anche gli altri potrebbero invidiare qualcosa che per noi appare del tutto scontato. Talvolta l’invidia è connessa con la scarsa autostima, così che si tende a guardare qualcuno perché pare possieda qualcosa più di noi. A questo punto, l’autrice suggerisce di concentrarsi sui propri obiettivi e di farsi alcune domande («Cosa volete nella vita?», «Quali sono i vostri valori?», «Quali sono le qualità che vi rendono la persona che siete?»). Particolare attenzione è posta sulla domanda: «Chi vi ispira?». Può trattarsi di un politico, di un leader, una celebrità etc. Questo personaggio oggetto di invidia non ha niente di speciale ma ha soltanto sviluppato delle abilità possedute da chiunque. Anche i figli possono essere invidiosi: per es., possono invidiare gli amici perché possono andare in vacanza in un certo luogo, perché possiedono un certo giocattolo etc. In questo caso, è compito del genitore orientare il bambino sulle posizioni percettive, ovvero cambiando la prospettiva e provando a immaginare che cosa gli altri potrebbero invidiargli. L’invidia non è dunque un’emozione del tutto negativa, poiché permette di capire quali sono i nostri valori e di ridisegnare i nostri obiettivi sulla base di ciò che vorremmo e che invece appartiene agli altri. Le critiche. La PNL aiuta i genitori ad affrontare le critiche, suddivise in due tipi: 1) Le critiche esplicite. Sono quelle che qualcuno ci rivolge di persona, parlandoci direttamente. Queste critiche talvolta sono ingiustificate e irragionevoli, come l’autrice dimostra con l’esempio di una mamma che, al supermercato, fa pesare la verdura al bambino. La mamma spiega che questo lo rende più partecipe di quello che fa lei e che gli fa mangiare le verdure più volentieri. Una signora, però, critica il bambino manifestando un pregiudizio («Non dovrebbe giocare con quella bilancia»). La mamma si sente offesa per la critica a suo figlio e a lei come madre ma l’autrice invita a dissociarsi da questo tipo di critiche se si ritiene che sia del tutto ingiusta. L’autrice conclude con questo consiglio: «Affrontare e gestire le critiche è una questione di identificare l’intenzione positiva di dare feedback e poi dissociarsi in maniera da poter decidere se siamo d’accordo a partire da un riferimento interno»; 2) Le critiche implicite. In questo caso nessuno ci rivolge direttamente una critica ma noi supponiamo che il suo feedback nei nostri confronti sia negativo. Amici. L’autrice sottolinea quanto sia importante costruire un buon rapporto con gli altri bambini. Spesso i figli pensano che gli altri abbiano qualcosa più di loro oppure sono convinti di non piacere, di non essere popolari. Per creare delle nuove amicizie, l’autrice suggerisce di coinvolgere altri bambini in contesti diversi come la propria casa, il parco giochi o il cinema e di creare rapport, per es. guardando negli occhi, utilizzando un linguaggio del corpo positivo o sorridendo. Tra gli adulti popolari e i bambini popolari non c’è molta differenza: si tratta soltanto di avere qualcosa che gli altri desiderano (giocattoli, telefono nuovo etc.). L’autrice propone alcuni utili consigli per potenziare la propria autostima, tra cui: 1) Sii gentile e amichevole. La gentilezza è legata al linguaggio del corpo e quindi al contatto visivo. È dunque molto importante guardare negli occhi e sorridere spesso. Dall’altro lato, le braccia conserte sono un segno di chiusura, mentre evitare lo sguardo implica scarsa fiducia in se stessi; 2) Creare contatti e socializzare. I contatti virtuali costruiti tramite i Social non sono vere amicizie; 3) Nutri e mantieni le amicizie. Un’amicizia implica empatia, per cui in caso di difficoltà è bene sentire l’amico e porsi la domanda: «Come mi sarei sentito se fossi stato al suo posto e non mi avesse nemmeno telefonato?»; 4) Evita di presupporre cose che non sai. A volte i bambini tendono a dare per scontati i comportamenti dei loro coetanei. Per es., possono ritenere di essere antipatici a qualcuno pur non avendo alcuna prova che possa dimostrarlo. Paure e ansie. La PNL può aiutare i genitori a liberarsi dalle vecchie paure e a tenersi alla larga da quelle nuove. Talvolta la paura e l’ansia vengono trasmesse ai figli. Compito del genitore è dunque saper gestire queste emozioni e insegnarlo al bambino. L’autrice propone un esercizio che aiuta a ridurre la paura. Si tratta di ripensare a una situazione pericolosa, di forte impatto emotivo, che è successa o che potrebbe succedere. Dopo aver assegnato un punteggio da uno a dieci, si assiste alla stessa scena da una prospettiva diversa, per esempio come se si stesse guardando la televisione. Quella situazione viene trasformata con effetti buffi, divertenti e bizzarri. Visionando di nuovo la scena, la scala di intensità della paura sarà diminuita. La paura ha anche i suoi aspetti positivi poiché funge da meccanismo di difesa. Per es., è realistico che un bambino abbia paura di una macchina che si muove ad alta velocità e che quindi cerchi riparo sul marciapiede. Non lo è affatto, invece, dei mostri sotto il letto. Il genitore dovrà dunque lavorare affinché il bambino riesca a distinguere le paure verosimili e realistiche da quelle immaginarie e che sappia mantenere soltanto le prime, così da difendersi nel momento di pericolo concreto. I figli e il lavoro. Affrontare un cambiamento spesso non è semplice, soprattutto se si è appena diventati genitori e bisogna fare delle scelte. Una scelta difficile può riguardare il lavoro e doverlo adattare con le nuove esigenze familiari. L’autrice consiglia di considerare tutte le opportunità e di non lasciarsi frenare dalla paura del