I segreti dell’indipendenza emotiva


Debora Conti, I segreti dell’indipendenza emotiva, Sperling e Kupfer

Crescita Personale, Comunicazione & Psicologia

L’intento dell’autrice è illustrare il funzionamento delle due menti (inconscia e conscia) e come insieme possano interagire per migliorare la propria vita. Segue nel libro la presentazione del linguaggio efficace, tra domande, parole da usare o da...




Debora Conti, I segreti dell’indipendenza emotiva, Sperling e Kupfer

Debora Conti, I segreti dell’indipendenza emotiva, Sperling e Kupfer è disponibile su Amazon Debora Conti, I segreti dell’indipendenza emotiva, Sperling e Kupfer è disponibile su Il Giardino dei Libri

Perchè leggere questo libro

Perché aiuta il lettore a essere più consapevole di come si parla, di come poter cambiare e coinvolgere la mente inconscia nel cambiamento facendo leva sulla motivazione intrinseca. Perché le storie e gli esempi aiutano tantissimo a comprendere i passaggi....


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "I segreti dell’indipendenza emotiva" di Debora Conti è di circa 5/10 min.

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Debora Conti, I segreti dell’indipendenza emotiva, Sperling e Kupfer

Riassunti di libri di crescita personale


Debora Conti, I segreti dell’indipendenza emotiva, Sperling & Kupfer Chi è l’autore? Debora Conti è autrice, formatrice, Trainer di PNL a livello internazionale e Coach professionista. È dottoressa in lingue e in psicologia e ha ideato specifici metodi di auto-aiuto da applicare nelle situazioni del quotidiano. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autrice è illustrare il funzionamento delle due menti (inconscia e conscia) e come insieme possano interagire per migliorare la propria vita. Segue nel libro la presentazione del linguaggio efficace, tra domande, parole da usare o da evitare, come visualizzare e – infine – come relazionarsi con le persone accanto a noi. «Ecco lo scopo del libro che stai per leggere: capire e replicare strategie mentali ed emotive di successo e ridurre al minimo quelle non funzionali.» Conosci meglio il libro: • Con molti esempi di persone che accompagnano le spiegazioni e le strategie illustrate nel libro, l’autrice divide il testo in tre parti: la mente inconscia, tu, il tuo mondo. Nella parte dedicata alla mente inconscia scopriamo che le due menti sono “una coppia formidabile”, grazie al coinvolgimento della mente inconscia, il lettore potrà passare dal semplice pensiero, all’azione, poi al comportamento messo in atto, poi a un’abitudine stabilita, a un atteggiamento costruito e infine all’arricchimento della propria identità. L’analogia che regge tutta la prima parte del testo è quella della “danza”: una danza tra le due menti, dove la mente inconscia fa spettacolo, gira e volteggia, ma chi la guida è la mente cosciente, noi, che sappiamo sfruttare le sue potenzialità perché le conosciamo. • Quanti cervelli abbiamo? Nel 1800 si pensava a un solo cervello, poi con Paul MacLean qualche decennio fa, si passò alla definizione tripartita tra cervello rettiliano, limbico e neocorteccia (oggi ancora valida), fino ad arrivare a ciò che Bruce Lipton rivela sulla “membrana intelligente” delle cellule, cioè che ha il potere di leggere l’ambiente circostante e di attivare o meno certi geni conservati all’interno del nucleo cellulare. Questa scoperta ridimensiona l’importanza del nucleo cellulare e riscatta la membrana, attenta all’ambiente. Proprio come dovremmo esserlo noi: scoprendo che l’ambiente ci influenza, le convinzioni che adottiamo ci condizionano e il come ci parliamo agisce sul nostro stato emotivo. • La mente inconscia è entrata ufficialmente nel mondo delle scienze nel 2013 con la revisione del manuale Principle of Neural Science, curato dal prof. Eric Kandel, nel quale, per la prima volta, la mente inconscia è citata in 137 pagine con frasi del tipo: «La maggior parte dei processi mentali è inconscia», «Gran parte dei processi cognitivi avviene a livello inconscio». • Che differenza c’è tra la mente cosciente e quella inconscia? La prima è situata nella neocorteccia e crea pensieri, ragiona, risolve, immagina, filtra le informazioni, le ristruttura e decide di conseguenza. La mente inconscia è situata più in profondità e include l’ippocampo, luogo di stoccaggio della memoria cognitiva a lungo termine, e l’amigdala, minuscola mandorlina con un forte potere su emozioni quali: paura, rabbia, eccitazione. Il funzionamento della mente inconscia rispetta sette caratteristiche: 1. Generalizza ciò che conosce, nel bene e nel male, 2. Persegue il piacere, 3. Non giudica se qualcosa sia bene o male, 4. Si motiva nel presente e non riesce a programmare, 5. Impara esagerando e divertendosi, 6. Impara per ripetizione e velocità nella ripetizione (proprio come per le tabelline), 7. Vuole coerenza, tra ciò che pensa e prova. • Strategie di successo o strategie non utili. Le strategie sono il risultato di ciò che ci diciamo, su cui ci concentriamo o cosa immaginiamo nella nostra mente e ciò che proviamo come risultato. Esistono “strategie” utili e altre non utili. Tutti noi adottiamo “strategie utili” nella vita quando siamo bravi a fare delle cose: cucinare, ascoltare, organizzarsi, dirigere… E adottiamo strategie non funzionali che possiamo cambiare se le osserviamo proprio da dentro, da quella che l’autrice chiama “la struttura interna”, composta appunto da quel VAK che in PNL è ciò che vediamo (V), ci diciamo (A), proviamo (K). • Parlare in modo efficace per cambiare. L’autrice