QUI E ORA (Strategie quotidiane di mindfulness)


Ronald D.Siegel, QUI E ORA (Strategie quotidiane di mindfulness), Erickson, trad. G. Lo Iacono

Crescita Personale, Mindfulness & Felicità

Ci vuole guidare nella scoperta del potere della minfulness, e ci mostra come sia possibile affrontare i più disparati aspetti della vita con una nuova chiave di lettura. Lungo lo svolgersi del testo, l’autore ci esorta più volte alla meditazione di...




Ronald D.Siegel, QUI E ORA (Strategie quotidiane di mindfulness), Erickson, trad. G. Lo Iacono

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Perchè leggere questo libro

Per ogni argomento l’autore fornisce esercizi di autoanalisi e meditazioni dedicate alla risoluzione del problema. Esamina i più disparati aspetti della vita umana nelle relazioni che ognuno può avere: coppia, lavoro, genitori e figli. Può essere usato...


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Ronald D.Siegel, QUI E ORA (Strategie quotidiane di mindfulness), Erickson, trad. G. Lo Iacono

Riassunti di libri di crescita personale


Ronald D.Siegel, QUI E ORA (Strategie quotidiane di mindfulness), Erickson, trad. G. Lo Iacono Chi è l’autore? Ronald D. Siegel è psicologo e Assistant Clinical Professor of Psychology presso la Harvard Medical School e membro dell’Istitute for Meditation and Psychotherapy. Studia da molto tempo la meditazione di consapevolezza e tiene lezioni e conferenze a livello internazionale sull’integrazione tra mindfulness e psicoterapia. Esercita privatamente come psicologo clinico. E’ autore apprezzato di manuali e testi scientifici. Vive a Lincoln nel Massachusetts e utilizza personalmente le pratiche descritte in questo libro. Qual è l’intento dell’autore? Ci vuole guidare nella scoperta del potere della minfulness, e ci mostra come sia possibile affrontare i più disparati aspetti della vita con una nuova chiave di lettura. Lungo lo svolgersi del testo, l’autore ci esorta più volte alla meditazione di consapevolezza al fine di vivere ogni esperienza con la mente del principiante, ossia a guardare ogni situazione con occhi nuovi, senza idee preformate. In questo modo possiamo vedere cosa sta realmente succedendo in quel momento. Non c’è niente di personale nel comportamento altrui, sta a noi avere una più lucida visione delle cose, e possiamo raggiungerla attraverso la pratica della meditazione. Accettazione e consapevolezza possono essere la chiave per una vita movimentata ed appagante. Questo libro insegna: Cos’è la mindfulness? L’uomo moderno è biologicamente predisposto alla ricerca del piacere e a fuggire dalla sofferenza. Proprio a causa di questo «principio del piacere» la nostra mente, per motivi scientificamente dimostrati, ci trascina verso la sofferenza psicologica: ansia, rabbia, sensi di colpa o vergogna. L'intelletto che ci ha permesso di evolversi e di arrivare al punto attuale di evoluzione pare rivoltarsi contro di noi. La mindfulness è una disciplina che si è sviluppata parallelamente in varie tradizioni nel mondo, durante migliaia di anni di evoluzione umana. Vuole portare l’essere umano ad un nuovo atteggiamento di fronte alla vita per poter alleviare le sofferenze psicologiche e darci una migliore consapevolezza nella vita. Consiste nella ricerca di un'armonia con quello che ci circonda e riportarci nella consapevolezza del momento presente. La pratica della mindfulness genera cambiamenti a livello celebrale ed immunitario oltre che di miglioramento nell’umore e maggiore impegno nelle attività lavorative: ricerche scientifiche recenti hanno dimostrato che chi è affetto da ansia presenta una attività cerebrale aumentata nella corteccia prefrontale destra, mentre chi pratica regolarmente meditazione ha una aumentata attività nella parte sinistra della corteccia prefrontale oltre che una maggiore produzione di anticorpi. Liberi dalla sofferenza emotiva: la Mindfulness può aiutarci ad abbracciare gli alti e