cambiamento, visto che i datori di lavoro spesso si rendono conto di quanto sia difficile gestire un bambino e allo stesso tempo continuare la propria attività lavorativa. La situazione opposta prevede che la neomamma decida di non tornare a lavorare per badare al bambino. Eppure ci sono diverse soluzioni proposte per poter guadagnare anche da casa, riuscendo così a conciliare le esigenze professionali con il bambino. Per esempio, affittare una stanza o fare un B&B, fare la baby-sitter, offrire servizi estetici (parrucchiera, trattamenti di bellezza etc.) o lavori di scrittura (coprywriting, correzione bozze etc.). Anche i papà possono decidere di stare a casa con il bambino mentre la mamma lavora. In questo caso, l’uomo può spesso perdere di vista la propria identità, soprattutto dopo essere stato l’unica fonte di reddito. L’autrice sottolinea in modo ironico la differenza tra gli uomini e le donne quando si tratta di badare contemporaneamente alla casa e ai figli: mentre le donne riescono a badare al bambino e a non trascurare le faccende domestiche, spesso gli uomini non si preoccupano di lavare o di stirare. È pur vero, però, che non essere multitasking permette al papà di dedicarsi interamente al bambino. Allo stesso tempo, l’autrice consiglia ai papà casalinghi di concentrarsi molto di più su se stessi e sui propri obiettivi piuttosto che sui giudizi altrui. I conflitti tra fratelli. La PNL può aiutare i genitori a intervenire in modo corretto quando si creano conflitti tra i figli o tra amici, compagni di scuola etc. Nel primo caso, due fratelli che litigano sono privi di rapport e utilizzano spesso generalizzazioni, distorsioni e cancellazioni. Compito dell’adulto è dunque evitare di fare il Genitore critico e creare tra loro rapport, facendo emergere l’Adulto piuttosto che il Bambino. Tra il fratello maggiore e quello più piccolo spesso viene adottata la modalità Genitore dal primo (ipercritica, severa e vigilante) e la modalità Bambino dal secondo. Il fratello minore può risultare talvolta infastidito dalla sostituzione del ruolo di genitore da parte del fratello maggiore. L’autrice suggerisce un esercizio consistente nell’immedesimazione di un fratello nell’altro, in modo tale da riuscire a comprenderne meglio le emozioni negative che sono alla base del conflitto. Il bullismo. Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto in ambito scolastico. Il bullismo si manifesta in diversi modi, per esempio con offese verbali, percosse, esclusione, furti etc. Sarebbe sbagliato non reagire a questo tipo di comportamenti. Tuttavia, è più corretto che la vittima non si comporti a sua volta come bullo, magari schierandosi con il più forte soltanto per paura di trovarsi in minoranza. Talvolta i bambini preferiscono non parlare con i genitori dei bulli che incontrano a scuola poiché tendono a colpevolizzare se stessi. Tutto ciò non fa che minare la loro autostima e può mettere a repentaglio la loro serenità in età adulta. L’autrice suggerisce di lavorare molto sul proprio punto di vista anziché su quello degli altri. Difatti molto spesso i bambini si comportano in un certo modo solo per compiacere il gruppo ma questo denota scarsa stima di sé. In secondo luogo, l’autrice consiglia di insegnare ai bambini a sospendere la reazione automatica, ovvero di rispondere in preda alla rabbia quando si è vittime di bullismo. Attraverso le domande che si porrà, il bambino sarà in grado di analizzare la figura del bullo e di dargli il giusto valore: per esempio «Chi è questa persona?», «Cosa vuole dire con questo messaggio?», «Come dovrei reagire?», «Dovrei rispondere o è meglio fare a meno?». Citazioni: «I nostri figli ci amano, e fin dalla nascita osservano ogni nostra azione ed ascoltano la nostra voce. Hanno una meravigliosa capacità di riconoscere la nostra voce anche in una stanza affollata in cui non riescono a vederci, e molti bambini riescono addirittura a distinguere il suono della macchina dei genitori quando stanno tornando a casa da loro.» «Prima che sia troppo tardi dobbiamo imparare come chiedere aiuto. E se riuscite a insegnare questa cosa ai vostri figli quando sono ancora molto piccoli, essi saranno ben equipaggiati per affrontare al meglio gli anni della pubertà, in cui saranno assai vulnerabili.» «Delegare e dare fiducia ad altri sono abilità il cui apprendimento richiede tempo, e dovete cominciare gradualmente. Incoraggiate i vostri bambini a fare da soli semplici cose, per quanto possano impiegarci un tempo infinito e il processo possa essere esasperante! Prendervi ad esempio il tempo per mostrare loro come allacciare le scarpe, darà ai vostri figli fiducia nelle loro capacità in modo semplice.» «I figli adolescenti non desiderano necessariamente che partecipiate a tutte le loro attività, specialmente quelle che fanno con gli amici: dimostrate però interesse e attribuite un valore a quello che fanno, di qualsiasi cosa si tratti. La loro mappa del mondo è diversa dalla vostra, anche da quella che avevate quando eravate adolescenti voi, ma per loro è comunque importante avere in qualche modo un punto di contatto.» Perché leggere questo libro: Perché è immediato, pratico e dettagliato e contiene tutto quello che serve per iniziare a comprendere la PNL. Perché la PNL può rivelarsi molto utile quando si tratta di rapportarsi ai bambini o agli adolescenti. Perché l’autrice è una mamma di quattro figli esperta in PNL. Perché la PNL è ideale per lavorare con i bambini sullo sviluppo della loro fiducia in se stessi e sulle loro abilità di comunicazione. Questa scheda è stata realizzata da Fabrizio Rigante Categoria: Genitorialità