condivide sei dritte di comunicazione efficace facili da adottare per cambiare istantaneamente la propria vita: 1. Parlare al passato di ciò che non si vuole più (io facevo, credevo, pensavo…), 2. Usare il modo indicativo per ciò che vogliamo (evitando i condizionali per le affermazioni), 3. Usare più i “voglio” rispetto ai “devo”, 4. Eliminare i “non”, i “senza”, gli “evitare di” e gli “smettere di”, perché nominano cosa non si vuole più e generano immagini inefficaci, 5. Evitare di nominare “quei comportamenti” o reazioni (anziché dire «Non voglio più perdere le staffe», dì «Non voglio più reagire come facevo, voglio…»), 6. Finire le proprie frasi con “e basta”, evitando così che le parole scivolino ancora su ciò che non si vuole più dire o immaginare. • Cos’è il dialogo interno? È quella radio interna, secondo l’autrice, che noi possiamo conoscere e cambiare. Se gira troppo “radio borbottona” allora possiamo esserne consapevoli e cambiarla man mano in “radio chill out”. Come possiamo cambiare il nostro dialogo interno? Con l’attenzione risvegliata e cambiando le parole. E anche: 1. Dobbiamo sempre restare credibili e non mentire mai alla nostra mente inconscia, 2. Possiamo imparare a “rispondere a tono” al nostro dialogo interno perché potrebbe non aver ragione ma ripetere convinzioni non utili riportate dal passato, 3. Possiamo divertirci a cambiare come escono le parole nelle nostre orecchie interne e storpiarle, allungarle, cambiarne l’accento regionale, così da farle sembrare non-credibili e perdere di impatto emotivo, 4. Infine, possiamo ricercare un accordo profondo con le nostre paure. • Infine, l’autrice conclude la seconda parte del libro dedicandosi alle domande utili e alle visualizzazioni. Si tratta di due modi per proporre alla mente inconscia le soluzioni generate a livello cosciente. Possiamo chiedere alla mente: Cosa voglio fare?, Cosa posso fare?, Come voglio fare per?, Cosa posso fare per? Combinando i verbi della possibilità e desiderio (voglio e posso) con le domande della pianificazione (cosa, come). Le domande utili per essere efficaci e stimolare le risposte dentro di noi dovranno essere espresse in positivo, ricche di dettagli arricchenti ed essere tante. Anche la domanda “Perché no?” è utile per scoprire che non ci sono reali limiti dove prima credevamo esistessero. • Le visualizzazioni sono un modo diretto per suggerire altre realtà e soluzioni pratiche alla mente inconscia. Una visualizzazione è un modo per mostrare alla mente inconscia cosa si può e si vorrebbe fare/ottenere/diventare. Possono essere rivolte a un futuro prossimo o lontano. Le visualizzazioni seguono sette caratteristiche da rispettare per essere utili e differenziarsi dai semplici sogni: 1. Devono essere ripetute nel tempo, 2. Dovranno essere proposte alla mente quando si è rilassati (anche quando si lava l’insalata!), 3. Dovranno essere “coerenti” nella struttura interna, ciò vedersi contenti se si dice che si sarà contenti nel fare una certa cosa, 4. Dovranno includere il “mostro” e vincerlo, proprio come in tutte le storie che si rispettino. Questo aiuterà la mente a generare più soluzioni a pratici problemi, 5. Dovranno mostrare alla mente inconscia che il problema è superato e che si accede a una nuova realtà, 6. Dovranno avere un lieto fine, per motivare il sistema nervoso, 7. Potranno sfruttare i sensi e l’esagerazione per carpire l’attenzione della mente inconscia, proprio come quando guardiamo un film accattivante che ci rapisce. • Nell’ultima parte del libro l’autrice riporta tutti gli strumenti precedentemente elencati e li applica all’interazioni con le altre persone, distinguendo se le persone sono persone care che – anche se invadenti a volte – vogliamo continuare a frequentare e alle quali vogliamo bene, o se si tratta “solo” di persone che siamo costrette a frequentare (magari sul lavoro) ma dalle quali non dobbiamo farci condizionare. Per questa seconda categoria l’autrice suggerisce di “far buon viso a cattivo gioco”, essere cortese ma mai mettersi nella posizione di giustificarsi per cose private o esporsi per ciò che non si vuole. In pratica, se un collega ficcanaso si vuole fare i fatti nostri, la Conti suggerisce varie possibilità, tra cui quelle di cambiare discorso o – alla peggio – tagliare corto e allontanarsi. Citazioni: «Una delle chiavi del fallimento è gestire il cambiamento a livello cosciente. Una delle chiavi del successo è sapere come delegare il cambiamento alla mente inconscia.» «La costanza è il riflesso della motivazione, è solo ciò che gli altri vedono in te quando fai qualcosa che ti fa stare bene oggi e domani.» «Se parliamo al passato di ciò che non vogliamo più fare, dire, credere, provare, presupponiamo che ora sia tutta un’altra storia.» «Per comunicare bene, è necessario curare la forma tanto quanto il contenuto.» «Non è cosa fai che stupisce, è come lo fai che fa la differenza.» «Il tuo scopo finale è proprio quello di prenderti cura del tuo sistema nervoso.» Perché leggere questo libro: Perché aiuta il lettore a essere più consapevole di come si parla, di come poter cambiare e coinvolgere la mente inconscia nel cambiamento facendo leva sulla motivazione intrinseca. Perché le storie e gli esempi aiutano tantissimo a comprendere i passaggi. Perché è chiaro e schematico e permette di seguire i passaggi facilmente. Perché toglie la colpa per possibili insuccessi nel passato e pone l’accento sul come fare per ottenere ciò che si vuole. Categoria: comunicazione/psicologia Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia