Scrivere Zen


Natalie Goldberg, Scrivere Zen, Ubaldini Editore, trad. B. Draghi

Crescita Personale, Scrittura & Scrittura Creativa

L'autrice desidera soltanto invogliare il lettore a prendere la penna in mano. E scrivere. Non necessariamente per diventare scrittore, raggiungere la fama o produrre opere di valore immenso; e nemmeno per esprimere se stesso o comunicare agli altri la...




Natalie Goldberg, Scrivere Zen, Ubaldini Editore, trad. B. Draghi

Natalie Goldberg, Scrivere Zen, Ubaldini Editore, trad. B. Draghi è disponibile su Amazon Natalie Goldberg, Scrivere Zen, Ubaldini Editore, trad. B. Draghi è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché nel mondo della scrittura creativa è una piccola gemma di inestimabile valore. Perché è un libro pervaso di poesia, colore, energia positiva e musicalità. Perché è scritto in modo discorsivo ed è costellato di piacevoli storie di vita...


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Natalie Goldberg, Scrivere Zen, Ubaldini Editore, trad. B. Draghi

Riassunti di libri di crescita personale


Natalie Goldberg, Scrivere Zen, Ubaldini Editore, trad. B. Draghi Chi è l’autore? Natalie Goldberg è una popolare autrice, pittrice, insegnante di scrittura e speaker americana. Nata nel 1948, ha studiato Buddhismo Zen per più di quarant'anni, e per 6 ha praticato questa disciplina con uno dei massimi esperti del settore, Dainin Katagiri Roshi. È conosciuta per aver reinterpretato la scrittura creativa in chiave Zen; il libro riassunto in questa scheda (titolo originale Writing Down the Bones) è stato tradotto in quattordici lingue e ha venduto più di un milione di copie nel mondo. È considerato un lavoro di notevole valore nel campo dell'insegnamento della scrittura. Qual è l’intento dell’autore? L'autrice desidera soltanto invogliare il lettore a prendere la penna in mano. E scrivere. Non necessariamente per diventare scrittore, raggiungere la fama o produrre opere di valore immenso; e nemmeno per esprimere se stesso o comunicare agli altri la propria visione del mondo. Il fine della scrittura è la scrittura stessa, che va amata, coltivata, sofferta, vissuta con tutta l'anima, fino alle ossa. Questo libro vuole essere una sorta di mappa per il ricco, complesso mondo della scrittura creativa e, se si ama davvero questa disciplina, va assaporato piano piano e conservato in un angolo del cuore. Questo libro insegna: Come iniziare. Quando si scrive, spiega l'autrice e insegnante di scrittura creativa Natalie Goldberg, non esistono certezze e in qualche modo si è sempre dei principianti: il fatto di aver prodotto qualcosa di valido in passato, infatti, non è garanzia assoluta sulla bontà dei lavori successivi. Perciò, ogni nuovo scritto rappresenta un esordio a sé. Per svolgere questa disciplina al meglio, occorre dotarsi degli strumenti giusti: 1) Una buona penna, e per buona si intende che vada bene per chi la utilizza, al di là del colore, tipo di inchiostro, impugnatura o pennino. 2) Un quaderno. Anche qui la scelta è soggettiva, deve piacere ed essere funzionale per chi andrà a riempirlo, permettendogli di sentirsi a suo agio anche nel buttarci sopra le peggiori schifezze possibili. 3) Una macchina da scrivere, un pc o un registratore vocale, in sostituzione al quaderno. Ciascuno deve sperimentare e trovare i mezzi di espressione che più gli si addicono, senza che la loro ricerca diventi un'ossessione o una scusa per procrastinare. 4) Uno o più posti in cui scrivere. Un luogo in cui ci si senta a casa, anche se casa non fosse. C’è chi scrive in uno studio dedicato, chi al bar, al parco, o in una lavanderia a gettoni. Chi si concentra meglio col brusio intorno, chi ha bisogno di silenzio. Si possono testare posti e atmosfere differenti, e appurare cosa è meglio per sé. La scrittura a tempo. È uno degli esercizi di base, la cui durata è a scelta e le cui regole sono le seguenti: 1) Tenere la mano in movimento, senza fermarsi a rileggere. 2) Non cancellare, perché si finirebbe col fondere creazione e revisione. 3) Non preoccuparsi della grammatica o di restare nei margini del foglio. 4) Perdere il controllo, diventando tutt'uno con la penna. 5) Non pensare o lasciarsi invischiare dalla logica, non è questo il momento di farlo. 6) Puntare alla giugulare, ovvero tuffarsi in ciò che più spaventa e fa sentire esposti. Lo scopo è cercare di arrivare ai primi pensieri, quelli non ostacolati da censori interni o convenzioni sociali, situati nella parte più vera e profonda della mente e pervasi da un'energia incredibile. Possono spaventare, spingere al pianto e far sentire vulnerabili; ma occorre lottare contro l'istinto di fuggire, e gettarli sul foglio lasciandosi trascinare dall'emozione. Scrivere come esercizio. Chi desidera scrivere, non può attendere l'ispirazione o il momento perfetto. Inoltre, non può pensare di eccellere se non si applica ed esercita con costanza. L'esercizio permette di migliorare, acquisire fiducia e limitare le aspettative, che paralizzano ancor prima di iniziare. L'autrice suggerisce di darsi delle regole, come ad esempio quella di riempire un quaderno al mese, scrivendo solo per sé stessi, in modo da poter godere di totale libertà psicologica. Bisogna continuare ad aprirsi, evolversi e mescolare la composta dell'esperienza vissuta, perché questo, nel tempo, porterà a una buona scrittura. E anche quando la qualità sarà migliorata, non bisognerà comunque mai smettere di esercitarsi, come un atleta che si stira prima della gara o una ballerina che si scalda prima di salire sul palco. Argomenti di cui scrivere. La pagina vuota può avere un effetto intimidatorio, spiega l'autrice, si può pensare di non avere alcunché da dire. Può essere utile appuntare le idee man mano che vengono: argomenti di vario genere, pensieri improvvisi, frammenti di ricordi. Tutto materiale che man mano potrà tornare utile, e che il nostro inconscio inizierà già a digerire ed elaborare. Ecco 5 delle 15 idee proposte nel libro per cominciare: 1) Descrivete la luce che entra dalla finestra, tuffandovici dentro. 2) Scegliete un colore, ad esempio il rosa, e fate una passeggiata in cui prendete mentalmente nota di tutto ciò che è rosa, poi tornate a casa e scrivete. 3) Scrivete sul tema del “lasciare”, che si tratti di un divorzio, un lutto o la fine di qualcosa. 4) Prendete un verso a caso da un libro di poesia, ricopiatelo su un foglio e partite da quello. 5) Che genere di animale siete? Mucca, criceto, volpe o cavallo? E così via, nel libro ce ne sono appunto diverse altre. Problemi lungo il cammino. Quando si scrive, si può incappare in diversi ostacoli. Eccone alcuni. 1) La procrastinazione. Non porta da nessuna parte. Perciò, dovremmo abbandonare la lotta interiore tra il dittatore che incita all'azione e l'oppositore propenso alla pigrizia, alzarci e andare semplicemente a scrivere. Occorre darsi delle regole, e l'autrice nel libro ne suggerisce alcune, tra cui le scadenze temporali e le piccole gratifiche morali. 2) Il revisore interno. Va tenuto lontano dal creatore e riservato alla seconda fase del lavoro, quando quest'ultimo è ormai impresso sulla pagina. Va totalmente ignorato, per non rafforzare la sua voce e la sua presenza. E per non ritrovarsi bloccati lì, convinti di valere poco e di essere in grado di produrre solo pezzi mediocri. 3) La paura di non piacere o di non arrivare. Non è detto che chi ci legge percepisca le sensazioni che vogliamo comunicare. E di certo non si può piacere a tutti. Ma non permettiamo a queste trappole mentali di ingabbiare la nostra scrittura: scriviamo, rileggiamo e poi lasciamo andare, non restiamo invischiati nei nostri lavori e nel successo che possono aver riscosso, non identifichiamoci in essi. Quelli erano allora, nel momento in cui li abbiamo creati. Adesso è ora di voltare pagina, di andare avanti. 4) Avere già un'idea precisa di ciò che si vuole mettere su carta. Questo può lasciare poco spazio all'emozione, alla spontaneità. Impedisce di mettersi a nudo e di avvicinarsi alla scrittura non solo con la mente, ma con l’intero corpo. L'autrice invita a dar fiducia alla forza della propria voce, permettendole di scegliere la direzione che preferisce. 