Smettila di fare i capricci


Roberta Cavallo, Antonio Panarese, Smettila di fare i capricci. Come risolvere i capricci di tuo figlio senza urla o sgridate anche se pensi di averle già provate tutte, Mondadori Libri

Crescita Personale, Genitorialità

L’intento è quello di aiutare i genitori a gestire i capricci dei propri figli: per esempio, come convincerli a riordinare la cameretta, come fargli lavare i denti e la mani senza troppe storie, come farli preparare la mattina senza ricatti, e tanto altro.




Roberta Cavallo, Antonio Panarese, Smettila di fare i capricci. Come risolvere i capricci di tuo figlio senza urla o sgridate anche se pensi di averle già provate tutte, Mondadori Libri

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Perchè leggere questo libro

Perché dà degli strumenti che i genitori possono mettere subito in pratica. Perché è scritto in maniera semplice e diretta. Perché dà molte nozioni che aiutano a capire perché i bambini a volte fanno dei capricci. Perché è un valido aiuto per...


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Riassunti di libri di crescita personale


Roberta Cavallo, Antonio Panarese, Smettila di fare i capricci. Come risolvere i capricci di tuo figlio senza urla o sgridate anche se pensi di averle già provate tutte, Mondadori Libri Chi è l’autore? Roberta Cavallo e Antonio Panarese sono due consulenti genitoriali e formatori specializzati nelle fasi della crescita da 0 a 21 anni. Hanno fondato insieme Bimbiveri, una società di formazione specializzata in corsi per la crescita felice dei bambini secondo natura. Nel 2017 e nel 2018, Roberta Cavallo è comparsa nel programma di FoxLife e TV8 “4 Mamme” , lo show che mette a confronto vari stili educativi dei genitori. Qual è l’intento dell’autore? L’intento è quello di aiutare i genitori a gestire i capricci dei propri figli: per esempio, come convincerli a riordinare la cameretta, come fargli lavare i denti e la mani senza troppe storie, come farli preparare la mattina senza ricatti, e tanto altro. Conosci meglio il libro • I principi di Madre Natura (che rendono facile il difficile mestiere dei genitori di questi tempi). Secondo gli autori, Madre Natura ha stabilito alcuni principi che dettano la crescita dei bambini e che, se vengono seguiti dai genitori, permettono di eliminare qualsiasi dubbio su cosa sia migliore da fare con il proprio figlio; permettono di assecondare le parti naturali della crescita del bambino evitando di fare qualcosa troppo presto o troppo tardi; e permettono di fare la cosa giusta al momento giusto. I principi a cui si riferiscono gli autori sono quattro. • Il primo principio secondo natura è l’osservazione: quando si osservano i comportamenti dei bambini con attenzione senza ansie, condizionamenti o preconcetti, si riesce sempre a capire di cosa il bambino ha bisogno e cosa sta provando in quel momento. Diventa, quindi, molto facile poter gestire il suo comportamento. Secondo gli autori, il problema di oggi è che «siamo convinti che i bambini siano creature da istruire, informare, plasmare in base a regole e comportamenti astratti che ci sono stati tramandati, e questo è uno dei più grandi ostacoli per un genitore che voglia instaurare un rapporto armonioso e autentico con il figlio». • Il secondo principio secondo natura è l’assorbimento incondizionato e l’imitazione: questi sono i due strumenti che il bambino utilizza per imparare. Il bambino, infatti, assorbe tutto quello che vive e che percepisce nell'ambiente familiare. Gli autori paragonano il bambino a «una spugna immersa in una bacinella d'acqua, che non può scegliere se bagnarsi o restare asciutta e nemmeno quanto impregnarsi, così lui assorbe ciò che accade all'esterno senza riuscire a filtrarlo». Ogni figlio, quindi, assorbe i comportamenti, le abitudini, le emozioni, i pensieri e i