Studiare è un gioco da ragazzi


Matteo Salvo, Studiare è un gioco da ragazzi, Gribaudo

Crescita Personale, Genitorialità

L’intento dell’autore è quello di dare “il metodo” di studio allo studente e al genitore che legge questo libro. Non è questione di memoria o di capacità straordinarie, è solo questione di metodo ci dice e tutta la prima parte del libro è...




Matteo Salvo, Studiare è un gioco da ragazzi, Gribaudo

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Perchè leggere questo libro

Perché è colorato, pieno di esempi di ottime mappe mentali (e anche degli errori da evitare), perché – come l’autore stesso ha fatto imparando dai migliori – questo è il libro migliore in commercio per apprendere concrete strategie di apprendimento....


Tempo di lettura di questa scheda riassuntiva del libro "Studiare è un gioco da ragazzi" di Matteo Salvo è di circa 5/10 min.

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Matteo Salvo, Studiare è un gioco da ragazzi, Gribaudo

Riassunti di libri di crescita personale


Matteo Salvo, Studiare è un gioco da ragazzi, Gribaudo Chi è l’autore? Matteo Salvo insegna dal 2000 tecniche di memoria e metodologie di studio sia in Italia sia all’estero. Ha fondato la scuola Mindperformance ed è il primo e unico TLI in Italia (ThinkBuzan Licensed Instructor) e istruttore di mappe mentali certificato da Tony Buzan. Dal 2008 è docente di mnemotecnica, dal 2013 è entrato nel Guinness dei primati per aver memorizzato e riordinato in apnea un mazzo di 52 carte da gioco. Pubblica libri sull’apprendimento e lo sviluppo della memoria. Qual è l’intento dell’autore? L’intento dell’autore è quello di dare “il metodo” di studio allo studente e al genitore che legge questo libro. Non è questione di memoria o di capacità straordinarie, è solo questione di metodo ci dice e tutta la prima parte del libro è dedicata alla sua presentazione. La seconda parte del libro entra nel dettaglio dell’applicazione del metodo di studio e delle tecniche di memoria per diversi temi: imparare un elenco, dei concetti, una lingua, un capitolo di una materia scolastica… Conosci meglio il libro: • Se un bambino tocca una stufa accesa, si brucia e impara, così dovrebbe accadere a scuola: imparare per esperienza. In questo libro, l'autore vuole presentare un vero metodo di studio molto più efficace del classico "leggo, sottolinea e ripeto". Se, come si suol dire, "Roma non è stata costruita in un giorno", ogni attività, sportiva o intellettuale, necessita di un metodo e di allenamento per ottenere risultati straordinari. Alla domanda su quali fossero le difficoltà che un genitore e i propri figli incontrano maggiormente nell'apprendimento, le risposte furono le seguenti: noia, mancanza di concentrazione, mancanza di interesse, mancanza di focalizzazione, mancanza di metodo, non riesco a memorizzare, mancanza del giusto approccio, ansia. Matteo Salvo propone di trovare il proprio flusso. Come quando si odia una materia e poi, di colpo, cambiando il professore, diventa interessante. • Cos'è la zona del Flow? È quell'equilibrio tra ansia è noia, tra apprendimento troppo veloce e apprendimento troppo lento. Agli studenti non manca la concentrazione, piuttosto manca il coinvolgimento. Essere nel Flow significa perdere la cognizione del tempo, sentirsi totalmente coinvolti e apprendere secondo i giusti livelli di difficoltà e di sfida (proprio come i livelli dei giochi elettronici). E come si può entrare nel Flow? L'autore suggerisce cicli di apprendimento di 40 minuti al massimo. Fare pause ogni 40 minuti aumenta notevolmente l'area di ritenzione delle informazioni. Per entrare nel Flow è necessario anche trovare interesse nella materia, qui l'autore suggerisce di ricercare il coinvolgimento nella pratica. Infatti, sentirsi parte importante del processo di apprendimento è elemento essenziale per entrare nel Flow. Ai bambini piace essere parte attiva; e anche il senso di