bassi della vita anziché opporvi resistenza, è «consapevolezza dell’esperienza presente accompagnata da accettazione». Come si pratica la Mindfulness? Si tratta di presenza mentale, capacità di concentrazione sull’attimo presente. E la pratica millenaria che ci aiuta a disciplinare la nostra mente a rimanere nel momento presente, nel mondo reale, nella consapevolezza di ciò che ci circonda, è la meditazione. Nel testo l’autore offre alcuni esempi di come iniziare l’esercizio della concentrazione e della meditazione formale e informale. La pratica regolare ci darà una migliore capacità di gestire alti e bassi dei nostri stati d’animo. Lavorare con la preoccupazione e l’ansia, ci aiuta a gestire la reazione al pericolo (reale o immaginario che sia) e di imparare a vedere la paura sotto una nuova luce. L’ansia affonda le sue radici nel nostro bagaglio evoluzionistico, più precisamente nel meccanismo di lotta e fuga sviluppato per garantire la nostra sopravvivenza nella preistoria. Il nostro patrimonio genetico ci predispone all’ansia perché siamo programmati per essere sempre all’erta. Ma di cosa abbiamo paura? La vita è cambiamento, che lo vogliamo o no, e noi siamo talmente attaccati all’immagine che abbiamo di noi stessi e del nostro mondo che ogni cambiamento ci sembra una minaccia verso il nostro status. Praticare la meditazione o la mindfulness informale comprendiamo quanto rapida e mutevole sia la nostra realtà, l’immagine di noi stessi, l’avvicendarsi di eventi piacevoli e spiacevoli, emozioni positive o negative. E la sofferenza fisica? L’autore si sofferma ad analizzare il caso tipico del mal di schiena cronico che è un dolore invalidante per tantissime persone nel mondo di solito questo è dovuto a una tensione muscolare e la tensione è magari causata da un trauma mantenuta nel tempo da lo stress psicologico. Persone che non hanno mai sofferto di mal di schiena grave hanno lo stesso genere di anomalie, nella schiena, di persone che soffrono di mal di schiena cronico. Molte persone continuano a provare dolore anche dopo un intervento di riparazione riuscito. Studi scientifici dimostrano anche che il mal di schiena è diffuso a livello mondiale nelle nazioni industrializzate ed è poco diffuso in azioni in nazioni dove le persone sono più povere e fanno lavori più faticosi e più debilitanti a livello fisico. In genere ritornare a un’attività fisica impegnativa ci porta a risolvere il problema del mal di schiena cronico. Questo cosa significa? Che l’influenza psicologica è altissima. L’autore parla di «ciclo di mal di schiena cronico», ovvero il dolore innesca pensieri di preoccupazione i pensieri di preoccupazione crea ansia, l'ansia tende fa tendere i muscoli, la tensione muscolare aumenta il dolore e l dolore più intenso suscita preoccupazione più accentuate. Poi ci sono i dolori che sono dovuti alle emozioni che noi associamo al dolore quindi la paura e la preoccupazione della rabbia che abbiamo nei confronti anche di noi stessi se ci siamo fatti male. Questo è risolvibile nel momento in cui capiamo dolori e paure sono distinti l'uno dall'altro: il primo inevitabile ma sul secondo possiamo lavorare, possiamo migliorare le nostre risposte attraverso la Mindfulness. Mindfulness nelle relazioni: siamo abituati a pensare a noi stessi come una entità separata dal resto del mondo, ma è proprio così? I biologi hanno elaborato che «i nostri concetti di organismi separati sono arbitrari»: facciamo tutti parte di un sistema insieme a tutto ciò con cui interagiamo. Tutte le creature sono interconnesse. Noi siamo spugne, ricaviamo l’idea di noi stessi da come ci vedono gli altri: un bambino ignorato e criticato svilupperà una immagine di sé negativa mentre un bambino che viene amato e apprezzato avrà un’idea di sé positiva. La pratica della mindfulness aiuta a comprendere che siamo fatti anche di lati che non ci piacciono di noi, ci consente di imparare a convivere con noi stessi