modi di fare della mamma e del papà e non solo. Egli «oltre ad assorbire ciò che vive, prova il fortissimo impulso di imitare i suoi adulti di riferimento in tutto ciò che fanno». Proprio per questo, gli autori consigliano ai genitori di trascorrere molto tempo con i propri figli e, in queste occasioni, di lasciare che i bambini facciano quello che fanno i genitori. • Il terzo principio secondo natura riguarda le fasi di crescita. Le fasi sono tre e vanno dal concepimento all’inizio della maturità, ovvero da 0 ai 21 anni. La prima, da 0 a 7 anni, è la fase egocentrica dell’imitazione: in questo periodo il bambino dovrebbe sentirsi al centro del mondo, ovvero al centro dell'amore dei propri genitori. «Nell'apprendere, intuisce una verità dentro di sé […] e poi avverte un bisogno impellente di verificarla e sperimentarla. Ecco perché tocca tutto, butta tutto per terra, vuole andare a infilarsi dappertutto. È naturale che consideri tutto suo e a sua completa disposizione: se gli diamo dell’egoista perché non vuole scambiare i suoi giochi con gli amichetti, se gli diciamo che deve aspettare o che non si può avere tutto, siamo di intralcio alla sua maturazione affettiva». In questi anni, il bambino impara esclusivamente imitando. La seconda fase che va dai 7 ai 14 anni è quella della fioritura. In questo periodo si sviluppa la propria polarità sessuale: le bambine sviluppano il femminile, i bambini sviluppano il maschile. È utile che i figli trascorrano molto tempo con il genitore dello stesso sesso, in modo da integrare, attraverso l’esempio genitoriale, tutte le caratteristiche della loro polarità. Inoltre, questi sono gli anni dello sviluppo del sentire, per cui il bambino non si limita a imitare, egli vuole anche stimare la persona da cui trae l’insegnamento «scegliendola con cura fra coloro da cui si è sentito particolarmente amato e rispettato negli anni precedenti». La terza fase, dai 14 ai 21 anni, è la fase della volontà. In questo periodo, si porta a maturazione la polarità opposta. Quindi, le ragazze svilupperanno il maschile, mentre i ragazzi il femminile. Secondo gli autori, sono gli anni della comunicazione e della conoscenza fra i sessi. Sono gli anni dei primi innamoramenti, delle prime uscite in gruppo. In questa fase, i figli si sentono sicuri, vogliono dire la loro e sono pronti a formarsi una morale. A loro piace «assumersi delle responsabilità, amano sentirsi partecipi, attivi e indipendenti nel creare dei progetti sul portare a termine un compito». La conoscenza di queste fasi facilità la comprensione dei propri figli. • Il quarto ed ultimo principio secondo natura riguarda la sensibilità e la sensitività. A detta degli autori, queste due caratteristiche sono date troppo spesso per scontate e, invece, sono essenziali. «I bambini sono ipersensibili alla vita, alle emozioni, ai sentimenti […] Sono sensitivi: colgono i pensieri delle persone che li circondano, le loro emozioni e i loro stati d’animo, spesso arrivando anche ad anticipare e a verbalizzare gli eventi prima che accadano». Purtroppo gli adulti non lo sanno. Essi pensano che il bambino sia una specie di «macchina da far funzionare, un piccolo “selvaggio” da indottrinare, che deve imparare a comportarsi per poter stare al mondo». • Secondo gli autori, molto prima che dare regole, spiegazioni o punizioni, i bambini hanno bisogno di attenzione, di amore, di accoglienza, di sostegno e di comprensione. Se il bambino non riceve le attenzioni di cui necessita, tenderà a mettersi in discussione e si convincerà di essere lui il problema. Ecco cosa scrivono gli autori in un passaggio: «È il caso di bambini che non esprimono i loro sentimenti ma poi si ammalano, che stanno sempre zitti e buoni ma poi balbettano e sviluppano tic, che sorridono, che dicono che va tutto bene ma soffrono di allergie o di bronchite