Prendi in mano la tua felicità


Claudio Belotti, Prendi in mano la tua felicità, Sperling e Kupfer

Crescita Personale, Mindfulness & Felicità

L'intento dell'autore è di presentare strumenti pratici per diventare il miglior coach di se stessi. L'esclusivo metodo "One Hand Coaching", messo appunto in anni di esperienza dall'autore, è costituito da 5 passaggi, rappresentati dalle dita di una mano,...




Claudio Belotti, Prendi in mano la tua felicità, Sperling e Kupfer

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Perchè leggere questo libro

Perché dà un quadro generale sul coaching e fornisce degli strumenti pratici. Perché spiega vari e classici strumenti di coaching che si possono apprendere solo seguendo le istruzioni del libro. Perché gli strumenti sono guidati dall’autore che insegna...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Prendi in mano la tua felicità" di Claudio Belotti è di circa 5/10 min.

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Claudio Belotti, Prendi in mano la tua felicità, Sperling e Kupfer

Riassunti di libri di crescita personale


Claudio Belotti, Prendi in mano la tua felicità, Sperling & Kupfer Chi è l’autore? Claudio Belotti è uno dei pionieri del coaching. Primo al mondo ad aver ricevuto il titolo di Master trainer in NLP for Business, è il maggior esperto in Italia di Dinamiche a Spirale e Senior Trainer scelto personalmente da Anthony Robbins. Co-fondatore di Extraordinary, la sua scuola di formazione, collabora anche con diversi aziende di primo piano. Qual è l’intento dell’autore? L'intento dell'autore è di presentare strumenti pratici per diventare il miglior coach di se stessi. L'esclusivo metodo "One Hand Coaching", messo appunto in anni di esperienza dall'autore, è costituito da 5 passaggi, rappresentati dalle dita di una mano, che sono vere e proprie tecniche spiegate per la realizzazione e la crescita personale, testate su migliaia di persone e capaci di raggiungere rapidamente i risultati desiderati. Conosci meglio il libro: • Il libro nasce dalla domanda a cui l'autore cerca di rispondere: «Claudio, qual è il tuo metodo di Coaching?» Nonostante fosse difficile rispondere all'inizio perché siamo tutti unici, l'autore si impegna nel libro a condividere con il lettore la sua strategia One Hand Coaching, dove per ogni dito della mano corrisponde un passaggio: il pollice rappresenta lo scopo, l'indice corrisponde alla direzione, il medio racconta la situazione attuale, l'anulare si concentra sugli obiettivi, infine il mignolo è lo step dedicato a mettere a fuoco i comportamenti. • La maieutica di Socrate non era altro che l'arte di far nascere nuove idee. Letteralmente maieutica significa arte dell'ostetrica, Socrate non faceva nascere bambini ma nuove idee ponendo domande, con l'obiettivo di far riflettere i suoi interlocutori sul fatto che le loro convinzioni spesso erano false, frutto di principi e pregiudizi indotti. Ecco le primissime testimonianze del metodo del coaching tramandate a noi dall’ allievo di Socrate, Platone. Ma cosa fa un coach? 1. aiuta a capire in che direzione vuoi crescere, 2. elimina o riduce i fattori che impediscono o rallentano la crescita, 3. fornisce gli strumenti per raggiungere il risultato, o meglio ti aiuta a crearli. Lo stile di Belotti, denominato da egli stesso Extraordinary Coaching, si basa su un rapporto di fiducia, il rispetto rigoroso della privacy, la sospensione del giudizio e il binomio ascolto/domande. Non solo, un buon coach dovrebbe tenere a mente anche la felicità, ovvero il benessere generale del cliente. • Lo scopo. Ognuno di noi ha uno scopo nella vita, un perché, ed è il motivo profondo che ci spinge a fare quello che facciamo. Individuarlo è essenziale. Lo scopo è il senso che attribuiamo alla nostra vita ed è allo scopo che traiamo la motivazione profonda per cambiare. Lo scopo è superiore agli obiettivi ed è necessario porre attenzione affinché gli obiettivi siano congruenti con lo scopo. I valori accompagnano l'evoluzione di una persona e