Quando i genitori si separano


Françoise Dolto, Quando i genitori si separano, Oscar Mondadori, trad. S. Benvenuto

Crescita Personale, Genitorialità, Relazioni & Coppia

L’autrice analizza il tema del rapporto tra i figli e genitori separati, suggerendo modalità comunicative e comportamentali per la gestione del delicato processo di separazione, che va affrontato nel rispetto del benessere dei bambini. Bambini che hanno...




Françoise Dolto, Quando i genitori si separano, Oscar Mondadori, trad. S. Benvenuto

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Perchè leggere questo libro

Perché mette l’accento sulla responsabilità che i genitori hanno di “dire il divorzio” ai figli, con una comunicazione chiara e adeguata alla loro età, tale da non lasciare spazio a dubbi e incertezze. Il libro, senza mai sottovalutare il momento...


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Françoise Dolto, Quando i genitori si separano, Oscar Mondadori, trad. S. Benvenuto

Riassunti di libri di crescita personale


F. Dolto, Quando i genitori si separano, Oscar Mondadori, trad. S. Benvenuto Chi è l’autore? Françoise Dolto è una pediatra e psichiatra francese, ha dedicato una vita a studi e ricerche ai problemi dell’infanzia e dell’adolescenza. Hai scritto vari manuali di successo. Qual è l’intento dell’autore? L’autrice analizza il tema del rapporto tra i figli e genitori separati, suggerendo modalità comunicative e comportamentali per la gestione del delicato processo di separazione, che va affrontato nel rispetto del benessere dei bambini. Bambini che hanno diritto di essere informati, con le giuste parole, su ciò che accade e accadrà nella loro vita. L’autrice affronta tematiche quali la gestione dei figli, scuola e rapporti con i nuovi partner. Conosci meglio il libro: • Dirlo o non dirlo? L’autrice sottolinea l’importanza di “dire il divorzio” in modo chiaro e semplice: i figli devono capire che i genitori non saranno più marito e moglie ma saranno sempre la loro mamma e il loro papà. I bambini hanno il diritto di sapere che i genitori non saranno più marito e moglie ma continueranno ad essere genitori, il cui senso di responsabilità genitoriale non verrà meno. I genitori devono informare i figli di quello che sta accadendo e di cosa accadrà, in modo da renderli capaci di affrontare al meglio la realtà e di accettare e affrontare la situazione senza rifugiarsi in inutili e dannose fantasie. I bambini devono essere preparati a quella che sarà la sua “nuova” quotidianità, senza lasciare spazio a dubbi e interpretazioni sbagliate. L’autrice sottolinea che anche se uno dei genitori non vive più con il figlio, resta sempre responsabile della sua educazione. Per i figli è utile sapere che la decisione della separazione dei genitori non è stata presa in modo impulsivo e che non è stata dettata da uno o più litigi: è stata maturata e motivata nel tempo tenendo conto delle esigenze dei figli che non cesseranno di essere tali. • L’autrice sottolinea l’importanza per i figli di continuare a vivere nella casa in cui hanno vissuto fino a quel momento, perché costituisce un “contenitore spaziale” che dà loro senso di protezione. Secondo lei l’affidamento alternato fino ai 12-13 anni non è utile, tantomeno cambiare casa e scuola. Questo perché l’aspetto sociale è determinante per lo sviluppo del bambino che ha bisogno di certezze e continuità temporale, spaziale, affettiva e sociale. Al bambino dovrà essere spiegato che la decisione del giudice non valuta un genitore come “buono” e uno come “cattivo”: le decisioni relative all’affidamento sono prese sulla base delle esigenze organizzative, educative, scolastiche. Per i bambini è importante sapere che la mamma e il papà non rimarranno soli ma che continueranno ad avere una vita sociale e relazionale: in alcuni casi i genitori ripiegano totalmente sui figli come unico fulcro della loro vita dando l’immagine di una donna/uomo vittime dell’altro coniuge e ostacolando lo sviluppo equilibrato del bambino. L’autrice descrive casi di madri che fanno percepire ai figli di aver rinunciato a tutto per loro, che a causa della separazione si stanno sacrificando e stanno rinunciando alla loro libertà. Secondo l’autrice il genitore che non vive con il figlio deve vedere suo figlio senza esserne ostacolato, perché questo sarebbe motivo di insicurezze future e lo farebbe apparire come un genitore di cui si può fare a meno perché colpevole e di poco valore. I bambini coinvolti nella separazione dei genitori hanno bisogno di una continuità affettiva e sociale senza essere indotti ad amare un genitore a discapito dell’altro. • Secondo l’autrice il termine “diritto” di visita dovrebbe essere cambiato con “dovere” e se questo dovere viene ostacolato dall’altro genitore o da motivi di salute del figlio, i giorni dovrebbero essere recuperati durante l’anno. Se un bambino non vuole vedere il padre nel giorno stabilito dovrà essere affidato, in quel giorno, ad un altro parente in modo che l’accordo venga rispettato e che il bambino “ottemperi al suo dovere di bambino di una coppia”. Nel testo viene trattato il tema delle “reazioni psicosomatiche” del bambino nel momento in cui deve vedere l’altro genitore: l’incapacità di esprimere verbalmente l’emozione di ciò che prova causa vomiti, mal di pancia, mal di testa, dolori alle ginocchia… Questi segnali non sono un brutto segno ma vanno compresi e decifrati; purtroppo spesso vengono interpretati come rifiuto del bambino di vedere l’altro genitore, definito per questo “cattivo”. Il modo in cui un genitore fa percepire e vivere al figlio la relazione con l’altro genitore può essere fonte di forti turbamenti. L’autrice consiglia ai genitori di avvalersi dell’aiuto del pediatra che in un luogo neutro faccia comprendere ai bambini che certi segnali del corpo sono un modo di dire ed esprimere emozioni. Un esempio è il bambino che vomita, come segnale dell’emozione che ha nel vedere il padre: inconsciamente rovescia la mamma per essere pronto a inglobare il papà senza farli incontrare insieme. • Ruolo dei nuovi partner. I nuovi partner dei genitori permettono ai bambini di non avere un’intimità totale con il papà o con la mamma. L’autrice consiglia ai genitori di non assecondare i figli quando chiedono loro di interrompere la frequentazione con il nuovo compagno, ma di spiegare con un linguaggio chiaro e semplice che il nuovo rapporto non metterà in secondo piano l’amore genitore/figli. La difficoltà di questi nuovi rapporti non deve mettere i genitori nelle condizioni di “obbedire” ai dettami dei figli. Anche in questo caso i bambini hanno il diritto di essere informati circa ruoli e dinamiche, in modo da essere rassicurati sul tipo di legame che il genitore sta instaurando con il nuovo compagno. • L’autrice dedica spazio e approfondisce anche il tema delle relazioni con le due famiglie dei genitori e dei matrimoni tra genitori che appartengono ad etnie diverse, entrambe rappresentano per i figli un importante senso di appartenenza. Le famiglie dei genitori, anche quando appartengono a etnie diverse, vanno rispettate e viste come grande ricchezza e potenzialità per il bambino, che si è incarnato attraverso l’incontro di culture lontane. La diversità etnica va valorizzata perché rappresenta per i figli un’opportunità di valorizzazione culturale. Quando la coppia si separa è fondamentale «salvaguardare quel soggetto in divenire che è il bambino, la sua identità e le sue radici». Talvolta dopo la separazione la madre o il padre tornano a vivere dai genitori, questa è una regressione per il bambino che si trova a vivere in un contesto in cui i genitori diventano una sorta di fratelli o sorelle maggiori, e non più quel modello di adulti per lui necessario. Un’ospitalità momentanea è ammessa ma alla lunga diventa dannoso per la crescita dei bambini che rischiano di perdere così i veri e fermi referenti educativi. Citazioni: «L’uomo è un essere di parola e il suo più vitale bisogno è quello di entrare in relazione con gli altri e di sentirsi riconosciuto da loro.» «Preparare il bambino alle difficoltà che incontrerà e permettergli di vivere, per quanto possibile, non come oggetto della vita altrui, ma come soggetto della propria.» «Credo che un bambino abbia dei doveri nei confronti dei suoi genitori come i suoi genitori ne hanno nei suoi. » «Tutti i bambini hanno l’impressione di essere la causa di qualsiasi cosa.» Perché leggere questo libro: Perché mette l’accento sulla responsabilità che i genitori hanno di “dire il divorzio” ai figli, con una comunicazione chiara e adeguata alla loro età, tale da non lasciare spazio a dubbi e incertezze. Il libro, senza mai sottovalutare il momento doloroso che la separazione rappresenta per i figli, guida i genitori verso la formula giusta per loro e per le loro esigenze tenendo sempre conto dell’interesse, dello sviluppo e della fase di crescita dei figli. Questa scheda è stata realizzata da Francesca Pitzolu Categorie: genitorialità e relazione coppia Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia