La resilienza, la capacità di superare i momenti critici e le avversità della vita


Domenico Di Lauro, La resilienza. La capacità di superare i momenti critici e le avversità della vita, Xenia

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia

L’intento dell’autore è stabilire cosa sia la resilienza e perché il suo sviluppo sia così importante per affrontare problemi e stress quotidiano. La resilienza è la capacità di adattarsi alle situazioni e di superare gli ostacoli con intraprendenza...




Domenico Di Lauro, La resilienza. La capacità di superare i momenti critici e le avversità della vita, Xenia

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Perchè leggere questo libro

Perché spiega in modo chiaro e preciso cosa sia la resilienza e a cosa serva il suo sviluppo. Perché è ricco di esercizi che consentono di acquisire consapevolezza. Perché aiuta a scegliere le persone giuste a cui affidarsi quando sorgono problemi.


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "La resilienza, la capacità di superare i momenti critici e le avversità della vita" di Domenico Di Lauro è di circa 5/10 min.

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Domenico Di Lauro, La resilienza. La capacità di superare i momenti critici e le avversità della vita, Xenia

Riassunti di libri di crescita personale


Domenico Di Lauro, La resilienza. La capacità di superare i momenti critici e le avversità della vita, Xenia Chi è l’autore? Domenico Di Lauro è un esperto comunicatore e divulgatore di conoscenza nelle scienze del Management, dell’Organizzazione e nell’Accrescimento Cognitivo della Persona. Svolge la sua attività di formatore e consulente di direzione. Studia e si occupa di comunicazione, di sistemi complessi e della relazione tra di essi. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autore è stabilire cosa sia la resilienza e perché il suo sviluppo sia così importante per affrontare problemi e stress quotidiano. La resilienza è la capacità di adattarsi alle situazioni e di superare gli ostacoli con intraprendenza e spirito positivo. L’autore individua tutti gli ambiti di applicazione della resilienza: una voce interiore detta «sabotatore», i cosiddetti «vampiri» o un problema che appare insormontabile. Il volume presenta in ogni capitolo degli esercizi guidati. Questo libro insegna: Cos’è la resilienza? La resilienza è la qualità di chi non perde mai la speranza, di chi continua a mantenere fiducia in se stesso nonostante le avversità. La resilienza può definirsi anche come il contrario della fragilità: mentre una persona fragile tende a essere facilmente vulnerabile e a farsi sopraffare dagli eventi, una persona dotata di resilienza riesce a persistere nel perseguimento dei propri obiettivi. L’uomo è per sua stessa natura resiliente ed è capace di affrontare con efficacia complicazioni, momenti difficili e stress. Secondo l’autore, la resilienza produce lo stesso effetto di quei motori di ricerca che permettono di trovare approfondimenti su argomenti specifici. Allo stesso modo, la componente resiliente è come un motore di ricerca individuale che permette di riorganizzare il nostro bagaglio di esperienza, orientando la nostra vita verso la cura e la positività. Il modello progettuale. Il primo passo per la costruzione di un progetto di resilienza consiste nella scelta delle persone. L’autore propone un esercizio in cui individuare per ogni ambito una persona differente a cui affidarsi. Esempi di ambito sono il lavoro, la salute, un rapporto interpersonale. Di conseguenza, un esempio di persona adatta a sviluppare la resilienza nel lavoro può essere un collega o il proprio principale; nel caso della salute può essere il medico e infine nel rapporto interpersonale può essere un genitore o il partner. Per ogni ambito è necessario identificare anche il ruolo che si vuole attribuire a quella persona nel progetto di resilienza e il supporto che la persona dovrà dare. Costruito il team di resilienza, si completerà la scheda indicando l’obiettivo di riuscita e a chi comunicarlo, cosa ci si aspetta dal team resiliente e definendo infine il ciclo di aiuto al problema che il team deve apportare. L’immagine mnestica della resilienza. L’immagine mnestica è qualcosa che manca e che appare alla mente attraverso una rappresentazione sostitutiva. Questa cosa mancante definisce la realtà e ci indica che lo spazio va riempito di nuove o alternative rappresentazioni. Una rappresentazione mentale è un’architettura cognitiva costituita da pensieri, immagini e visioni più o meno organizzate. Il pensiero influisce nei comportamenti sia in modo positivo sia in modo negativo. La legge dell’attrazione, in tal senso, si giustifica proprio per lo stretto legame tra emozione e azione. L’autore propone dunque un esercizio: dapprima si scrivono tre pensieri negativi che sorgono spontaneamente nella mente del lettore; in secondo luogo si ripercorrono questi pensieri e si annotano tutte le emozioni negative che essi provocano; si scrivono anche i momenti in cui ci si sta lasciando sopraffare dai pensieri negativi; infine si trasformano i pensieri da negativi a positivi e le relative emozioni. La padronanza di sé. La resilienza non è legata alle condizioni sociali della persona ma alla sua intelligenza. La padronanza del sé consiste nella capacità di dominare le emozioni, ovvero nel possesso di autocontrollo, tuttavia ciò non implica la negazione o il soffocamento delle emozioni stesse. L’intelligenza emotiva permette di gestire, controllare ed esprimere i propri sentimenti in modo appropriato, puntuale al contesto ed efficace. Molto spesso la resilienza non si sviluppa in alcune persone proprio per la scarsa intelligenza emotiva, ovvero per «incompetenza emotiva». La padronanza di sé è strettamente legata alla capacità di resistere al cambiamento e allo sviluppo del problem solving e della creatività. Superare un problema è fondamentale poiché ci mette di fronte alle nostre paure, semplificate in: 1) Paura della morte; 2) Paura della solitudine; 3) Paura di decidere; 4) Paura dell’instabilità o del cambiamento. La padronanza di sé consiste quindi nel saper riconoscere i propri bisogni di superamento del problema e iniziare a praticare il cambiamento. Il «sabotatore interiore». Il primo strumento proposto dall’autore per superare le situazioni critiche è il «sabotatore interiore». Si tratta di quella parte di noi che fa di tutto per negare le nostre possibilità di resilienza e che cerca inoltre di sabotarne ogni progettualità. Il «sabotatore interiore» si manifesta con la stanchezza, nel caso di bassa autostima o quando siamo toccati da un evento negativo o critico. L’autore propone dunque un esercizio che si pone l’obiettivo di identificare i meccanismi di induzione sulle azioni e sui comportamenti generati dal «sabotatore interiore», facendo capire quanto sia dannoso un atteggiamento mentale autosabotante e quanto questo inibisca lo sviluppo della resilienza. Esempi di domande proposte nell’esercizio: 1) «Il comportamento resiliente che da ora in poi voglio sviluppare per contrastare e risolvere il mio problema è…»; 2) «Cosa posso fare per sabotare questa intenzione (di sviluppare resilienza)?»; 3) «Cosa posso fare per sabotare me stesso?» etc. L’esercizio permette di comprendere che soltanto noi stessi siamo artefici del nostro destino e che a volte siamo in grado di deviarne la traccia, la traiettoria e il suo corso. La tecnologia per la gestione di una realtà negativa. La risoluzione di un problema non può avvenire cercando di cambiare noi stessi, ma soltanto tornando a essere noi stessi, ovvero percependo e comprendendo le nostre possibilità. È importante quindi che l’uomo impari a conoscere il proprio potenziale energetico. L’energia può essere ricevuta dall’ambiente esterno, dalla sua fisiologia, dal tono muscolare, dal pensiero etc. L’autore sottolinea l’importanza dell’intenzione per generare l’energia: a un’intenzione, segue l’azione, e quindi una post-azione che si conclude con una retroazione. Per sviluppare la sequenza intenzionale, l’autore propone un esercizio sintetizzabile nei seguenti punti: 1) Descrizione di un evento negativo e delle emozioni scaturite da esso; 2) Rilassamento e descrizione dell’energia nata; 3) Consolidamento e ancoraggio dell’energia positiva. Tuttavia c’è qualcosa o qualcuno che non permette di sviluppare o di produrre appieno questa energia e si tratta, nella fattispecie, di quelli che l’autore chiama «vampiri»: es. le forme di potere, le multinazionali, le persone che sfruttano le nostre conoscenze, i finti amici, i familiari che non ci meritano etc. Per succhiare energia, questi «vampiri» utilizzano tecniche di marketing e PNL in malo modo, i falsi affetti o le false amicizie, gli inganni etc. Come sviluppare indipendenza verso i problemi. L’indipendenza verso i problemi si raggiunge in primo luogo sviluppando la propria consapevolezza attraverso i fattori individuali (caratteristiche di personalità, temperamento, autoefficacia, autonomia personale etc.), i fattori sociali (interventi personali di promozione del benessere, volontariato etc.) e i fattori relazionali (la comunicazione, l’assertività, il comportamento). In ultima analisi, l’autore si sofferma sulle attitudini necessarie per raggiungere l’indipendenza: 1) L’attitudine tecnica del fare. Si manifesta attraverso la manualità e l’artigianalità e permette di trasformare la realtà dal punto di vista strutturale; 2) L’attitudine motoria all’agire. Regola i movimenti e l’energia fisica dell’individuo; 3) L’attitudine sensoria al sentire e percepire le sensazioni. Riceve le informazioni dagli organi sensoriali e le traduce in comportamento, comunicazione e azione; 4) L’attitudine logico-razionale. Consente di utilizzare l’emisfero sinistro, la parte razionale del cervello, attraverso la pura logica o altri strumenti (assiomi, postulati etc.). Come contrastare la dittatura degli eventi. La guarigione (da un trauma per un lutto, da una malattia etc.) è possibile ma il requisito fondamentale è la fiducia in se stessi, comprendente la consapevolezza delle proprie potenzialità, l’accesso alle risorse del proprio organismo, il potere taumaturgico dell’ambiente esterno etc. L’energia permette di contrastare la «dittatura degli eventi» e di sviluppare resilienza. In particolare, l’autore individua questo processo di guarigione attraverso: 1) Fattori. Si tratta del fattore di apertura, es. apertura a guarire, a ricevere consigli, a farsi curare, a impegnarsi nella resilienza etc.; 2) Significato. Deve essere cambiato. È importante soprattutto cambiare il significato delle avversità, che limitano o negano gli obiettivi; della visione del contesto di appartenenza, ovvero l’insieme delle risorse necessarie per superare le criticità; e della propria organizzazione, ovvero lo sviluppo della leadership. Tutto questo produce senso. Il sistema di credenze. È un sogno dotato di convinzione e accettazione, un sogno consapevole che genera una convinzione e un accordo interiore verso una determinata forma che si vuole dare alla realtà. L’autore propone un esercizio per installare a livello cognitivo una nuova credenza. L’esercizio consiste nell’avviare un rito di iniziazione e prevede la descrizione di un contesto, di una situazione, delle persone da coinvolgere, dello stato d’animo e infine della definizione della nuova credenza, disinstallando quella vecchia e dannosa. L’autore suggerisce di utilizzare l’ancoraggio per associare una canzone alle emozioni scaturite dalla nuova credenza. Le credenze più forti sono quelle che poggiano su fondamenta che rappresentano la verità. Come gestire i problemi nel lavoro quotidiano. Un problema è un evento incerto che alla sua manifestazione può produrre sulla persona effetti positivi o negativi. Questi effetti possono ripercuotersi sul contesto e sul processo del lavoro. Per quanto riguarda la soluzione dei problemi, l’autore individua sei fasi: 1) Problem finding. Ci si rende conto del problema. Si definisce la situazione con le condizioni che provocano il problema; 2) Problem setting. Consiste nella definizione del problema. Si tratta di una delle caratteristiche principali del leader, che individua dunque i problemi per sottoporli in seconda istanza ai suoi collaboratori. Risponde alla domanda: «Che cosa fare?»; 3) Problem analysis. Consiste nella scomposizione del problema principale in problemi secondari; 4) Problem solving. Consiste nell’eliminazione delle cause. Spetta al gruppo di progetto e alle competenze deputate; 5) Decision making. Si decide come agire; 6) Decision taking. Consiste nel passare all’azione. L’errore come risorsa. Per definire l’errore, l’autore ricorre a una metafora: l’errore è come un cacciatore che cerca di colpire la preda anticipando la traiettoria della sua corsa. È la cosiddetta «curva del cane»: il cane che insegue la lepre ha sempre la preda davanti a sé e deve in qualche modo curvare prevedendone il percorso. Questa curva è l’errore, una deviazione dell’obiettivo. L’errore può però trasformarsi in risorsa nel momento in cui si riesca a deviare e a correggere la deviazione. Se l’errore rientra in un margine di tolleranza predefinito, allora è fisiologico e necessario. L’errore è l’essenza del problem solving e il suo controllo, in ambiente lavorativo, definisce il principio di efficacia (il risultato corrisponde a ciò che si vuole ottenere) ed efficienza (le risorse finanziare, umane e materiali sono usate in modo ottimale). Citazioni: «Per sviluppare la resilienza, si ha necessariamente bisogno del rapporto con una persona significativa.» «I progetti sono spesso eseguiti come mezzi per raggiungere i propri obiettivi di resilienza verso una determinata problematica insorta per l’individuo.» «I pensieri influenzano fortemente il destino dell’uomo allo stesso modo di azioni concrete; la chiave che ci permette di modificare una nostra situazione è rappresentata dall’integrazione del pensiero, dell’emozione e dell’azione.» «La pratica della leadership vi fortifica perché la leadership di per sé è forte, trascende a voi la sicurezza e la dà a chi vi sta intorno.» Perché leggere questo libro: Perché spiega in modo chiaro e preciso cosa sia la resilienza e a cosa serva il suo sviluppo. Perché è ricco di esercizi che consentono di acquisire consapevolezza. Perché aiuta a scegliere le persone giuste a cui affidarsi quando sorgono problemi. Questa scheda è stata realizzata da Fabrizio Rigante Categoria: Comunicazione & Psicologia