sono funzionali, come dei mezzi, allo scopo. E i bisogni? secondo Anthony Robbins esistono 6 bisogni comuni a qualsiasi uomo sulla Terra: bisogno di sicurezza e/o certezza, bisogno di varietà, bisogno di importanza, bisogno di amore o unione con gli altri, bisogno di crescita, bisogno di contributo. Un vero scopo sarà dunque in grado di dare un significato ai tuoi bisogni più alti: amore/unione, contributo e crescita. • Per riconoscere perseguire il proprio scopo, l'autore suggerisce di individuare tutte le attività che crediamo ci avvicinino allo scopo e sulle quali potremmo dover concentrarci maggiormente per essere più felici. Uno scopo non è autoreferenziale, cioè non riguarda solo se stessi ma anche gli altri. Uno scopo deve essere allineato secondo i "Livelli Logici" indicati da Robert Dilts, eminente studioso nell'ambito della programmazione neuro-linguistica. • I livelli logici (ambiente, comportamenti, capacità, valori e convinzioni, identità, spiritualità) vanno analizzati secondo la ricerca di un equilibrio tra loro e con lo scopo verso il quale ci stiamo muovendo. L'allineamento si divide in due fasi: discendente e ascendente. si parte dal livello dell'ambiente e si procede verso quello della spiritualità discendendo: tenendo in mente l'obiettivo si risponde alle domande: "dove e quando?", "quali comportamenti?", "cosa serve per?", "alcune convinzioni che supportano?", "valori che supportano?", "chi sei tu a quel punto?", "quali metafore ti corrispondono?" Nella seconda fase, quella ascendente, si riparte dalle metafore, attraversando l'identità, i valori e le convinzioni, le capacità e i comportamenti, fino poi ad analizzare l'ambiente.​ • La direzione. Si distingue dalla visione perché più precisa: andare a Londra è più specifico che andare a Nord. Quando si affronta il coaching, è essenziale assicurarsi di avere una visione definita di quello che si vuole. La visione quindi, deve essere sufficientemente nitida da permettermi di sapere quando l'avrò raggiunta è abbastanza aperta da darmi la flessibilità necessaria per farlo. L'autore utilizza la tecnica delle Dinamiche a Spirale. • Le Dinamiche a Spirale nascono da una teoria dello psicologo americano Claire W. Graves, Ma il primo libro divulgativo sull'argomento lo scrissero nel 1996 Don Beck e Chris Cowan. Le Dinamiche a Spirale aiutano a capire cosa è importante in una certa fase della vita, in quanto svelano come si pensa e perché si pensa così, quindi se una certa visione è "giusta" per noi. L'assunto di base di tutta la teoria è che l'umanità sviluppa nuove capacità in risposta a diversi problemi che si trova ad affrontare nel corso del tempo. Immaginando due spirali, una accanto all'altra, la prima rappresenta il mondo esterno, la seconda la capacità dell'uomo di pensare. Quando l'ambiente aumenta la propria complessità e i precedenti schemi di pensiero non sono più sufficienti, ecco che inizia a formarsi un nuovo sistema. La forma dei livelli è sequenziale, cioè vanno da una minima complessità e salgono, potenzialmente all'infinito. Non si tratta di tipologie di personalità, ci tiene a puntualizzare Belotti, costituiscono piuttosto degli stadi evolutivi. Infatti, trovarsi a un livello superiore non significa essere migliore o più intelligente, indica semplicemente che è stato raggiunto uno stadio in cui sia in grado di gestire un maggior grado di complessità. • La situazione attuale. Dove sei ora? Perché pensi di essere lì? Dove vorresti andare? Che cosa succederà quando avrai raggiunto il tuo obiettivo? Il coaching è orientato al futuro, certo, tuttavia, prima di impegnarsi a conquistare un traguardo, è importante riservare un po' di attenzione all'analisi del "qui e ora". Al dito medio corrisponde una sorta di fotografia che l'autore scatta seguendo un acronimo sviluppato dall'autore (già citato) Robert Dilts: S.C.O.R.E. • S.C.O.R.E. è uno strumento di coaching poco sfruttato ma all'autore piace perché è sensibile e completo. L'acronimo analizza: la situazione attuale (in inglese la S stava per "sintomi" ma l'autore richiamava il concetto di malattia), le cause gli obiettivi, le risorse, gli effetti. Lo strumento è particolarmente valido perché si concentra anche su gli effetti, cioè cosa succederà se si usano quelle risorse e si raggiunge quell'obiettivo. In PNL questo viene chiamato "controllo ecologico". • Continuando ad analizzare la situazione attuale, l'autore chiede al lettore «Perché ti trovi dove sei?» e invita all'indagine sulle cause: Che cosa hai fatto o non hai fatto per lasciar accadere questa cosa? Ti è mai successo di trovarti di fronte allo stesso problema o a uno simile? Qual era stato il motivo? Come lo hai risolto? Cosa stai facendo per superarlo o per evitare che la situazione peggiori? Il procedimento per guardare al futuro segue 6 passaggi: 1. punto definire il problema attraverso la negazione, 2. ridefinire il problema in positivo, 3. ricercare dei modelli ai quali ispirarsi per avere un esempio, 4. individuare le caratteristiche determinanti che dovremmo possedere per poter raggiungere il risultato, 5. individuare le qualità che possediamo già e che possiamo implementare con successo per raggiungere il risultato, 6. immaginare come ci sentiremmo se avessimo già raggiunto il nostro obiettivo. • L'obiettivo. L'autore si avvale dell'acronimo G.R.O.W., largamente impegnata nel coaching sin dalla fine degli anni '80 e attribuito a John Whitmore, per lavorare sugli obiettivi. La sigla Grow sta per: Goals - obiettivi, Reality - realtà, Options - opzioni, Who, What, When - chi, cosa, quando. L'approccio è interessante perché parte da ciò che si vuole senza alcun pregiudizio che possa nascere dalla situazione attuale. L'idea è di essere libero di definire l'obiettivo senza considerare se quella che altri chiamerebbero "realtà" potrà essere raggiungibile oppure no. Solo in seguito si agisce nella realtà per modificare ambiente, azioni, comunicazione, circostanze e analizzare le conseguenze. Lo strumento continua con la selezione delle possibilità: che cosa potresti fare? se avessi? quali alternative? che potrebbe aiutare? E infine la W rappresenta il chi può fare, cosa è necessario fare, quando si può fare... ma anche quali possono essere gli ostacoli. Rispondendo a tutte queste domande in ogni passaggio si arriva alla completa formulazione degli obiettivi. • I comportamenti. Il mignolo rappresenta i comportamenti necessari per completare il metodo One Hand Coaching. il presupposto di partenza è che ognuno di noi possiede già tutti i requisiti di cui ha bisogno per raggiungere i propri obiettivi, infatti, come ricorda l'autore "siamo tutti straordinari". Il compito del coach è quello di accrescere le qualità già esistenti in una persona, attraverso un sistema di feedback e ricompense: feedback significa fornire un'osservazione dall'esterno, la ricompensa consiste, invece, in qualcosa di positivo che il cliente ottiene grazie al suo impegno. Il cambiamento si compone di quattro punti, quattro impegni da prendere con se stesso. L'autore invita ad agire seguendo queste quattro logiche: 1. qualcosa che ci si impegna a fare di meno, 2. qualcosa che si fa già ma che ci si impegna a fare di più, 3. iniziare a fare qualcosa di nuovo, 4. smettere di fare qualcosa che si sa ci faccia male. Citazioni: «Perché vuoi quel che vuoi? Perché vuoi quel che vuoi? Perché vuoi quel che vuoi?» «Il nostro scopo, quando lo mettiamo a fuoco, ci fa venire un brivido lungo la schiena e non ci stancheremo mai di provare a conquistarlo.» «...quando lo scienziato gli dice: "Ma è impossibile?" lui risponde "È impossibile solo se ti fermi a pensarlo".» Perché leggere questo libro: Perché dà un quadro generale sul coaching e fornisce degli strumenti pratici. Perché spiega vari e classici strumenti di coaching che si possono apprendere solo seguendo le istruzioni del libro. Perché gli strumenti sono guidati dall’autore che insegna a usare e a condividere tali strumenti. Un libro fondamentale per il coaching. 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