Scrittura creativa, tutte le tecniche della narrazione


Tommaso Bavaro, Scrittura creativa – tutte le tecniche della narrazione, Edizioni Calderini

Crescita Personale, Scrittura & Scrittura Creativa

Lo scopo dell'autore è – come egli stesso specifica – «offrire l'armamentario tecnico che ogni scrittura narrativa presuppone e trasmettere una vera e propria passione per la creazione letteraria». Il libro si rivolge a insegnanti, studenti,...




Tommaso Bavaro, Scrittura creativa – tutte le tecniche della narrazione, Edizioni Calderini

Perchè leggere questo libro

Perché riassume buona parte delle nozioni di base della narrativa. Perché è pensato come testo didattico, quindi impostato in maniera che chi legge impari con facilità. Perché ogni capitolo è corredato di esempi utili ed esercizi pratici. Perché...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Scrittura creativa, tutte le tecniche della narrazione" di Tommaso Bavaro è di circa 5/10 min.

Abbonati anche tu a DISIATO per leggere la scheda completa di questo libro riassunto per te dal nostro team.

Con DISIATO risparmi tempo e denaro!








Tommaso Bavaro, Scrittura creativa – tutte le tecniche della narrazione, Edizioni Calderini

Riassunti di libri di crescita personale


Tommaso Bavaro, Scrittura creativa – tutte le tecniche della narrazione, Edizioni Calderini Chi è l’autore? Tommaso Bavaro è laureato in filosofia, ed è insegnante di italiano e storia negli istituti secondari superiori. È anche giornalista pubblicista e autore di varie pubblicazioni, tra cui il testo didattico Novelle e racconti. Testi in laboratorio (Loescher, 1994). Qual è l’intento dell’autore? Lo scopo dell'autore è – come egli stesso specifica – «offrire l'armamentario tecnico che ogni scrittura narrativa presuppone e trasmettere una vera e propria passione per la creazione letteraria». Il libro si rivolge a insegnanti, studenti, pubblicitari, giornalisti, creativi, aspiranti scrittori; in definitiva, a chiunque abbia il desiderio o la necessità di comunicare tramite il mezzo della scrittura. Questo libro insegna: La creatività nella scrittura. Essere creativi, spiega l'autore, significa vedere le cose in maniera diversa ed essere capaci di organizzarle in modo nuovo e originale. Ecco alcuni consigli per risvegliare e alimentare la nostra creatività: 1) Esercitiamoci ad utilizzare ciascuno dei 5 sensi a nostra disposizione, e a creare delle descrizioni che li coinvolgano tutti. 2) Osserviamo gli oggetti che ci circondano da angolazioni nuove, attribuendo loro utilizzi diversi da quelli previsti. 3) Chiediamoci “cosa accadrebbe se avvenisse qualcosa di particolare”, ad esempio se gli uomini potessero leggersi la mente reciprocamente. 4) Creiamo binomi originali e stimolanti, accoppiando parole e concetti che in genere nulla hanno a che fare l'uno con l'altro. 5) Prendiamo spunto da sogni, quadri, libri, musiche, e da oggetti e sensazioni che ci permettono di vagare con la mente. 6) Ispiriamoci a movimenti d'avanguardia come futurismo, dadaismo e surrealismo, con le loro analogie bizzarre, le onomatopee e la rottura degli schemi logici (Bavaro approfondisce l'argomento con un capitolo dedicato). La narrativa. L'idea va poi sviluppata ed elaborata, in modo da renderla comunicabile attraverso la narrativa; quest'ultima, continua l'autore, è contraddistinta da diversi elementi: a) la verosimiglianza, intesa come il raccontare vicende che siano credibili, più che possibili o probabili; b) l'ispirazione a fatti reali, come cronache o eventi del passato; c) la creazione di situazioni ricche di contrasti e di tensione, che vengono sbrogliate solo alla fine; d) la presenza di elementi imprevisti e inaspettati di breve durata (sorpresa) e di stati d'attesa più o meno prolungati (suspense); e) i personaggi, che interagendo fra loro creano le dinamiche che portano avanti la narrazione; f) la trama, definita la “messa a punto della macchina narrativa”; g) il punto di vista, ossia la visuale dalla quale l'autore sceglie di raccontare la storia; h) i luoghi della narrazione, descritti tramite particolari caratteristici ed essenziali, anche nel corso delle scene d'azione; i) il tempo della narrazione, ovvero il periodo in cui è collocata la storia, e gli sbalzi temporali che può subire (flashback, flashforward). I personaggi. Definiti dall'autore “l'essenza stessa della narrazione”, consentono una grande libertà creativa allo scrittore, che può plasmarli come meglio crede e decidere a piacimento della loro vita (e morte). Per trovare le idee basta guardarsi attorno e attingere alla realtà circostante, o ai personaggi di altri libri. Il protagonista della nostra storia deve possedere le motivazioni, la forza fisica o psicologica, la tensione e i conflitti interiori necessari a reggere l'intera storia; inoltre, non deve essere del tutto coerente con sé stesso, per non apparire banale e scontato. Possiamo modellare un personaggio principalmente attraverso 5 elementi: a) l'aspetto fisico, ovvero le fattezze, il modo in cui si muove e parla, l'abbigliamento; b) il carattere, che può essere descritto oppure mostrato attraverso riflessioni, dialoghi e azioni; c) la sua storia personale e il suo modo di vivere, quindi anche il suo passato; d) le sue relazioni con gli altri personaggi, caratterizzate da sentimenti intensi quali amore, odio, vendetta, amicizia, e da conflitti di vario genere; e) il dialogo, utile anche per creare tensione e rivelare le emozioni nascoste. La trama. Anche detta struttura o intreccio, indica “la complessa interazione dei personaggi nella situazione”. L'autore consiglia di preparare una scaletta degli eventi e dei personaggi prima di iniziare la stesura, tenendo conto che il romanzo – rispetto al racconto - ha un congegno narrativo più complesso, con diverse tematiche di fondo, atmosfere diffuse e numerosi personaggi. Bavaro suddivide in 4 punti cardine lo sviluppo della trama: 1) Esordio e ambientazione. Nella parte iniziale occorre fornire al lettore gli elementi necessari a orientarlo: l'atmosfera di fondo, il tempo e luogo in cui si svolge la storia, il quesito o l'enigma che nasconde al suo interno, i protagonisti che la popolano. 2) Sviluppo della vicenda. È la parte centrale, in cui l'intreccio – ovvero la disposizione dei fatti in forma narrativa – si svolge e si dirama in più percorsi narrativi, tutti collegati alla vicenda principale. 3) Apice della tensione narrativa. Gli alti e bassi della tensione narrativa devono essere dosati sapientemente, con momenti di tensione alternati a fasi più rilassate. L'apice della tensione è il momento in cui si raggiunge la massima curiosità verso l'enigma su cui si basa la trama. 4) Scioglimento. Fra apice e scioglimento in genere c'è un'accelerazione del ritmo, che aumenta la curiosità del lettore e lo spinge a ipotizzare i possibili finali. Il racconto a questo punto procede in discesa (salvo imprevisti colpi di scena), verso la soluzione definitiva. Contenuto e forma. In merito a contenuto e forma, l'autore elenca alcuni elementi da conoscere: 1) La cornice. Può essere più o meno visibile, ed è la tecnica narrativa utilizzata per concatenare episodi o racconti che altrimenti apparirebbero privi di unità; si pensi all'esempio delle “Mille e una notte”, in cui la storia narrata ne contiene a sua volta un'altra. 2) La quarta parete. È il passaggio dalla dimensione narrativa a quella reale, ad esempio quando i personaggi del libro interagiscono col narratore o quando quest'ultimo si rivolge direttamente al lettore. 