Scrivere il comico


John Vorhaus, Scrivere il comico, Dino Audino Editore, trad. di A.M. Calicchio

Crescita Personale, Scrittura & Scrittura Creativa

L'edizione americana di questo libro è sottotitolata “Come essere divertente anche se non lo sei”. Con questa frase l'autore intende dire che scrivere il comico non è soltanto questione di ispirazione e personalità, ma anche di tecnica, conoscenze e...




John Vorhaus, Scrivere il comico, Dino Audino Editore, trad. di A.M. Calicchio

John Vorhaus, Scrivere il comico, Dino Audino Editore, trad. di A.M. Calicchio è disponibile su Amazon

Perchè leggere questo libro

Perché all'interno del manuale ci sono numerosi esempi pratici ed esercizi utili. Perché mostra i meccanismi alla base della comicità e spiega come riprodurli. Perché nel libro c'è anche un intero capitolo dedicato alla scrittura di situation comedy....


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John Vorhaus, Scrivere il comico, Dino Audino Editore, trad. di A.M. Calicchio

Riassunti di libri di crescita personale


John Vorhaus, Scrivere il comico, Dino Audino Editore, trad. di A.M. Calicchio Chi è l’autore? John Vorhaus è un autore, sceneggiatore e insegnante statunitense. Ha scritto diverse sit-com e ha lavorato per network televisivi, scuole di film e compagnie di produzione in 32 paesi del mondo. È docente all'Università della California e all'American Film Institute, ha pubblicato articoli per il Los Angeles Times e tiene lezioni di sceneggiatura in tutti e 5 i continenti. Qual è l’intento dell’autore? L'edizione americana di questo libro è sottotitolata “Come essere divertente anche se non lo sei”. Con questa frase l'autore intende dire che scrivere il comico non è soltanto questione di ispirazione e personalità, ma anche di tecnica, conoscenze e strumenti che si possono imparare. Questo libro contiene proprio la cassetta degli attrezzi che svela i meccanismi della risata, i principi fondamentali che la alimentano e gli ostacoli in grado di spegnerla. Questo libro insegna: La comicità. L'autore introduce subito i due elementi che compongono la comicità, verità e dolore. Ogni storiella comica contiene la combinazione dei due elementi: ad esempio, pensiamo alle battute sul cibo degli aerei, a quelle sugli uomini bistrattati dalle mogli, o a quelle sui discorsi troppo lunghi (“so che dopo questa abbuffata avrete voglia di alzarvi da tavola, quindi sarò breve: grazie a tutti e buona notte!”). Il secondo punto da tenere a mente è che per far ridere occorre trovare dei temi condivisi dal pubblico, quali sesso, politica, religione, morte, vita di coppia. Quindi la comicità, precisa Vorhaus, «non è solo verità e dolore, ma verità e dolore universali o condivisibili.» Il lato positivo della comicità è che permette una grande libertà creativa, poiché non deve sottostare a regole di logica e razionalità. Ci vuole coraggio. È vero che alcune persone hanno più talento comico di altre, spiega l'autore, ma in ogni caso la maggior parte di noi possiede più umorismo di quanto pensi. Quello che spesso ci blocca è la paura di rischiare, perché temiamo le conseguenze di un possibile insuccesso. Per evitare che l'ansia da prestazione ci inibisca, dobbiamo: a) sradicare i pensieri negativi, smettendo di dare per scontato che la nostra battuta non piacerà, o che appariremo stupidi laddove non piacesse; b) sopprimere il nostro critico interiore, che non ci lascia esprimere liberamente; c) aspettarci che 9 battute su 10 non funzionino, per attenuare le nostre aspettative ed esorcizzare la paura del fallimento; d) focalizzarci sul lavoro che stiamo svolgendo, anziché sprecare energia a chiederci se diventeremo famosi; e) apprezzare ogni nostro piccolo trionfo, perché così facendo ci predisponiamo ad altre vittorie future. La premessa comica. La premessa comica è parte di tutte le strutture comiche, ed è costituita dalla spaccatura tra la realtà comica e il mondo reale. Ad esempio, nel personaggio fumetto Snoopy la premessa comica deriva dalla spaccatura tra la sua realtà di cane e la realtà comica in cui crede di essere un pilota di aereo. Dopo aver approfondito l'argomento con un esercizio pratico, l'autore aggiunge che la premessa comica ruota attorno a un conflitto, che può essere di vari tipi: 1) Conflitto globale. Ovvero, il conflitto di un personaggio normale in un mondo comico (es. Marty McFly nel passato in Ritorno al futuro), o quello di un personaggio comico in un mondo reale (es. Dustin Hoffman che si traveste da donna nel film Tootsie). Può trattarsi anche di un conflitto sociale, che vede un individuo contro un intero sistema. 2) Conflitto tra personaggi. Può avvenire tra due personaggi comici, o tra un personaggio comico e uno normale. Questi due personaggi hanno un legame emotivo (positivo o negativo), dunque interagiscono fra loro. Ad esempio, nel film La strana coppia si assiste allo scontro di due realtà comiche molto forti, quella di Felix e Oscar. 3) Conflitto interiore. In genere il più proficuo dei tre, in quanto la lotta di un personaggio contro sé stesso è la più coinvolgente per il lettore/spettatore (es. Tom Hanks bambino nel corpo di un adulto, nel film Big). 4) Conflitti multipli. C'è anche la possibilità che questi tre tipi di conflitto si intersechino fra loro: nel film Una poltrona per due, i protagonisti lottano per sopravvivere al mondo in cui si trovano, ma lottano anche fra di loro, e lottano con sé stessi per comprendere la nuova realtà in cui sono finiti. Alleniamoci a creare situazioni e scene in cui i tre tipi di conflitto si intrecciano fra loro. Personaggi comici. Per costruire un buon personaggio comico, spiega l'autore, occorrono 4 elementi: 1) La prospettiva comica. Il punto chiave nella creazione di un personaggio comico è la prospettiva particolare e unica con cui questo personaggio osserva il mondo, che differisce dalla prospettiva normale. Può essere considerata la premessa comica del personaggio, ed è il motore che fa funzionare il suo meccanismo comico. Ad esempio, Jerry Lewis fa ridere perché agisce e pensa in modo goffo. 2) L'esagerazione. È lo strumento che prende la prospettiva comica e la spinge all'eccesso, finché è così lontana dalla normalità da apparirci divertente. L'esagerazione richiede il coraggio di osare e di ragionare fuori da ogni logica: se dobbiamo creare un personaggio nevrotico, ad esempio, facciamo in modo che sia un cumulo di nevrosi e ansie come pochi. 3) I difetti. La comicità di un personaggio deriva proprio dai suoi difetti e dalle sue mancanze, fisiche o morali. I difetti servono a creare una distanza emotiva tra il personaggio e il pubblico che lo osserva, affinché gli spettatori si sentano liberi di ridere di lui. A volte difetti e prospettiva comica sono complementari, contrastando tra loro o rafforzandosi a vicenda. 4) L'umanità. Se i difetti servono a creare una certa distanza emotiva tra personaggio e pubblico, l'umanità è ciò che permette agli spettatori di amare i personaggi di cui ridono. Ogni personaggio deve avere una parte di umanità che susciti simpatia ed empatia: ad esempio, Charlie Brown è vulnerabile, Robin Williams energico, Goldie Hawn frizzante. Strumenti utili. L'autore elenca - corredandoli di esempi pratici - una serie di elementi da sfruttare nella comicità: 1) Lo scontro di contesti. Consiste nel prendere qualcosa/qualcuno dal suo luogo abituale e porlo in un contesto che gli è del tutto estraneo. Qualche esempio: Crocodile Dundee che, abituato agli ambienti selvaggi della natura, viene portato a New York; un matrimonio che, anziché svolgersi in chiesa, viene celebrato in un autolavaggio; Madonna che canta l'opera. 2) La risposta inappropriata. È rappresentata dall'incompatibilità e inappropriatezza tra una determinata situazione e la reazione che provoca. Ad esempio: a un funerale ci aspettiamo un rispettoso silenzio e un atteggiamento compassato dei partecipanti; cosa succederebbe se invece tutti iniziassero a fare chiasso, suonando nacchere, trombe e altri strumenti? 3) Gli opposti comici. Creiamo un personaggio e diamogli la sua prospettiva comica; creiamo poi un secondo personaggio e dotiamolo della prospettiva comica opposta. Infine, mettiamoli l'uno difronte all'altro e godiamoci il risultato. Nel film La strana coppia, ad esempio, Felix è un precisino, mentre Oscar uno zotico di prima categoria. 4) Tensione e rilascio. Quando raccontiamo una barzelletta creiamo un po' di tensione, che poi sciogliamo con la battuta finale; più tensione immagazziniamo, maggiore sarà il rilascio comico che ne consegue. Aiuta molto enfatizzare la parola chiave collocandola alla fine della battuta, come nell'esempio: “Se l'universo è in continua espansione... perché non riesco mai a trovare un parcheggio?” 5) Verità e bugie. Sono due strumenti spesso utilizzati per favorire l'effetto comico. Le cose vere e scontate (sono calvo ma almeno non mi spettino mai) e le bugie o le frasi ironiche (ti desidero per il tuo cervello) sono dei buoni rifugi quando siamo in cerca di una battuta facile e veloce. 6) La regola del tre. Le battute spesso sono costituite da tre iterazioni di un'idea: la prima presenta il tema, la seconda lo conferma e la terza lo disattende. La risata arriva proprio quando il terzo elemento (inappropriato o esagerato) rompe la linea definita dai primi due. Esempio: “Al liceo mi prendevano in giro per le solite cose: la mia altezza, la taglia del mio naso. Oh, e quella seccante condanna per incendio doloso...”. 7) L'effetto campanello. Consiste nel dare al personaggio un'aspettativa su qualcosa, fare in modo che il pubblico la ritenga valida, e poi disattenderla. Esempio: il protagonista scappa e si nasconde; arrivano i nemici ma non lo trovano; quando se ne vanno, il protagonista esce dal suo nascondiglio; a quel punto, i nemici tornano indietro e lo vedono. 8) Il richiamo (o callback). È un riferimento collegato a una battuta o fatto precedente, in grado di creare delle risonanze tra una parte e l'altra del libro o film. Prendiamo ad esempio la battuta finale del cannibale del Silenzio degli innocenti: “Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena stasera”... 9) Evitare i cliché e le gag ricorrenti. I cliché, le frasi fatte e le gag ricorrenti evidenziano la pigrizia mentale di chi le scrive o pronuncia. Occorre sforzarsi di essere creativi, spiega Vorhaus, personalizzando anche le battute più ovvie, ambientando le situazioni stereotipate in luoghi inaspettati e caratterizzando i personaggi in modo inusuale. 10) La comicità è rischio. Più i personaggi comici sono nei guai, più situazioni comiche forti sono in grado di produrre. Inoltre, maggiore è la posta in gioco - e qui torna in ballo l'elemento esagerazione - più lo spettatore o il lettore sono coinvolti nella vicenda. Tipi di storie comiche. L'autore ci invita ad esplorare il “fantastico mondo dei mondi comici”, che comprende elementi quali: 1) La struttura centro-eccentrica, dove troviamo un uomo qualunque circondato da personaggi comici; quindi, la comicità nasce proprio dalla spaccatura tra la prospettiva normale del protagonista e quelle comiche degli altri personaggi. Ad esempio, nel film Roger Rabbit il protagonista è una persona normale persa nel mondo dei cartoni animati e delle loro stramberie. 2) La struttura del pesce fuor d'acqua, dove si colloca un personaggio normale in un mondo comico o un personaggio comico in un mondo normale. Esempi: il libro I viaggi di Gulliver, in cui il protagonista finisce in alcuni paesi popolati da strane creature; o all'opposto, il film E.T., in cui un tenero extraterrestre viene abbandonato sul pianeta terra. 3) La commedia di personaggi. È una guerra emotiva tra opposti comici. Basta citare l'esempio di Don Camillo e Peppone, che si stuzzicano e irritano a vicenda, mettendosi i bastoni fra le ruote e facendosi un dispetto dopo l'altro. La commedia di personaggi non necessita sempre di opposti comici, ad esempio nel film Un poliziotto a 4 zampe la coppia è costituita da Jim Belushi e da un cane poliziotto. 4) I superpoteri. In alcune storie, la premessa comica è costituita dai poteri magici, come ad esempio nel telefilm Vita da Strega. Anche nel film Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi entra in gioco la magia, rappresentata dalla tecnologia avanzata che rimpicciolisce i bambini. 5) La commedia corale. In questo genere di commedie troviamo un gruppo di persone in conflitto fra loro e con il mondo esterno. È il caso del telefilm Friends, dove i sei amici spesso litigano l'uno con l'altro, ma quando occorre combattono uniti per un fronte comune. La commedia corale si basa su dei personaggi comici validi e mixa in un'unica zuppa saporita diversi elementi dei 4 punti elencati sopra. 6) La comicità slapstick. È il tipo di comicità più diffuso, e si basa sul rendere divertente una cosa in modo superficiale, senza implicazioni emotive o di altro genere. Ad esempio, l'ispettore Clouseau di Peter Selleck combina pasticci di ogni genere, ma non nutre mai dei dubbi sulla sua capacità di risolvere i casi. 7) Satira e parodia. Entrambe hanno la loro premessa comica nella spaccatura tra come percepiscono il mondo e come lo percepisce il pubblico, dunque gli spettatori/lettori le capiranno solo se conoscono gli argomenti di cui parlano. Un esempio di parodia è il film Balle Spaziali (presa in giro dei film di fantascienza), un esempio di satira sono le vignette di carattere politico. La struttura narrativa comica. Le storie comiche - come tutte le altre - hanno un inizio, un centro e una fine; si distinguono per il tono e gli elementi comici presenti all'interno, oltre che per alcune differenze nel finale. Per semplificare il lavoro, l'autore ha creato uno schema in 9 punti che riassume l'essenza della struttura narrativa comica: 1) Chi è l'eroe? Prima di scrivere la nostra storia, dobbiamo delinearne il protagonista, sviluppandolo a partire dalla prospettiva comica. Vorhaus fa l'esempio di un personaggio sognatore, con la curiosità come prospettiva comica, la goffaggine e la timidezza come difetti e l'intelligenza e la creatività come lati umani; il suo essere goffo è anche l'elemento di esagerazione. 2) Cosa vuole l'eroe? A questo punto dobbiamo individuare i bisogni, desideri e obiettivi del nostro personaggio. I bisogni esteriori sono quelli che pensa di avere, quelli interiori rappresentano ciò che veramente gli occorre; ad esempio, il protagonista può credere di volersi arruolare in Marina, ma magari ciò che vuole veramente è allontanarsi dal padre opprimente. 3) Il varco della soglia. Adesso che abbiamo un personaggio e sappiamo cosa vuole, spingiamolo in un mondo nuovo e difficile, dove ha la possibilità di raggiungere i suoi obiettivi e soddisfare i suoi bisogni. Ad esempio, nel film Big Tom Hanks vuole diventare adulto, e varca la soglia quando la macchina della fortuna realizza il suo desiderio. 4) L'eroe è favorito dalla sorte. L'eroe, varcata la soglia, inizia ad affrontare la nuova realtà; inizialmente, ottiene un facile successo e le cose gli vanno piuttosto bene - come a Dustin Hoffman in Tootsie - ma si tratta di un trionfo apparente, non destinato a durare. 5) Mettere altra carne al fuoco. A questo punto succede un guaio, sorge una minaccia, o arriva un nuovo personaggio; in ogni caso, le cose si complicano. Ad esempio, in Tootsie le cose iniziano ad andare male quando Dustin Hoffman si innamora di Julie, perché camuffato da donna non può vivere la sua storia d'amore. 6) Le cose precipitano. Una volta che abbiamo messo altra carne al fuoco, dobbiamo creare ulteriori difficoltà per il protagonista, inserendo nella storia una serie di eventi negativi e di cattive notizie. Ad esempio, nel film Big le cose precipitano quando il rivale di Tom Hanks gli complotta contro, il suo migliore amico lo abbandona e lui inizia a sentire nostalgia di casa. 7) L'eroe tocca il fondo. Ora le cose precipitano a tal punto che l'eroe giunge a toccare il fondo, e questo corrisponde anche al “momento della verità”. Nel film Tootsie, il protagonista tocca il fondo quando capisce che in quanto donna non potrà mai conquistare il cuore di Julie. 8) L'eroe rischia tutto. L'eroe della storia, che non ha più niente da perdere, si getta nell'abisso per inseguire il suo obiettivo, senza curarsi delle possibili ripercussioni del suo gesto. Tornando al film Tootsie, Dustin Hoffman rischia tutto levandosi la parrucca per rivelare la sua vera identità alla donna amata. 9) Che cosa ottiene l'eroe? Il lieto fine è fisiologico, anche perché c'è di mezzo la morale “se fai la cosa giusta, ecco cosa ottieni”. L'eroe della storia comica vince due volte, perché ottiene sia il suo obiettivo originario che quello nuovo, restando comunque fedele a sé stesso: ad esempio, quando in Tootsie Dustin Hoffman svela la sua vera identità a Julie, ottiene sia il suo amore che un lavoro come attore. Citazioni: «Tutti possono essere divertenti. Se alcune persone non sono divertenti, di solito, è per la mancanza di due cose. Una è la comprensione di ciò che è divertente e perché; e l'altra, ancora più importante, è la voglia di rischiare.» «Si migliora cercando di non migliorare. Come è possibile? Avete spostato l'obiettivo. Vi state concentrando sul metodo e non sul risultato. Facendo attenzione a quello che state facendo invece che all'applauso che ne verrà, avete cambiato il gioco da uno in cui non potete vincere a uno che potete vincere sempre.» «La premessa comica è la spaccatura tra la realtà comica e la realtà vera. Ogni volta che un personaggio comico osserva il mondo da una prospettiva obliqua, si crea una spaccatura tra le due realtà. La comicità vive in questa spaccatura.» «È quasi una legge fisica: per ogni difetto ci vuole un'umanità uguale e contraria. Peggiori sono certi aspetti di un personaggio comico, migliori dovranno essere altri aspetti. [...] Se l'umanità si tiene su con gli spilli, vi ritroverete per le mani una macchietta e non un personaggio.» «Ogni volta che usate una battuta, una frase comune o un'idea comica che non è unicamente vostra, correte il rischio di alienare il lettore o il pubblico. Vi biasimeranno per essere così pigri da prendere in prestito le idee altrui o per essere così stupidi da non notare di essere caduti in un cliché.» «Secondo me la differenza tra le storie drammatiche e quelle comiche è solo una questione di esagerazione, prospettiva, risposta inappropriata e una larga spaccatura della premessa comica. Ma queste sono differenze di tono e non di struttura». Perché leggere questo libro: Perché all'interno del manuale ci sono numerosi esempi pratici ed esercizi utili. Perché mostra i meccanismi alla base della comicità e spiega come riprodurli. Perché nel libro c'è anche un intero capitolo dedicato alla scrittura di situation comedy. Perché come dice l'autore «ogni volta che fate ridere qualcuno, state portando la gioia nell'universo e, nel vostro piccolo, rendendo il mondo un luogo migliore.» Perché può insegnarti che il colmo per un comico è non prendere il suo lavoro abbastanza sul serio! Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Scrittura & Scrittura Creativa