cronica, che cercano in ogni modo di adattarsi ma vengono definiti iperattivi, che scelgono scuole o mestieri per fare contenti i genitori e poi si alienano con alcool e spinelli». Secondo gli autori, infatti, quando un bambino piange, non lo fa per dar fastidio a mamma e a papà, ma lo fa perché ha un reale bisogno del tempo e dell’amore dei suoi genitori. Egli è semplicemente un bambino. Educare i figli seguendo i principi della natura vuol dire sapere come comportarsi quando i figli fanno i capricci. • Perché fa i capricci? I due pilastri fondamentali dei capricci sono: 1) la consapevolezza che i capricci non sono mai solo capricci; 2) la capacità di arrivare alla motivazione profonda. «I capricci sono il suo modo di chiedere aiuto», ci raccontano, e gli autori elencano 11 cause possibili: 1. Gli mancano attenzioni; 2. È nervoso o arrabbiato; 3. Ha bisogno di stare con mamma e papà; 4. Le sue richieste non vengono ascoltate (senza motivo); 5. Esprime un bisogno; 6. Non si è sentito capito; 7. Vuole attirare l'attenzione; 8. Ha bisogno di scaricare la tensione emotiva; 9. Vuole difendere il suo territorio; 10. Teme il giudizio e lo vive come uno stress; 11. Imita il comportamento degli adulti e si adatta. • Per capire le emozioni profonde di ogni bambino è fondamentale sintonizzarsi sul suo stato d'animo e, così facendo, sarà più facile risolvere la situazione. Gli autori riportano una serie di capricci a cui seguono delle ipotesi che li scatenano. Per esempio, “perché non ti ascolta?”: il motivo può essere che il genitore non ha capito lui, o lui non ha capito il genitore, oppure vuole difendere la sua posizione, o ancora vuole difendere i suoi sentimenti perché non ha un altro modo per far capire a mamma e papà le sue ragioni. Altro esempio è “perché non vuole mettere in ordine?”: è sicuramente molto importante che il bambino sviluppi il senso dell'ordine in quanto «l'ordine esteriore è sinonimo di ordine interiore». Proprio perché è così importante, gli autori invitano i genitori a porsi una serie di domande: «”Perché non è corso a riordinare quando gliel'ho detto?”, “Qual è la sua motivazione profonda? (passo fondamentale)”, “Perché ha iniziato a fare i capricci?”». Queste domande fanno emergere la vera motivazione del bambino che sicuramente è molto diversa da quella che i genitori immaginano. Così, mentre gli adulti pensano che il bambino vuole farli arrabbiare o fargli perdere tempo, il bambino ha invece un valido motivo, che può sembrare assurdo e incomprensibile agli occhi dei genitori. • Gli otto bisogni supremi di tuo figlio. Secondo gli autori, «più attenzioni riceve, più avverte che siamo disposti a interagire, a collaborare, a guidarlo, più si sente sicuro, impara a conoscersi e a misurarsi con se stesso». Se il bambino non riceverà le dovute attenzioni, le cercherà da solo attraverso dei comportamenti a volte anche pericolosi, alzando la voce o rifiutandosi di fare qualcosa quando gli viene chiesto. Gli autori ci tengono a far notare che dare le giuste attenzioni al bambino non vuol dire sottomettersi a lui. Tutt'altro. Le attenzioni sono alla base dei bisogni del bambino. Gli autori elencano otto bisogni che, secondo loro, sono fondamentali. 1. Bisogno di essere amato e coccolato: questo è essenziale per far sì che il bambino diventi amorevole ed educato. 2. Bisogno di sentirsi capito ed accettato per quello che è: tutto quello che desidera ogni bambino è essere accettato per quello che è e per quello che fa. Gli autori suggeriscono ai genitori di non giudicare i propri figli, di evitare di dire loro che si sono comportati male o che sono stati cattivi. Anziché dare loro un giudizio o un’etichetta, gli autori invitano i genitori a dare ai propri figli il buon esempio, a mostrarsi comprensivi e a chiedere sempre il perché del loro comportamento. 3. Bisogno di essere sostenuto alla crescita: gli autori portano l'esempio di genitori che spingono i bambini di 6/7 anni a fare i compiti e la cartella da soli in modo che si responsabilizzino; in realtà non è così. Il bambino, in questa età, è troppo piccolo per questo ed è quindi naturale doverlo seguire mentre fa i compiti o aiutarlo a preparare la cartella. Ogni cosa ha il suo tempo e solo attraverso una osservazione attenta riusciamo a capire quando è il momento di fare un passo indietro e quando, invece, è il momento di fare un passo avanti e sostenere i propri figli. 4. Bisogno di essere libero di sperimentare: gli autori invitano i genitori ad evitare di seguire i figli dicendo frasi come “Non toccare”, “Non correre”, “Fa attenzione”, “Non sudare” e così via. Questo perché è fondamentale a volte potersi sporcare, mettere in disordine, cadere e rialzarsi perché questo è il modo che utilizzano i bambini per sperimentare il mondo, fa parte del loro modo di giocare e di scoprire ciò che li circonda nonché sé stessi. Ovviamente, il bambino non deve fare queste cose da solo, proprio perché c'è il rischio che si faccia male, quindi c'è bisogno che il genitore sia presente. 5. Bisogno di rispondere all'istinto di imparare: gli autori suggeriscono ai genitori di sforzarsi di assecondare il bambino in modo da evitare di metterlo in pericolo; aiutarlo ad «imparare sulla base delle sue intuizioni»; evitare che insista scatenando un conflitto; evitare che faccia le cose di nascosto; soddisfare subito un suo bisogno per fare in modo che cresca l'armonia tra genitore e bambino. 6. Bisogno di collaborare con persone che stima: questo bisogno nasce dalla voglia di diventare grande, dalla voglia di imparare e di passare il tempo con le persone che ama, come per esempio i genitori. 7. Bisogno di sapere che è perfetto così com'è: il bambino ha necessità di sapere che qualsiasi cosa succeda, qualsiasi comportamento abbia, anche quando sbaglia, lui sarà accettato e compreso dai propri genitori. 8. Bisogno di sapere che mamma e papà lo capiscano sempre: oltre all’accettazione, il bambino necessita anche di comprensione e di accoglienza, in quanto per lui queste rappresentano una grande fonte di sicurezza. Secondo gli autori, se non si maturano queste caratteristiche o se il bambino non le percepisce nei genitori, allora egli si sentirà fragile e si metterà sulla difensiva innescando dinamiche guidate dal capriccio. Citazioni «Non credere alla storia che i capricci siano positivi per la crescita: il bambino non li fa per misurarsi con se stesso o con gli adulti che si occupano di lui». «Se gli insegni le cose divertendoti, se assecondi il suo approccio ludico alla vita, smetterà di entrare in conflitto e si mostrerà volenteroso e collaborativo». «La danza del sì è un’ottima soluzione che puoi usare quando devi dirgli di no. Dopo esserti accertato che il no sia giustificato e davvero inevitabile, sono due le cose che devi fare: - Accogli lo stato d’animo e il bisogno di tuo figlio, dimostragli che lo capisci. – Digli che potrà soddisfare il suo bisogno in un altro momento e che dovete solo trovare il momento giusto; a quel punto programmalo e mantieni la promessa». «È uno dei grandi mali di oggi: gli adulti non hanno mai giocato o hanno smesso di farlo… e i bambini anche!». «La relazione con tuo figlio è il cuore della sua vita futura, della sua autonomia e della sua maturità». Perché leggere questo libro Perché dà degli strumenti che i genitori possono mettere subito in pratica. Perché è scritto in maniera semplice e diretta. Perché dà molte nozioni che aiutano a capire perché i bambini a volte fanno dei capricci. Perché è un valido aiuto per migliorare la relazione genitore-figlio. Questa scheda è stata realizzata da Tatiana Zucconi Categoria: Genitorialità Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia