Scrivere Narrativa, volumi 5-7-9-10 della collana


Marco P. Massai, Scrivere Narrativa, volumi 5-7-9-10 della collana, Delos Digital edizioni

Crescita Personale, Scrittura & Scrittura Creativa

L'autore ha creato questi libri a scopo didattico, per illustrare all'aspirante scrittore tutte le tecniche utilizzate in campo narrativo. In questa scheda vengono riassunti altri 4 volumi della collana a cura di Massai, nello specifico: Presentarsi agli...




Marco P. Massai, Scrivere Narrativa, volumi 5-7-9-10 della collana, Delos Digital edizioni

Perchè leggere questo libro

Perché è parte di una collana in espansione, che contiene già 23 volumi monotematici. Perché si tratta di manuali brevi, di poco costo e di facile lettura. Perché all'interno dei libri ci sono numerosi approfondimenti, esempi pratici ed esercizi utili....


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Marco P. Massai, Scrivere Narrativa, volumi 5-7-9-10 della collana, Delos Digital edizioni

Riassunti di libri di crescita personale


Marco P. Massai, Scrivere Narrativa, volumi 5-7-9-10 della collana, Delos Digital edizioni Chi è l’autore? Marco Phillip Massai (Missisipi, 1983) è autore di libri e testi teatrali, lavora per l'editoria e dal 2012 è anche selezionatore per alcuni concorsi letterari nazionali, cui a suo tempo ha partecipato con ottimi risultati. Ha pubblicato numerosi racconti con diverse case editrici (come Giallo Mondadori), e per la Delos Digital ha collaborato con vari libri a una collana di manuali di scrittura, composta finora da 23 volumi e intitolata “Scrivere narrativa”. Qual è l’intento dell’autore? L'autore ha creato questi libri a scopo didattico, per illustrare all'aspirante scrittore tutte le tecniche utilizzate in campo narrativo. In questa scheda vengono riassunti altri 4 volumi della collana a cura di Massai, nello specifico: Presentarsi agli editori, in cui si spiega come proporre il proprio manoscritto per la pubblicazione; L'Idea Narrativa, ovvero il punto di partenza di una storia; Infodump, dove si parla di come evitare l'eccesso di informazioni; Stile e talento, nel quale si dà una definizione precisa di questi due termini. Questa collana insegna: Libro 5 – Presentarsi agli editori. L'autore introduce questo volume con una semplice domanda: «Come presentare i nostri testi e farci prendere davvero in considerazione dagli editori?» Una volta finito di revisionare con cura il romanzo che abbiamo scritto, il passo successivo è quello di inviarlo ai possibili editori. Il problema è che il nostro libro sarà solo uno dei tanti, e con ogni probabilità finirà a far compagnia a decine di altri manoscritti, impilati uno sull'altro, indistinguibili fra loro. Il tempo che gli verrà dedicato sarà pochissimo, ed è proprio quel “pochissimo” a costituire il nostro margine di manovra: dovremo riuscire a sfruttarlo al massimo, per superare il restante 99% di aspiranti scrittori; perciò, occorrerà presentarci in maniera professionale. Scrivere e pubblicare. Innanzitutto, chiediamoci perché scriviamo: per passione? Per dare sfogo al nostro talento? Per noi stessi, per una cerchia di amici o per una platea più vasta? Se la risposta è che vogliamo scrivere per il grande pubblico, allora dobbiamo informarci e capire cosa vuole leggere questo pubblico, quali sono i generi che vendono di più, quali sbocchi editoriali avrà il nostro libro, quali sono le case editrici che potrebbero pubblicarcelo. Ciò non significa necessariamente sfornare storielle sui vampiri simili a tante altre, ma cercare un compromesso tra passione (ciò di cui amiamo scrivere) e razionalità (il mercato). Inoltre, dobbiamo capire come differenziarci dai nostri “colleghi” e come vincere la diffidenza dell'editore a cui ci rivolgiamo. A tal proposito, Massai suggerisce di concentrarci su due elementi: la tecnica e la consapevolezza dei meccanismi della scrittura e dell'editoria. Il mondo dell'editoria. Per poterci muovere con disinvoltura nel mondo dell'editoria, spiega l'autore, il primo passo è imparare a conoscere le figure professionali che lo popolano, ovvero: a) il Direttore Editoriale: è il grande capo, che decide cosa pubblicare nelle varie collane; b) il Curatore di collana: si occupa delle scelte dei titoli di una singola collana; c) il Redattore di collana: gestisce il lavoro editoriale della collana cui fa riferimento (revisioni, traduzioni, bozze, ecc.); d) il Revisore: migliora a livello strutturale il testo presentato dallo scrittore; e) il Valutatore: redige una scheda valutativa dei romanzi ritenuti interessanti dal Curatore. L'ideale sarebbe indirizzare la nostra lettera di presentazione al Curatore di collana, che ha un peso diretto sui testi da pubblicare e più tempo da dedicarci rispetto al Direttore. Per quanto riguarda la scelta della casa editrice, Massai consiglia di effettuarla prima ancora di iniziare a scrivere il nostro romanzo, e di leggere alcuni dei testi che questa casa editrice ha già pubblicato. Ci sono alcune note anche in merito alle case editrici a pagamento e all'autopubblicazione, opzioni in merito alle quali l'autore non si dichiara molto favorevole, convinto che se un libro è meritevole di pubblicazione e viene presentato nel modo corretto, riceverà la giusta accoglienza. Infine, se decidiamo di rivolgerci a un'agenzia letteraria o a un editor professionale, verifichiamo che abbiano rappresentato autori già pubblicati. La lettera di presentazione. La lettera di presentazione, spiega Massai, è proprio ciò che ci permette di agire sullo stretto margine di cui si parlava nel primo paragrafo. Gli elementi chiave per una buona lettera di presentazione - approfonditi nel manuale con vari esempi e consigli - sono: a) la lettera deve essere nel corpo della mail, non tra gli allegati; b) deve contenere tutti i nostri riferimenti (nome, cognome, indirizzo, telefono, mail); c) occorre riferirsi al curatore di collana o all'editor, informazioni reperibili sui libri della casa editrice o su internet; d) gli allegati devono essere in formato .DOC o .RTF, mai in .PDF (che non è modificabile); e) bisogna specificare subito genere e sintesi del romanzo, e per quale collana l'abbiamo inviato; f) la lettera dev'essere breve e scritta in modo chiaro e corretto, poiché è il primo impatto che l'editore avrà con la nostra scrittura; g) da evitare un tono presuntuoso o insicuro, preferendo invece un'agile disinvoltura; h) dobbiamo dare un'indicazione del titolo; i) vanno allegate la sinossi, la nostra biografia, l'incipit e alcuni capitoli. Libro 7 – L'idea narrativa. Una buona idea, forte e originale, è alla base di un buon libro, spiega Massai. L'idea, infatti, è in grado di sorreggere l'intera trama e ciò che le ruota attorno, conquistando l'attenzione del lettore sorprendendolo. È indispensabile che impariamo a valutare a monte e con occhio critico la validità delle nostre idee, facendo indagini di mercato e sondando il terreno con qualche editore. Inoltre, prima di poter essere utilizzata l'idea va “covata”, ovvero custodita, approfondita, perfezionata, fatta maturare. Detto questo, la prima domanda che interessa lo scrittore è: da dove prendere le idee? Le fonti possono essere molteplici e differenti per ciascuno, quindi la cosa migliore da fare è allenarci a riconoscere un'idea quando ci passa davanti, imparando a utilizzarla e a presentarla all'editore nel migliore dei modi. Le caratteristiche dell'idea. A livello scientifico l'idea è generata dal nostro cervello mediante un'intricata concatenazione di impulsi, connessioni, stimolazioni esterne e schemi che coinvolgono migliaia di neuroni per volta. Andando più nello specifico, continua l'autore, un'idea narrativa valida deve possedere tre elementi fondamentali: 1) Forza. Un'idea per avere forza deve stupire e risultare comprensibile a chiunque vi si trovi difronte, ed essere ricca di fantasia, originalità, fascino, impatto. Esempio di idea originale: i dinosauri tornano in vita (Jurassic Park). Siccome è già stato scritto di tutto, occorre anche imparare a trasformare le idee già esistenti. 2) Forma. L'idea narrativa può assumere varie forme: può trattarsi di un evento (come nel caso dei dinosauri che tornano in vita), un personaggio (es. Sherlock Holmes), un punto di vista (es. Watson in Sherlock Holmes), un titolo indelebile (es. Va' dove ti porta il cuore), uno stile particolare (come quello di Chuck Palahniuk in Fight Club), l'autore stesso (es. le nostre esperienze di vita, il famoso “scrivi di ciò che sai”). 3) Funzionalità. Se un'idea possiede forza e forma ma non è sfruttabile per una pubblicazione, per ovvi motivi diventa carta straccia. Per risultare funzionale, un'idea deve essere inquadrabile in un genere letterario, avere un mercato e possedere immediatezza. L'attitudine alle idee. Massai ci invita a cercare il cosiddetto “dinosauro” - ovvero l'elemento esotico di un romanzo, la sua idea vincente – nei libri che abbiamo letto e amato, oltre che nei testi dei grandi autori. In questo modo impareremo a inserirlo anche nei nostri, e a renderci conto della sua presenza o meno. Suggerisce anche di lasciare la nostra idea a decantare e maturare, riprendendola in mano dopo un po' di tempo per verificare se ancora ci colpisce come al primo impatto. Consiglia inoltre di porsi domande mirate a stimolare la produzione di idee; ad esempio, come reagirebbe il mio personaggio in una data situazione? Infine, stila una lista di suggerimenti utili per aumentare la propria creatività, tra cui: a) alimentare la mente di novità; b) provare a capovolgere ruoli e punti di vista nelle situazioni; c) essere sempre curiosi di ciò che accade attorno a noi; d) provare a mettersi nei panni di un altro; e) cercare nuove soluzioni e porsi le domande giuste; f) provare nuove combinazioni e accostamenti, anche ridicoli; g) ascoltare musica; h) cercare di immaginare il futuro; i) divertirsi; j) osservare tutto e tutti, sempre. Libro 9 – Infodump ed eccesso di informazioni. L'autore introduce il manuale spiegando che l'infodump, ovvero l'eccesso di informazioni, è uno dei difetti più comuni nei testi degli esordienti, che tendono a utilizzarlo per insicurezza e per paura di non essere compresi. Più in dettaglio, l'infodump è «la pratica di presentare al lettore, tutte insieme, un mucchio indigeribile e incomprensibile di informazioni». Non si tratta di una tecnica narrativa, ma di una tecnica espositiva, che mira dunque a spiegare, classificare, chiarire. In campo letterario sono state identificate due tecniche espositive: una è appunto l'infodumping, che fornisce le informazioni al lettore direttamente e tutte in una volta; l'altra è l'incluing, in cui all'opposto lo scrittore espone il lettore a queste informazioni in modo graduale e naturale, inserendole all'interno del mondo narrativo. Esporre e narrare sono due cose diverse, quindi occorre prestare attenzione a non mischiare le due, e a evitare sempre l'infodumping in un testo narrativo (nei manuali, ad esempio, risulta utile). RUE. La cura all'infodumping, prosegue Massai, si chiama RUE, dall'inglese “Resist the urge to explain”, ovvero resistere all'urgenza di spiegare. L'infodump è sinonimo di pigrizia (mostrare è più faticoso che spiegare) e di condiscendenza nei confronti del lettore, oltre che di una sottovalutazione dello stesso da parte dell'autore (“te lo spiego perché da solo non ci puoi arrivare”). Per conquistare il lettore occorre invece avvolgerlo nella nostra storia, mostrando più che raccontando e utilizzando il sopra citato incluing, al fine di fornire le informazioni a chi legge un po' per volta, senza interrompere il flusso narrativo. Riconoscere e correggere l'infodump. Quando è infodump? Sostanzialmente, quando è troppo (troppe informazioni in poche battute) e quando la qualità è bassa (ovvero quando il testo risulta indigeribile). Per essere ancora più precisi, l'autore specifica che l'infodump può nascondersi in diversi elementi del testo: 1) Nei dialoghi. Quando il dialogo viene utilizzato per fornire informazioni, perde scorrevolezza, credibilità ed efficacia. Indizi di infodump nei dialoghi: frasi che iniziano con un personaggio che dice all'altro “Come ben sai...”; il criminale che rivela tutti i dettagli del proprio piano all'eroe; il dialogo indiretto autore/lettore. 2) Nella voce narrante. In questo caso è infodump quando lo scrittore, per distrazione, superbia o carenza tecnica: descrive il mondo narrativo con ridondanza; racconta troppo anziché mostrare; utilizza descrizioni statiche e superflue; parla del passato dei personaggi inserendo fatti non riguardanti la storia narrata. Secondo l'autore Dario Tonani, l'infodump buono è distinguibile dal cattivo perché «è tutto quello tolto il quale la storia perde fascino, geometrie, curve, incarnato». Lo scrittore deve imparare ad assumere consapevolezza di ciò che occorre o non occorre spiegare al lettore, e questo lo si acquisisce solo con l'esperienza e leggendo molto. Seguono alcuni esercizi pratici, e una regola d'oro da tenere sempre a mente: tutto ciò che non porta emozione al lettore è superfuo. Libro 10 – Stile e talento. L'autore introduce il volume affermando che ciascuno di noi possiede del talento, e lo stile è la via che abbiamo per esprimerlo. Un esempio: se entriamo in una pinacoteca e vediamo due quadri raffiguranti lo stesso soggetto, siamo perfettamente in grado di distinguere quello di Leonardo da quello di Dalì, proprio per il modo personale e riconoscibile con cui i due pittori dipingevano. Lo stile è dato da una combinazione di tecnica e talento, ed è proprio ciò che distingue le nostre creazioni da quelle altrui; anche lo scrittore deve acquisirne uno, per rendere i suoi scritti riconoscibili ed emergere nell'affollato mondo dell'editoria. In aggiunta agli elementi già citati (stile, tecnica e talento) occorrono le buone idee e il duro lavoro: sono proprio questi 5 elementi a costituire l'equazione della scrittura. Il talento. Il talento, spiega Massai, è «l'arte di fare le cose nel modo giusto senza pensare, è il riuscire senza troppa fatica». Andando più nello specifico, per uno scrittore il talento è avere orecchio, senso della frase, capacità di cogliere degli input nell'ambiente esterno e di convertirli in storie. A prescindere dalla quantità di talento che possediamo, possiamo imparare a sfruttare ed esprimere al meglio le nostre capacità tramite gli insegnamenti, la pratica, la consapevolezza dei nostri limiti e la scelta della giusta direzione da prendere. Certo, chi ha un talento puro (come Mozart) è facilitato nel percorso, ma con il duro lavoro si può arrivare ugualmente alla meta. Leggendo libri di ogni tipo e provando a sperimentare diversi generi (giallo, fantasy, romance, ecc.) si ha modo di capire quelli verso cui si è più portati; il confronto con gli editori, poi, ci confermerà se abbiamo imbroccato la via giusta. Lo stile. Lo stile, conclude l'autore, è costituito principalmente da 6 elementi, che si fondono a diventare narrazione: 1) Linguaggio. Per essere dei bravi scrittori occorre saper maneggiare perfettamente la grammatica, scegliere vocaboli che armonizzino con il resto del testo e assemblare in modo corretto proposizioni e periodi. Il linguaggio deve essere semplice, scorrevole, creativo, musicale. 2) Ritmo stilistico. Per ritmo s’intende una sensibilità temporale per punteggiatura e termini, il famoso “orecchio” di cui si parlava prima. Il ritmo è dunque il tempo musicale che conferiamo al linguaggio, con l'aiuto della punteggiatura e mediante frasi più o meno lunghe. 3) Tono stilistico. Il tono è l'atteggiamento che il nostro stile assume nei confronti della narrazione; può essere serioso, ironico, leggero, epico, personale, surreale e quant'altro. 4) Impronta personale. Quando lo stile matura, spiega Massai, diventa un po' come un'impronta digitale, fatta di inventiva, originalità, innovazione, coraggio e gusto personale dell'autore. Ci sono scrittori immediatamente riconoscibili, come Baricco, Pinketts, Camilleri, Saramago; possono piacere o meno, come chiunque abbia una forte personalità artistica, ma non si discute sul fatto che siano unici e originali. 5) Talento. Del talento si è già parlato; per sintetizzarlo in una frase, è ciò che permea tutti gli elementi della scrittura e dello stile, influendo sulle scelte che l'autore effettua. 6) Tecnica in-scrittura. Sono gli elementi tecnici che vengono decisi durante la stesura, quali dialoghi, personaggi, titoli, ambientazioni, descrizioni e atmosfere. L'autore approfondisce ciascuno di questi punti con numerosi esempi. Citazioni: Libro 5: «Quello che i dilettanti non considerano è che gli editori non sono squali o vampiri, ma professionisti […], e come tali ambiscono a trovare opere che vendano, ma soprattutto a collaborare con altri professionisti.» Libro 7: «Se è vero che non esiste una tecnica univoca per “creare” le idee, è altrettanto vero che possiamo esercitarci, allenarci, ad afferrarle e a riconoscere su quali di queste idee valga davvero la pena di lavorare a fondo, e quali invece vadano accantonate, o migliorate.» Libro 9: «Ecco, quindi, che l'infodumping è sì una tecnica, ma non è una tecnica narrativa: è una tecnica espositiva. E il proposito della scrittura di esposizione è spiegare e analizzare informazioni presentando idee ed evidenze importanti. [...] Non narrare!» Libro 10: «Lo stile è un fattore tanto evidente ed eclatante, quanto complesso da comprendere e costruire. Ma è anche un requisito imprescindibile per tutti gli autori: lo stile infatti rende riconoscibile la scrittura, e rappresenta la strada migliore per esprimere il talento.» Perché leggere questo libro: Perché è parte di una collana in espansione, che contiene già 23 volumi monotematici. Perché si tratta di manuali brevi, di poco costo e di facile lettura. Perché all'interno dei libri ci sono numerosi approfondimenti, esempi pratici ed esercizi utili. Perché l'autore lavora per l'editoria e ha una notevole esperienza in campo narrativo. Perché più si conosce sul tema scrittura, più facilmente si produrranno testi che otterranno buoni riscontri editoriali. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Scrittura & Scrittura creativa