I quadranti del Cashflow


Robert T. Kiyosaki, I quadranti del Cashflow, Gribaudi Editore, trad. D. Ballarini

Crescita Personale, Crescita & Sviluppo

Lo scopo dell’autore è indicare il percorso a chi desidera raggiungere la libertà finanziaria andando oltre la sicurezza del posto di lavoro, spiegando cosa sia necessario per diventare titolari d’impresa e investitori, identificando abilità e...




Robert T. Kiyosaki, I quadranti del Cashflow, Gribaudi Editore, trad. D. Ballarini

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Perchè leggere questo libro

Perché con un linguaggio semplice e diretto introduce a concetti economici spesso sconosciuti fornendo una base utile per approcciarsi al mondo finanziario. Perché illustra in che direzione debba andare il cambiamento con la ripetizione costante di nuovi...


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Robert T. Kiyosaki, I quadranti del Cashflow, Gribaudi Editore, trad. D. Ballarini

Riassunti di libri di crescita personale


Robert T. Kiyosaki, I quadranti del Cashflow, Gribaudi Editore, trad. D. Ballarini Chi è l’autore? Robert T. Kiyosaki è nato e cresciuto alle Hawaii, ha creato diverse aziende e a 47 anni si è ritirato dal lavoro. Oltre ad investire in immobili e azioni di piccole società, la sua principale occupazione è l'insegnamento dell'intelligenza finanziaria e delle tendenze economiche. Qual è l’intento dell’autore? Lo scopo dell’autore è indicare il percorso a chi desidera raggiungere la libertà finanziaria andando oltre la sicurezza del posto di lavoro, spiegando cosa sia necessario per diventare titolari d’impresa e investitori, identificando abilità e temperamento personale indispensabili per avere successo in campo economico. Questo libro insegna: In quale quadrante siete? I quadranti del Cashflow identificano i tipi di persone che compongono il mondo degli affari in base alla provenienza del loro denaro, a come si comportano in relazione ad esso e a ciò che le caratterizza profondamente. Le abilità necessarie per essere nei quadranti di destra permettono un più rapido raggiungimento degli obiettivi finanziari. L’autore sottolinea come non sia necessario possedere molto denaro o una buona istruzione per ottenere la libertà finanziaria. È necessario invece avere un sogno, una forte determinazione, disponibilità ad apprendere rapidamente, capacità di sfruttare talenti e risorse propri e altrui, e soprattutto capire in quale quadrante del cashflow si generi la propria fonte di reddito. I diversi quadranti attraggono differenti persone e cambiare quadrante spesso richiede di rivedere in qualche modo i propri valori fondamentali, le proprie convinzioni e l’atteggiamento verso il denaro e la vita, ed essere in grado di accettare un cambiamento profondo senza combatterlo. Principali differenze tra i vari quadranti. Nell’ individuare il quadrante di appartenenza di ciascuna persona, diversi sono gli elementi da considerare: 1. Una persona del quadrante 1 è un dipendente, “D”. Parlerà di sicurezze in ambito lavorativo, di buono stipendio e ottime indennità. Non ama il rischio, ha paura dell’incertezza economica e la sicurezza è realmente più importante del denaro. 2. Gli appartenenti al secondo quadrante, i lavoratori autonomi, “A”, sono quelli del “fai-da-te”. Non vogliono che il loro reddito dipenda da altri e sono quindi persone che ricercano l’indipendenza economica a fronte di un grande impegno in ambito lavorativo. 3. Chi abita il terzo quadrante, i titolari di impresa, “T”, amano circondarsi di persone qualificate a cui affidare compiti, sanno tirare fuori il meglio dagli altri grazie a grandi doti di leadership ma possiedono anche abilità tecniche negli affari. Sono quindi due le caratteristiche fondamentali che li distinguono, il possedere sistemi e la capacità di guidare le persone; 4. Nel quarto quadrante si trovano gli Investitori, “I”, che utilizzano il tempo e il lavoro degli altri, ed è il quadrante dove il denaro si converte in ricchezza. Perché non c’è un maggior numero di investitori? La risposta a questa domanda riguarda una riflessione sul rischio. Moltissime persone hanno paura di investire o mettere a rischio i propri soldi per il timore di perdere. Questa paura sembra dividere gli investitori in 4 categorie: 1. Persone contrarie al rischio che depositano i soldi in banca; 2. Persone che delegano gli investimenti ad altri, consulenti finanziari o gestori di fondi comuni; 3. Scommettitori per cui investire è un gioco basato sulle probabilità; 4. Investitori che posseggono delle reali abilità. Il rischio può essere minimizzato o eliminato a fronte di apprendere alcune abilità fondamentali che non vengono insegnate nelle scuole, dedicando del tempo all’apprendimento e andando contro ad alcuni concetti promossi dal mercato azionario che rispondono al bisogno di sicurezza delle persone. L’autore tiene a sottolineare che la libertà finanziaria ha un prezzo che si misura anche nella capacità di superare le delusioni che ci si può trovare ad affrontare durante il percorso. Il percorso che consiglia per arrivare al quadrante “I”, in particolare senza avere tempo e denaro in abbondanza, si deve passare prima di tutto dal quadrante “T”, e le motivazioni fondamentali sono due: 1. Esperienza e istruzione. Sviluppare un forte senso degli affari, quella che viene definita “Intelligenza finanziaria”, che permetta di individuare di conseguenza altri buoni titolari d’impresa così da riconoscere la validità e la solidità di un sistema su cui sia possibile investire. 2. Cashflow. Grazie ad una attività avviata e in movimento si genera un flusso di denaro che permette di sostenere le fluttuazioni del quadrante “I” con eventuali perdite finanziarie. Molti investitori di successo hanno perso tante volte prima di vincere, l’esperienza è fondamentale, così come gli errori che costano soldi, quindi di conseguenza è necessario avere i capitali da investire. Per passare rapidamente nel quadrante “T” ci sono tre modi: trovare un mentore, comprare un franchising e affidarsi al network marketing. Sette tipi di investitori. L’autore, riprendendo la categorizzazione di John Burley, uno dei più brillanti investitori del mercato immobiliare, presenta 7 tipi di investitori che si differenziano tra loro in base al livello di competenza e alle caratteristiche della loro personalità: 1. Livello 0. Sono coloro che non hanno nulla da investire, spendono tutto o più di ciò che guadagnano e rappresentano il 50% della popolazione adulta. 2. Livello 1. Quelle persone che prendono denaro in prestito per eventuali investimenti e più spesso per risolvere i loro problemi finanziari; spendere è una delle loro attività preferite, sono di fatto i consumatori. 3. Livello 2. Sono i risparmiatori, che accantonano periodicamente una piccola somma di denaro e che la destinano a fondi a basso rischio e conseguentemente a bassa rendita. Generalmente risparmiano per comprare qualcosa più che per investire e amano la sicurezza dei soldi in banca. Sprecano quindi il tempo a risparmiare pochi soldi senza imparare mai realmente ad investire. 4. Livello 3. Arriviamo agli investitori “intelligenti” che hanno buoni redditi e fanno investimenti, ma si suddividono a loro volta in tre sotto categorie: una che fa fare investimenti a professionisti o lascia soldi in piani pensionistici che rendono molto poco, una definita “dei cinici” che critica qualsiasi investimento ma si mantiene aggiornato cercando investimenti annunciati come favorevoli, investitori per cui la sicurezza è fondamentale, e l’ultima “dei giocatori d’azzardo” in cui i soggetti non hanno regole e principi economici specifici. 5. Il livello 4. Si compone degli investitori a lungo termine, attivi nelle loro decisioni finanziarie e che investono nella formazione ricercando i consigli di pianificatori finanziari esperti. Rimangono comunque ad un livello semplice di investimento. 6. il Livello 5. Sono gli investitori competenti, quelli che possono permettersi di adottare strategie più aggressive o rischiose in virtù delle buone abitudini finanziare che posseggono, alla solida base economica e al modo ponderato di investire. 7. Il livello 6. Questa categoria vede protagonisti i capitalisti, un livello di eccellenza. Generalmente sono ottimi “T” oltre che “I”, loro creano investimenti utilizzando i soldi e le competenze di altri. L’autore suggerisce di leggere e rileggere le 7 categorie per capire a quale tipologia si appartiene riconoscendone pregi e affrontandone i difetti, per poi passare a scegliere in quale categoria si vorrebbe arrivare. Come faccio a diventare ricco? Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale lavorare su chi siamo prima di fare qualsiasi azione, seguendo lo schema Essere-Fare-Avere. Si tratta di rafforzare il proprio modo di pensare (Essere), abbandonando il pensiero comune, per poter poi agire (Fare) in modo da ottenere determinati risultati economici (Avere). Richiede di abbandonare la sicurezza e il perfezionismo dei primi due quadranti, lavorando sulla gestione delle emozioni legate al rischio e alla paura in campo finanziario, sapere quando è il caso di mollare ed essere flessibili per reagire prontamente e in modo adeguato ai cambiamenti, tirando fuori il buono da qualsiasi nuova situazione. Il Fare è appunto determinato in larga misura da come reagiamo a determinate emozioni. Il passaggio da un lato dei quadranti all’altro è un vero e proprio viaggio interiore in cui bisogna scegliere fra sicurezza o libertà. I 7 passi per raggiungere il lato destro dei quadranti. L’autore nella parte conclusiva del libro suggerisce quali sono i passi per arrivare alla libertà finanziaria: 1. Occuparsi dei propri affari iniziando a compilare un proprio rendiconto finanziario, fissando obiettivi finanziari a lungo termine e a breve termine. 2. Prendere il controllo del proprio Cashflow, avere più soldi infatti non basta, bisogna anche imparare a gestirli. 3. Conoscere la differenza tra rischio e rischioso; viviamo con un’idea molto comune che investire sia rischioso, l’autore afferma che il rischio è rappresentato dalla scarsa istruzione in materia finanziaria che mette le persone in situazioni rischiose. 4. Decidere che tipo di investitore si vuole essere e cominciare in piccolo specializzandosi in un settore specifico. 5. Trovare dei mentori che suggeriscano cosa è importante e cosa non lo è. 6.Trasformare le delusioni in punti di forza imparando a tollerare e gestire le delusioni emotivamente profonde. 7. Credere, nonostante i dubbi, di avere le risorse per affrontare questo percorso. Credere fermamente in sé stessi. Citazioni: «La vita è veramente una partita di Monopoli per le persone dei quadranti di destra. Certo, si vince e si perde, ma questo fa parte del gioco. Vincere e perdere fa parte della vita. Per avere successo nei quadranti di destra bisogna “essere” una persona a cui piace il gioco.» «La chiave per essere un grande investitore è di essere neutri nei confronti del vincere e del perdere. Così, non avrete pensieri guidati dalle emozioni, come la paura e l’avidità, che pensano al posto vostro.» «Per avere successo nei quadranti “T” o “I” ci vogliono intelligenza finanziaria, intelligenza dei sistemi e intelligenza emotiva. Cose che non si possono imparare a scuola.» «[…] e ricordate di sognare in grande, pensare a lungo termine, fare un minimo tutti i giorni e fare piccoli passi. Questa è la chiave per il successo a lungo termine, quella per passare dai quadranti di sinistra a quelli di destra.» «Se non siete finanziariamente competenti, dovete fidarvi di qualcuno che sperate sia finanziariamente competente. Molte persone investono o gestiscono i soldi fidandosi più dei consigli di altri che non di se stessi. E questo è rischioso.» Perché leggere questo libro: Perché con un linguaggio semplice e diretto introduce a concetti economici spesso sconosciuti fornendo una base utile per approcciarsi al mondo finanziario. Perché illustra in che direzione debba andare il cambiamento con la ripetizione costante di nuovi modi di pensare e leggere la realtà che ci circonda sfidando le nostre convinzioni. Questa scheda è stata realizzata da B. MuzzolonCategoria: Crescita & Sviluppo