5) Le proprie ossessioni. Quelle che ci portiamo dietro e di cui sentiamo spesso il bisogno di scrivere o parlare. Ma non sono del tutto negative. Possiamo dare loro un po' di spazio, e possiamo anche attingere dalla grande energia che portano con sé. 6) Non invidiare gli altri scrittori. E non pensare di essere degli inetti, se paragonati a loro. Scrivere è un atto comunitario e se qualcuno produce qualcosa di meraviglioso, possiamo solo che goderne e attingere a quella grandiosità per migliorare noi stessi. Non dobbiamo paragonarci ad altri, perché siamo unici, e così pure lo è la nostra voce. Unica e irripetibile. Consigli sulla scrittura. L'autrice spiega anche cosa conferisce forza e colore a un testo. 1) I dettagli. La ricchezza della vita e la varietà di questa terra presuppongono che si possa usare l'immaginazione per creare dettagli efficaci e originali, che descrivano bene chi siamo, cosa succede nel mondo, i momenti vissuti e la quotidianità, a cui spesso diamo poca importanza. Essere scrittori, spiega l'autrice, significa essere latori di quei dettagli che fanno la storia, per quanto insignificanti possano sembrare. E non bisogna chiamare le cose in modo generico, tutto ha un nome: meglio dire “mela”, che limitarsi a “frutto”. 2) Scrivere è come fare una torta. Abbiamo in mano gli ingredienti che occorrono, ma se non li misceliamo nel modo giusto, se non diamo loro calore e non li inforniamo alla giusta temperatura, lo scritto sarà solo un'accozzaglia di frasi senz'anima. Avvolgiamo di amore e passione ciò che esce dalla penna, e le parole prenderanno vita sulle pagine e nel cuore di chi legge. 3) Scrivere con il corpo. Scrivere non è solo muovere la mano sul foglio, ma mettere in moto tutti i sensi: la vista, l'olfatto, il gusto, il tatto, l'udito. Chi si immerge completamente nella scrittura ha il respiro profondo, le labbra che pendono, i muscoli rilassati, il suo intero corpo asseconda l'atto della scrittura, rendendolo ancora più vivo e intenso. 4) Avere ben chiaro lo scopo e la direzione. Senza lasciarsi prendere da ossessioni e divagazioni, senza farsi trasportare troppo lontano o cadere nell'autocompiacimento. Le zone sfocate fanno sì che l'attenzione del lettore si allontani, mentre lo scrittore vuole tenerlo desto, coinvolto, presente. Occorre pertanto mantenere una certa aderenza ai dettagli a alla direzione presa. 5) La sintassi. Grammatica e punteggiatura non devono bloccare l'espressività del testo con le loro regole rigide e imposte. Possiamo giocare con il linguaggio, capovolgerlo, frantumarlo e poi ricomporlo come più ci aggrada. Possiamo dare ai verbi significati nuovi e inusuali. Questo non significa che non si debba rispettare la sintassi, vuole solo essere un invito ad aprire degli spiragli attraverso cui far filtrare un po’ di aria fresca. 6) Non dichiarare, mostrare. Anziché spiegare la propria rabbia o quella di un personaggio, mostrarla al lettore tramite fatti e azioni, permettendogli di identificarvisi. Non “parlare di qualcosa”, ma “immergersi nel qualcosa”, donandogli il soffio della vita. Non serve raccontare il dolore di una madre che ha partorito, basta descriverne il viso quando vede il suo bambino per la prima volta. Qual è l'immagine più potente? 7) Chiacchierare. È il miglior esercizio preliminare allo scrivere. Si chiacchiera di tutto: fatti di vita, esperienze personali e altrui, paure e rimpianti, pensieri e speranze. Perciò, parlando con gli altri di ogni cosa possibile e ascoltando a propria volta ciò che gli altri hanno da raccontarci, è facile trovare nuovi spunti e idee per la propria scrittura. 8) Essere chiari e precisi. Le espressioni indefinite (forse, può darsi, in qualche modo, non so come) indeboliscono la scrittura, così come le domande senza risposta. Non lasciamo cadere la nebbia tra le pagine e non abbiamo paura di esprimere le cose con chiarezza, come se le conoscessimo alla perfezione. Col tempo, verrà da sé. 9) Arrivarci piano piano. Se fatichiamo a scrivere di argomenti “grossi”, scomodi o difficili, possiamo partire da qualcosa di più piccolo e poi, gradualmente, arrivare lì. L'erotismo, ad esempio, non necessita ad ogni costo di scene spinte; può anche nascere dalla seduzione di una briciola rimasta attaccata alle labbra. 10) Spingersi oltre. Quando pensiamo di aver detto proprio tutto, spingiamoci avanti, perché è proprio oltre il confine che spesso nascono i lavori più intensi. Può significare perdere il controllo, piangere, stare male, dover scavare fino in fondo a noi stessi; ma significa anche cogliere un momento irripetibile e raggiungere la piena libertà espressiva. 11) Leggere ciò di cui si vuole scrivere. L'autrice consiglia di dedicare particolare attenzione alle opere scritte nella forma in cui desideriamo scrivere anche noi, che siano romanzi, saggi, poesie o racconti. Questo ci permette di assimilarne ritmo e forma espressiva, e di imparare da autori già affermati ed esperti. Perché scrivo? Ogni tanto, è bene fermarsi a chiedersi: “Perché scrivo?”. È importante trovare le proprie risposte, per capire in che modo la scrittura faccia parte della nostra esistenza, e cosa significhi per noi nel profondo. Occorre, talvolta, uscire dall'ordinario, cambiare punto di vista, concederci un immenso spazio in cui vagare, e poi trasportare tutto questo sulle pagine bianche. Scrivere non è solo uno sforzo, una routine; significa mettersi in gioco, seguire l'istinto, entrare dentro alle parole con tutto il cuore. Significa superare gli ostacoli che incontriamo lungo il cammino, usare la solitudine come fonte espressiva, ascoltare la voce sicura dentro di sé e credere di poter davvero produrre qualcosa di grande. Infine, significa essere disposti a gettare ciò che non funziona, a rileggerci per trovare il buono e a revisionare con cura, tagliando, aggiungendo e incollando il tutto con perizia. Senza mai scoraggiarci, esprimendo con assoluta semplicità quel che proviamo. Citazioni: «È una grande occasione per portare alla luce gli aspetti più bizzarri della nostra mente, per esplorare il margine ruvido del pensiero. Come quando grattiamo una carota per dar colore a un'insalata di cavolo, così dobbiamo dare alla carta il colore della nostra consapevolezza.» «Il presente è impregnato di un'energia incredibile. È ciò che è. “I colori erano molto più vibranti, dopo”, disse una mia amica buddhista alla fine di un periodo di meditazione. Il suo maestro di meditazione le rispose: “Quando si è presenti, il mondo prende davvero vita”.» «Nello scrivere, quando si è veramente assorbiti, non ci sono più colui che scrive, la carta, la penna, i pensieri. C'è solo la scrittura che crea se stessa; tutto il resto è scomparso.» «Ciò che il grande scrittore ci trasmette, in realtà, non sono tanto le sue parole, quanto il suo respiro nel momento dell'ispirazione.» «Se vi va di scrivere un romanzo, scrivetelo. Se vi va di scrivere saggi o racconti, scriveteli. Scrivendoli, imparerete come si fa. Potete star certi che poco a poco acquisirete le tecniche e il mestiere che vi servono. Spesso invece si comincia a scrivere partendo da un presupposto di povertà. Uno pensa di essere vuoto, e cerca affannosamente insegnanti e corsi che possano insegnargli a scrivere. A scrivere s'impara scrivendo. Sembra semplice, e lo è.» «Adesso andate a sedervi alla scrivania. Regalatemi questo momento. Scrivete qualsiasi cosa vi attraversi il corpo e la mente in questo preciso istante. Potreste cominciare con “in questo momento”, e ritrovarvi a scrivere della gardenia che avevate tra i capelli il giorno del vostro matrimonio, sette anni fa. Va bene così. Non cercate di controllare quel che scrivete. Restate in sintonia con tutto ciò che vien fuori, e tenete in movimento la mano.» Perché leggere questo libro: Perché nel mondo della scrittura creativa è una piccola gemma di inestimabile valore. Perché è un libro pervaso di poesia, colore, energia positiva e musicalità. Perché è scritto in modo discorsivo ed è costellato di piacevoli storie di vita dell'autrice. Perché fonde scrittura e principi meditativi, e l'unione dei due elementi può produrre risultati profondi e inaspettati. Perché l'autrice ha una voce, uno stile e un'ironia di fondo unici, e già da questo si può imparare e prendere spunto. Perché se dopo averlo letto non ti viene l'impulso irresistibile di prendere carta e penna in mano, significa che la scrittura non è per te linfa vitale. Questa scheda è stata realizzata da Giuliana Mosetti Categoria: Scrittura & Scrittura Creativa