sfida, cioè dare il meglio di sé in modo divertente, permette di accedere allo stato del flusso. Infine l'obiettivo dovrà essere chiaro e preciso, ad esempio: arrivare a leggere fino alla fine di pagina 7. • Il segreto nell'apprendimento è studiare in modo efficace e non solo efficiente. Essere efficace significa essere orientati al risultato, ma qual è il risultato per Salvo? Il risultato finale per l'autore è saper spiegare quanto appreso. Secondo lo psicologo Edgar Dale nel suo "cono dell'apprendimento", noi ricordiamo il 10% di ciò che leggiamo, il 20% di ciò che udiamo, il 30% di ciò che vediamo. Si tratta di stimoli passivi, quando però questi stimoli passivi vengono combinati tra loro, ricordiamo fino al 50% di ciò che udiamo e vediamo. Nel momento in cui, tuttavia, partecipiamo attivamente, la percentuale di apprendimento aumenta fino al 90%. Infatti, noi possiamo ricordare il 90% di ciò che diciamo e facciamo. Ecco la differenza tra un metodo passivo è un metodo attivo: per l'autore essere attivi nell'apprendimento significa "studiare per spiegare". È quello che gli americani chiamano Switch ownership, cioè trasferire le competenze a un'altra persona in modo tale che sia lei a poterle spiegare. • Quali sono gli elementi fondamentali per organizzarsi allo studio? È sicuramente importante porre attenzione all'ambiente, una buona illuminazione per agevolare la vista, una sedia comoda e un altrettanto abbigliamento comodo, aiutano ad agevolare la concentrazione. anche una musica di sottofondo, strumentale o con suoni della natura può agevolare l'attenzione. L'autore suggerisce di avere una scrivania spaziosa per poter avere attorno a sé tutti gli elementi utili. Uno strumento molto interessante che pochi tengono in considerazione è una lavagna, utilissima per prendere appunti e per esercitarsi a spiegare la lezione. Anche il leggìo è uno strumento utile per agevolare la lettura in una posizione più naturale. È fondamentale porsi in modo attivo e per questo l'autore suggerisce di non restare certo sdraiati sul divano a studiare, ma piuttosto in piedi accanto alla lavagna. Porsi in modo attivo significa anche andare alla ricerca delle informazioni senza subirle: farsi domande partendo dai titoli, dai sottotitoli, dall'indice e da tutto ciò che viene proposto nelle schede di lettura. Chi, come, dove, quando, perché, sono le domande essenziali da porsi prima di iniziare a studiare un argomento. • La programmazione è fondamentale. Abbiamo già parlato dei 40 minuti di studio, a cui l'autore suggerisce di far seguire una vera pausa per rilassare corpo e occhi. Anche la lettura richiede la sua giusta programmazione: l'autore presenta due tipi di lettura, quella generale e quella critica. Il primo passaggio è la lettura generale e serve ad avere una visione complessiva: sarà sufficiente leggere il titolo, identificare se c'è un riassunto a fine capitolo o un questionario, guardare schemi e mappe concettuali, leggere titoli dei paragrafi e didascalie di immagini ed eventuali parole chiave in grassetto. Questa lettura generale ci permette con il 20% di informazioni di ottenere l'80% della conoscenza. Il secondo passaggio è la lettura critica del testo. È importante evitare di pensare che si studia per imparare, l'autore ci ricorda spesso che si studia invece per spiegare. la domanda da porsi mentre si legge il testo è: quale parola mi aiuta maggiormente a rievocare questo concetto? si tratta infatti di "ganci mentali", cioè parole chiave utili a recuperare il concetto in questione. • Il terzo passaggio consiste nella fase di verifica, cioè nel ripercorrere le parole-chiave e verificare di essere in grado di recuperare mentalmente tutti quei concetti utili presenti nel capitolo. Il quarto passaggio è la memorizzazione, alla quale l'autore dedica la seconda parte del libro nella spiegazione ed applicazione di tecniche mnemoniche. Il quinto passaggio è dato dall'esposizione, che si suddivide in due aspetti: la preparazione mentale e la comunicazione. Molto spesso, nonostante lo studente abbia studiato, la mancanza di esercizio sull'esposizione non rispecchierà la reale preparazione dello studente, procurandogli delusioni e frustrazione. La preparazione mentale in questa fase vuole porre l'accento sullo stato mentale ed emotivo affinché migliori per affrontare l'interrogazione. Per acquisire sicurezza nella comunicazione, esercitarsi ad esporre è l'unico modo. L'autore suggerisce anche di filmarsi per correggersi di volta in volta e migliorare così molto velocemente la propria capacità espositiva. • Il sesto ed ultimo passaggio è la memorizzazione a lungo termine. Per portare con sé informazioni a lungo termine è assolutamente necessario rivederle più volte e pensare a un programma di ripassi progressivi. L'autore suggerisce un programma molto semplice di ripetizione a distanza di: un'ora dopo, un giorno dopo, una settimana dopo, un mese dopo, sei mesi dopo (se ritenuto necessario). Ripassare non significa sedersi al tavolo e rivedere tutto il materiale, ma semplicemente scorrere mentalmente i punti chiavi e verificare di essere in grado di esporre gli argomenti. Questo tipo di ripasso può essere fatto mentre si cammina o si svolgono altre attività fisiche.​ • Come funziona la memoria? La nostra memoria funziona per immagini, associazioni ed emozioni, i concerti vengono trasformati in immagini nella mente che basterà memorizzare in modo vivido sfruttando i cinque sensi per ricordarle più facilmente. Le associazioni possono essere di immagini, di suoni tra idee o concetti. Le nostre emozioni servono a memorizzare, e per questo l'autore ci insegna un trucco, cioè che un ricordo per essere efficace deve corrispondere all'acronimo P.A.V. (che sta per paradosso, azione e vivido). Il libro prosegue con la presentazione di molte tecniche di memorizzazione, per esempio dei numeri con il sistema delle rime o il sistema delle forme, con il metodo dei loci di Cicerone o il metodo delle stanze romane. • Le mappe mentali sono una tecnica di memorizzazione efficace per ricordare i concetti. A differenza delle mappe concettuali, che sono utili per comprendere i concetti, le mappe mentali, con l'utilizzo di immagini e colori, aiutano lo studente a memorizzare, grazie all'utilizzo della creatività (tra colori e immagini) e delle associazioni di idee. Come si costruisce una buona mappa mentale? Il foglio A4 o A3 sarà disposto in orizzontale, l'argomento principale e l'immagine che lo rappresenta occuperanno la zona centrale. Successivamente si stabiliscono dei rami, e dei sotto rami (se necessari), distribuiti equamente nello spazio attorno, seguendo un senso logico, che per molti è quello dell'orologio. I colori dei rami e le immagini hanno la funzione di agevolare il ricordo e la memorizzazione. Le parole chiave e le immagini vengono riposte sopra il ramo, né in mezzo né alla fine per agevolare la memorizzazione. Se possibile, le immagini saranno leggermente più grandi rispetto alle parole chiave. Citazioni: «Quello di cui tanti studenti soffrono non è mancanza di concentrazione, ma mancanza di coinvolgimento.» «Paradossalmente da adulti nessuno noterà se ricordiamo o non ricordiamo i logaritmi o la preistoria, ma tutti si accorgeranno se abbiamo una comunicazione piacevole o no.» «State usando gli strumenti adatti?» «Esci dallo schema di studiare per imparare e invece studia per spiegare.» Perché leggere questo libro: Perché è colorato, pieno di esempi di ottime mappe mentali (e anche degli errori da evitare), perché – come l’autore stesso ha fatto imparando dai migliori – questo è il libro migliore in commercio per apprendere concrete strategie di apprendimento. Perché seguendo il suo semplice metodo si impara veramente ad imparare. Categoria: crescita/sviluppo Acquista il libro nella tua libreria preferita Noi consigliamo Il Giardino dei Libri per acquistare la tua copia