3) Discorso diretto e indiretto. Il narratore deve sapere quando utilizzare l'uno e quando l'altro, prediligendo il discorso indiretto per i riassunti e i resoconti, e il discorso diretto per le parti di dialogo e azione. C'è anche il monologo interiore, in cui un personaggio esprime i suoi pensieri senza la mediazione del narratore. 4) Il registro linguistico. Si riferisce al tono con cui il narratore sceglie di raccontare la storia (più distaccato o più coinvolto) e alle differenti voci con cui parlano i personaggi, adeguate alla loro personalità, cultura, ceto sociale. 5) Similitudine, metafora e allegoria. La similitudine è la figura retorica che stabilisce un paragone tra due immagini (es. veloce come un fulmine), mentre la metafora accosta due termini concreti o azioni (es. “aveva un cuore di ghiaccio”); l'allegoria, infine, è l'estensione della metafora a un'intera narrazione (le parabole dei Vangeli sono esempi universali di ciò che è bene e male). 7) Altri elementi. Ci sono altri elementi da tenere in considerazione, tra cui vale la pena citare il ritmo della narrazione (dato da sintassi e punteggiatura), e la revisione e le correzioni strutturali di ciò che si è scritto. La fiaba. L'autore spiega che le fiabe a lieto fine sono in grado di produrre nel bambino un atteggiamento positivo nei confronti della vita, e addirittura di aiutarlo nello sblocco di situazioni psicologiche difficili. Chi ha dei figli, può stimolarli a creare delle fiabe in cui dare libero sfogo alla creatività, ma anche noi grandi possiamo scriverne di nostre, per evadere dalla realtà e ricrearla in forme nuove e piacevoli. Bavaro fornisce qualche spunto a riguardo: 1) L'atteggiamento fiabesco. È importante definire a chi vogliamo rivolgerci e che stato d'animo vogliamo suscitare in lui. Inoltre, dobbiamo assumere un atteggiamento fiabesco nei confronti della realtà, rompendo le regole logiche e introducendo una buona dose di magia (animali parlanti, oggetti volanti, ecc.). 2) Analizzare altre fiabe. Si possono prendere a modello altre fiabe, in quanto la struttura fiabesca tende a ripetersi: lo studioso del folklore russo Vladimir Propp ha individuato 31 funzioni che caratterizzano la fiaba, e nel libro vengono illustrate in dettaglio una ad una. 3) Giocare con le fiabe. Possiamo prendere una fiaba e rivoltarla fino ad ottenerne una completamente nuova e irriconoscibile, oppure - secondo un gioco proposto dallo scrittore Gianni Rodari - modificare un aspetto di un personaggio o di una fiaba conosciuti, e chiederci cosa succederebbe se ad esempio Cappuccetto Rosso diventasse Cappuccetto Verde, Biancaneve e i sette nani fosse Biancaneve e i sette cani, o se Biancaneve fosse la più brutta del reame. I gialli. Alla base di un buon racconto o romanzo giallo, spiega l'autore, ci sono un buon intreccio, l'ambientazione giusta, un'atmosfera curata, dei personaggi ben caratterizzati, colpi di scena e imprevisti a sufficienza, eventuali piste false e la capacità di incuriosire il lettore. Ecco più in dettaglio alcune caratteristiche del giallo: 1) Come iniziare. È consigliato iniziare con una situazione in movimento piuttosto che statica (ad es. il treno correva...), ma senza sovraccaricare il lettore di informazioni o fatti complessi, dal momento che ancora non conosce i personaggi. 2) La “moralità” del giallo. Nel romanzo giallo, pur nelle sue diverse accezioni (poliziesco, thriller, noir, spionaggio, ghost story) c'è una sorta di “moralità” propria del genere, costituita dall'accettazione di un codice di comportamento fondato sull'osservanza della legge e delle regole comuni; l'infrazione di queste regole è ciò che origina la vicenda e dà il via alla caccia al colpevole. 3) Le regole classiche. Le tre domande fondamentali alla base di un giallo sono: chi ha commesso il delitto, perché è stato commesso e come è stato commesso. I personaggi devono avere una personalità ben definita (non priva di nevrosi, vezzi o manie) e il lettore dev'essere messo a conoscenza di tutti gli indizi, per poter procedere pari passo con l'investigatore alla ricerca dell'assassino. Verso la fine si arriva alla soluzione del caso, dimostrata attraverso un ragionamento logico che collega tutti i pezzi fra loro. Importanti sono il gioco intellettuale e psicologico, tra i personaggi che si studiano fra loro e l'investigatore che li studia a sua volta. La fantascienza. La fantascienza gode di intrecci fondati su ipotesi o scoperte scientifiche, e di storie ambientate in altri mondi o epoche; si differenzia dal fantasy proprio perché gli elementi al suo interno vengono giustificati con dimostrazioni logiche e coerenti. Inoltre, la scienza e la tecnologia sono in grado di influire (positivamente o negativamente) sulla vita dell'uomo. L'autore analizza le principali convenzioni del genere: 1) Lo sviluppo dell'idea. L'idea può nascere da un problema di carattere sociale o collettivo, ad esempio il traffico o l'invadenza delle tecnologie nelle nostre vite. Dopo di che, sviluppiamo l'idea ponendoci domande quali “cosa accadrebbe se...?” e formuliamo una serie di ipotesi che coinvolgano la situazione di partenza modificandola in qualche maniera. Come per il giallo, non bisogna appesantire l'inizio con un eccesso di informazioni, né riempire di infodump il resto del libro. 2) Situazioni. Occorre sviluppare la vicenda attenendosi ai principi scientifici attuali, ipotizzandone anche possibili sviluppi futuri. Gli scenari della fantascienza sono cosmici, planetari, galattici; possiamo creare mondi distopici o governati dalle macchine, catastrofi, incertezza nei confronti del futuro. La storia e le situazioni in genere prevalgono sul resto, e può trattarsi di viaggi nello spazio, viaggi nel tempo, trasformazioni o manipolazioni genetiche, stati mentali evoluti come la telepatia, e così via. È essenziale prestare attenzione alla coerenza interna alla storia. 3) Personaggi. Nella fantascienza ci sono dei personaggi ricorrenti, come robot, androidi, alieni, ufo, mostri o altre strane creature, cui possiamo dare atteggiamenti tipicamente umani per farli risultare più coinvolgenti. La scrittura teatrale. La scrittura teatrale fa capolino in ogni genere di letteratura, nel cinema, a scuola e anche nella vita di tutti i giorni, quando ad esempio raccontiamo a qualcuno un evento o una barzelletta, e li vivacizziamo ed enfatizziamo per renderli più interessanti e divertenti. Ecco alcuni approfondimenti dell'autore: 1) L'idea per un testo teatrale. L'idea teatrale si ispira in genere al mondo e all'umanità, e si deve prestare alla rappresentazione su palcoscenico, pertanto occorre evitare azioni troppo complesse o con un numero esagerato di attori. La tecnica elementare usata per dare movimento è quella del contrasto, in genere di un personaggio con sé stesso o tra due personaggi contrapposti. Inoltre, la storia deve prestarsi allo sviluppo in dialoghi, che devono essere ben studiati, in quanto scandiscono il ritmo e fanno progredire la storia. Infine, anche le scenografie giocano un ruolo essenziale. 2) Lo sviluppo. Si parte da un soggetto, sintetizzato in due o tre pagine; si continua poi col decidere il genere (commedia, tragedia, farsa, monologo) e col delineare i personaggi di conseguenza. Dopo di che, ci conviene scrivere una scaletta riassuntiva, che stabilirà il susseguirsi delle scene. Nella creazione di dialoghi, dobbiamo far parlare i personaggi senza scoprire subito le carte, perché l'intreccio si deve svelare al terzo atto, l'ultimo e il più corto dei tre. La scena non deve mai languire, ci deve essere azione sempre in crescendo. Il comico. Alla scrittura comica l'autore dedica un capitolo molto lungo e approfondito; premettendo che la comicità si basa su un equilibrio precario, basato sul distacco emotivo tra il personaggio e lo spettatore (affinché quest'ultimo si senta libero di ridere del primo), vediamone i punti salienti: 1) I 3 generi di comicità. La comicità può essere principalmente di tre tipi: a) di linguaggio, con doppi sensi, nomi buffi e frasi fatte; b) di situazione, come ad esempio nella commedia degli equivoci; c) di azione, vedi il classico scivolone sulla buccia di banana. 2) Le varie forme del comico. Ci sono varie forme espressive del comico, che nel libro vengono illustrate tramite esempi e citazioni; per elencarne alcune: a) la caricatura è l'esagerazione di uno o più elementi di una situazione, oggetto o persona; b) la beffa, col suo meccanismo di vittime e artefici, sfrutta la rete dell'inganno per far sorridere; c) l'equivoco può scaturire da una situazione o dal fraintendimento di un nome; f) le battute e le gag sono basate su storielle divertenti o giochi di parole; g) la parodia è una forma di comicità che “fa il verso” a qualcosa; h) la satira rappresenta vizi e difetti dell'uomo e della società. 3) Le fonti di comicità. Sono molteplici, per citarne alcune: a) le azioni vane e inutili, come un uomo che sale una scala mobile al contrario; b) il capovolgimento di una situazione o l'inversione di ruoli; c) la rigidità mentale che causa guai, ad esempio un astrologo che guardando le stelle cade in un pozzo; d) l'inadeguatezza di un personaggio; e) la ripetizione di una frase, gesto o evento, come un intercalare; f) l'esasperazione di una situazione; e) infine, anche l'ovvio, l'assurdo, l'incongruo, le contraddizioni e l'ironia sono elementi in grado di suscitare ilarità. Citazioni: «A tal fine è utile possedere un patrimonio di idee, che si alimenta con esperienze e conoscenze, acquisite anche attraverso le letture. Questa ricchezza di idee, accanto alla flessibilità nell'ordinarle e nello strutturarle, favorisce visioni nuove o soluzioni originali.» «Si ricordi sempre che chi comincia a leggere un racconto si dispone ad allentare momentaneamente il vaglio critico al fine di ottenere emozioni e sensazioni forti attraverso l'identificazione con i personaggi del racconto.» «Chi non riesce a immedesimarsi profondamente nel prossimo non potrà che riproporre continuamente se stesso come personaggio, finendo con l'annoiare il lettore.» «Perciò la struttura di base di ogni fabula, ridotta alla sua nuda intelaiatura, può così schematizzarsi: il personaggio principale persegue un obiettivo, nonostante opposizioni e contrasti, o anche conflitti interiori; alla fine raggiunge lo scopo, o viene sconfitto.» «Come si è detto, chi scrive deve essere abile nel creare curiosità nel lettore e mantenere il più possibile alta la tensione narrativa. Questa inevitabilmente subirà alti e bassi, creando il ritmo della narrazione.» «Il ritmo narrativo è parte integrante di questa regola; infatti l'interesse del racconto deve impedire al lettore di rendersi conto del tempo di lettura; egli deve vivere in un tempo concentrato emozioni che nella realtà si svilupperebbero in tempi molto più lenti.» Perché leggere questo libro: Perché riassume buona parte delle nozioni di base della narrativa. Perché è pensato come testo didattico, quindi impostato in maniera che chi legge impari con facilità. Perché ogni capitolo è corredato di esempi utili ed esercizi pratici. Perché fornisce un'infarinatura su diversi generi della narrazione, quali il giallo e la fantascienza. Perché dedica un lungo e approfondito capitolo alla scrittura comica. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Scrittura & Scrittura Creativa