nella nostra interezza. Miglioriamo l’ascolto dell’altro perché mettiamo in atto la reale compassione, stare nella sofferenza altrui. Se cerchiamo di indossare una corazza per non mostrare al mondo la nostra vulnerabilità, finiamo per isolarci, mentre se accettiamo di mostrarci senza filtri, raggiungiamo una reale connessione con gli altri e anche con noi stessi. Siamo più autentici. Una delle pratiche fondamentali all’interno di una relazione è la pratica informale dei «Tre oggetti di consapevolezza». Mentre si parla con un’altra persona (compagno/a, figlio/a, amico/a), concentrarsi su tre oggetti principali: 1) Il nostro linguaggio corporeo e le nostre emozioni; 2) Il linguaggio corporeo ed emozioni dell’interlocutore; 3) Il senso di vicinanza o distanza che si prova rispetto all’interlocutore. Se la nostra mente devia da questi tre oggetti, basta riportarla gentilmente ad essi. Abbandonare le cattive abitudini: un comportamento dannoso per noi o per altri crea onde di perturbazione nella nostra mente: a determinati comportamenti corrispondono stati mentali spiacevoli. Questo perché ad un livello più alto di consapevolezza riusciamo a percepire in modo sottile le conseguenze dei nostri comportamenti nelle altre persone e riconosciamo il dolore che proveremmo noi se fossimo trattati allo stesso modo. In poche parole ci spinge ad essere compassionevoli. Cambiare il rapporto con invecchiamento, malattia e morte: invecchiando ci scopriamo ad invidiare le persone più giovani ma alcuni sondaggi ci dicono che in realtà sono proprio gli anziani a mostrare minore persistenza in stati emotivi negativi e maggiore durata di stati emotivi positivi. L’attaccamento che abbiamo a livello sociale nei confronti della giovinezza e delle immagini che essa ci evoca è il responsabile del timore di invecchiare. Abbiamo paura di affrontare una stagione della vita che non conosciamo. Praticare la Mindfulness ci può aiutare a sviluppare una accettazione dei cambiamenti della vita lasciando andare l’attaccamento, accogliendo i pensieri con il giusto distacco, stando nel momento presente e soprattutto accettando di fare parte di «una rete di vita interdipendente». L’accettazione dell’invecchiamento ci evita di sprecare un sacco di energie nel cercare di perpetuare la giovinezza e usarle per vivere una mezza età (periodo della vita che si sta sempre più allungando) piena e vitale. Citazioni: «Ciò a cui ci opponiamo persiste. Molta sofferenza nasce dall’opposizione all’esperienza.» «Il coraggio non è non avere paura: avere coraggio vuol dire essere completamente in preda alla paura e fare ugualmente ciò che ha senso fare.» «Sono un uomo molto vecchio e ho avuto un mucchio di guai, la maggior parte dei quali non mi sono mai capitati (M. Twain).» «La pratica della mindfulness ci aiuta a evitare la trappola dei pensieri controproducenti imparando a lasciarli andare.» «Il coraggio non è non aver paura: avere coraggio vuol dire essere completamente in preda alla paura e fare ugualmente ciò che ha senso fare.» «Attraverso la compassione scopri che tutti gli esseri umani sono esattamente come te (Dalai Lama).» Perché leggere questo libro: Per ogni argomento l’autore fornisce esercizi di autoanalisi e meditazioni dedicate alla risoluzione del problema. Esamina i più disparati aspetti della vita umana nelle relazioni che ognuno può avere: coppia, lavoro, genitori e figli. Può essere usato anche come un manuale di consultazione, dove trovare esercizi e meditazioni per le problematiche che si presentano. Nella seconda parte del testo, alla fine di ogni capitolo c’è un pratico riassunto delle pratiche formali e informali da lui suggerite abbinate alle situazioni in cui possono essere utili, comprese alcune pratiche veloci dette ‘salvagente’. E’ un testo che può operare una trasformazione nel nostro modo di affrontare la vita. Questa scheda è stata realizzata da Silvia Bruciamonti Categoria: Mindfulness & Felicità