Se mi vuoi bene dimmi di no


Giuliana Ukmar, Se mi vuoi bene dimmi di no, Franco Angeli

Crescita Personale, Genitorialità

L’autrice vuole aiutare e guidare i genitori (e quanti si occupano di educazione dei bambini) a vivere al meglio il loro ruolo e a riappropriarsi con impegno del loro valore educativo per la crescita armoniosa dei figli.




Giuliana Ukmar, Se mi vuoi bene dimmi di no, Franco Angeli

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Perchè leggere questo libro

Perché spiega quali sono per i figli, le conseguenze dell’avere genitori che non sanno dire di no. Conseguenze negative a breve e lungo termine sulla crescita dei bambini, che hanno bisogno di avere genitori su cui fare affidamento. La lettura stimola i...


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Se mi vuoi bene dimmi di no" di Giuliana Ukmar è di circa 5/10 min.

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Giuliana Ukmar, Se mi vuoi bene dimmi di no, Franco Angeli

Riassunti di libri di crescita personale


G. Ukmar, Se mi vuoi bene dimmi di no, Franco Angeli Chi è l’autore? Giuliana Ukmar è un medico neuropsichiatra, psicoterapeuta della famiglia e della coppia. Tiene gruppi per genitori, sia di problem-solving che di formazione al rapporto. È coordinatore sanitario di un’istituzione pubblica per la gestione dell’handicap infantile. Qual è l’intento dell’autore? L’autrice vuole aiutare e guidare i genitori (e quanti si occupano di educazione dei bambini) a vivere al meglio il loro ruolo e a riappropriarsi con impegno del loro valore educativo per la crescita armoniosa dei figli. Conosci meglio il libro: • Onnipotenza. Cosa fare con un bambino onnipotente, che risposte esaustive dare a chi si relaziona con questi bambini? I bambini onnipotenti non hanno genitori cattivi o menefreghisti: non hanno genitori potenti, capaci di farsi rispettare, di dettare regole precise e chiare, di essere un riferimento fermo su cui contare e su cui affidarsi per essere difesi da tutto e tutti. Questi bambini hanno bisogno di tornare alla loro dimensione infantile, dove c’è chi decide per loro e pensa alle loro necessità. Il senso di onnipotenza non è congenito, ma è un atteggiamento che i bambini imparano e affinano giorno dopo giorno. Con questi bambini l’unica soluzione sembra quella di fare come dicono! Uscire, mangiare, giocare, lavarsi… solo quando e come vogliono. Ma «non sempre si può e quasi mai si deve». Per gestire e uscire fuori da situazioni in cui i genitori sono prigionieri nella loro casa, è necessario prendere coscienza della situazione e avere energie giuste per prendere coraggio e intraprendere una strada educativa diversa. Il percorso è lungo, a volte in salita altre in discesa, ma se affrontato con le strategie giuste permette ai genitori di riappropriarsi del loro ruolo, di recuperare certezze e spazi personali. Al contempo i figli si liberano di un peso troppo pesante per loro. • Vincitori e vinti. L’autrice spiega come l’onnipotenza di certi bambini implica che nel rapporto con i genitori ci sia un vincitore (il bambino) e un vinto (il genitore). Il bambino che riesce ad ottenere sempre tutto ciò che vuole rende i genitori schiavi e ne condiziona la vita a suo piacimento. Ma quella dei figli è una vittoria apparente: non avere limiti li carica di responsabilità che non sono in grado di sorreggere, li rende insicuri nel rapporto con i genitori considerati incapaci di proteggerlo. Per questo serve un’inversione di rotta educativa da parte dei genitori, che dovrebbero con coraggio mettere via la paura del cambiamento, togliere scettro e corona ai figli e riprendere gradualmente potere. Un potere che darà ai loro figli la giusta protezione e sicurezza che sono la base perché riescano a vivere l’infanzia con la dovuta serenità. I sì e i no permettono ai bambini di sentire la gioia della conquista e la prova che sono importanti perché qualcuno si preoccupa per loro e li vuole proteggere. • L’autrice illustra una serie di storie esemplari in cui i bambini soffrono per la relazione genitoriale poco stabile e insicura, generata dall’avere genitori privi di potere: bambini alla ricerca di genitori capaci di dire “No!”, capaci di contenere la loro onnipotenza, di stabilire e far rispettare regole, di assumersi le responsabilità delle loro decisioni. I bambini hanno bisogno di sentirsi protetti e difesi anche quando sembra vogliano allontanarsi dalla sfera genitoriale. Per allontanarsi e fare nuove esperienze hanno bisogno di sentire di avere un punto di riferimento fermo e stabile. I genitori devono comportarsi e agire come persone che sanno cosa è meglio o peggio per i propri figli, li guideranno verso la prima cosa e gli vieteranno la seconda. Certi genitori, pur capendo di avere dei problemi con i figli non arrivano al cambiamento e non fanno nulla per cambiare rotta perché non hanno l’energia sufficiente. A volte, quando l’energia è impegnata in altre aree della loro vita (problemi di lavoro, crisi di coppia …) devono decidere che è ora di mobilitarla e dirottarla verso i figli. Tuttavia, per farlo, bisogna sentirne la necessità e la priorità. Alcuni genitori non riescono a gestire la situazione, a ribaltarla, perché le energie fisiche e psicologiche sono carenti e non hanno il coraggio di affrontare il cambiamento che comporterebbe la rottura di vecchi equilibri e la definizioni di nuovi ruoli e responsabilità. • L’importanza delle regole. Le regole servono perché danno ai figli informazioni utili per stare al mondo: sono una guida per la crescita dei bambini. I genitori che non stabiliscono regole stabili e precise creano nei figli insicurezza e malessere. Ogni famiglia dovrebbe avere le sue, specifiche per le esigenze, abitudini e ritmi di vita dei genitori. Nella famiglia Rossi vige la regola che si cena alle ore 19,00 perché il papà torna presto e prima di cena gioca con la figlia; nella famiglia Bianchi invece si cena alle ore 20,00 perché il papà torna tardi e lo si aspetta per stare tutti insieme. Non esiste una regola giusta o sbagliata ma l’autrice elenca le caratteristiche generali delle regole: 1. Devono essere decise dai genitori, 2. Devono soddisfare le esigenze di entrambi o essere una mediazione da entrambi accettata, 3. Una volta dichiarate devono essere stabili, non possono variare e devono essere fatte rispettate, 4. Devono mutare nel tempo, rispetto alle diverse tappe dello sviluppo del bambino e ai cambiamenti dell’organizzazione familiare. • Effetto boomerang. I problemi non risolti relativi all’onnipotenza dei bambini si trascinano spesso negli anni successivi. L’autrice dedica spazio anche al tema dei rapporti dei genitori coni figli adolescenti con i quali suggerisce di usare l’effetto boomerang: «dare alle loro provocazioni, alle loro ribellioni, un effetto circolare per cui le conseguenze vadano a colpire proprio il mandante e solo lui». Per far capire a Elena che gli indumenti sporchi non andavano lasciati in terra in giro per la casa, venne consigliato alla mamma di lavare e stirare solo gli indumenti che la figlia riponeva nell’apposito cesto. L’autrice tratta anche il delicato tema dell’anoressia come forme di onnipotenza. Ragazze che vogliono fare ciò che vogliono e quando lo vogliono, e a farne comunque pagare le conseguenze agli altri. Tappa importante verso la guarigione è la ricostruzione di un rapporto di fiducia con i genitori, che devono riprendere con amore il loro ruolo di potere e autorità. Tale argomento è trattato con diversi esempi nel testo, che lungi dal dare soluzioni ad un problema così delicato, cerca di coglierne i meccanismi comuni con gli adolescenti onnipotenti: vivere un rapporto all’insegna della convinzione del “genitori contro”, ai quali spetta un lavoro impegnativo per recuperare rispetto, credibilità e affidabilità. I genitori che non hanno autorità con i figli devono affrontare un duro e lungo percorso di riappropriarsi del loro ruolo nei confronti dei figli. Devono “rifarsi la faccia” e riacquisire la credibilità perduta per far loro capire che “sono con loro e non contro di loro”. Citazioni: «Io ti lascerò quando vorrò, perché io mi prendo la responsabilità del tuo bene e ti difenderò dal mondo intero, anche dalla tua rabbia.» «Il bambino capisce molto presto che il “no” dei genitori è per lui e non contro di lui e spesso si crea una coalizione adulto-bambino, nel senso di uno spontaneo, sereno adeguamento alle regole, che rende la vita felice ad entrambi.» «Il bambino non è un adulto in miniatura.» «Questo bimbo non era iperattivo… quante volte una precoce onnipotenza si mimetizza dietro questa sindrome e addirittura se ne nutra, perché l’alibi della malattia invalida qualsiasi tentativo di contenimento.» Perché leggere questo libro: Perché spiega quali sono per i figli, le conseguenze dell’avere genitori che non sanno dire di no. Conseguenze negative a breve e lungo termine sulla crescita dei bambini, che hanno bisogno di avere genitori su cui fare affidamento. La lettura stimola i genitori a mettersi in discussione, a trovare strategie per farsi rispettare e a non temere di dire “no”; spiega come l’utilizzo coerente di limiti e divieti sia fondamentale importanza per una crescita e sviluppo sano dei bambini e della loro relazione con i genitori. Questa scheda è stata realizzata da Francesca Pitzolu Categoria: genitorialità Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia